E così Giuliano Ferrara, il vulcanico direttore del “Foglio” impegnato nella battaglia per la moratoria sull’aborto scende in campo e a modo suo spariglia ancora una volta i giochi: è deciso, infatti, a correre al Senato con una sua lista che vuol chiamare “Pro Life”. “Speravo di affiancare il Pdl, ma Berlusconi mi ha bocciato… vado avanti lo stesso”, dice L’Elefantino” (leggi l’articolo di Francesca Angeli). Un altro partitino in queste elezioni in cui  si cerca (almeno sul fronte del Pdl e del Pd) di semplificare? Il tema posto da Ferrara (la moratoria per l’aborto) è di quelli “pesanti”, che fanno discutere, agitano le coscienze. Un tema alto. Ma oggi sul “Giornale”, il direttore Mario Giordano nell’editoriale “Caro Ferrara non ti voteremo” chiede se non sia “controproducente seppellire una grande battaglia culturale in una piccola percentuale elettorale” (leggi l’editoriale). Intanto i cattolici si dividono. Casini e Buttiglione approvano, Savino Pezzotta, presidente della “Rosa bianca” e promotore del Family Day lo boccia. Voi che cosa ne pensate?