E così hub addio, almeno per Alitalia, niente moratoria, dice la compagnia, l’hub è Fiumicino e solo Fiumicino, il contentino sono maggiori frequenze da Linate (In conferenza stampa a Roma si è rimarcata la varesinità di Malpensa… non la sua milanesità perché per loro a Milano c’è solo Linate…). Così è, almeno per Alitalia (leggi l’articolo). Anche se i giochi sono ancora aperti, sul fronte della battaglia per Malpensa. Obiettivo: evitare il declassamento dell’aeroporto, inevitabile dopo l’annuncio dei tagli dei voli Alitalia e l’arrivo di Air France-Klm. E si rafforza l’ipotesi di una nuova cordata AirOne più forte con altri soci italiani, pronta a reinserisi nella trattativa della cessione della compagnia di bandiera. Interessato al progetto anche Tronchetti Proverai (almeno per la parte che riguarda l’aeroporto intercontinentale) mentre la Camera di commercio di Milano, ha detto il presidente Carlo Sangalli, è disposta a entrare, sia pure con una quota… Il ministro Bersani afferma che non ci sono pregiudizi da parte del governo, ma devono essere messe le carte in tavola (soci, piano e soldi). Intanto il presidente di Confindustria Montezemolo e il segretario della Cgil Epifani ribadiscono che serve una moratoria di almeno due anni per Malpensa (niente tagli di voli insomma, per un periodo concordato) in modo da consentire alla Sea di ripensare il futuro e per non dannegiare il sistema economico del Nord Italia. E Formigoni chiede: mercoledì al Tavolo Milano di sancisca la moratoria. Ora la palla è a Prodi. Confermerà la posizione di Alitalia o domani, al Tavolo Milano dirà sì alla moratoria (Letizia Moratti, sindaco di Milano che è azionista di riferimento Sea chiede tre anni). Intanto il Tar si pronuncerà il 20 febbraio sul ricorso di AirOne contro la vendita Alitalia (appoggiato anche dalla Regione Lombardia).