Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
La mobilitazione internazione – a cui ha aderito il Giornale.it – ha ottenuto un primo importante risultato. Con un chiaro voltafaccia, il Senato afghano ha ritirato la conferma della condanna a morte del giornalista Sayed Pervez Kambaksh, giudicato colpevole di blasfemia per aver stampato da internet un articolo sui diritti delle donne. Lo scrive l’Indipendent online, spiegando che in un comunicato la Camera alta afghana ieri ha definito un “errore tecnico” la sua precedente decisione di approvare la condanna a morte di Sayed pronunciata da un tribunale di Mazar-i-Sharif. Ciò non significa che il giovane giornalista sarà rimesso in libertà, scrive il quotidiano, ma certo questa mossa del Senato aumenta le speranze che egli possa tornare in libertà. Da settimane è in corso una campagna mondiale – di personalità politiche, media, organizzazioni dei diritti umani – per salvare Sayed dal patibolo. Ieri anche il Giornale.it ha aderito all’appello e sono arrivate centinaia di mai. E sempre ieri presidente degli eurodeputati di Fi, Antonio Tajani ha rivolto un appello alla stampa italiana di far “ascoltare la sua voce per salvare la vita” del giornalista invitando “giornali, tv e radio” a seguire l’esempio della stampa britannica che si è già mobilitata con articoli e raccolte di firme”. E oggi il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, dalle colonne di ‘Liberal’ chiede al ministro degli Esteri Massimo D’Alema di fare un passo ufficiale nei confronti del governo afghano.
Sayed Pervez Kambaksh èera stato condannato a morte per blasfemia. Colpevole di aver scaricato da un sito in lingua farsi e poi distribuito all’università di Balkh un articolo “irrispettoso” dell’Islam, nel quale si sostiene che i fondamentalisti islamici, i quali rivendicano che il Corano giustifica la sottomissione delle donne, hanno travisato le parole del profeta Maometto. Il il Giornale.it ha aderisce all’iniziativa lanciata dal Parlamento europeo che con una lettera del presidente Hans Gert Poettering indirizzata al presidente afgano Karzai ha sollecitato la sospensione della pena capitale inflitta al giovane giornalista. Ora la battaglia è per par tornare Pervez libero. Manda la tua solidarietà, scrivi. Invia la mail a un amico.

Signor Taliani ci vuole spiegare perchè Berlusconi prima dice che gli scatti pubblicati da El Pais spagnolo sono “foto innocenti” mentre poi da mandato al suo legale di querelare il suddetto giornale?
Ma esisterà davvero questo Sayed?
Ricordiamoci il caso della presunta lesbica iraniana Pegah Emambakhsh che sollevò un clamore simile e di cui non si sa più niente… (nemmeno di come è andata a finire…).
Non prevalga l’ingiustizia nei confronti di Sayed. Impariamo ad ascoltare le urla di chi più o meno consapevolmente, a volte nell’assoluta indifferenza, anela alla giustizia.
Operiamo perchè vengano rispettati i diritti degli esseri umani in ogni contesto sociale e religioso.
“…O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nom è il Messia, Gesù figlio di Maria…” – SURA III Versetto 45 del Corano -. Hanno una vaga idea i musulmani di chi sia quel Gesù di cui parla Maometto? (Anche se devo tristemente riconoscere che anche noi “Cristiani” ne sappiamo ben poco)
finitela con questo macabro scherzo!
lasciatelo andare!!!
(ma chi credete di essere?)
Mi associo, libertà!
i “moderati” islamici non alzano la voce in difesa della libertà di pensiero e di parola per il semplice e tragico fatto che esistono purtroppo solo nel nostro immaginario occidentale
i pochi che si permettono di ragionare infatti vivono sotto scorta!…e non sono ancora in grado di cambiare culturalmente una massa enorme di persone….
viva Sayed !
Anche in questa circostanza non si è sentito nessuna protesta / manifestazione da parte dei musulmani Italiani.
Per loro trucidare chi pensa con la propia testa è una normalità.
Bene…una mezza vittoria…ora bisogna continuare perchè Sayed ritorni libero.
Dove sono le femministe italiane? In piazza a protestare! Ma quale religione, questa è barbarie. Libertà ….. libertà…. subito per il giornalista afgano!!!
Forse qualcosa sta cambiando in quelle terre torturate da comunisti prima, e barbari in nome di Dio ora. LIBERTA’ a Sayed e a tutti quelli come lui
PREGHIAMO x SAYED , SALVIAMO SAYED .
CONGRATULAZIONI, FRANCESCO GANDOLFI, COME SI VEDE CHE LA CIVILTA’ HA RADICI PROFONDE NELLE TUE PAROLE. PECCATO CHE NON SI POSSA DIRE ALTRETTANTO DI GAETANO DI STEFANO. AL SUO POSTO, ANDREI AD ABITARE ASSIEME AGHLI AMICI TALEBANI, COME SI VEDE CHE SI PREDICA BENE E SI RAZZOLA MALE. NOI QUA A TIRARE LA CINGHIA PER AIUTARE COLORO I QUALI NON VOGLIONO ESSERE AIUTATI, E SIAMO ANCORA A PRENDERE IN CONSIDERAZIONE TALI INDIVIDUI. Per piacere, portiamo a casa i nostri soldati, e che si scannino a loro piacimento. Vado anche in bicicletta, faccio a meno del loro petrolio, ma dialogo con la civiltà millenaria.
Certo che alla stupidità non c’è limite e loro ce ne hanno dato prova molte volte ma, forse, questa volta non saranno così stupidi da non capire che danno di immagine ne ricaverebbero verso il mondo intero se lo lasceranno giustiziare….o no!!! forza Sayed!!!
ben fatto.. ammazzare un uomo perché contesta i fondamentalisti e’ veramente infame !
la sospensione della condanna a morte del giornalista Sayed è una vittoria dei valori di libertà e democrazia che speriamo attecchiscano sempre di più in quel Paese.
vita e liberta’ di pensiero
SI PARLA DI GLOBALIZZAZIONE, MA FORSE SOLO A LIVELLO COMMERCIALE LE IDEE DEI POPOLI SONO E RIMANGONO RADICATE NELLE LORO TRADIZIONE. NEL TERZO MILLENNIO SI PARLA ANCORA DI PENA DI MORTE, MA NON CI VERGOGNIAMO CHE ANCORA OGGI POPOLI CHE HANNO ACCETTATO L’AIUTO DI ALTRI POPOLI CONDANNANO A MORTE PER L’IDEOLOGIA COPRENDOSI DALLA VESTE RELIGIOSA. NON CHIEDIAMO LA VITA DI SAYED PERVEZ PERCHE’ E’ UN SUO ELEMENTARE DIRITTO, MA DIAMOGLI LA DIGNITA’ DI OGNI UOMO LIBERO (NON ABBIAMO TOLTO I TALEBANI PER ALTRI BARBARI)
Un primo passo è stato compiuto, cancellando la condanna a morte. Sono felice di ciò. Adesso,uniti e con ancora più forza, gridiamo: “LIBERTA’” e solo “LIBERTA’”, per il giovane Sayed. patrizia
il problema è che questa mentalità ci sta invadendo e noi glielo stiamo permettendo.
SALVATE SAYED! E’ triste accorgersi che la’ nulla è cambiato in nome di un dio continuano a calpestare i piu’ elementari diritti umani e qua alcuni nostri politicanti stanno dalla loro parte rendendosi complici delle loro nefandezze preoccupandosi tra l’altro di far liberare gli imam che quelle ideologie di morte vanno predicando. Io sono per la liberta’ io sono per SAYED LIBERO
immorale ed illegale è condannare il libero arbitrio
salviamo sayed!!!!!
Sayed libero!
Finchè ci sarà qualcuno come Sayed che riesce a pensare e dire qualcosa di diverso sarà un bene per tutto il popolo Islamico. Però non è giusto perdere la vita per delle ideologie che non ledono fisicamente nessuno. Diritto alla Vita.
con numerosi, cari amici tra le truppe americane alla frontiera col pakistan, che ogni giorno rischiano di non rivedere le loro famiglie, non posso sottrarmi all’appello per salvare Sayed e quel principio della liberta’ di espressione che ci rende superiori al mondo islamico. non arrendiamoci all’ignoranza, alla barbarie, al fondamentalismo
una donna ti dice che sei un grande uomo.
I potenti terreni, di qualsiasi religione o ideale, facciano il possibile per contribuire alla liberazione del giovane giornalista afgano, Sayed Pervez Kambaksh, almeno qualcosa di utile avranno fatto nella loro vita.
Nessuno ha diritto di uccidere , SALVATE SAYED.
Basta usare il sacro nome di Dio per il potere sulla terra! Chi lo fa ne dovrà rispondere in eterno! SALVIAMO SAYED e preghiamo.
Sarebbe ora che i nostri governanti la smettessero di finanziare con le nostre tasse, regimi liberticidi, assassini e dove il valore della persona è nullo. Dal Darfur alla Nigeria dall’Afganistan all’Indonesia o al Libano il populismo alla D’Alema continua a finanziare regimi (o gruppi) assassini a scapito della dignità umana e della nostra cultura. Se posso lottare affinchè chi la pensa diversamente da me abbia il diritto di esprimersi, penso che sia ora di lottare per evitare che impedire che non permetta a me od ad altri di avere idee diverse
Un soppruso ed un’ingiustizia che cade sulle spalle di un uomo libero, quindi innocente. Purtroppo questo non insegnerà nulla agli idioti cosiddetti benpensanti, che credono che con certa gente si possa discutere evenire a patti e che gioiscono del nulla, come la risoluzione Onu sulla pena di morte. Questa è una doppia morte, perchè oltre al corpo si vuole uccidere soprattutto il libero pensiero.
LIBERTA’, RISPETTO E DEMOCRAZIA. SALVIAMO IL GIOVANE E CORAGGIOSO PERVEZ GRIDANDO CONTRO I POTERI ASSURDI PSEUORELIGOSI.
If they want to go inside new world of future, they have to think with the mind of tomorrow.
I understand that they have to applicate their laws, but laws are made by men and could be changed.
The history teachs that goodwill improves the life of peoples. LET TO LIVE A MAN MORE ON THE HEARTH.
Liberatelo!
Troppi appelli non portano a risultati concreti, siamo stufi dei governi carogna e dei poteri dittatoriali. Lascino libero chi fa del bene all’umanità, le loro azioni sono blasfemia contro tutti.
I diritti elementari degli uomini vanno salvaguardati in tutti i paesi del mondo.compresi i paesi islamici.
Angelo Adriano
non credo ke questo atteggiamento da talebani sia proprio quello dettato dai diritti umani,che ci stiamo a fare li se non riusciamo a impedire questi omicidi in nome di un dio ke non credo li voglia. ke il predidente si attivi prima che sia troppo tardi
Ma allora che differenza c’è tra questo governo afgano ed i famigerati talebani? E’ a sostegno di questo governo incivile in un paese incivile che mandiamo i nostri soldati ad esporsi a gravi rischi? che spendiamo i soldi dei contribuenti per rallentare il loro ineluttabile ritorno all’ oscurantismo medievale? Ma lasciamoli perdere; riportiamo a casa i nostri ragazzi.
Piena solidarietà a Sayed nella speranza che la condanna venga revocata.
MAI CONTRO LA VITA!
E’ quindi assolutamente ingiusto condannare Sayed e bisogna contribuire a portare nel paese maggiore libertà.
E’ quindi assolutamente ingiusto condannare Sayed e contribuire a portare nel paese maggiore libertà.
I diritti elementari degli uomini (in senso lato) vanno salvaguardati in tutti i paesi del mondo, anche nei paesi islamici. Angelo Adriano
non abbiamo nessun diritto ad uccidere in nome della legge figuriamoci in nome di DIO
In difesa dei diritti umani e contro tutte le dittature islamiche, comuniste etc
libertà di leggere, di scrivere, di pensare. libertà !
Egr. Presidente,
oggi l’Occidente sta vivendo una profonda crisi di identità, ma una cosa è sempre ben chiara nello spirito e nel profondo di ognuno di noi, il rispetto per l’essere umano in genere. Siamo corsi in aiuto al Vs. paese con grande entusiasmo convinti di intraprendere un percorso fatto di difficoltà e imprevisti ma fatto anche di emozioni e grandi traguardi. Prenda atto e rifletta, non vanifichi tutto attraverso gesti di inaudita violenza, non fosse altro per il rispetto e la memoria di tutte quelle persone che hanno perso la vita perseguendo il Vs. sogno nel rispetto della Vs. vita del Vs. paese.
Solidarietà per Sayed
se l’islam nasce nel 620, é piú giovane della nostra religione di circa 400 anni. se facessimo un salto all’indietro di 400 anni, ci troveremo con casi similari anche a casa nostra. purtroppo bisogna dare tempo, alla storia dell’ignoranza che la religione provoca, ma é doveroso fare qualsiasi cosa per salvare questo ragazzo, peccato non ci fossero questo tipo di iniziative per.. a caso, giordano bruno.
I diritti umani devono essere rispettati. E’ ora che l’Afghanistan e tutti i Paesi intolleranti capiscano che il mondo libero grida a gran voce contro i loro crimini.
PER QUESTI FANATICI NON ESISTE LA RAGIONE, MA PER NOI OCCIDENTALI E’ BEN CONOSCIUTA E RISPETTATA.PERTANTO SE MALAUGURATAMENTE SAYED SARA’UCCISO L’INVITO A TUTTI QUELLI DI BUON SENSO E’ DI CONSEGNARE KARZAI (CUI SPETTA PER LEGGE LA GRAZIA) AI SUOI PARI TALEBANI CHE PROVVEDERANNO A PAREGGIARE QUESTO DISUMANO ASSASSINIO.
Un sostegno forte a un collega. La libertà d’espressione è innata in tutti noi e non morirà certa a causa di una sentenza. Gli sono vicino
a volte quando penso ai denari che i contribuenti italiani e comunque europei elargiscono a questa gentaglia sperando che la ” belva diventi umana” alla gente che si alza alle 5 del mattino per andare a lavorare in mezzo alla nebbia per pagare le tasse e darne una parte a questi assassini che poi riempiranno di “ero i nostri giovani” ebbene ho voglia di vomitare, in quanto a karzay e alla sua tutina, meglio lasciar perdere
Si dice che una grande religione è tale quando essa lascia che il suo popolo possa contestarla liberamente nei principi e nelle idee che sostiene in un civile confronto tra diritti laici e doveri religiosi, si dice che una nazione democratica e tale quando anche un solo suo cittadino possa esprimere in pubblico il suo dissenso in libertà totale.Quindi se il Presidente Karzai non riesce a far rispettare queste due regole soprattutto oggi che siamo nel XXI secolo, allora la Sua nazione e la Sua religione non sono altro che una odierna DITTATURA FANATICA E INTEGRALISTA, capace solo di uccidere ma non di saper far vivere.
Ecco i frutti di Karzai. L’Italia è presente in Afghanistan per sostenere questo Paese nella costruzione del sistema giudiziario: faccia l’impossibile per salvare Sayed!
In tutto il mondo islamico ci sono a centinaia di casi del genere, è ora di dire basta a questa mentalità barbara e assassina preistorica, il Dio di qualsiasi religione è contro la morte, contro le barbariche violenze commesse anche sulle donne musulmane, liberate Sayed e tutti quelli come lui… viva la vita viva la libertà
De Stefano Antonio esponente del circolo Azione giovani di Allenza Nazionale di Solofra (AV)
La legge sulla blasfemia ha prodotto delle mostruosità anche in Pakistan. Pertanto solideriatà al giornalista, ma anche a tutte quelle vittime dell’islamo-fascismo che non arrivano ad attirare l’attenzione del mondo.
Ci sono gia’ abbastanza morti inutili ogni giorno, non si puo’ uccidere un ragazzo che ha come unica colpa il desiderio di scoprire e diffondere la verita’
SALVIAMOLO per amor di Dio e di quell’Allah che chiamano in causa per giustificare un assassinio.
É uno scandalo… é riprovevole…. é….. a cosa sevono le parole se non ascoltano la voce della ragione?! In nome di cosa si deve morire a 26anni?
Posso dire solo molto forte NON UCCIDETELO! la sua informazione non sia un alibi per un assassinio peraltro anche illegale.
mi piacerebbe molto che le brave femministe nostrane alla matriciana, sempre pronte a ululare verso la chiesa cattolica, difendessero le povere disgraziate mussulmane scagliandosi contro l’integralismo islamico. ma non lo faranno mai. tutta la mia solidarietà al bravo giornalista.
É uno scandalo…é riprovevole….é…..a cosa sevono le parole se non ascoltano la voce della ragione???!!!!
VITA / MORTE,VERITA’/INGANNO,IL BENE/IL MALE,TOLLERANZA/PREPOTENZA,LIBERTA’/POVERTA’…. E’ IN GIOCO TUTTO QUESTO E TANT’ALTRO IN QUESTA VICENDA, NEL MIO PICCOLO PROVO A DARE UN CONTRIBUTO A FAVORE DI QUESTO CORAGGIOSO RAGAZZO
Purtroppo, non c’è certo da meravigliarsi di quanto accaduto al giovane giornalista. Capita quasi tutti i giorni di leggere notizie sconvolgenti su una religione che, da 1.500 anni a questa parte, ha ampiamente dimostrato di essere violenta ed intollerante, con buona pace di chi sostiene il contrario. Fatevi un giro su http://digilander.libero.it/coranoislam e ve ne renderete conto.
Cordiali saluti.
combattiamo contro il medioevo, che purtroppo è alle porte anche da noi!
Chiedo che il giovane Pervez non venga giustiziato, in nome della dignità della vita e delle conseguenti libertà di opinione, parola e stampa.
Religione: cristallizzazione di un idea altrimenti confutabile. Attenzione però alle religioni che cambiano, sono come Mastella, un po’ di qua un po’ di la, ma sempre attaccate alla sedia.
è una cosa indegna – tutto il mondo civile dovrebbe intervenire
salviamo quest’uomo dalla follia musulmana
L’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che l’islam è il cancro del mondo! … E c’è ancora gente che li ammira e li rispetta!!!
Quest’ uomo e’ stato accusato di scaricare materiale da internet “blasfemo” e di averlo distribuito.
Quest’ uomo e’ stato accusato senza potersi difendere.
Firmate anche la petizione sul sito del giornale inglese Indipendent:
http://www.independent.co.uk/news/world/asia/article775954.ece
Non uccidetelo
Quest’ uomo e’ stato accusato di scaricare materiale da internet “blasfemo” e di averlo distribuito.
Quest’ uomo e’ stato accusato senza potersi difendere.
Firmate anche la petizione sul sito del giornale inglese Indipendet:
http://www.independent.co.uk/news/world/asia/article775954.ece
Temo che in Italia la cosa non desterà grande clamore.
Difendere Perwez significa restare in Afganistan per molti anni, a prescindere se l’abbia invaso Bush o Putin.
http://minimamoralia.blog.lastampa.it/minima_moralia/2008/02/restare-in-afga.html
barbarico uccidere un uomo per le sue idee. Sayed vivo!
ORAMAI SIETE RIMASTI POCHI AL MONDO IN CUI AMMAZZATE COSI ARBITRARIAMENTE, LIBERATE QUELL’UOMO SE VOLETE FARE ALMENO UNA COSA GIUSTA!
Fermate questa follia, possibile solo in un paese mai uscito dal medioevo!
.. e pensare che adesso non comandano piu’ i talebani! Viene spontaneo chiedersi perchè perdiamo ancora tempo e soldi dietro a questa gente.
LIBERTA’!!!
NO ALLA PENA DI MORTE!!!!!!!
L’ISLAM E LA RELIGIONE (?) MUSULMANA SONO IN ANTITESI CON QUALSIASI ESSERE UMANO!!
SONO INDIGNATO CHE NEL TERZO MILLENNIO ESISTA UN CREDO RELIGIOSO DITTATORIALE E RAZZISTA!!!!!
GRAZIE ORIANA.
Liberate Sayed!!! Uccidere una persona in nome di una religione è da “IMBECILLI”.
Il nemico “Menzogna-Talebana-Islam” avanza! intensificare gli sforzi per fermarlo prima che inquini anche quì togliendoci tutto ciò che di più caro abbiamo!
viva SAYED !!!
E’ inutile sperare che possa cambiare qualcosa in un paese dove la pena di morte regna sovrana…. nessuno può uccidere ne in nome della legge ne tanto meno nel nome di DIO. Auspico che DIO illumini i governanti di questi paesi barbari e primitivi e salvi la vita di Sayed..
Graziatelo.
Dio perchè permetti tutto questo… salva Sayed!
SALVIAMO SAYED e preghiamo. Troppa cattiveria e falsità in questo mondo!!!
Il codice penale italiano è pieno di reati d’opinione: la gran differenza è che si va in prigione invece di finire sul patibolo. Lo stesso principio del rispetto verso la vita e la dignità dell’essere umano è un pregiudizio che vale la fede in Cristo, in Allah o in una qualsiasi religiosità secolare.
Ciascuno si scandalizza tanto del fatto che le opinioni proprie (o contigue alle proprie) vengano represse, quanto del fatto che a quelle avverse venga lasciato libero corso: una libertà di pensiero piena ed illimitata riuscirebbe a desertificare qualsiasi società, e non è quindi desiderata da nessuno.
Mi associo a quanti cercano di salvare la vita al giovane giornalista Afghano, l’islam ha un radicalismo religioso inconcepibile per noi Europei,
auspico che questo povero ragazzo possa farcela
No alla pena di morte
E poi qui vogliono togliere i crocefissi?
L I B E R T A’!!!
L I B E R T A’ DI PAROLA E DI STAMPA!!!
SALVIAMO QUESTA VITA E BONIFICHIAMO L’AFGHANISTAN DA QUESTI CRIMINALI.
Mi associo alla causa in nome della libertà!
Nel nostro meraviglioso mondo dobbiamo ancora convivere con queste realtà, l’arma per vincerle è l’unione di chi ha il coraggio di denunciare, parlare e se necessario … combattere per le libertà “vere” di tutti.
Cara Oriana, avevi perfettamente ragione su cosa sia l’islam.
Questa è l’ultima delle innumerevoli prove che l’islam è incompatibile con la democrazia
Save him, graziatelo la liberta’ di parola e di espressione e’ il primo pilastro per un nuovo paese
e basta con la pena di morte
Sayed libero!
Allora là non è cambiato nulla, sono tutti talebani, non vedo perchè dobbiamo mettere in repentaglio la vita dei nostri per sostenere un sistema talebano. Quella gente non si evolverà mai ed uno vale l’altro, cioè tutti assassini in nome di un fanatismo che rasenta la follia totale, il sovvertimento di ogni principio umano di convivenza. La sola cosa che possiamo fare è di tenerli lontani ma questo si che potremmo e dovremmo fare.
Una sentenza da cancellare. Se applicata in tutte le nazioni del globo avremmo un immenso cimitero.
La vita e la libertà caratterizzano l’uomo e la civiltà. Nessuno può spegnerle.
Non ci sono commenti da fare solo una parola: libertà! Che Dio ci Benedica !
Libertà di parola, libertà di stampa, liberta d’espressione, libertà di pensiero!!!
Libertà!!!
Da chi ha speso risorse ed energie nel coordinamento del settore Giustizia in Afghanistan, e ha promosso nel luglio 2007 una conferenza ministeriale sul Rule of Law in Afghanistan, ci si poteva aspettare una parola di condanna e di preoccupazione? No, solo silenzio. Ora ci dobbiamo aspettare il comunicato del cordoglio quando la sentenza passerà in giudicato?
NO, per questo sottoscrivo l’appello. Via dalle corti civili le accuse di blasfemia e lasciamo vivere Sayed e con lui la libertà di opinione ed espressione, uno dei fondamentali pilastri della democrazia, ora minacciata dai moralisti religiosi e dalle lobby del potere.
Ma allora cosa gli aiutiamo a fare gli afgani se si comportano come gli stessi Talebani ? Non sarebbe il caso che il governo di Hamid Karzai capisca che i soldi ed aiuti militari/umanitari non glieli mandiamo perchè coltivino l’assurdo fondamentalismo tipico dei terroristi integralisti islamici ! Salvate Sayed !!
Solidarietà al giovane giornalista…
La libertà di parola continua ad essere repressa. Il sigonr Karzai non si dimostra molto migliore dei talebani.
Le idee che non piacciono si combattono con altre idee, non con la repressione.
Credo sia inconcepibile sostenere con i nostri uomini, i nostri mezzi; anche a prezzo della vita, un governo che rifiuta le piu elementari e sonsolidate basi della nostra costituzione, ovvero la liberta di espressione e il rifiuto della pena di morte. Lasciarlo vivere e’ un obbligo morale nei confronti del nostro paese.
LIBERATE SAYED
Nessun uomo ha il diritto di uccidere, Dio non ha dato a nessuno questo potere. Il vero potere dell’uomo è il “Perdono”.
Chi ammazza in nome di Dio è un blasfemo e per giunta un assassino. Dio si vendicherà di chi uccide in suo nome
Se i termini della questione sono effettivamente quelli riportati su vari giornali, anche di stampa estera, allora non posso che rassegnarmi: questa è l’amara conferma che uno scontro fra civiltà è impossibile da evitare. Cara Oriana, mia moglie venne a salutarti, io pensavo che nei tuoi scritti vi fossero troppe viscere…
Mi sa che ho sbagliato….
Assurdo. Lasciatelo libero!! Eppure ormai nella nostra vita quotidiana siamo sopraffatti dall’assurdo, da vicende surreali note a tutti che schiacciano i nostri pensieri le nostre libertà, ma si va avanti, facendo finta di niente siamo ignorati da chi crea e manipola il potere. Ma la cosa che forse dovrebbe fare riflettere e che ci si ignora anche fra di noi….noi popolo abbiamo la vista annebbiata da falsi stereotipi,e non ci accorgiamo che se ci girassimo accanto avremmo un compagno.
Salvatelo!
Luciana Cuppo
No alla pena di morte.
Al di la della non accettabilità per noi della pena di morte, e della sacralità sempre e comunque della vita umana, pure provando a immedesimarsi nella loro cultura, mi sembra una pena sproporzionata alle sue “colpe”. E la vita umana è comunque sacra, ed è terribile che uomini la tolgano ad altri uomini.
Nel nome del grande profeta MAOMETTO aiutate l’islam ad uscire dal medio evo. Non uccidete il giornalista. L’amore per la vita dovrebbe sempre illuminare la nostra via.
Fate un gesto grande maturità! basta con questi orrori preistorici! NON FATELO MORIRE
Se ha peccato contro l’Islam solo Dio lo giudicherà: se qualcuno lo giudica in questo è certamente più colpevole, ammesso che abbia delle colpe, di colui che è stato condannato da un tribunale di uomini. Se credono in Dio e lo temono devono avere clemenza totale. Dio c’è per tutti non solo per quelli che credono di poter giudicare sulla terra e condannare a morte
Le religioni non possono uccidere in nome di Dio. Liberate Sayed Pervez Kambaksh.
Karzai dimostri veramente se vuole la libertà del suo popolo, se vuole un paese democratico non può far commettere un tale omicidio, il mio grido si aggiunge alle migliaia di grida che chiedono la libertà di Sayed… Libertà
tutti i musulmani sono talebani.
Non ammazzatelo!!!
Purtroppo i nostri appelli a quei popoli perche’ usino clemenza, molto spesso cadono nel vuoto. Indubbiamente la loro religione ha questi caratteri di rudezza e di crudeltà. Non per nulla Padre Dante, otre settecento anni fa, collocò Maometto all’Inferno, tra i ‘seminatori di scandalo’.
Liberatelo
L’idea che un giornalista sia condannato a morte per aver scaricato un articolo che esprime un’opinione che contrasta con le interpretazioni più fondamentaliste della religione è un serio campanello d’allarme. I soldati delle forze multinazionali combattono e muoiono a fianco degli afghani per un futuro migliore. Questo ritorno ad un integralismo religioso assoluto può solo rallegrare i talebani! Mi associo alla richiesta di annullamento della pena di morte per Sayed Pervez Kambaksh in nome di quella giustizia per la quale tanti soldati stanno dando la vita.
Liberate Sayed Pervez Kambaksh.
Non posso crederci che si pensi ancora alla pena di morte
fermiamola
Come più sopra, vita e morte ce le decide solo Nostro Signore.
gianni
Salvate Sayed e la liberta’ di parola e di opinione
La vita di Sayed Pervez Kambaksh è sacra perchè è un dono di Dio! Nessun uomo può sostituirsi a Dio, nè soprattutto non lo possono coloro che dovrebbero aiutarci a comprendere la Sua voce! Mancando di rispetto verso il dono di Dio, la Vita, inevitabilmente si manca di rispetto anche verso Colui che la Vita ce l’ha donata.
Sarà meglio che il Presidente afgano ritorni sui suoi passi, visto e considerato che, per ottenere aiuti dall’Occidente, si professa “liberal”. In caso contrario, i veri “liberal” potrebbero decidere di lasciare lui e tutti i suoi sudditi nelle mani dei Talebani (che dall’esecuzione del povero giornalista trarrebbero nuova e terribile soddisfazione…..)
Che tristezza! Sapere che popoli, nazioni, città, paesi, sono soggiogati dalla barbarie e dalla inciviltà di pochi perchè protetti da una religione assassina e vendicatrice, fa accaponare la pelle. Appellarsi a costoro fa venire il voltastomaco, ma la vita di una persona non ha prezzo nèrisentimenti.
Solo DIO può dare o togliere la vita!
Chi siamo noi uomini, piccole creature mortali, per prenderci questo potere?
Libertà di pensiero, di parole, di religione. Sempre, comunque ed ovunque! Salviamo Sayed. Facciamo il possibile ed anche l’impossibile per questo giovane giornalista, “reo” d’aver espresso liberamente le proprie idee. – Ma davvero viviamo nel medioevo? – Quale triste realtà ci circonda e ci minaccia!
Patrizia.
Pensavamo che l’Afghanistan, con l’aiuto dell’Occidente, si fosse liberato dei Taliban e del loro fondamentalismo. Ma qual’è la differenza oggi, se un giornalista viene condannato a morte solo per aver distribuito un documento che sostiene che i fondamentalisti islamici travisano le parole di Maometto quando dicono che il Corano giustifica la sottomissione delle donne? Il primo segretario del Parlamento Muzafari giustifica la condanna a morte dicendo che non si possono tollerare insulti alla religione islamica. Non ho letto il testo del documento divulgato dal giornalista, ma se come si dice, è stato condannato a morte solo per essersi espresso contro la posizione dei fondamentalisti, questo non è un insulto all’Islam, l’Islam non è solo quello fondamentalista. Se così stanno le cose, si sta tornando davvero ai tempi bui dei Taliban. Solidarietà a Sayed Pervez Kambaksh, non può essere ucciso barbaramente per esprimere e divulgare la propria opinione. NO alla sua condanna a morte.
Sarebbe ora di leggere qualche parola a favore della libertà di espressione anche da parte dei cosiddetti musulmani moderati… qualcuno ne ha notizia, o si fanno vivi solo per lamentare le difficoltà di integrazione nei paesi occidentali? E’ in questi casi che servirebbe il loro coraggio e la loro voglia di dimostrare cosa professa di buono l’islamismo.
Siamo oltre i commenti. Firmo, perché la libertà è un diritto inalienabile.
Non uccidete Sayed Pervez Kambaksh, non imbrattate le vostre mani di sangue innocente: NO ALLA PENA DI MORTE! DIO E’ AMORE!
Salvate quel …ragazzo..e basta…
Aderisco alla sottoscrizione!
andrea tornielli
Libertà e vita per Sayed
….e noi siamo andati là con i nostri soldati per questo bel risultato?!! Tagliate i viveri all’Afganistan.. Embargo!! Perchè non si capisce che dalla morte nasce sempre morte e violenza? Lo si lasci libero subito!!
Sì, giusto, cerchiamo di salvarlo. Ma la legge afghana prevede la morte per blasfemia, così come la legge cinese prevede la morte per tradimento dello Stato e quella cubana ….D’Alema dovrebbe ricordargli la moratoria della pena di morte e che i Talebani non sono ancora al potere..(?)
Libertà e vita!
Salvatelo!
Come grondano di sangue le mani di quegli uomini che hanno la pretesa di agire in nome di ALLAH, IL MISERICODIOSO!
Qualsiasi religione si ispira al trascendente promuovendo fede, giustizia e carita. Rispetto per la vita umana che tutti abbiamo in usufrutto, la proprieta è del trascendente. Concetti semplici e lapalissiani in contrasto con i fondamentalismi da qualsiasi parte provengano. Chi predica intolleranza, vendetta e morte è fuori da qualsiasi ambito religioso e smorza tutte le speranze di una coesistenza globalmente pacifica e solidale.
Libertà!
Libertà di espressione: no alla pena di morte!
La vita è sacra: nessuno tocchi il giovane Sayed Pervez Kambaksh!
Questa è criminalità ideologica, assurdo che nel 2008 esistano ancora ampi stralci di medioevo! che tristezza…
L’espressione libera del proprio pensiero è quanto di più nobile l’uomo possa anelare. Non si può ammazzare chi non la pensa come te. Non uccidetelo, liberatelo.
La vita e la morte appartengono solo a Dio.
“La gente deve capire – ha dichiarato il primo segretario del Parlamento, Aminuddin Muzafari – che siamo i rappresentanti di un paese islamico e quindi non possiamo tollerare insulti nei confronti della religione islamica”.
SE QUESTO E’ L’ISLAM… NO IO NON CAPISCO E SPERO CHE IN TANTI NON VOGLIANO FARSELO SPIEGARE COMPRESI I SOLITI BUONISTI
Bisogna assolutamente fare di tutto per salvare la vita di questo giovane coraggioso e lanciare il messaggio che l’intolleranza è la prima caratteristica dei deboli e dei codardi.Se poi a essere intolleranti sono uomini che si definiscono religiosi…….
Non uccidetelo, liberatelo!
E questi sarebbero i “moderati”!? Ma piantiamola, per favore, di essere complici di questi criminali!
Presidente Karzai,
supponga che il magistrato abbia commesso un errore di giudizio, come potrebbe riparare ad un omicidio di Stato? E come potrebbe essere punito il presidente di quello Stato che avesse commesso un omicidio? Forse con la stessa pena comminata? La invito a rivedere almeno la pena e a conformare il suo Stato al livello di civiltà più diffuso nel nostro mondo contemporaneo.
La saluto con affetto e speranza.
Non so cosa dire di fronte ad un atto di pura barbarie. In Italia si è garantisti anche nei confronti dei massacratori di bambini, in Afghanistan si muore per un semplice “distinguo”.
Salvate Sayed!!! Ne va anche della nostra libertà!
La libertà è sacra e anche certi governi arabi dovrebbero tutelarla farebbe bene anche a loro
Sayed deve vivere. Anche se questo non fermerà quei mostri fanatici che domani uccideranno qualcun altro. Sono pericolosi per il mondo intero e noi in Italia stiamo spalancando loro le porte.
Basta con queste condanne a morte, finchè l’Islam non uscirà dal suo oscurantismo e fanatismo non ci sarà mai vera democrazia in quei paesi. Solidarietà al giornalista e a tutte le donne afghane che cercano giustizia.
Da giornalista di matrice laica e liberale firmare questa petizione è il minimo che possa fare. Detto questo, una considerazione solo in parte pertinente con la drammaticità della situazione. Non vedo a sinistra e non avverto in quei movimenti quel fervore in altre situazioni dimostrato per i cosiddetti “compagni che sbagliano”. Vuoi vedere che se c’è di mezzo la sorte di giornalista di un Paese islamico per coerenza, se non altro di assonanza fonetica, si schierano con gli “imam che sbagliano”?
I responsabili mondiali della Cosa Pubblica e dell’informazione internazionale si mobilitino per salvare la giovane ed innocente vita di Sayed Pervez.
La vita è sacra ed è un dono del Signore e va difesa, amata e tutelata dal momento del suo concepimento fino al suo termine. Stravolgere una religione per farne un uso personale come uno strumento giustizialista o di punizione o di condanna a morte significa inoltre uscire fuori da ogni regola civile, democratica e religiosa. Salviamo tutti insieme Sayed!!!!
Paese che vai usanze che trovi
Le contraddizioni del mondo sono tante, ma tutte le religioni dicono una cosa chiara e che molte volte forse le potrà accomunare…….togliere la vita a un proprio simile è un sacrilegio!
NON COMMENTABILE…
INCREDIBILE DOVER FIRMARE UN APPELLO PER SALVARE UNA PERSONA PER UN FILE SCARICATO….
Sayed Pervez Kambaksh DEVE ESSERE SALVATO
No alla pena di morte…figuriamoci in casi come questo
Non esiste posto per certi fanatici,sono stato in molti paesi mussulmani per lavoro, non esistono chiese aperte, non permettono di farci pregare per le strade come facciamo noi in italia. Va salvato ma condannato chi lo veleva morto.
Non ci sono parole.
Egregio Sig. Karzai
La religione che si attribuisce la capacita’ di comunicare via filo diretto con Dio e la capacita’di intenderne la volonta’, non solo pecca di superbia (peccato capitale) ma da addito alla piu’ grande bestemmia, cambiare la volonta’ di Dio; Dio da e prende la vita, agli uomini ha solo passato 10 comandamenti ed il sesto chiaramente dice: NON UCCIDERE.
La pena per Sayed è tale, oltre alla mia adesione per salvarlo non voglio usare altre parole
Ma cosa stiamo a fare in un paese che non ha rispetto per la democrazia e le idee altrui, lasciamoli cuocere nel loro brodo, la religione non c’entra niente.
marcello
Uccidere Sayed Pervez Kambaksh sarebbe un atto di pura barbarie. Non esistono scuse o ragioni. Nè merita il nome di civiltà quel raggruppamento di persone, quella non-cultura che si macchia le mani e la coscienza di un simile delitto.
Salvate Sayed
Tutti debbono esprimere le loro opinioni
L’INTEGRALISMO RELIGIOSO, POLITICO, SONO LA NEGAZIONE DELL’INTELLETTO, DELLA LIBERTA’, DI DIO, DELLA VITA.
QUESTI FANATICI CRIMINALI DEVONO ESSERE PERSEGUITI SENZA TREGUA, NON POSSONO UCCIDERE IN NOME DI DIO.
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Graziatelo nel nome di Dio
incredibile ancora una volta le idee sono piegate da una cultura ferma a 600 anni fà
Sono ebreo ma non per questo nemico per principio dei mussulmani, salvate Sayed!
Che dramma essere superiori culturalmente. Essere obbligati ad usare una richiesta scritta per salvare una persona quando bisognerebbe usare la forza contro i governi oscurantisti. Non saranno mai paesi democratici. Mai
Liberate Sayed!
Nel mondo intero c’è già tanta sofferenza, perchè aggiungere altro dolore alla famiglia di questo giornalista?
Io personalmente, auspico che non commettano assolutamente questa malvagità nei confronti di una persona che svolge pacificamente il suo lavoro.
E’ proprio vero, al di là di considerazioni personali, in certi paesi la vita umana, purtroppo, non vale niente..
Quale male ha fatto e a chi il giornalista SAYED?
Quando mai questi Paesi diventeranno democratici???
Nessuna religione ordina di uccidere. Sono solo gli uomini ignoranti quelli che uccidono nel suo nome.
salvate Sayed
Condannare una persona in questi casi è inaccetabile.
Chiedo al Presidente di usare la clemenza, e un libertà dovuta per legge di Dio, per tutti gli esseri umani
La stampa italiana faccia ascoltare la sua voce per salvare la vita del giovane giornalista afgano Sayed Pervez Kambaksh condannato a morte. Giornali, tv e radio seguano l’esempio della stampa britannica che si è già mobilitata con articoli e raccolte di firme. Il Parlamento europeo con una lettera del suo Presidente Hans Gert Poettering indirizzata al Presidente Karzai, ha già sollecitato la sospensione della pena capitale inflitta soltanto perché il giovane giornalista aveva stampato da internet un articolo non gradito ai fondamentalisti islamici.
Antonio Tajani, presidente degli eurodeputati di Forza Italia
Liberate il povero Sayed!
Salvate Sayed.
Disgustoso, Dio ci ha creati liberi. La caccia alle streghe e ai miscredenti da noi è finita da molto tempo, ma è probabile che occorra proprio tutto questo tempo perchè possa avere termine anche per loro; da parte nostra dovremmo aiutarli di più in questa evoluzione.
Ottusi e mentecatti! Sayed Pervez Kambaksh DEVE vivere!
La pena di morte è sempre un abominio, una degenerazione dell’uomo. Salvate Sayed…
Bisogna rispettare la religione e il pensiero altrui anche se è contrario ai propri principi e alle proprie ideologie.
E’ evidente che la “religione” islamica non è compatibile con la Democrazia e i diritti umani, per non parlare della libertà d’espressione, il caso del giovane giornalista afgano è l’ennesima riprova. L’Afghanistan non diverrà mai una nazione Democratica, rimarrà una nazione oscurantista e di fanatici.
Non resta che sperare in una risoluzione positiva per il caso particolare d’attualità, ma è facile prevedere che di casi del genere se ne presenteranno molti in futuro. Quello che maggiormente disturba è che si dia via libera ad una tale religione oscurantista e criminale perfino da noi, nonostante tutte le evidenze.
Questa non è religione ma Barbarie
Libertà di parola e di pensiero ovunque nel mondo. Basta con i soprusi dei signori della guerra pseudo religiosi. Non è ammissibile manipolare la religione per subdoli giochi di potere.
Se non lo vogliono salvare e non vogliono adeguarsi alla civiltà lasciamoli al loro destino e richiamiamo le nostre truppe.
Dovrebbe essere un interesse del governo afgano dimostrare al mondo che la fiducia (ed i finanziamenti) ad un governo che vuole riscattare la vergognosa eredità dei talebani sono stati ben riposti. No alla pena di morte, no ai reati di opinione !!!
non ammazzatelo
Giornalista, esprimo tutta la mia solidarietà al collega vittima di una mentalità barbara. Domanda: se lo ammazzano, noi continuiamo a sostenere quel branco afgano?
Nessuno ha il diritto di uccidere in nome di Dio.
Assurdo non poter esprimere le proprie opinioni solo perche’ contrarie all’ideologia musulmana. Perche’ non di religione si tratta, ma di ideologia.