I vostri pensieri / Francesco

La vita ci distrugge
La morte ci sorride:
Il corpo poi deride,
Ma l’anima gli fugge…

I vostri pensieri / Marshall

La vita di Steve Jobs, raccontata da lui stesso, è come un racconto.

I vostri pensieri / Katyn 1943

Può e non può essere vero, basta guardare i bambini per capire quanto è lontana e misteriosa questa morte che ci fa tanta paura. A mio nipote di sei anni e mezzo in circa sei mesi sono morti entrambi i nonni. In questi giorni che ha accompagnato il nonno toscano nella sua casetta definitiva ha pianto, ha fatto l’omino che forse pensava dovesse fare, ma poi è tornato il bimbo giocoso di sempre. In questi sei mesi dalla perdita dell’altro nonno non dimentica mai di andare al cimitero con un mazzo di fiori appositamente scelto da lui e nel preparare il vaso lo saluta con un affetto da far piangere i genitori. Non è cosa da bimbi la morte. Per parte mia, che ho vissuto buona parte della vita assegnatami, ritengo che la morte sia “il riposo del guerriero”. Non mi addentro sui misteri della morte in senso lato perchè non sono edotta e perchè non mi piace dare giudizi e consigli non chiesti.

I vostri pensieri / Gino

L’uomo è una giornata formata dal giorno e dalla notte.
La vita chiamiamola giorno – c’è luce, solarità, vitalità. La morte chiamiamola notte- c’è buio, tenebre (interpetrazione materialistica ).
Ebbene non si puo vivere il giorno vivendolo nel buio e la notte subendo il buio.
E’ giusto che il giorno sia vissuto nella sua solarità, non rabbuiando il sole. E’ un inferno – ogni cosa sia vissuta secondo natura è, questo il miglior modo di vivere la fine della vita. Vivere con serenità la vita, ti darà , se vissuta con impegno, con il rispetto verso di te e verso gli altri la forza di affrontare la difficile prova della morte.
In quel particolare momento potrai dire SIGNORE ho vissuto con impegno …ora è giusto che venga a Te
Accoglimi al Tuo cospetto.
W LA VITA……..w la morte. Sono le due faccie della moneta chiamata ESSERE.

Ciao !

I vostri pensieri / Francesco

Non è negando o nascondendo il problema che lo si risolve, nè il ricorso alla gioia “forzata” ci libera dalla paura esistenziale connessa alla nostra natura di esseri  “a termine”. Soltanto la coscienza della nostra “finitudine” e soprattutto la sua tranquilla accettazione ci possono dare quel poco di tranquillità (felicità ?) per una vita accettabile.

I vostri pensieri / Eddi

Qualunque vita si viva, al tirar delle somme se ne ha nostalgia.
E ciò perché la vita, in sintesi, è conoscenza.
La morte è nemica della conoscenza, poiché ci sottrae la possibilità di guardare in noi e fuori di noi; e, per conseguenza, è nostra nemica.

I vostri pensieri / Francesco

Con semplicità, Francesco si interroga sui grandi temi dell’Uomo: la vita e la morte:

Quando si nasce è come se non ci fossimo, in pratica;incominciamo ad “esserci” veramente soltano quando diventiamo grandi abbastanza per renderci conto che si morrà, prima o poi.
Il fatto è che c’è un sacco di tempo per pensare alla morte e per aspettarla. E’ un evento che sappiamo inevitabile e che è misterioso, di cui non sappiamo nulla nonostante il tanto pensare: ed è questa mancanza di conoscenza che fa paura.

I vostri pensieri / Giuseppe

Giuseppe chiede coerenza e serietà:

—Caro –lup-man ormai sei un lontano ricordo di quello che eri, ma una certa coerenza l’hai sempre avuta, ti prego non cominciare a fare giravolte politiche Di democristiani , Finiani, saltimbanchi, Scilipuotisti, mercenari, ne abbiamo.
Tutto è perduto in questa povera ITALIA LASCIA STARE–SALVA ALMENO IL TUO ONORE

I vostri racconti / Andreino

Abele vs Caino, il pastore con tempo per pensare vs il lavoratore sudato e sempre di corsa, la ritmicità della Natura vs i turni pre definiti. Attraverso questi contrasti, Andreino racconta la propria fatica di vivere sotto il segno di Caino:

Sono operaio da tanti anni, troppi anni, e come tutti i miei colleghi ho poco tempo per pensare. La giornata diventa stretta quando si vorrebbero dire tante cose, e non trovi nessuno che ti ascolta; gli altri, pochi, ti consigliano ancora di lavorare, sempre lavorare. Per chi, poi? La Giannini ricorda “una camera a gas…”, ma l’argomento riguarda altro. Allora viene voglia di prendere carta e penna e giù a liberare il cuore e la mente. Il sacco piano, si svuota, si riduce la pressione e già si comincia a star meglio. Poi ti coglie il sonno e non ce la fai, si punta la sveglia: ogni giorno c’è sempre un turno che ti aspetta. Beato il nomade Abele, pecoraio dall’inizio, nullatenente per davvero, ma ricco di libertà ed emozioni: l’uomo delle meditazioni e delle idee. Tranquillità e pace gli camminano ai fianchi. Tutti i pastori hanno molto tempo per pensare, per cui oltre che ad inventarsi cose nuove, perfino pregano. Abele non ha turni: guarda il sole e le stelle, con quelli si orienta. Quelli della tuta blù, invece, vanno con Caino, nei campi o nei reparti di produzione, presso la terra o vicino agli impianti: l’attività triplica il tempo ad essa dovuto e all’impegno e quindi, poi, il riposare viene d’obbligo. Ciao pensieri. Addio riflessioni. Sudore, sporco ed inquinamento si registrano dalle parti di Caino, ma tutto va bene finchè c’è acqua pulita con cui lavarsi. E passano gli anni in una ripetitività veloce, noiosa e martellante: questo continuo riflusso ci porta, spesso, ad invidiare il libero e fortunato Abele, di cui sentiamo il canto lontani. Società di Caini, su cui non è lecito alzare le mani, in quanto necessari continuatori di quella storia partita proprio da lui: Caino. Coscienza sporca, male necessario…e Dio acconsente, pur timbrando l’infamia sulla nostra fronte. Alle spalle di Abele nessun angelo o arcangelo è pronto a difenderlo, no, non c’è combattimento, il pastore non si difende: muore e basta. Il suo niente si disperde, il barbone non ci disturba più. Il nomade e l’anarchico, però, ricominciano a vivere senza regole, senza impegni, nei sogni di quelli che si obbligano a Caino che su tutto vigila, tutto controlla. Saluti.

I vostri racconti / Roberto

Roberto si lamenta del deserto di idee da cui siamo tristemente circondati:

Pensieri, idee proprie? E già, chi li ha più? Si usano quelli di altri, preconfezionati, impacchettati e stampati.
Li regalano persone che, a loro volta, non ne hanno di propri.
Sono oggetti fuori mercato, la violenza dell’ignoranza si scaglia contro chi osa pensare con la propria testa.
Questo deserto non può durare per sempre, ma ricostruire non sarà facile.

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