Il rito delle “okkupazioni” e quel che il Pd non dice
Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d’autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle “okkupazioni”, ormai diventato come le “partenze intelligenti” dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant’altro. Quest’anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si “okkupò” contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria… Tanti anni fa anch’io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio.
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L’importante è “okkupare”. Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E’ durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari… quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la “livella ideologica” non funziona.
E c’é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l’Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le “okkupazioni”.
Leggi l’editoriale di Mario Giordano: “LETTERA APERTA AGLI STUDENTI”
Aggiornamento. Veltroni ha presentato dieci proposte per l’università. Eccole. 1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno nepotismi e obbismi». 2) Attivazione dell’agenzia nazionale di valutazione. 3) Finanziamenti statali sulla base del merito. 4) Finanziamenti alla ricerca con procedure trasparenti e internazionali. 5) Una governance più responsabile, efficace ed efficiente. 6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai migliori. 7) Professori più giovani e precariato meno lungo.
Innalzare la qualità dei dottorati di ricerca. 9) Protagonista il diritto allo studio per garantire più equità sociale. 10) Par condicio tra le università in materia di finanziamenti pubblici.
Verità e bugie sul decreto Gelmni approvato in via definitva

La scuola italiana è stata la vittima predestinata del 68, in quanto essendo autoreferenziale non si è accorta che con i vincoli imposti in maniera più o meno velata ( promozioni generalizzate nella scuola dell’obbligo, esame di maturità ridotto a mera formalità) o con situazioni di convenienza ( mantenere gli organici, evitare ricorsi, evitare contenziosi con il personale ) si è giunti ad una produttività veramente scarsa. Si vuole riportare la scuola ad una centralità. Si potrebbe vedere l’organizzazione di scuole come in Giappone, Corea, Taiwan, Singapore per cercare con umiltà di superare le nostre carenze;
Ad esempio: togliere il valore legale al titolo di studio potrebbe innescare una corsa alla efficienza fra le varie scuole in quanto la certificazione delle competenze dovrebbe comunque essere verificata sul campo a cura di chi ne ha l’interesse a ( come il datore di lavoro)Il diploma di scuola dell’obbligo dovrebbe essere rilasciato sulla base di test nazionali a chi ne fa richiesta e risulta idoneo. Tutti gli altri potrebbero avere un certificato di assolvimento dell’obbligo con eventuale certificazione delle competenze che potrebbero essere anche negative , ma realmente possedute.
Se non sbaglio la nostra costituzione afferma che la istruzione superiori è aperta ai “capaci e meritevoli” .O no!!
E lasciare il mio paese in mano vostra ???!!!! Eh no, caro Bobe !
ho letto solo oggi 12/11/08 questa discussione e mi rimane difficile non scrivere,perchè quando leggo commenti come quello del sig. valentino in merito a mandare gli studenti in afganistan.Vorrei rispondere un pò più civilmente ma mi viene proprio da dentro visto che tu sei stato in libia e ti è piaciuto tanto perchè un tu ci ritorni eh?!!!!!
Stimato signor Taliani, tutte queste truffe e disordini negli studi di cui siamo testimoni si eliminano con gli esami di Stato con professori mandati dal Ministero. Nel mio corso di studi ho fatto ben 4 esami di Stato tra elementari e ginnasio-liceo per poi culminare in quello posteriore alla laurea. Lo scopo di tutti questi esami era di assicurare la qualità dell’educazione dei vari istituti ed Università, di permettere una azione correttiva a tempo, e di dare alle lauree un valore equivalente alla certificazione di DOCG per i vini.
Carissimo Pier Paolo. Io invece credo che i conti li faccia la Cgil e compagnia cantante. I dirigenti scolastici sono troppo presi dalla protesta per fare 2 conti…
Con N.S. invece concordo pianamente sul pezzo finale del suo messaggio a me rivoltomi. Io ho solo 20 anni e non ho idee politiche molto chiare ancora, però attualmente simpatizzo per il centro destra anche se ammetto di non aver votato per Berlusconi ma per Casini alle scorse elezioni. Nel caso della “riforma” Gelmini (che riforma non è!) ho dissentito totalmente dalla linea adottata dall’Udc che io stesso avevo votato e con molto rammarico ho visto che nessuno pare condividerla se non quelli della Lega e qualche altro alleato del Popolo delle Libertà. In ogni caso spero che il Ministro vada avanti e che continui sulla strada intrapresa perportare a scuola un po d’ordine!
Signori ! Veltroni , CHE NON HA FREQUENTATO L’UNIVERSITA’,propone e discute riforme della stessa !
MIIIIIIIIIITTTTTTTTTTIIIIIIIIIIIIIICCCCCCCCCCCCCCCOOOOOOO!
Sono un docente universitario e mi permetterei di commentare brevemente la pratica sostanza delle proposte di Veltroni, che, certamente si rivelano assai generiche e populistiche, ma che, purtroppo, temo saranno “rincorse” anche dalla nostra Casa delle Libertà.
Nell’ordine:
1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno nepotismi e obbismi».
Verissimo il fatto che i concorsi universitari (almeno da quando l’Università esiste e non solo in Italia) siano pesantemente influenzati da “nepotismo” e “obbismo” (forse “lobbismo”?), ma, a meno che i futuri concorsi non vengano affidati a soggetti assolutamente estranei al mondo accademico (nel qual caso, a mio avviso, più che radicalmente risolversi l’inconveniente si manifesterebbero, probabilmente, differenti “nepotismi” e differenti “lobbismi”) questa patologia non mi parrebbe realisticamente superabile.
La miglior soluzione possibile mi parrebbe essere quella recentemente suggerita dal filosofo Antiseri: non più concorsi a numero chiuso, ma semplici abilitazioni a numero aperto. Una soluzione liberale che permeterebbe anche ai “bravi” di “passare”, fornendo loro almeno la possibilità di “essere chiamati” da qualche ateneo italiano od estero.
2) Attivazione dell’agenzia nazionale di valutazione.
I criteri secondo i quali tale ente (per altro costosissimo) dovrebbe giudicare, nella sostanza, si rivelano assai opinabili; qualche esempio nel merito:
a) circa la valutazione della produzione scientifica, si propongono dei parametri alquanto dubbi quali il numero delle citazioni di carattere internazionale e nazionale dei singoli lavori. Nel proposito, sarebbe preliminarmente da rilevare come alcuni studi, proprio per le loro intrinseche caratteristiche, assai difficilmente potebbero venire considerati al di fuori dell’ambito nazionale e, ancora, anche nell’ambito nazionale, se lo studioso non potesse vantare delle aderenze all’interno dei gruppi universitari “influenti” o, peggio ancora, esprimesse opinioni contrastanti rispetto alla linea ideologica prevalente (quasi sempre quella di “sinistra”), si troverebbe isolato (come normalmente accade) e, quindi, non verrebbe assolutamente citato nemmeno “a contrario”, quantunque le sue tesi si potessero rivelare innovative e scientificamente fondate. Un esempio fra i molti: una monografia di diritto civile sulle “successioni mortis causa” nel diritto italiano (quantunque scientificamente pregevole o addirittura geniale), all’estero non verrebbe citato praticamente da nessuno e se in questa monografia, poi, si privilegiasse la considerazione del più tradizionale concetto privatistico della “proprietà privata”, rispetto ad una sua “funzione sociale”, salvo aderenze strettissime dell’autore a gruppi “accademicamente molto influenti”, nessuno si degnerebbe mai di avvalorare la scientificità dell’opera con una citazione; un metodo usualmente praticato per affossare le teorie ideologicamente sgradite, soprattutto nel caso di una loro valida esposizione.
b)Circa la valutazione della qualità didattica, i criteri prendono principalmente spunto da due principali parametri: il numero degli studenti “laureati in corso” e di quelli “equipollenti” (più prosaicamente, “in pari con gli esami”). Nel merito, posso testimoniare (per diretta esperienza) l’affanno subito messo in opera da moltissimi Rettori e Presidi di Facoltà, affinché si “semplificassero” vieppiù i programmi d’esame (che, dopo la nefasta introduzione del sistema dei “crediti” e del “3+2″, si sono ridotti a circa un terzo rispetto all’epoca precedente!), non si bocciasse assolutamente più nessuno agli esami e, indipendentemente dall’effettiva preparazione dell’allievo, si promuovesse con il più alto voto possibile … In estrema sintesi, la risultanza data da questi parametri determinerebbe come “didatticamente migliori” tutte quelle sedi universitarie che promuovessero anche i banchi e che, conseguentemente, riuscissero a laureare in corso, con il massimo dei voti, qualunque loro iscritto … (”Che cosa te ne importa”, mi ha detto più di un collega “che cosa se ne farà il laureato di un pezzo di carta fine a se stesso? Il Ministero vuole una maggiore percentuale di laureati? E noi glie la sforniamo!”)
3) Finanziamenti statali sulla base del merito.
Attese le riflessioni sulla proposta 2), sul quale mai base obiettiva poter valutare l’eventuale merito?
4) Finanziamenti alla ricerca con procedure trasparenti e internazionali.
Aria fritta: circa la “trasparenza” delle procedure, nessuno (nemmeno della nostra tanto vetuperata maggioranza di Governo) credo abbia alcunché da eccepire, per quel che riguarda le “procedure internazionali”, mi parrebbe un’espressione che potrebbe affermare contemporaneamente il tutto ed il nulla, in altri termini, un puro esercizio di demagogia.
5) Una governance più responsabile, efficace ed efficiente.
Valgano i medesimi rilievi di cui già al precedente punto 4).
6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai migliori.
Alla luce di quanto già considerato al punto 2), su quale mai base obiettiva operare la valutazione e concretamente determinare quali possano essere i “migliori” ?
7) Professori più giovani e precariato meno lungo. Innalzare la qualità dei dottorati di ricerca.
Pura retorica demagogica il primo degli assunti: a prescindere dal fatto che, per possedere una seria preparazione scientifica, necessitano parecchi anni di studio e che, quindi, ad esempio, un neo “dottore di ricerca” (e siamo già oltre i trent’anni) è assai raro che sia gia giunto ad acquisirla (salvo che, in realtà, s’intenda ulteriormente abbassare il livello medio dei docenti universitari, per poi meglio poterli “impiegatizzare”), basterebbe la considerazione di come, quasi sempre, i “professori più giovani” (che soddisfano, quindi, l’auspicio veltroniano) siano poi quelli che pervengono “alla cattedra” (saltando, magari, qualche passaggio) in quanto “figli di qualcuno” ( assai spesso di “politici”). Alla base della della proposta, quindi, c’è forse la necessità di istituzionalizzare il rapido parcheggio in università (fin che ci si riesce) dei figli di qualche ministro o di qualche onorevole ulivista trombato? Il sospetto mi rimane …
Più fondata, invece, la necessità di riqualificare i “dottorati di ricerca”, troppo spesso utilizzati come espedienti per adeguatamente remunerare i servizi di bassa manovalanza accademica (per lo più, assistenza agli esami ed alla redazione delle tesi), ma, come è ben noto, “adducere impedimentum non est solvere argomentum” e , quindi, sia pure schematicamente, come concretamente innalzare tale qualità?
9) Protagonista il diritto allo studio per garantire più equità sociale.
Questa è demagogia allo stato puro e, quindi, ogni commento è superfluo (mi rammenta solo tutta quella sollecitudine “pelosa” che, nel passato, si sprecava nei miei confronti, per convincermi ad elargire promozioni in favore di studenti – fra l’altro, per lo più, semi analfabeti – al fine di permettere loro di poter “mantenere il numero degli esami” e, quindi, poter continuare ad usufruire dell’”assegno di studio”).
10) Par condicio tra le università in materia di finanziamenti pubblici.
Non si tratta di una proposizione contrastante con quanto assunto al n. 3)?
Sperando di non essere risultato troppo noioso e confidando nell’indulgenza degli altri postanti, ringrazio per lo spazio e per l’eventuale attenzione.
Per Taliani,
per quanto riguarda questo presunto bacino elettorale della sinistra credo che sulla scuola, in questi ultimi anni, ci abbiano messo mano un po’ tutti. Sa Taliani, chiudono le aziende e le persone vengono impiegate nello stato (è la logica delle poste che lei ha ricordato più aggravata dalla crisi economica). Si deve porre fine a questo sistema, la penso come lei.
Ma ora che molti docenti che votano il centro destra e vedono toccato il proprio orticello e non ci vogliono proprio stare sarà un po’ più difficile!!!
Basta con i bacini elettorali, lo dice uno che da anni vuole ridimensionare malpensa!!! Che da anni vorrebbe che i dirigenti medici non siano più scelti dalla politica.
Qui si misurerà il coraggio di Berlusconi, perdere consenso (consenso che ama tanto) pensando al paese. Possibilità di tornare all’immobilismo 2001/2006 ora non ce ne sono più, il paese non cesce più come allora e margini per mantenere la spesa come è non ce ne sono.
Margaret Thatcher risanò e proiettò il regno unito nel nuovo millennio, ma se qui in Italia la destra vuole fare la sinistra, la vedo un po’ dura. Che vuole, sono le anomalie Italiane!!!!!!!!!!
Per Pietro Serra – Sorso
ammiro le persone che come lei scrivono dei dati e non si riempiono la bocca dei più diversi slogan. Il suo intervento mi da così modo di farle una domanda. Dopo un colloquio con un dirigente scolastico e con il decreto Gelmini sotto i nostri occhi leggiamo che per le scuole elementari saranno garantite le 24 ore settimanali (pagate cioè dallo stato), le ore che si vorranno fare in più dovranno essere richieste dalle famiglie (la legge non dice chi pagherà queste ore in più e nella legge finanziaria non ci sono stanziamenti in quest senso).
Ciò vuol dire che chi vorrà tenere i propri figli il pomeriggio a scuola farà la domanda e poi si vedrà!!!!!
Ci sarà anche della disinformazione, ma i dirigenti scolastici, che lavorano nelle scuole, credo che due conticini se li siano fatti.
Per il Sig. Pietro Serra – Sorso.
Il suo ragionamento è corretto, però forse in italia si inizia a soffrire di miopia di pensiero.
Si dice di voler sanare l’istruzione e si propongono tagli.
Si chiedono spiegazioni in merito (visto che viene difficile immaginare un miglioramento a costo zero) e si riferisce che dalla scuola agli atenei ci sono milioni di sprechi. Cosa, purtroppo, sacrosanta.
Ora fermiamoci a riflettere con la nostra testa: come si possono limitare milioni di sprechi circoscritti in istituti o complessi scolastici ben noti al ministero con una decurtazione una tantum (che agisce su tutti indistintamente, eccellenze e mediocrità)??
Inoltre in qualsiasi stato civile (sarebbe giusto dire onesto), rinnovare un’istituzione facendosi paravendo della riduzione degli sprechi e dello sviluppo della stessa, i soldi ricavati dall’eliminazione di futili e tagli vanno necessariamenti devoluti fino all’ultimo centesimo nei settori che rappresentano punta di dimanante dell’istituzione stessa, al fine di garantirne il vero progresso e l’ulteriore miglioramento (il resto – mi perdoni – sono chiacchiere da bar)!
A maggior ragione nel sistema dell’istruzione italiana, che vede investimenti bassissimi rispetto alla media europea (sfido qualsiasi politico e giornalista, in questa o in altra sede a smentirmi! Anche qui carta canta, le chiacchiere se le tengano per chi cresce con la testa nella Televisione)!
Inoltre il clientelismo universitario (maggior fonte di sprechi, come giustamente afferma) è stato voluto e fomentato dalle stesse parti politiche che oggi propongono una riforma (totalmente indegna di tale nome) e da chi vi si oppone (in maniera equa e indistinta)!
Avrà ormai capito che politica italiana è l’arte dell’opportunismo e il baluardo del piccolo interesse, posta a tutela di una mediocre classe di minorati (che senza politica sarebbe perduta: manager, grandi imprenditori e via dicendo)!!
Il loro sport preferito è sempre lo stesso: dividersi le vesti dei comuni cittadini !
A questo punto, fossi in lei Sig. Serra, mi sentire un tantino preso in giro!
Saluti
N.S.
Scusatemi, ma dico io, va bene avere posizioni diverse su tutto, ma quando si parla di fatti realmente accaduti… omettere importanti dettagli non è da buoni giornalisti. Non sono di sinistra. Però mi sento offeso. Perchè non dire che gli scontri sono iniziati per mano (e spranga) dei (presunti) studenti di estrema destra? Cosa se ne facevano delle spranghe e dei caschi?
I commenti sono moderati e saranno pubblicati solo se ritenuti pertinenti e idonei alla discussione.
Anzitutto per parlare della cosiddetta “riforma Gelmini” è bene partire da dei dati che mostrano il perché, il Ministro dell’Istruzione, Maristella Gelmini abbia deciso di effettuare dei tagli proprio alla scuola. Questo dimostrerà che nella scuola italiana si spende troppo e male.
Partiamo dal fatto che l’università italiana non è tra le prime 150 del mondo e già questo dimostra che come grado d’istruzione universitaria di sicuro non eccelliamo. Il numero poi di ragazzi che riescono a laurearsi, sono nettamente inferiori a quelli che riescono in Cile.
Attualmente in Italia le università sono 94 di cui 320 hanno sedi distaccate in piccole città che si trovano in luoghi non strategici e che non giovano minimamente all’economia italiana. Ci sono pure 37 corsi di laurea che hanno come iscritto un solo studente. Altre 327 facoltà invece non superano i 15 iscritti.
Negli ultimi 7 anni sono stati banditi 13.232 posti d’insegnante e nel 99% dei casi, vale a dire tutti, sono stati promossi docenti senza che ci fossero i posti disponibili aumentando i costi dello Stato per una cifra di ben 300 milioni di euro.
Altro dato rilevante è che nel 2001 avevamo 2444 corsi di laurea mentre oggi ne abbiamo 5500 e in tutti i paesi europei ce ne sono meno della metà. Questa “balla” clamorosa è stata taciuta esclusivamente per aumentare le cattedre senza giovarne l’insegnamento. E a proposito d’insegnamento ne sono stati attivati 170.000 rispetto ai 90.000 che è la media europea.
La protesta che si è scatenata poi in queste settimane è dovuta esclusivamente alla disinformazione da parte dei mass media, a cui poi ha preso il sopravvento la natura politica. Dispiace infatti vedere che telegiornali, giornali, radio, internet e quant’altro abbiano dato spazio esclusivamente a notizie di occupazioni, autogestioni, proteste, slogan, insulti e oscenità accennando solo in un maniera pressoché inesistente che la maggioranza degli studenti italiani avevano voglia di studiare, e che ciò gli veniva impedito da un nutrito gruppo di compagni che borbottavano per un decreto che tra l‘altro neanche li riguardava. Infatti quando si cerca qualcosa, sicuramente non la si ottiene alzando i toni.
Purtroppo per quanto riguarda il tema del precariato non serve a nulla salvare lo “status quo” perché purtroppo il numero è maggiore di quello che si pensi. L’importante è però non farsi imbambolare da false illusioni che la sinistra da, mentre l’attuale giunta di centro destra cerca solo di calcolare il numero effettivo dei posti che occorrono per insegnare all’università
Abbiamo poi 5 università che hanno dei buchi di bilancio grandissimi. Proprio per evitare situazioni di questo tipo, il Ministro Gelmini intende renderli comprensibili e pubblicare sistematicamente per ogni università il resoconto in internet.
Altro fatto da segnalare è che gli studenti italiani sono sottoposti ad un carico di lezione triplo a quello della media europea. Tutto ciò infatti è dovuto al fatto che in questo modo si giustifica un modo per dar cattedre e che come dicevo prima non giova all’istruzione dei ragazzi visto che col maestro unico (o prevalente) eravamo al secondo posto al mondo per l’istruzione elementare mentre ora siamo all’ottavo posto.
Per puntare all’eccellenza il Ministro dunque, ha deciso di potenziare il tempo pieno che prevede che in 5 anni ci saranno 5.750 classi in più e facendo poi una media di 21 alunni per classe si avranno 82.950 alunni in più.
Un’altra bugia che ci viene raccontata è quella dell’introduzione del maestro unico (che poi non è unico perché ce ne sono altri per religione e inglese) che servirà invece per liberare più maestri e potenziare il tempo pieno.
Per quanto riguarda l’inglese poi, se le famiglie vorranno, le ore di lezione saranno potenziate fino a 5 ore. In alternativa se ne possono fare 3 più 2 di un’altra lingua.
Attualmente comunque, in Italia c’è l’anomalia chiamata “moduli” (ovvero 3 maestri per classe) mentre in tutta Europa c’è esclusivamente il maestro unico. Per quanto riguarda i “moduli” poi è da ricordare che la stessa sinistra che oggi sobilla studenti, professori, presidi e rettori si scagliò con la stessa veemenza per l’introduzione della stessa.
Ritornando al tempo pieno, già dall’anno scolastico 2009/2010, cioè il prossimo, 49.350 ragazzi usufruiranno del tempo pieno e in 5 anni 3950 classi in più avranno il tempo pieno. Questo dimostra ancora una volta che ciò che dice Veltroni & Co. siano solo menzogne.
Si è detto pure che si avranno 30 alunni per classe. E’ un’altra balla perché si parte da 18 fino ad un massimo di 26 alunni per classe.
Altro tema caldo è quello dei licenziamenti. E’ un altro falso! Non ci saranno 87.000 insegnanti licenziati. Nel decreto infatti non si parla minimamente di licenziamenti poiché si razionalizza il numero non assumendone in più. In Italia non si dice infatti che c’è un docente ogni 9 alunni mentre la media europea è di 13. Viene taciuto anche il fatto che la scuola ha 1.350.000 dipendenti. Visto che siamo sull’onda di bugie ne sveliamo ancora un’altra: non diminuiranno gli insegnanti per i ragazzi diversamente abili. Sono 93.000 e tali rimarranno!
Poi nessuna scuola di montagna sarà chiusa. Sarà solo unificato il personale amministrativo con un preside e un segretario per 2 scuole vicine (così come aveva programmato Fioroni).
Infine è da chiarire che col 7 in condotta NON si verrà bocciati. La bocciatura avverrà solo nel caso gli alunni siano protagonisti di fatti di bullismo, teppismo o violenza nella stessa scuola e per la bocciatura occorre il 5 in condotta oltre che il via libera del consiglio di classe e d’istituto.
Pietro Serra – Sorso
Signor Taliani,
mi auguro che quello che lei scrive sia dettato dal giuoco delle parti di cui lei è inevitabilmente partecipe (anche se personalmente preferirei “vittima”).
Lei conosce bene la situazione, è sicuramente una persona di cultura e di spiccata intelligenza.
Quindi quando la trattazione unilaterale di un argomento rende questo molto ridicolo e poco credibile (nonchè distante oltre ogni misura dalla realtà), segua il mio consiglio e parli d’altro (lo ignori, semplicemente).
Tanto per sfatare il mito del “le foglie cadono, scuole e atenei si occupano” ecco… scienziati sulla via della disoccupazione:
http://laprovinciapavese.repubblica.it/dettaglio/articolo/1535974?edizione=EdRegionale
Questa gente non può e non deve pagare per errori non suoi. A buon intenditore (e conoscitore) poche parole!
Saluti
N.S.
ALBERTO TALIANI, LA VOSTRA PARTE PARLA DEI BARONI
NELL’ UNIVERSITA’, ED E’ GIUSTO, MA I BARONI SONO TRASVERSALI AI PARTITI, E LEI LO SA BENE; QUI’ MI SEMBRA PERO’ CHE A RIMETTERCI SIANO I PRECARI .
Proposta per fare scaricare le energie a tutti gli okkupanti ed appartenenti ai vari “collettivi” e sedicenti “centri sociali” che ricercano lo scontro :
1- Arruolamento coatto e duro addestramento
2 -Inquadramento in unità di fanteria operativa
3 -Invio in Afghanistan zona di Herat
4 -Turni continui di pattugliamento notturno nelle aeree
più pericolose
Potrebbero così rendersi utili dando il cambio a quei ragazzi che in quei luoghi ed in silenzio affrontano il “vero” pericolo giorno per giorno e che non si sentono mai !
Caro Pier Paolo, gli studenti hanno detto che il movimento di protesta è apartitico e credo che la loro sia una posizione giusta. Ma lei riesce a immaginare partiti d’opposizione e sindacati politicizzati che se ne stanno fuori? Io no. Infatti non sono stati fuori. Le hai ragione, il governo ha messo mano in un settore delicato, è un grande bacino elettorale in cui la sinistra ha sempre pescato a piene mani (è l’equivalente delle vecchie Poste ai tempi della Dc…). Lo scontro era inevitabile, ma se si vuol governare e cambiare lo status quo…
Direi che è il Pd che è sceso in piazza con gli studenti e non il contrario. Attenzione comunque a dare colori politici alle proteste!!! Io ricordo le proteste studentesche dei primi anni novanta e mi ricordo benissimo di aver manifestato con studenti di destra, di sinistra e di centro e con i non schierati. Chi è intervenuto a piazza navona per fare della violenza non ha colore politico, compie azioni violente e basta, si maschera dietro i movimenti politici per “passarla liscia”. Tutti quelli che hanno manifestato con violenza dovrebbero essere identificati ed arrestati. Le lezioni storiche dell’italia ci mostrano che spesso i movimenti di protesta sono trasversali, perché gli interessi lesi sono trasversali.Ma gli Italiani sono fatti così, fino a quando non gli tocchi “il proprio orticello” (NOT IN MY COURTYARD!direi non solo gli italiani) se ne stanno buoni, ma quando lo fai scendono in piazza. Vorrei fare una domanda a Taliani: ma nel programma del PDL c’era la riforma della scuola e si parlava espressamente di riduzione della spesa? Credo che il governo abbia messo mano in un settore delicato dove ci sono persone che sono precarie da 20 anni e dove si viene stabilizzati a 50. Che prospettiva hanno queste persone con la riforma/tagli del governo?? Scendere in piazza o cercare un altro lavoro. Io sceglierei la seconda opzione, ma non siamo tutti uguali!!
Veltroni ha buttato giù la maschera, durante la campagna elettorale ha cercato di fare credere che era una specie di Tony Blair pronto a governare, un uomo responsabile che aveva avuto il coraggio di rompere con la sinistra estrema, tuttavia non è stato cosi.
Veltroni opposto a una opposizione responsabile a scelto la via delle barricate facendo concorrenza alla sinistra estrema , la natura estremista di Veltroni è uscita fuori come il suo perenne odio nei confronti della civiltà liberale capitalista in cui lui vuole abbattere i capi saldi , l’unico risultato che otterrà é di diventare marginale.
Dott.ssa Gelmini..avanti così ! La scuola non é uno “stipendificio” per creare consenso !!
RISPOSTA ITALIANO Forse prima di scrivere sarebbe bene che leggesse. Eviterebbe di fare una pessima figura. Se poi scrive tanto per scrivere, la brutta figura la fa lei. Ed è bene che partecipa al blog lo sappia, è un rispetto dovuto a tutti voi. Nell’attacco dell’articolo sugli scontri a Roma c’è scritto: “In Piazza Navona si sono scontrati giovani di estrema destra e di sinistra, dieci dei quali sono stati fermati dalle forze dell’ordine”. La foto ritrae proprio quelli del Blocco studentesco (se avessimo voluto nascondere la notizia ce n’erano tante altre di foto da pubblicare…).
I 10 FERMATI SONO DEL BLOCCO STUDENTESCO DI DESTRA, PERCHE NON LO SCRIVETE? E LA FOTO CHE AVETE IN HOME PAGE RITRAE APPUNTO LORO!!! CHE INFORMAZIONE VERGOGNOSA.COSI’ COLPITE QUEI POVERI RAGAZZI CHE PROTESTANO PACIFICAMENTE, E TANTI SONO ANCHE NOSTRI E VOSTRI FIGLI.
Ha vinto il Governo votato dalla maggioranza degli italiani, ha vinto la maggioranza parlamentare, ha vinto la maggioranza degli studenti che non sono andati a devastare, a picchiare e insultare il Ministro. W la Gelmini!
Ho scritto in precedenti post di condividere fortemente 1°)maestro unico almeno fino alla quarta elementare, 2°)ritorno al voto di condotta e maggiore disciplina, 3°)maggior rigore nella valutazione del profitto in funzione della ripresa dell’impegno educativo e della valorizzazione della scuola come luogo privilegiato per la trasmissione delle conoscenze e la ricerca della verità.
A proposito del terzo punto dai provvedimenti che stanno per essere presi emerge una incongruenza più seria di quanto appaia! In precedenza (in seguito alla “riforma Berlinguer”!) si poteva pronuovere con un voto a maggioranza del Consiglio di classe anche in presenza di una, due o più insufficienze (!), per quanto sulla pagella rimanessero anche i voti negativi. In base al decreto in esame (al quale si è voluta evitare la procedura prevista a ragione) si potrebbe bocciare anche con una sola insufficienza(alle medie inf.), però il voto del Consiglio potrebbe promuovere “trasformando” l’insufficienza in sufficienza e nei risultati non vi sarebbe più alcuna insufficienza! Questa “innovazione” peggiorerebbe di molto la realtà attuale perché andrebbe contro il principio di responsabilità dell’insegnante, che ha il diritto ed il dovere di valutare anche con delle insufficienze, ma è inaccettabile che l’insufficienza possa venir trasformata in sufficienza da un voito a maggioranza. Ciò comporta una “lesione” al principio della libertà di insegnamento, che è stato accolto dal legislatore costituente.
Sollecito urgente modifica (si lasci piuttosto una insufficienza nei risultati, anche se l’alunno viene promosso per il voto del Consiglio), se non è stata ancora fatta. I provvedimenti possono essere assunti con alcune modifiche.
Faccio notare che è una vergogna il sit-in davanti al Senato, così come le innumerevoli occupazioni. Ma per quanto non sia vero che i tagli della 133 compromettano il futuro di molti giovani universitari, quei tagli risultano non ben motivati e non aprono una nuova prospettiva alla università italiana. Mi sembra sensato congelarli in vista della messa a punto di linee di intervento più ampie e costruttive. Vista la gravità della situazione economica del paese non si debbono escludere “tagli”, ma dentro una proposta ragionata e aperta al futuro, in un tempo in cui il lavoro fisico può non essere un problema. Viviamo nel tempo in cui sono stati prodotti i mezzi per distrugggere le stesse condizioni che rendono possibile la vita degli uomini sulla terra, quindi è diventato evidente che solo se gli uomini crederanno in Dio ed impareranno ad amarsi vivranno.
Io studente mi ribello ad occupazioni e blocchi dell’attività didattica
Mi ero illuso che forse la mia opinione in mezzo a tante, fosse stata solo una goccia in mezzo all’oceano. E debbo dire che nell’apprendere notizie in controtendenza di ragazzi che si ribellano ad atti di inaccettabile violenza, verso altri ragazzi che vanno a scuola per apprendere, ammetto che può farmi solo che piacere.
Sono rimasto a dir poco disgustato, per non dire schifato, di vedere che nelle scuole italiane così come quelle di Sassari, siano state occupate da degli imbecilli che con la scusa della protesta hanno vietato a me, così come ad altre centinaia di ragazzi di svolgere serenamente le lezioni. A tutto ciò non posso rimanere impassibile e tramite le mie parole spero che arrivi chiaro il messaggio: non starò io, così come tanti altri ragazzi, fermo a permettere che questi scalmanati distruggano le scuole con le loro manie di protesta, tese solamente a disturbare l’andamento delle lezioni col fine unico di bloccare l’attività didattica. L’ho fatto stamane (27/10) quando per protesta nei confronti dell’autogestione sono uscito fuori dalla classe e ho chiesto cortesemente al Preside del mio Istituto di poter uscire dalla scuola poiché non condividevo tali carnevalate e politicizzazioni della scuola.
Ammetto altresì di esser rimasto amareggiato (e non poco) nel vedere nelle manifestazioni dei ragazzi solo slogan e cori di protesta che avevano l’intento esclusivamente di offendere e insultare il Ministro della Pubblica Istruzione, Maristella Gelmini. Ritengo che scioperare sia un sacrosanto diritto – e guai se non ci fosse – ma che ciò debba esser svolto nei modi migliori e il più pacatamente possibile. Solo in questo modo arriverà un messaggio chiaro di dissenso al Governo e forse allora qualcosa potrà cambiare. Non credo in tutta onesta che le manifestazioni di quel centinaio di squattrinati di Piazza Cadorna a Milano organizzate dai centri sociali siano serviti in alcun modo a contribuire al dialogo politico, così come non è servito a Sassari andare in Piazza d’Italia con pentole e piatti vari a gridare “Gelmini di massa, figlia di xxxxxx!”.
Pietro Serra – Sorso
Mariap scrive via mail
L’introduzione del “modulo”, cioè l’utilizzazione di tre maestri ogni due classi della scuola elementare, non fu un’innovazione dettata da ragioni pedagogiche ma fu un’operazione mirata a salvaguardare il livello di occupazione dei docenti di fronte al forte decremento del numero degli alunni. Prova ne sia il fatto che le varie discipline scolastiche non furono (e non sono) ripartite tra i tre docenti secondo loro specifiche competenze (in italiano, in matematica, in storia…) ma in modo indifferenziato e temporaneo: cioè ogni insegnante ha potuto, nel corso dei diversi anni scolastici, chiedere, a rotazione, di essere assegnato ora ad un’area disciplinare ora ad un’altra. Ciò dimostra, da un lato, che i singoli docenti hanno continuato a praticare l’intera attività del maestro unico (anche se, volta per volta, su porzioni limitate ed intercambiabili del programma d’insegnamento), dall’altro, che l’azione da loro svolta nel modulo “tre su due” non ha prodotto alcuna specifica competenza professionale. Il ritorno al maestro unico non comporterebbe pertanto alcun danno per gli alunni ma procurerebbe loro invece il beneficio di avere nell’insegnante stesso un chiaro punto di riferimento. Un altro vantaggio non trascurabile da considerare è il fatto che il maestro unico ha la possibilità di distribuire nell’arco della giornata scolastica l’insegnamento delle varie discipline secondo il loro grado di difficoltà: le più difficili nelle ore di maggiore capacità di concentrazione dei bambini e quelle più leggere nelle ore di stanchezza della loro mente. Questo accorgimento, che nella scuola primaria è fondamentale per facilitare l’apprendimento, non può essere usato nel “modulo” perché spesso le materie più difficili, a causa della necessaria ripartizione delle aree disciplinari fra i vari docenti, capitano inevitabilmente anche nelle ultime ore dell’orario scolastico, con grave nocumento sul profitto e sull’igiene mentale degli alunni. Grazie dell’attenzione.
Mariap
Rebecca scrive via mail da Pisa
Signor Taliani,
vista l’ora le dico buonasera (si, il cambio mi ha sballato un poco i ritmi), e mi presento: mi chiamo Rebecca e sono studentessa all’Università di Pisa, Facoltà di Lingue.
Anche nella Città della Torre Pendente si fanno manifestazioni, occupazioni, e quelle che i miei colleghi chiamano “sensibilizzazioni”, ovvero, far cantare tutti in coro “No alla 133″.
I tagli. Questi tagli che spaventano tutti. Quei tagli che, andando a scavare in profondità, tolgono i soldi agli sprechi.
Ma agli italiani,si sa: togligli il pane ma non togliergli il calcio.
Leggendo Il Giornale qualche giorno fa, mi sono venuti i brividi vedendo “i numeri” : i 37 corsi di laurea con un solo iscritto, numerosissimi idirizzi assurdi (voi stessi avete ironizzato con un “scienza dell’aiuola”, che mi ha fatto sorridere, ma mi ha fatto anche annuire), e altro ancora.
Queste notizie (ben celate da altri mezzi di informazione ed accuratamente taciute dalla Sinistra), mi hanno dato parecchio da pensare.
Perchè forse quei computer della Facoltà, nuovi e con connessioni velocissime, potrebbero anche non stare accesi tutto il giorno.
Perchè il bulgaro forse è una lingua che studieranno in cinque, se tutto va bene.
A quel punto, mi è tornato alla mente il mio Liceo. Il mio glorioso Liceo (statale), che ho tanto amato ed odiato allo stesso tempo.
La, gli scioperi, le autogestioni e le occupazioni erano all’ordine del giorno. Un leit-motiv giusto per bloccare le lezioni nel periodo di ottobre-novembre, con gravi ripercussioni sulle pagelle del primo quadrimestre.
Motivazioni? La Moratti è un Ratto (slogan imperdibile quanto patetico: “DeMOrattiziamo la Scuola), tagli, la scuola non ha i soldi, ci manca la carta per le fotocopie e la carta igienica nei bagni.
Sì. La Carta Igienica.
Se era sciopero ed entravi venivi subito inquadrato, e stessa storia se facevi lezione durante autogestione.
Il tempo comunque passava, i weekend divenivano più lunghi, si poteva uscire qualche pomeriggio in più, e tutto si risolveva con dei grossi passi indietro da parte degli studenti.
Io ,per quel che ho potuto, mi sono sempre dissociata da questo tipo di comportamento, ricavandone anche le “vacanze lunghe” (sono una pigra di natura: non ho mai perso occasione di stare a casa a dormire, e di certo il professore non stava a far lezione a dei banchini vuoti).
Tuttavia, quando il motivo c’ è stato -e pure grosso, dato che il Preside stesso era dalla parte dei ragazzi, non mi sono tirata indietro, e sono scesa anche io in piazza a protestare.
Stavolta però…. dov’è il motivo “grosso”?
Taglio significa meno sperperi, ed impiego mirato delle risorse. C’è chi dice “Ma così pagheremo diecimila euro l’anno! Scuole per ricchi e basta!”.
E a me viene da pensare (guai a rispondere, mica voglio rischiare il linciaggio): ma se non bisogna più pagare i corsi per la scienza dell’aiuola e per la cura dei cani e dei gatti, perchè le tasse dovrebbero aumentare? Se si mandano a casa gli insegnanti di bulgaro (senza nulla togliere a questa materia, o a coloro che l’hanno studiata e si adoperano per insegnarla), non sono stipendi in meno, e quindi soldi in più da gestire in miglior modo? Ma soprattutto: i duemila euro di iscrizione annuale, dove finiscono?
Forse -sicuramente, fa comodo la situazione come è adesso. Che poi, diciamocela tutta, la maggior parte dei laureati non sono tali ma l’aureati. Che gli hanno dato l’aura invece che l’alloro. L’aura dell’ignoranza.
So che quest’ultima è pura retorica ed aria fritta, ma sentivo il bisogno di esprimermi.
Di far sentire anche la mia voce, tra quelle poche che si ergono contro le manifestazioni.
Contro questa Rivolta della Carta Igienica, fine a se stessa.
La ringrazio per il tempo che ha impiegato a leggere questa mia, e le auguro buonanotte.
Rebecca
[...] che delle basse percentuali di spesa per scuola e università rispetto alla media UE; chiara la lettera di “Luca” al Giornale (con risposta irrilevante ["occorre riformare"], dato che era una delle premesse [...]
Caro signor Taliani, vedo che ha aggirato la mia domanda. Lasciando da parte gli schieramenti politici, le sembra che i tagli previsti dal governo siano una maniera per “intervenire e a fondo sull’università”?. Direi che sono un modo per affossare e a fondo l’università pubblica.
Caro Luca, quello che scrive conferma una sola cosa: che bisogna intervenire, e a fondo, sull’Università.
Caro signor Taliani, lei dice che no si tratta di essere simpatizzanti del governo, ma fautori di una riforma seria dell’università italiana. Bene, allora faccio per un attimo finta che la sua posizione non sia ideologizzata e le enumero una serie di dati. Dopodiché lei potrà dirmi in tutta sincerità se i provvedimenti sinora previsti dal governo miglioreranno o meno l’università italiana.
Punto primo) La spesa totale per le università in Italia nel 2005 ammontava a 16.700 milioni di euro. Lo stato contribuisce per il 67%, le tasse degli studenti per l’11,7%, altri enti pubblici e privati per il 35%. Le famiglie investono nell’educazione universitaria 1.379 milioni di euro (+35% dal 2000 al 2005), 380 milioni nel caso delle università private (+40%). La spesa media di iscrizione è 730 euro per le statali e 3 mila per le private. La spesa universitaria in rapporto al Pil è pari allo 0,9%, rispetto a una media dei paesi Ocse dell’1,3. Si tratta della più bassa d’Europa. Mentre in Corea il rapporto è pari al 2,4%, in Canada al 2,8% e negli Usa al 2,9%. Anche rispetto alla spesa pubblica totale, l’Italia è ultima con solo l’1,6% destinato all’università (media Ue 2,8%). Per ogni studente italiano lo Stato investe 8.026 dollari, contro una media Ocse pari a 11.512. I tagli Tremonti-Gelmini non fanno che aggravare pesantemente la situazione. Può negare questo?
Punto secondo) Nel giro di 5 anni il governo prevede una riduzione del fondo di finanziamento ordinario alle università pari all’1,5 miliardi su un totale di 7,4 miliardi (-10,3%). Si passerà da 63,5 milioni di tagli nel 2009 fino a tagli di 455 milioni nel 2013. Inoltre è bloccato il turn over delle assunzioni. Solo il 20% del risparmio dovuto ai pensionamenti potrà essere reinvestito in assunzioni: un’assunzione ogni 5 pensionamenti. In altre parole invece di progettare di far entrare 5 ricercatori per ogni ordinario che va in pensione (solo così potremmo raggiungere la media delle università europee) il governo agisce al contrario.
Punto terzo) Per legge le tasse universitarie non possono superare il 20% del fondo di finanziamento ordinario, e siccome il governo taglia proprio questo fondo, taglia anche il potenziale aumento delle tasse. Anche gli atenei che volessero sopravvivere scaricando i costi sugli studenti non potrebbero farlo.
Punto quarto) I professori universitari hanno un privilegio:. Il loro stipendio non è regolato da un contratto nazionale di lavoro ma aumenta in modo automatico ogni due anni. Non importa se il datore di lavoro, ovvero lo stato, abbia più o meno disponibilità, o se l’università produca bene o male. Loro, comunque, hanno il diritto di guadagnare di più. Un docente dopo 15 anni di carriera guadagna una media di 29.287 euro all’anno contro una media Ocse di 37.832 e un media Ue di 38.217 (un prof tedesco arriva fino a 50.119 euro l’anno), ma mentre un lavoratore italiano «non accademico», oltre a guadagnare meno di un pari grado tedesco deve sottostare alla contrattazione, gli stipendi dei prof lievitano motu proprio. E’ proprio questo meccanismo a far saltare il banco. Gli stipendi infatti costituiscono ben l’88% del fondo ordinario elargito dallo Stato. Con i tagli questa percentuale è destinata ad arrivare fino al 90%-100%. Un docente ordinario della Statale di Milano guadagna in media 3.654 euro al mese, un associato 2.660 euro al mese, un ricercatore 1.838 euro (ma parte da 1.00 euro). Il governo non intende più farsene carico e li scarica sui bilanci degli atenei. Quindi questo significa che i Baroni continueranno ad avere lo scatto automatico guadagnando senza nessun legame effettivo alle ore di docenza, ma nel frattempo questo costa inciderà sempre più sul bilancio delle università, sottraendo risorse finanziarie alle altre voci (ricerca, strutture, laboratori, servizi per gli studenti già di per sé ridicole).
4) Gelmini ha rinviato sine die la costituzione della «Agenzia nazionale della valutazione dell’università e della ricerca» progettata ma non realizzata dall’ex ministro Mussi. Significa che i prof potranno continuare a lavorare senza controllo, e senza alcun controllo saranno anche le modalità di reclutamento dei giovani in una situazione di concorsi spesso viziati da nepotismo.
Il risultato è che la produttività dell’università italiana è pessima. Nonostante 305 mila nuovi immatricolati, per un totale di 1 milione e 130 mila iscritti, l’Italia è l’ultima in Europa per numero di laureati con solo il 13% nella fascia di età tra 24 e 65 anni (media Ue 24%; Usa 38%, Giappone 41%). Rispetto all’Europa siamo sotto di 3,5 milioni di laureati. Il 20% degli immatricolati abbandona al primo anno. Il 50% non arriva alla laurea. Ora questo non significa “siccome il sistema non funziona, smettiamolo di finanziare”. Perché l’università è il futuro di un paese e non una compagnia di bandiera (che invece è stata per decenni finanziata in modo scandaloso). Nell’università italiana il 55% dei prof ha più di 50 anni e gli ordinari sopra i 60 anni sono il 45%. E’ vero che i nostri laureati sono più bravi degli studenti stranieri e i nostri dottorandi fanno ottima figura all’estero. E anche per quanto la ricerca l’Italia vanta ottimi esempi. Ma il sistema nel suo complesso è in pessime condizioni. Il governo dovrebbe aumentare i fondi e riformare i meccanismi di reclutamento e introdurre la valutazione delle docenze oltre che stipendi per i docenti proporzionali alle ore di docenza e ricerca (si possono controllare, negli altri paesi si fa così). Invece cosa fa? Taglia e pure male. 0’9% È la quota del Pil che l’Italia spende per l’università: la più bassa dei paesi Ocse. E Tremonti vuole tagliare un altro miliardo e mezzo in cinque anni.
Ora detto questo, caro Taliani, lasciamo da parte Veltroni, la sinistra e l’opposizione. Come ogni giorno il suo giornale propina dalle sue pagine, sono cose non esistono, non hanno perso e così via.
IO sono di sinistra e su questa questione dell’università parlo da cittadino, del resto quando sono stati al potere, quelli di sinistra non hanno fatto un granché. Però, smettiamola di dire che le occupazioni e la protesta sono un rito stupido. Se ha onestà intellettuale dovrà ammettere che per il momento i provvedimenti pensati per l’università pubblica suonano come un inno alla sua definitiva scomparsa.
@Paolo: non faccia lo stesso gioco dei politici! Lei dice:”tengo un corso obbligatorio fondamentale da 12 cfu che altrimenti non avrebbe docente, facendolo ovviamente a titolo volontario e gratuito perchè non rientrerebbe fra i miei compiti e non c’è mai stato un centesimo per remunerarmi. Conosco professori ordinari di 50 anni che guadagnano 2500 Euro al mese e fanno 24-30 cfu, ovvero più del doppio dell’attività didattica che sarebbero tenuti a fare, anche questa a titolo volntario e gratuito.”
Ma scusi, guadagnando 2500 euro al mese un professore ordinario tiene corsi a titolo gratuito??? Vogliamo fare du conti?
24-30 cfu quante ore di lezione sono? Facciamo che 24-30 cfu corrispondano circa a 240-300 ore di lezione, che divise per i sei mesi in cui fanno lezione sono 40-50 ore al mese, che, divise per le 4,5 settimane che ci sono in un mese, fanno 10 ore a settimana, o sbaglio? Aggiungiamo anche 3 ore di ricevimento a settimana?
2500 EURO = 13 ore di lavoro a settimana (nei 6 mesi in cui fanno lezione).
Quante altre ore lavorano a settimana?
Sono tenuti a “timbrare” l’entrata e l’uscita?
Mi sembra che se Lei non sta raccogliendo una vera e propria galleria di cahiers de doléans, sta comunque facendo un prezioso lavoro di documentazione. La scuola non è un’azienda, considerarla tale è stato uno dei grandi errori della CGIL, ma bisogna stare attenti a non rifare il medesimo errore, anche se con opposte finalità. La scuola è luogo di incontro tra generazioni, di trasmissione delle conoscenze, di educazione alla vita e di preparazione alla professione ed al lavoro. Si noti inoltre che uno dei requisiti fondamentali della democrazia è che vi siano dei valori fondamentali e delle modalità di procedere condivise sia dalla maggioranza che dall’opposizione; nelle società democratiche nella scuola devono poter accedere i figli di tutti i cittadini italiani ed oggi anche di paesi stranieri secondo le modalità previste. In queste affermazioni vi sono le ragioni essenziali per capire che l’idea di ridurre in modo drastico e indiscriminato i finanziamenti per le Università è sbagliata ed avrebbe conseguenze che peggiorerebbero molto la situazione attuale.
Osservo che questa parte del discorso riguarda solo le Università, per le quali dovrebbe esserci una vera riforma con adeguate correzioni della “riforma Berlinguer”. Sono già emerse indicazioni valide: blocco di nuove università e facoltà, criteri rigorosi per eliminare corsi di laurea abnormi e discipline costruite ad hoc. Possono essere prese misure per ridurre il numero dei fuoricorso, ad esempio con aumento rette dal secondo anno fuori corso in poi; ma va rivista la stessa autonomia nella versione di Berlinguer. Istituti che dipendono dai finanziamenti statali per oltre il 90%, o quasi per il 100% non debbono essere “autonomi”, nel senso che debbono essere regolarmente controllati, ALTRIMENTI DEBBONO POTER ESSERE DICHIARATI INSOLVENTI ED IN TAL CASO VENIRE CHIUSI. La scelta dell’autonomia da parte dell’ex-ministro Berlinguer è stata, a mio avviso, una misura ambigua e portatrice di conseguenze in gran parte negative. Una Università (ma sotto questo aspetto qualunque scuola) è autonoma solo se dipende da fondi privati in misura elevata, in tal caso i controlli di ordine economico vengono fatti anzitutto da rappresentanti degli enti e/o fondazioni che finanziano e/o dai genitori; se lo Stato è il principale o l’unico finanziatore deve fare eseguire controlli rigorosi, onde prevenire “buchi di bilancio” e sprechi di ogni genere. Lo Stato deve indicare criteri rigorosi ed eventualmente perseguire i responsabili che non ne tengono conto, ma trasformare di fatto le Università statali in Fondazioni private non farebbe che rendere ancora più intricata la matassa. La questione di come governare e indirizzare le Università statali non può essere in alcun modo saltata, ed i possibili tagli debbono essere motivati entro una chiara linea di valorizzazione dell’esistente e di crescita della università medesima, elaborata tenendo conto anche delle prevedibili richieste di laureati delle aziende e della società nel suo insieme. La questione della selezione del personale docente delle Università è troppo delicata e complessa per farne cenno.
Al signor Paolo del post October 24th, 2008 at 9:17 pm.
Lei è un ricercatore. Benissimo. Ho letto attentamente i 13 punti della sua esposizione sulla quale basa le ragioni per aderire alla protesta. Bhé, non so quanto possa essere confortante per lei fare il ricercatore in una Università quale oggi è l’Università italiana – ridotta così dall’epoca berlingueriana – senza una RIFORMA che questo governo vuole affrontare radicalmente. Per “radicale” intendo tutte le azioni che si rendono necessarie (lacrime e sangue incluse)che sollevano proteste solo tra nei centri sociali, nei sindacati, e tra i soliti soloni culturali che dánno addosso al governo solo perché a guidarlo è Berlusconi.
Allora, se non le è confortante perché protesta invece di lasciar fare al governo ciò che serve a una NUOVA Università, spogliata da baronie, raccomandazioni, malaffare, spese insulse e male gestite sapendo in partenza che sono soldi di noi contribuenti? Non solo, ultima domanda: la manifestazione di oggi la ritiene utile alla sua causa? Auguri per lei.
Vedendo tutti quei giovani in festa anzichè a scuola mi cascano le braccia.A loro della scuola non importa un fico secco e di studiare meno che meno.Ai miei tempi non si vedeva l’ora di arrivare al diploma e studiavamo per noi stessi non perchè lo imponeva la scuola.Certo anche allora c’erano i nullafacenti,abituali frequentatori dei cortei di protesta,ma noi tiravamo diritto,fendavamo gli sbraitranti picchetti al portone della scuola ed entravamo in aula per non perdere inutilmente tempo prezioso.Gli studenti che la pensavano come me arrivarono puntualmente al diploma,,gli altri vennero persi per strada,dato che la scuola era,a quei tempi,rigorosa e non premiava di certo i perditempo.Ora il mondo sembra capovolto ed ognuno si comporta secondo l’educazione ricevuta in famiglia.Viene da pensare che non la scuola ma la famiglia dovrebbe essere seriamente riformata.
Caro prof. Paolo,la capisco,ma anche lei suggerisce che sono necessarie “riforme organiche,serie e condivise” ma
come tutti i dissenzienti non illustra quali dovrebbero essere queste riforme.Spiega che è necessario spendere di più per la ricerca in modo che gli interessati possano migrare ..all’estero più preparati (a spese nostre).E’ contrario a chiudere le sedi accademiche periferiche soltanto perchè autorizzate dai passati Ministeri e perchè rimarrebbe da ricollocare il personale,docente e non,rimasto senza lavoro,ma poi si da la zappa sui piedi affermando che molti di voi fanno il doppio lavoro per mancanza di docenti!Non le pare che sarebbe allora logico chiudere le periferiche e trasferire i professori..a dare una mano a lei ed ai suoi colleghi che ora fanno i doppi turni?In altre parole perchè non porre rimedio agli errori compiuti dai passati “Ministeri” (proliferazione di università periferiche e rincorsa ad aumentare il numero dei laureati ecc.) come stà iniziando a voler fare la Gelmini?Nel caso suo il lavoro verrebbe dimezzato e pertanto… lo stipendio diverrebbe,per logica,adeguato.
Oggi ho sentito che vogliono riformare ancora una volta l’università.
Ma non lo sanno che quest’anno parte la riforma Moratti?
(DM 270/2004). Ha lavorato male la Moratti o improvvisamente è diventata comunista e quindi la sua riforma deve essere abolita?
La verità è che si vuole solo tagliare,tagliare,tagliare e non è consentito sapere a chi debbono andate i soldi risparmiati (forse alle scuole private per avere l’appoggio della Chiesa?)
Sono un ricercatore di una Facoltà di Ingegneria di lunga tradizione che ha aderito alla protesta, e vorrei fare un po’ di chiarezza perchè ho letto troppi post che presentano una realtà distorta o sono fuorviati da informazioni errate.
1) Quella in corso NON E’ UNA PROTESTA POLITICA CONTRO IL GOVERNO. E’ evidente che ha coinvolto con meno imbarazzi persone di simpatie antigovernative ed è chiaro che sono in corso tentativi di strumentalizzazione per usarla come arma politica, ma in realtà fra le persone informate sulla portata dei provvedimenti il malcontento è molto frequente anche in chi ha orientamento moderato, persino in Facoltà molto “tranquille” come la mia.
2) LE OCCUPAZIONI E LE MANIFESTAZIONI VIOLENTE NON SONO L’ANIMA DELLA PROTESTA, ma solo le sue frange estreme. Non ne sono state l’origine (da noi i ricercatori e pochi professori associati hanno iniziato spiegando i termini della questione agli studenti e astenendosi temporaneamente dalle attività didattiche svolte a titolo volontario e gratuito) e non ne saranno l’epilogo, con o senza interventi delle forze dell’ordine, semplicemente perchè sono in atto mille altri modi di sensibilizzare l’opinione pubblica del tutto legittimi e pacifici.
3) L’UNIVERSITA’ NON STA CONTESTANDO LA “RIFORMA GELMINI” PERCHE’ NON C’E’ PROPRIO NESSUNA RIFORMA MA SOLO TAGLI DISSENNATI E VINCOLI INDISCRIMINATI. Sul provvedimento sulla scuola si può dissentire anche fermamente, ma almeno c’è una proposta di riforma – il minimo per poter sostenere che si sia agito con un qualche criterio e non alla cieca. Per l’Università e la ricerca non c’è nemmeno questo: semplicemente, tagli draconiani ai fondi e vincoli indiscriminati al turn-over, senza nemmeno troppi sforzi per giustificarli con “sprechi” del sistema.
4) Nessuno nega che vi siano situazioni anomale e inefficienze ma I TAGLI INDISCRIMINATI NON RISOLVERANNO NESSUNO DEI PROBLEMI DELL’UNIVERSITA’, FACENDO SOLO DANNI E RITORCENDOSI SOPRATTUTTO CONTRO LE PERSONE CHE LAVORANO SERIAMENTE E I GIOVANI MERITEVOLI.
Pensare che tagliando i fondi il sistema “si darà una regolata” e diventerà da solo più efficiente è del tutto illusorio: SERVE UNA RIFORMA ORGANICA, SERIA E CONDIVISA CHE INCIDA SULLE NORME CHE REGOLANO IL SISTEMA, altrimenti chi “ruba lo stipendio” (ma almeno negli ambiti che frequento posso assicurare che sono una piccola minoranza) potrà continuare bellamente a farlo mentre i giovani meritevoli rimarranno al palo senza opportunità di carriera con stipendi molto inferiori a quelli dei loro colleghi europei oppure non potranno nemmeno entrare nel sistema, trovandosi costretti ad abbandonare la ricerca oppure a emigrare alimentando ulteriormente la “fuga dei cervelli”.
Sia chiaro: l’Università italiana è una realtà estremamente diversifica al suo interno, dove non mancano situazioni scandalose, ma IL BLOCCO DEL TURN-OVER CORRISPONDE SEMPLICEMENTE A SCARICARE SUI GIOVANI GLI ERRORI DI CHI LI HA PRECEDUTI, compresi i governanti che non hanno saputo o voluto legiferare adeguatamente.
5) Si dice che in italia ci sono troppe Università e troppe sedi distaccata, dimenticando che LE NUOVE SEDI ACCADEMICHE SONO STATE TUTTE REGOLARMENTE AUTORIZZATE DAL MINISTERO, che spesso all’inizio le ha anche finanziate oltre il ragionevole a scapito degli atenei storici. Ora è un po’ tardi per tornare indietro: chiudere sedi periferiche permette di vendere gli immobili, ma il personale assunto in ruolo ovviamente rimane e va ricollocato in alre sedi con tutti i relativi costi.
6) Si dice che l’offerta didattica è eccessiva, ma LA RINCORSA AD AUMENTARE IL NUMERO DI STUDENTI E LAUREATI, anche inventandosi corsi di studio improbabili, E’ STATA DI FATTO INCORAGGIATA NON POCO DAL MINISTERO a partire dall’epoca Berlinguer, quando le risorse cominciarono ad essere distribuite in funzione del numero di studenti e tenendo conto della percentuale di laureati in pari sugli immatricolati. Sì, proprio come per una catena di montaggio: se il prodotto non esce è colpa del sistema. Ci sarebbe da scrivere un poema sugli effetti perversi di un simile approccio e del 3+2 … sta di fatto che, in periodo di vacche magre, ha innescato una concorrenza selvaggia per accaparrarsi studenti anche attraverso un deleterio abbassamento del livello qualitativo specialmente dei corsi di laurea più seri.
7) Per giustificare i tagli si dice che l’organico dei docenti è levitato a dismisura ed è sproporzionato al numero degli studenti. In termini complessivi non è vero (sono aumentati del 13% dal 2000), e in molti casi è clamorosamente falso. Nella mia Facoltà c’è oggi lo stesso numero di docenti che c’era nel 2000 e praticamente lo stesso numero di iscritti, per cui non c’è stata nessuna anomalia macroscopica ma verremo penalizzati come tutti gli altri.
9) I docenti vengono spesso presentati come un branco di lavativi che guadagnano stipendi d’oro lavorando poco o niente, citando di solito casi di professori ordinari con elevata anzianità nel ruolo (categoria in via di estinzione) che hanno attività esterne. LA REALTA’ E’ CHE IN MOLTI CASI I DOCENTI GUADAGNANO MENO DEL RAGIONEVOLE FACENDO MOLTO PIU’ DI QUANTO DOVUTO: io ad esempio ho 41 anni, sono in servizio da 7 anni dopo 6 anni di precariato a 1 milione di lire al mese, oggi guadagno 1700 Euro al mese e oltre a svolgere ricerca e occuparmi di una miriade di probemi gestionali interni e di supporto agli studenti tengo un corso obbligatorio fondamentale da 12 cfu che altrimenti non avrebbe docente, facendolo ovviamente a titolo volontario e gratuito perchè non rientrerebbe fra i miei compiti e non c’è mai stato un centesimo per remunerarmi. Conosco professori ordinari di 50 anni che guadagnano 2500 Euro al mese e fanno 24-30 cfu, ovvero più del doppio dell’attività didattica che sarebbero tenuti a fare, anche questa a titolo volntario e gratuito.
Se tutti i docenti della mia Facoltà ritirassero la disponibilità a svolgere attività volontarie gratuite, nessun corso di laurea uscirebbe indenne e più di uno dovrebbe chiudere: un vero toccasana per la conclamata carenza di ingegneri sul mercato del lavoro!
10) L’ENTITA’ DEI TAGLI SEMBRA TUTTO SOMMATO LIMITATA MA PRODURRA’ EFFETTI DEVASTANTI PERCHE’ IL SISTENA UNIVERSITA’-RICERCA E’ GIA’ FORTEMENTE SOTTOFINANZIATO: in rapporto agli obiettivi europei (3% del PIL) i fondi pubblici sono circa la metà (0.6% scarso) e quelli privati circa un quarto (altro 0.5%) di ciò che dovrebbero essere. ALCUNE UNIVERSITA’ SONO SULL’ORLO DELLA BANCAROTTA: in queste condizioni ogni taglio equivale a togliere l’acqua a un malato già denutrito.
Per non parlare dell’effetto disaffezione sui giovani: a parte la passione per il mio lavoro, che stimolo posso trovare per continuare a farmi carico di compiti non miei se mi si cancella qualsiasi prospettiva di carriera? (e magari nel frattempo il mutuo casa arriva a mangiarmi quasi il 50% dello stipendio, mentre fuori potrei guadagnare il doppio facendo solo un po’ di libera professione che sinora non ho mai fatto per dedicarmi a tempo pieno al mio lavoro di ricercatore?).
11) Spesso mi pare che si pensi sia possibile “riciclare” i docenti universitari come se fossero operai generici: si blocca il turn-over per “riequilibrare” … cosa?! SE C’E’ SOVRABBONDANZA DI DOCENTI IN UN SETTORE E CARENZA IN UN ALTRO, IN GRAN PARTE DEI CASI NON SARA’ POSSIBILE NESSUNA “COMPENSAZIONE” interna perchè – dovrebbe essere ovvio, ma evidentemente non lo è – un docente di Psicologia, ad esempio, ben difficilmente potrà insegnare Matematica a livello universitario.
12) Si demonizza il meccanismo delle idoneità multiple perchè si dice che ha prodotto una inflazione di docenti: NON CI SI PUO’ LAMENTARE A POSTERIORI SE E’ STATO FATTO CIO’ CHE LA LEGGE ESPLICITAMENTE PERMETTEVA.
E comunque va ricordato che quella dei docenti universitsri è l’unica categoria che, dopo il concorso di ingresso, deve assurdamente passare per altri 2 concorsi (e altre 2 conferme in ruolo, che significano complessivamente 9 anni senza scatti di anzianità) anche per avanzare nella carriera: neanche per i magistrati è così.
In pratica, NELLA GRANDE MAGGIORANZA DEI CASI I CONCORSI DA PROFESSORE SERVONO PER GLI AVANZAMENTI DI CARRIERA E NON PER L’INGRESSO DI NUOVO PERSONALE. Questa è una delle anomalie del sistema italiano, su cui bisognerebbe incidere separando le due cose con procedure distinte.
13) Si dice pure che ci sono troppi professori ordinari e pochi associati e ricercatori, chiedendo di ripristinare la struttura a piramide tipica delle aziende. Contemporaneamente però si dice che la qualità di tutto il corpo docente deve essere eccellente, e ci si lamenta che il numero di laureati è comunque insufficiente.
Qui bisogna decidersi: in azienda si fanno selezioni con prospettive e paghe, ma anche con mansioni e requisiti, proporzionati al ruolo. NON SI PUO’ PRETENDERE DI SELEZIONARE SERIAMENTE I MIGLIORI LAUREATI PER FARLI ENTRARE COME RICERCATORI A 1300 EURO AL MESE DOPO SVARIATI ANNI DI PRECARIATO E ASPETTARSI CHE SI FACCIANO CARICO ANCHE DI COMPITI DIDATTICI CHE NON SPETTEREBBERO LORO, SE LI SI PRIVA PERSINO DI UNA RAGIONEVOLE PROSPETTIVA DI CARRIERA.
Se si decide che il ruolo dei ricercatori deve essere di serie B, lo si dica chiaramente ma poi non ci si lamenti se le attività volontarie cesseranno e la qualità andrà a rotoli.
Morale della favola: la questione è grave e molto più complessa di come spesso viene presentata in questi giorni, e sarà bene che i nostri governanti riflettano seriamente sul da farsi perchè dopo la presa in giro del periodo prodiano (tutti i giorni a dire quanto fosse importante la formazione e la ricerca salvo poi dimenticarsene in tutti i momenti chiave, con un ministro che ha fatto quasi solo danni) questa volta potrebbe davvero essersi raggiunto il livello di guardia. E il paese potrebbe ritrovarsi di colpo con quell’Università a rotoli che forse, tutto sommato, si meriterebbe anche, a partire dai suoi governanti presenti e passati.
Non vi siete ancora accorti che gli studenti italiani non hanno voglia di fare niente? Adesso anche alla Normale e alla Sant’Anna di Pisa, cosiddette d’eccellenza protestano. La soluzione è chiudere tutte le scuole d’Italia! Facciamo studiare i nostri figli all’estero e rimpatriamoli quando hanno imparato nelle scuole serie dove non insegnano le ideologie comuniste! Risparmiamo così un sacco di soldi e sapremo tutti almeno due lingue…
Retrospettiva: “Medaglia d’oro al male assoluto”. Una semplice domanda: ma di che s’impiccia l’Università, intesa come Ente, – o chi per lei guida le okkupazioni – con la Riforma del Ministro Gelmini? L’Università non è minimamente toccata nel decreto per la Scuola. E’ chiaro, invece, l’organizzazione del male assoluto voler sobillare ogni cosa, anche l’inesistente. E poi, perché i Rettori stanno zitti e lasciano fare? Ecco un altro tipo di “Casta”: le baronie e il conservatorismo dei privilegi loro concessi da passati governi.
cara giovane Laura: non è un “discorso ideologico” ? : vuoi scommettere con me che io ti indovino per chi non hai votato tu alle ultime elezioni !? Ti ci vorrà ancora un altro poco di tempo e poi (se non sarai anche tu fagogitata dal movimento “radical chic” che si è sostituito al “movimento operaio” come zoccolo duro dei partiti di sinistra) ti accorgerai di come e quanto tempo utile hai sottratto per istruirti e prepararti ad affrontare il mondo del lavoro quello VERO .. per dedicarti alle affascinanti occupazioni ed alla scrittura di striscioni e cartelli che adesso ti sembrano lo scopo della tua vita del tipo “un due tre stella …”! Guardati intorno cara Laura ! Stacca la spina dalla presa di corrente della demagogia che anima questa inutile manifestazione e ragiona con la tua testa. Piuttosto, poi quando ti accorgerai che questa Legge ti impedirà di studiare bene così come studi ora e e ti impedirà di uscire dall’università con la preparazione mostruosa che hanno i neolaureati di ora … allora avrai tutto il diritto di occupare e scrivere sui cartelli “un due tre stella ….”
Caro Arcangelo, lei è convinto che l’università così come è oggi sia intoccabile. Non è il solo a pensarla così. Io sono convinto che si possa e di debba cambiare. Lei nel cambiamento vede una sorta di tragedia greca… la fine del mondo, anzi di un mondo (perfetto?). Mah… Io sono un pò più ottimista di lei. Aspetto la proposta di riforma. Ripeto, einaudinianamente : conoscere per deliberare. Pro o contro.
caro “arcangelo” prima di tutto voglio chiederti scusa perchè mi sono reso conto che ti ho affibiato delle posizioni troppo frettolosamente e quindi ho sbagliato anche e sopratutto perchè interloquire con una persona garbata, corretta e documentata come te, è davvero un raro piacere anche se spesso le opinioni con coincidono: desidererei fare alcune considerazioni in aggiunta a quanto ho espresso in maniera un poco “violenta”. Il mio modesto punto di vista è che la situazione della scuola italiana (come del resto quella di tutta la “impresa pubblica” italiana) è incontestabilmente allo sfascio ed è incontestabilmente da rimettere in piedi; ora prescindendo dai contenuti specifici ed approfonditi dei singoli punti della legge/riforma, a me sembra che non sia corretto definire “tagli di spesa” quelli che, nella realtà, sono in effetti ” riduzioni di sperperi”; mi chiedo come si faccia a mettere in dubbio che ci siano sprechi vergognosi nella gestione della scuola pubblica ! Quando genericamente si parla di riduzione del personale, a meno che non si voglia fare demagogia politica, si dovrebbe aver capito che questo risultato si otterrà sospendendo il turn over per il tempo necessario (e questo sia per il personale docente che per quello non docente): fare questo “taglio di spesa” non è necessario ? Come si fa non comprendere che il ritorno al maestro unico è un utilissimo mezzo per cerare di arginare lo spreco ? E’ meglio un maetro o tre maestri ? Chi lo sa? Ma la cosa certa è che 3 maestri non possimo permetterceli e allora, siccome milioni di Italiani (me compreso) anno acquisito la necessaria cultura avendo avuto un solo maestro, si vada per un solo maestro ! E’ triste ma è la sacrosanta verità che la scuola è diventata anche un corposo ammortizzatore sociale: perchè molti si ostinano a nasconderlo ? Perchè si vuole negare l’evidenza ? Stesso discorso per il tempo pieno che, non solo non verrà diminuito ma se la matematica non è una opinione, dovrebbe essere considerevolmente aumentato. Si può essere daccordo con te che nelle pieghe della Legge, sipotrebbe anche incontre qualche “stortura” (vorrei che qualcuno mi citasse una legge perfetta) ma la “filosofia di base” di questa riforma, va esattamente nella strada giusta: liberando anche la scuola dal parassitismo di Stato non è difficile poter sostenere che le risorse possono anche essere sufficienti. Purtroppo, caro amico, anche se questo discorso può sembrare banale e retorico e semplicistico, quando si mette mano alla rimozione dei privilegi distribuiti da tutti (per i più svariati motivi … non ultimi quelli elettrorali) togliere tali privilegi ai beneficiari è una operazione immane, visto il sindacato che abbiamo e quella parte politica che alberga a sinistra (vera fucina di ” privilegi di stato”). Peraltro è giustisssimo non “sbattere” nessuno in mezzo alla strada, ma è ancora più giusto, senza licenziare nessuno, mettere mano a quella operazione di sfrondamento che non vedo come e chi possa definire inutile e dannosa. So benissimo che questo è un discorso “molto di principio” ma credo che sia anche giusto comuinciare a pensare senza mai perdere di vista il risultato finale: la realtà è quella che è, anche nella scuola ed è oltremodo dannoso fare finta di ignorare che occorrono SUBITO rimedi drastici e categorici. E poi … siamo seri e realisti ! Basta con le sciocche, inutili, demagogice richieste di incontri fra studenti e Ministo: tutti sanno che sono cose semplicemente ridicole ! Tutti siamo stati studenti e se qualcuno a quella (splendida età) ritiene oggi che allora si era maturi per discutere con “il Governo” (sia di destra che di sinistra) allora scendiamo nel ridicolo. Se mai è ai genitori che si dovrebbe chiedere un parere circa il “pratico utilizzo”della scuola ! E questo non significa sminuire la capacità intellettiva di nessuno: anche il sottoscritto a quella età era un “capopopolo” per nulla politicizzato però …. ma non ricordo neanche di che cosa aveva bigogno la scuola allora se non di insegnanti più capaci e, sopratutto, più pronti a “leggere dentro” i giovani per comprendere quale sia la maniera migliore per migliorare la loro capacità di apprendimento ed il loro interesse per le singole materie…. e da allora, credo che se è cambiato qualche cosa, purtroppo penso che sia cambiata in peggio … molto peggio.
Con stima e simpatia
Appoggiamo quindi la protesta del nostro Ateneo ed organizzeremo civili lezioni in piazza finché Milanesi e gli altri Rettori non saranno ascoltati.
I politici dovrebbero, prima di decidere di cose che conoscono poco (e la Gelmini evidentemente di università non sa molto) consultarsi con chi lavora da tempo per tentare di migliorare il mondo universitario.
Penso che chiunque possa sbagliarsi e possa correggersi. Correggersi è un atto di grande maturità e responsabilità. Speriamo che il nostro ministro si dimostri una persona matura e responsabile.
Per Mannoni:
rispondo solo sulle cose che so (cioe` sull’universita`) sulla scuola non me ne intendo. In generale mi sembra che lei mescoli un po’ i dati sulle due cose.
1) I SOLDI SONO POCHI.
D’accordo
3) Quello della Gelmini NON E’ LA RIFORMA DELLA SCUOLA, è un semplice decreto che non tocca assolutamente l’università
Verissimo, infati le proteste nell’universita` sono contro la legge 133 (Brunetta-Tremonti), non certo contro il decreto sulla scuola. Quelli della scuola protestano per il decreto sulla scuola, quelli dell’universita` per il DL 112 (che, ahime`, e` gia` legge).
5) Abbiamo il DOPPIO di corsi di laurea rispetto alla media europea e il DOPPIO delle materie insegnate
Giusto. Quindi la soluzione e` tagliare i fondi a tutte le universita` d’Italia, come fa la 133?
Non sarebbe meglio tagliare solo a quegli atenei che hanno troppi corsi e corsi di laurea?
6) Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente e 327 facoltà non superano i 15 iscritti
Quindi la soluzione e` il taglio a pioggia come nella 133?
Ho un’idea migliore: tagliamo i fondi alle universita` che hanno corsi di laurea con meno di 15 iscritti!
7) In 12 anni i professori sono aumentati del 24% a fronte di una riduzione nel numero di iscritti In Italia c’è 1 docente ogni 9 alunni, in Europa 1 ogni 13!!(Poi non si deve ridimensionare il numero di docenti..)
Qui non ho capito se parla dei professori della scuola o di quelli dell’universita`. All’universita` negli ultimi anni non si sono viste molte assunzioni e le statistiche che puo` vedere sul sito del MIUR dicono che in Italia c’e` un docente universitario ogni 21.4 studenti, contro 17.3 delle Francia, 12.2 della Germania, 18.2 del Regno Unito, 10.6 della Spagna e contro una media europea di 16.4.
http://statistica.miur.it/Data/notiziario_10_2008.pdf
10) Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 MILIONI DI EURO
Si`, la doppia (e tripla) idoneita` e` stata uno schifo.
11) Di conseguenza i RAGAZZI sono sottoposti ad un carico di ore di lezione TRIPLO rispetto alla media europea solo per dare giustificazione a CORSI CREATI UNICAMENTE PER REGALARE CATTEDRE (Poi si scopre che l’università italiana produce meno laureati del CILE…).
Questo succedeva anche prima. Non mi pare che il carico di ore sia aumentato significativamente da quando mi sono laureato io nel lontano 1998. Comunque le tabelle MIUR dicono che le cose stanno migliorando rispetto a quanto accadeva nel 2000.
Risultato?: 12) Il 96% delle risorse se ne vanno in stipendi(come denunciato da uno studio della “Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica” voluto dal Governo PRODI)
Per la scuola o per l’universita`?
Nelle statistiche MIUR sull’universita c’e` scritto (dati del 2005, gli ultimi usciti):
Personale docente: 38.6%
Personale tecnico-amministrativo: 18.3%
Altre spese per il personale: 2.6%
Interventi a favore degli studenti: 7.4%
Risorse per il funzionamento: 31.7%
Altre spese: 1.3%
http://statistica.miur.it/
13) La spesa per l’istruzione in Italia e superiore alla spesa in Inghilterra
Questo sara` vero per la scuola, ma per l’universita` non mi pare: in Italia si spendono 6394 euro (PPS, rapportati al potere d’acquisto) per studente, contro una media EU di 8093. Anche se confrontato col PIL, siamo indietro.
http://statistica.miur.it/
4) L’ITALIA spende il 7,4% del PIL, la GERMANIA il 6,3%, la FRANCIA il 7,5%
http://statistica.miur.it/Data/uic2007/Le_Risorse.pdf
Per l’universita` si e` speso la seguente percentuale sul PIL:
nel 2000 lo 0.8% del PIL
nel 2001 lo 0.78% del PIL
nel 2002 lo 0.79% del PIL
nel 2003 lo 0.77% del PIL
nel 2004 lo 0.77% del PIL
nel 2005 lo 0.75% del PIL
15) Siamo al PRIMO POSTO come spesa pubblica x ogni studente: 5.172E ITALIA, 5.080E GERMANIA, 4.750E FRANCIA, 5.000E INGHILTERRA.
Forse per la scuola, per l’universita` invece i dati del ministero sono questi (credo che siano dati rapportati al potere d’acquisto, comunque li trova qui: http://statistica.miur.it/Data/uic2007/Le_Risorse.pdf)
Italia 6394
Media EU 8093
Spagna 8118
Francia 9134
Germania 10237
Finlandia 10767
Stati Uniti 16716
“16) Ci sono 5 università importanti (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino) con BUCHI DI BILANCIO ENORMI, tanto che il governo vuole finalmente rendere i bilanci TRASPARENTI, pubblicandoli su INTERNET in modo comprensibile. ”
Ottima cosa.
“Questa è la realtà, tutto il resto è pura disinformazione, balle.”
Questa frase mi sembra eccessiva: di realta` ce ne sono altre. Ci sono i tagli stabiliti dalla legge 133 (che e` il motivo per cui si stanno facendo gli scioperi nell’universita`). C’e` il nuovo potere dato al senato accademico (cioe` di un gruppo di baroni) che adesso puo` trasformare l’ateneo in fondazione privata.
Io studio Medicina a Padova. Ieri le lezioni si sono fermate dalle 10.00 alle 13.00 per assemblee. C’erano i nostri docenti, il Prorettore e molti studenti.
L’università di Padova è citata come esempio delle “università virtuose” e come tale chiede un trattamento diverso, non un generico provvedimento uguale per tutte le università.
E’ un discorso ideologico o è una richiesta di riconoscimento meritocratico?
Non è nemmeno una questione politica: il Preside della Facoltà di Medicina Dott. Palù è notoriamente dell’area An, ma come gli altri Presidi delle Facoltà di Padova chiede solo di fare uno sforzo serio di contrattazione per singola università.
Noi studenti di Medicina di Padova non occuperemo, ma sinceramente mi fido più del Rettore e del Senato Accademico di Padova che del Governo di Roma, qualsiasi colore abbia.
La proposta alternativa c’è e la fanno i Rettori delle 13 università migliori d’Italia:
http://www.unipd.it/stdoc/ateneo_news/DocumentoAssociazioneAQUIS.pdf
E’ davvero chiedere troppo ad un ministro (di qualunque partito sia) di ascoltare i 13 migliori Rettori delle Università italine, prima di prendere una decisione così importante sulle Università stesse?
Noi non okkupiamo. Noi, tra Veltroni e Berlusconi, scegliamo il Rettore Milanesi e il Senato Accademico della nostra università, la seconda più antica d’Italia e una delle migliori a livello Nazionale.
Gentile sig Alberto Taliani,
La sua risposta a Davide mi sembra un modo per nascondersi dietro alle parole. Ho visto anch’io il video in cui Berlusconi dice che per l’Universita` il governo non ha ancora fatto niente. Ma lei sa benissimo che non e` cosi`. Il Governo ha fatto la legge 133, che rappresenta un evento epocale per l’universita`. Fra le altre cose, da` infatti al senato accademico (che e` in sostanza un gruppetto di baroni) il potere di trasformare l’universita` in fondazione privata. Mai vista una cosa del genere.
Se legge i manifesti di chi protesta, vedra` che non c’e` scritto nulla sulla riforma prossima ventura dell’universita`, che e` ancora nella mente della Gelmini. I manifesti dicono “no fondazioni”, “no 133″, quindi e` chiarissimo a che cosa si oppongono. Puo` darsi che qualcuno si sia sbagliato ed abbia impropriamente usato il termine “riforma” parlando in realta` della 133, ma non
puo` dire che gli studenti non sanno a cosa si oppongono solo perche’ hanno sbagliato l’uso di un termine (un unico termine!) Non sono addetti ai lavori ed e` possibile che si sbaglino ad usare una parola.
Mi sembra invece una bugia bella e buona quella di Berlusconi. O secondo lei e` la verita`? Secondo lei la 133 non cambia nulla per l’universita`?
Gli studenti sanno molto bene che c’e` il rischio che le universita` pubbliche si trasformino in fondazioni private. E lo sa anche lei.
Cara vale84 non tutte le manifestazioni di qst giorni sono state pacifiche,a milano ce stato un po di casini no?ieri ad Annozero è stato allontanato un rappresentante degli studenti di destra qst non è stata una mossa arrogante?per me i motivi di qst sciopero li ho gia detti prima,è uno sciopero,per gli studenti,non so o forse ancora non ho capito bene per quale reale motivo,e,visto che gli ultimi ministri,dalla moratti a fioroni,tutti sono stati contestati,significa che in italia non si può tentare alcuna modifica all’istruzione,ma xke visto che non ne sta bene una,non presentano una modifica del testo,secondo gli studenti,alla gelmini?xke non si trova un corso alternativo magari?forse xke,1 la sinistra deve andare comunque contro il governo e approfittare della situazione,e 2 gli studenti,non hanno voglia di cambiare le cose da cm stanno..
Per Luca Beltrame:
Non ho mai detto che esiste una legge per cui la Gelmini dovrebbe ricevere qualcuno. Lei mi ha detto “E` inutile” e io le ho detto “Vedremo. Intanto ha cambiato posizione”.
Sono completamente d’accordo con lei che lo stesso effetto si poteva ottenere avendo un atteggiamento costruttivo: proponendo un disegno di legge e discutendolo in Parlamento, invece di fare un decreto con motivi di urgenza.
E` un dovere del governo (questo si` sancito dalla legge) quello di proporre decreti esclusivamente per motivi di urgenza.
Lei quale urgenza vede di dare al senato accademico (essenzialmente un gruppetto di baroni) il potere di trasformare l’universita` in fondazione privata? E` una cosa che doveva essere fatta assolutamente durante l’estate o si poteva discutere serenamente in Parlamento?
Le proposte costruttive ci sono state, glie ne ho segnalate alcune, ce ne sono state tante altre. Le ha ascoltate la Gelmini? Mi pare proprio di no (ma se lei ha notizie contrarie, me le comunichi pure). Le ha ascoltate Brunetta? E Tremonti? Mi dica lei.
Certo che se il ministro non ascolta, l’unica possibilita` e` ricorrere al diritto (sancito dalla legge) di scioperare e di manifestare.
Caro Davide, guardi che “teppistelli” è un termine che scrive lei, noi io… tanto per chiarire. Domandina semplice semplice: lei il testo delle riforma Gelmini sull’università l’ha letto, commentato, approfondito?
Grazie mille delle spiegazioni Alberto. Quindi i ragazzi che manifestano in piazza dicendo “non vogliamo che le Università diventino private” si stanno inventando tutto? Ma LORO cosa ci guadagnano a scioperare, dato che nella maggior parte dei casi la frequenza non è obbligatoria? E’ solo a causa di “voci” messe in giro dai teppistelli del PD?
Condivido in larghissima misura quanto scritto dall’utente Mannoni.
Solo un piccolo dettaglio sulle famose assunzioni di 26000 associati contro 13000 concorsi. Tutto è stato fatto secondo la Legge. Ma in diversi casi, c’è stato un larghissimo abuso del sistema delle idoneità, in cui per ogni concorso v’era un vincitore e seguiva, eventualmente, un idoneo (ora il sistema non esiste più, e comunque i concorsi per associato sono stati bloccati dalla Moratti, blocco confermato da Mussi). Il fatto che il numero degli associati sia quasi doppio rispetto ai concorsi significa che in quasi tutti i casi c’era un secondo candidato considerato idoneo all’associatura, ma non necessariamente assunto. Il che non è negativo in sé, ma nei termini che spiego nel seguito:
- gli atenei più “intelligenti”, quelli con un preciso disegno strategico di crescita, hanno avuto modo, con questo sistema, di accaparrarsi i migliori ricercatori del mercato italiano, promuovendoli al meritato rango di professori associati;
- gli atenei meno “intelligenti”, guidati dal provincialismo, e dal baronato, hanno reclutato coloro che volevano ma a senza valutare seriamente se questi “coloro” erano davvero necessari e soprattutto se erano “all’altezza”. Può darsi che in molti casi lo fossero, per verificarlo ci vuole poco;
- c’è una terza categoria di atenei non troppo “intelligenti”, la cui programmazione dei reclutamenti è stata guidata con intelligenza soltanto in alcune facoltà, guidate da un’oculata analisi delle necessità di ciascun dipartimento (necessità quindi legate alla ricerca e non solo a problemi di copertura di insegnamenti).
Ora, gli atenei “intelligenti” hanno aumentato la propria leadership in settori strategici della ricerca, con personale in grado di avere e gestire visibilità e contatti internazionali, definire e portare a termini dei progetti di ricerca (finanziati dal pubblico e/o dal privato), partecipare a bandi europei, e fare così ricerca ad altissimi livelli, potendosi permettere la collaborazione di giovani (non necessariamente italiani) motivati e capaci, incrementando così la propria “attrattività” nazionale ed internazionale. Insomma, il classico giro virtuoso.
Gli atenei meno “intelligenti” navigano, probabilmente, nel dissesto finanziario, con personale incapace, di scarsa produttività e comunque non all’altezza del compito di professore associato: quello cioè di creare un proprio spazio di ricerca, con una “scuola” che formi ricercatori bravi, ed essere capace di attrarre fondi e gestire progetti di alto profilo, oltre (requisito scontato) ad avere un chiaro nome nella comunità internazionale di riferimento. Non parlo di “premi Nobel”, ma di soggetti dotati di sufficiente creatività, carattere, intraprendenza e preparazione scientifica e didattica. Dotati quindi di “palle”, capaci di fronteggiare eventuali baroni con la forza dei fatti e non delle raccomandazioni.
A mezzo della via stanno gli atenei non troppo “intelligenti”, che presentano alcune “isole felici” alternate a zone dove il baronato continua la sua marcia verso il baratro, baratro che, se indice di un dissesto prevalente sulle suddette isole, porterà questi atenei alla stessa grave situazione dei precedenti, a meno di un coraggioso e fermo giro di vite operato dal Rettore e dal Senato Accademico.
Gentile Sig.ra Elena Baloi, capisco che possa essre difficile, ma prima di sparare a zero sugli insegnati elementari forse avrebbe fatto meglio ad informarsi chiedendo a loro o, quantomeno, a tutti quei genitori, in particolare mamme, che questa “riforma” (leggi “tagli”) non la vogliono perchè hanno capito che a rimetterci saranno soprattutto i loro figli, la loro possibilità di avere un’istruzione al passo con i tempi. Ci sarà una ragione o no se l’OCSE giudica le nostre elementari tra le migliori in Europa o facendo del semplice qualunquismo, ci accontentiamo di quello che le tv ed i giornali di governo ci propinanoi senza un minimo di spirito critico? mio fratello vive all’estero; amici vivono in Inghilterra, Olanda, Francia, Germania. Ci siamo sentiti via email in questi giorni parlando anche di quello che succcede alla scuola italiana e loro, tutti italiani, sono rimasti basiti nel sentire che si vuole tagliare i fondi per l’istruzione quando in tutto l’Occidente (Stati Uniti in testa) si pensa di aumentare l’investimento sulla cultura. D’accordo per una razionalizzazione della spesa pubblica, ma allora perchè non andare a toccare gli stipendi dei nostri parlamentari (i più alti in Europa)? perchè si sono trovati subito tutti quei miliardi per salvare i banchieri? perchè siamo nuovamente pronti a dare aiuti alla Fiat? perchè i nostri rappresentanti locali (sindaci, assessori e quant’altro) non hanno la decenza di ridursi le loro indennità? Lo sa che un gettone di presenza per una seduta della camera equivale quasi ad uno stipendio mensile di un precario? Io per mia figlia aspiro ad un futuro dove possa studiare, magari insieme a bimbi di altri paesi perchè il confronto è crescita e me ne sto accorgendo già adesso che frequanta la scuola materna, dove ho conosciuto genitori stranieri in gambissima, che riconoscono l’autorità di chi insegna ai propri figli e non come tanti italiani che vogliono arrogarsi il diritto di decidere sulle didattiche pedagogiche magari solo con la licenza media (è successo, non sto inventando; succede tutti gli anni, in tutte le scuole a partire dalle materne…sigh…)
Cordialmente….
Aggiungo che con l’autonomia concessa da Luigi Berlinguer la strategia di spesa è disegnata a livello di Ateneo, NON dal Ministro dell’Economia! Sostanzialmente sono rettori e maestranze che determinano autonomamente i bilanci(o meglio: il saccheggio dei bilanci); quegli stessi rettori che nei documenti stilati nei Consigli di Facoltà(vedi ScienzePolitiche di Firenze) riconoscono l’esistenza di un dissesto finanziario senza ovviamente assumersene la responsabilità, scaricata poi su IGNOTI. A conferma di ciò la su detta Commissione tecnica per la finanza pubblica (voluta dal Prodi) ha denunciato diversi casi dove si è proceduto allegramente “all’uso disinvolto dell’autonomia universitaria, in particolare nei riguardi del RECLUTAMENTO e della PROMOZIONE DEL PERSONALE DOCENTE”. Perchè i soldi da dare ai nostri magnifici ricercatori che, anche dopo tanti anni di lavoro, non prendono più di miseri 800E al mese(vergognoso), CI SONO! Lo scandalo è che vengono sperperati in continuazione da rettori e professori irresponsabili che agiscono unicamente nei loro interessi per difendere i privilegi e assicurarsi la poltrona (per se’ e per i parenti) costruendo attorno a loro un fortino di consensi,favori e connivenze! Svegliatevi ragazzi, non solo portano via risorse al vostro futuro, ma ora si stanno anche servendo di voi per impedire a chi fa VERAMENTE i vostri interessi di cambiare le cose e porre così fine a questo scandalo. APRITE GLI OCCHI PER FAVORE
1) I SOLDI SONO POCHI. E’ in corso uno tsunami finanziario che dagli USA è arrivato in Europa e si ripercuoterà sull’economia reale innescando una fase di recessione. BISOGNA INIZIARE A SPENDERE MEGLIO EVITANDO INUTILI SPRECHI. NON SI PUO’ PIU’ SCHERZARE! 2) NON CI SONO 8 MILIARDI DI TAGLI INDISCRIMINATI ALLA SCUOLA (Padoa Schioppa li aveva previsti nella sua finanziaria, ma allora nessuno se ne accorse…), ma c’è una complessiva razionalizzazione nella distribuzione delle risorse, articolata in una manovra su 3anni, per porre rimedio a una spesa pubblica letteralmente fuori controllo. 3) Quello della Gelmini NON E’ LA RIFORMA DELLA SCUOLA, è un semplice decreto che non tocca assolutamente l’università 4) NESSUNO SARA’ CACCIATO, vi è semplicemente il pensionamento per chi ha l’età per andarci e uno stop alle assunzioni selvagge di precari(tanto care alla sinistra) e al turn over, per poter adeguare il numero di insegnanti al fabbisogno EFFETTIVO. Perchè la scuola non può essere mortificata e trasformata in un grande ammortizzatore sociale(o “stipendificio”) buono per piazzare in qualche modo i giovani laureati e tenere a bada i sindacati. 5) Abbiamo il DOPPIO di corsi di laurea rispetto alla media europea e il DOPPIO delle materie insegnate 6) Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente e 327 facoltà non superano i 15 iscritti 7) In 12 anni i professori sono aumentati del 24% a fronte di una riduzione nel numero di iscritti
In Italia c’è 1 docente ogni 9 alunni, in Europa 1 ogni 13!!(Poi non si deve ridimensionare il numero di docenti..) 9) In TUTTI i paesi d’Europa esiste il maestro prevalente, l’anomalia dei 3 maestri è SOLO italiana 10) Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 MILIONI DI EURO 11) Di conseguenza i RAGAZZI sono sottoposti ad un carico di ore di lezione TRIPLO rispetto alla media europea solo per dare giustificazione a CORSI CREATI UNICAMENTE PER REGALARE CATTEDRE (Poi si scopre che l’università italiana produce meno laureati del CILE…).
Risultato?: 12) Il 96% delle risorse se ne vanno in stipendi(come denunciato da uno studio della “Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica” voluto dal Governo PRODI) 13) La spesa per l’istruzione in Italia e superiore alla spesa in Inghilterra 14) L’ITALIA spende il 7,4% del PIL, la GERMANIA il 6,3%, la FRANCIA il 7,5% 15) Siamo al PRIMO POSTO come spesa pubblica x ogni studente: 5.172E ITALIA, 5.080E GERMANIA, 4.750E FRANCIA, 5.000E INGHILTERRA. E nonostante questa marea di soldi che lo Stato elargisce: 16) Ci sono 5 università importanti (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino) con BUCHI DI BILANCIO ENORMI, tanto che il governo vuole finalmente rendere i bilanci TRASPARENTI, pubblicandoli su INTERNET in modo comprensibile. 17) Dopo 15 anni di insegnamento un professore di liceo ha uno stipendio lordo di 27.500E contro una media OCSE di 40.000E! Addirittura in Germania si arriva a 47.000E! Di fronte a un simile,mortificante scenario qualsiasi persona di BUON SENSO(vedi Berlinguer,Bassanini,Ricolfi,..) non può che condividere la sostanza del Decreto Gelmini, che pone le premesse per avere MENO INSEGNANTI, ma MEGLIO PAGATI. Infatti con il programma del Governo, nel 2012, il 40% degli insegnanti più MERITEVOLI avranno un aumento in busta paga di 7.000E a testa. Inoltre, per le elementari, con l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione delle compresenze si libereranno più maestri per AUMENTARE IL TEMPO PIENO(già dal 2009-2010 49.350 bambini in più ne usufruiranno, per arrivare nel 2013-2014 a 83.000).
Questa è la realtà, tutto il resto è pura disinformazione, balle.
Non sono daccordo con chi asserisce (Antonio85): “…le manifestazioni arroganti…”. Non credo siano tali le manifestazioni pacifiche di questi giorni…e ve lo dice una alla quale non piacciono cortei ed altro…ma che comunque amette la genuinità, l’utilità e l’aiuto che tanti studenti stanno apportando in questi giorni, a tutti!!!
Nemmeno io sono daccordo con le occupazioni dei locali universitari, anche perchè (egoisticamente parlando…permettetemi ciò), tra qlc giorno mi laureo, ma a questo punto è un terno al lotto!
Ammiro i miei colleghi perchè portatori di un messaggio giusto: “L’UNVERSITà è DI TUTTI…” Spero che il ministro Gelmini (che non è la sola ed unica fautrice di questa Riforma, anzi credo sia più una esecutrice…) si renda conto del malessere e scoramento che sta dilagando in questi giorni tra noi studenti italiani e ponga rimendio. L’università non è un’azienda e per questo non deve subire le sorti che hanno subito le grandi organizzaioni statali in qst anni (Poste Italiane e co.)
Personalmente mi fa male sapere che, nonostante il mio impegno di questi anni, i tempi a venire saranno duri per ragazzi che, come me, si stanno appena affacciando al mondo del lavoro. Tutti ci meritiamo un futuro dignitoso!
Caro Davide, il ministro Gelmini non ha ancora presentato alcuna proposta di riforma dell’università, ha detto che lo farà. A quel punto si potrà entrare nel merito delle cose, giudicare e proporre…
Per Fabio: dare del ragioniere a Tremonti è davvero riduttivo, ma prendendo per buono il concetto di ragioniere (che fa bene i conti) penso che tenere in ordine i conti delo Stato e la spesa sia “cosa buona e giusta”, tutti invocano la riduzione delle tasse per l’Italia è strangolata da tasse dirette, indirette, balzelli e balzellini. Si vuol far passare il messaggio tagli=fine dell’università, non credo che proprio che sia questo l’obbiettivo del governo
Le manifestazioni cosi arroganti che si stanno vedendo in qst giorni sono frutto di un piano studiato e organizzato da quella sinistra massimalista che fomenta la violenza,e che viene alimentata anche dal PD,che parla di dialogo,ma conoscono solo quello per distruggere una proposta e mai presentarne una nuova magari migliore,viene alimentata da quei prof fannulloni e da quei studenti che vogliono togliere anche la libertà di studio a chi vorrebbe fare lezioni normali in qst giorni,e non capisco lo scandalo sulle paroli di berlusconi,giustamente non si occupano i luoghi pubblici e che quindi dava indicazioni al ministro dell’interno STOP non vi sembra una cosa normale?che doveva dire il contrario?Veltroni si sta facendo conoscere meglio x quello che è,oltre ad essere un pessimo politico(a roma qnt debiti ha ft??)è molto bravo a far piovere sul bagnato,piu che premier ombra è l’ombra di se stesso e per fortuna nostra meglio cs,viviamo in un mondo in crisi e con la paura recessione e anzichè fare un’opposizione che possa aiutare e servire i cittadini guardano ai loro interessi e a farsi pubblicità che non serve xke si andrà al voto tra5anni.Tornando alle okkupazioni,nella mia ex scuola ieri è stata fatta un assemblea straordinaria..risultato:oggi scioperano gli insegnanti ma gli studenti entreranno xke non in linea con gli interessi dei prof ed è stato esposto anche uno striscione poi tolto dai carabinieri che recitava cs..Prof fannulloni..prof spendaccioni…fuori dai c… e con qst per dire che la maggior parte degli studenti delle altre zone d’italia okkupano ma non sanno nemmeno il xke
Sono rimasto profondamente colpito dalle manifestazioni di ieri perchè è la prima volta nella storia repubblicana che studenti di destra (anche estrema come forza nuova) e di sinistra scendono assieme in piazza per difendere i loro diritti e… i loro docenti! Questo al di là di tutto sembrerebbe provare che c’è qualcosa di distorto nella proposta di riforma della scuola/università. Secondo me il punto è che questa riforma parte dal presupposto che si dovranno tagliare dei fondi “a prescindere”. Il che è profondamente sbagliato e giustifica la protesta degli studenti che si vedono per questo tagliare il futuro. Non faccio fatica ad ammettere che l’università così com’è è fatiscente ed andrebbe rinnovata: troppi corsi di laurea, succursali in posti inutili ecc. Ma perchè non riformare e reinvestire i soldi risparmiati nella stessa università? Non si può perchè il Governo vuole destinare i risparmi in altre direzioni. Ad un preciso input di redistribuzione della spesa/investimento il ministro Tremonti da buon contabile attua tagli “a prescindere”… non è lui quello che deve decidere cosa, ma quanto tagliare. A questo punto non ci si può che rivolgere al Capo del Governo perchè decida se sia meglio tagliare il futuro degli studenti e quindi della stessa nazione o qualche altra cosa, magari più utile nell’immediato, magari che porta più immagine, ma comunque destinata a soffocare le speranze dei nostri figli.
Cordialmente
caro luca ,
quello che ho scritto trova giustificazione nel fatto che avendo un figlio di diciassette anni sto toccando con mano (e non seguendo i media) che la stragrande maggioranza degli insegnanti li stanno non voglio dire aizzando ma almeno)molto favorendo in questa occupazione del loro istituto tuttora in corso.ti garantisco che li se uno volesse partecipare alle lezioni non può farlo.comunque penso che i problemi della scuola non si sisolveranno con le occupazioni.
Note sparse.
Per insegnare ci vuole molta pazienza, molto coraggio e bisogna continuare a studiare. Non si capisce se il ministro Gelmini da domani intenda incontrare rappresentanti degli studenti e dei docenti delle università e/o delle medie superiori e/o di tutti gli ordini di scuola, oltre ai rappresentanti di quali genitori. E’ più costruttivo che occupazioni e manifestazioni, anche se piuttosto arduo. Oggi non ci sono affatto le condizioni del ’68, nessuno può oggi mantenere una pur vaga speranza “comunista” nel futuro. Però si deve evitare il muro contro muro, perché le conseguenze possono essere più gravi del previsto e nella scuola, a cominciare dai gradini più elevati, la decisioni vanno spiegate in modo convincente e, a ragion veduta, riviste.
Uno dei motivi per cui ebbe termine la “guerra fredda” fu il dover prendere atto che la giustificazione
“rivoluzionaria” della violenza; nel tempo delle armi nucleari è diventato palesemente impossibile, dal momento che avrebbe potuto arrecare enormi distruzione e molti milioni di morti in ciascuno dei due Stati più potenti del mondo (uno dei quali, l’Urss, era la realizzazione anche simbolica del movimento comunista). L’ultima ventata di “violenza rivoluzionaria”, apparentemente giustificata in vista di una futura società ideale, è venuta meno fin dal tempo dell’equilibrio basato sulla possibilità della mutua distruzione delle due superpotenze. Anche per tutto questo la situazione attuale non è affatto quella del’68, però vanno chiariti i motivi per cui si deve studiare, come quelli per cui le università dovrebbero affrontare una rilevante riduzione dei finanziamenti, senza neppure chiarire i criteri in base ai quali si procederebbe a tale riduzione.
Quanto al fatto che la quasi totalità dei finanziamenti per la scuola siano impiegati per gli stipendi al personale docente e di servizio, non deve stupire, perché oltre a buone biblioteche ed a laboratori scientifici (per medie superiori ed università), in quanto gli edifici sono già stati costruiti e pagati (per lo più dagli enti locali), è evidente che la grande parte dei finanziamenti sia per la retribuzione dei docenti e del personale di servizio.
Quanto alla questione dell’immissione di ragazzini extracomunitari che non conoscono la lingua italiana, il carattere demagogico della norma insericata nel ’98 dall’ex-ministro De Mauro è palese; ora, in prima (nei primi anni in genere) elementare (all’inizio dell’anno) è ammissibile inserire nelle classi ragazzini di origine extracomunitaria che non conoscono l’italiano, ma già in prima media è una mancanza di rispetto per i ragazzini che da qualche anno si dedicano allo studio dell’italiano e vi sono anche effetti negativi…!
I ragazzini extracomunitari conoscono già, più o meno bene, un’altra lingua; e mentre una parte di loro impara in genere l’italiano in pochi mesi (in modo minimale ma tale da consentire loro di seguire le lezioni), altri (a seconda della lingua madre) necessitano di due, tre anni! Quindi la situazione attuale non va bene; certo la situazione delle classi ad anno in corso (salvo eventualmente situazioni eccezionali) non va cambiata, però un criterio per essere inseriti nelle classi della media inferiore è una sufficiente conoscenza dell’italiano. I genitori debbono essere responsabilizzati a questo proposito, l’italiano può essere proficuamente studiato anche all’estero. Non si debbono fare “classi parallele”…, ma classi di prima media con alunni italiani ed alunni origine extracomunitaria che hanno sufficiente conoscenza della lingua italiana! Lo Stato potrebbe in via eccezionale dare vita a corsi intensivi di lingua italiana di uno o due mesi (agosto-settembre o maggio-giugno) gratuiti o a costi molto bassi.
Caro Taliani, Lei ha ragione e sono perfettamente d’accordo, lo Stato deve spendere meglio. Ma mi sembra che in questo caso la ristrutturazione sia in mano a un ragioniere, tale Tremonti, che non guarda, consideriamola azienda l’Istruzione, se c’è la produzione da fare e ci sono gli ordini, quindi necessitano operai per eseguirla. Taglia e basta. Così l’azienda riduce i costi…. ma poi non escono i prodotti. Certo ci sono sprechi, sappiamo che i bidelli sono spropositati in numero e tante cose da rivedere, che ci sono numerosi raccomandati…nominati dai ns rappresentati politici ( di tutti i colori).
Le ristrutturazioni devono essere portate avanti da persone esperte: si ottiene efficienza e si riducono i costi e/o migliorano i risultati. Gli incompetenti, esempio il ns ministro della Istruzione, come possono insegnare e predicare che occorre merito per occupare posizioni e fare carriera: questo però me lo deve spiegare.
Purtroppo è così da noi, l’asino insegna come si fa a essere professori.
Grazie per l’ospitalità.
Cordialmente
Scusate, ma il Premier ci fa o c’é? In video lo hanno visto “tutti” (e sentito per radio) e non può ora dare la colpa (come al solito, del resto) a chi fa i titoli dei giornali! A meno che per lui “forze dell’ordine” e “polizia” siano termini così diversi da giustificare le sue sparate. La realtà, credo, é un’altra: la detta grossa, non lo hanno appoggiato a sufficienza (neppure Maroni, a quanto si é letto) e dà la colpa agli altri. Un po’ comodo.
Salve a tutti, sono uno studente universitario 19enne ed è la prima volta che scrivo, ma ho bisogno di informazioni per quanto riguarda la legge Gelmini:
Io considero questa legge ottima in tutti i suoi punti, per lo meno quelli che conosco… Ma un ragazzo con cui mi confronto in Net mi ha detto che con questa legge le Università diventeranno tutte private e costeranno tutte di più, con la conseguenza che si creeranno differenziazioni tra le classi, dato che potranno andare all’Università (quindi tentare una carriera) solo coloro che possiedono un contingente conto in banca… Io finora non avevo letto niente a proposito di questo! Cosa potete dirmi voi?
Grazie in anticipo!
La domanda: “Qual è la riforma che vorrebbe per l’Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le “okkupazioni” è a dir poco stupefacente
Le proposte ci sono e i sindacati le hanno formulate con molta chiarezza, ma se il governo preferisce andare avanti con decreti e colpi di fiducia in modo del tutto autoreferenziale, non si devono scaricare i barili su altri
Ricordiamole:
1 l’abrogazione della norma che introduce il maestro unico e l ‘orario di 24 ore settimanali nella scuola primaria
2 l’innovazione della qualità nella scuola secondaria che garantisca il tempo prolungato, gli spazi di flessibilità didattica e il rispetto delle diverse professionalità
3 l’apertura di un vero negoziato sul piano programmatico e sui regolamenti
4 il rinnovo del contratto collettivo nazionale di tutto il personale
5 interventi fiscali a favore del lavoro
6 la garanzia di organici del personale stabili e funzionali alla continuità didattica ed organizzativa della scuola
7 la tutela del personale precario
Per il mio omonimo: cercavo proprio fatti per evitare discussioni sul “sentito dire”. Personalmente penso che tutti debbano avere accesso all’universita’, ma allo stesso tempo l’universita’ non e’ per tutti (questo purtroppo e’ difficile farlo digerire ai fautori del “6 politico”). Sia per chi frequenta, sia per chi ci lavora.
Quanto ad Arcangelo: lo sa che si tratta di un “favore” fatto dal ministro, vero? Anche se auspicabile, non e’ scontato. Il governo deve rendere conto ai suoi elettori, non ad istituzioni che non sono state elette dal popolo sovrano.Vi sono una moltitudine di ragioni per cui sarebbe meglio farlo, ma come ho gia’ detto, non e’ scontato.
Aggiungo che secondo me lo stesso effetto si sarebbe ottenuto facendo un lavoro costruttivo, e non ululando in pubblico, e forse ci sarebbe anche un clima piu’ sereno.
Per Luca Beltrame: di richieste di incontro e di appelli al ministro ne ho visti moltissimi da Giugno in qua. E` il ministro che e` stato inamovibile. Quindi l’unico modo per farsi sentire era protestare nelle piazze. Sul fatto che e` inutile, vedremo: pare che la Gelmini abbia finalmente accettato di incontrare gli studenti.
Caro Luca, qui non si tratta di essere simpatizzanti o meno per uno schieramento. Io, ad esempio simpatizzo con chi cerca di rimettere in sesto il carrozzone scuola-università (amo l’utopia…). E’ da quarant’anni che si contesta e si occupa con intensità più o meno diversa, tralasciando i fantastici anni del ’68 e post ’68 c’è stato il ’77 poi ci sono stati gli anni della Pantera (chi la ricorda più?) e via risalendo nella hit parade contestataria. Mi ha fatto riflettere una frase di oggi del ministro Giorgia Meloni: “Non si è mai visto un movimento studentesco scendere in piazza per difendere gli interessi dei docenti. E’ perlomeno una cosa poco naturale”. Già, ma il punto è un altro: in un post precedente un lettore contesta il populismo della Gelmini che incontrerà studenti, docenti e genitori… invece oggi altri non populisti (senatori del Pd) hanno fatto la spola fra l’aula di Palazzo Madama e gli studenti in piazza per informarli sull’andamento del dibattito del decreto… Un copione già visto, insomma. Quanto all’università americana e ai modelli europei rovescio l’argomentazione: da noi l’università di massa produce pochi laureati… cominciamo a chiederci davvero perché, magari qualcosa da cambiare c’è davvero.
un mio caro amico che tiene un laboratorio con presenza obbligatoria per il conseguimento dello stesso nella Facoltà di Scienze della Formazione, forse la meno politicizzata dell’intero Ateneo Palermitano, ha visto crollare la presenza degli studenti da 80 a 7 persone, nonostante le lezioni non siano state interrotte: significa un adesione alla protesta di poco più del 90%.
Forse è il caso di smetterla di sottovalutare la protesta in atto e cominciare ad ascoltare le ragioni di studenti e docenti
Caro Luca Beltrame,
circa la sua domanda sulle fondazioni non sono in grado per il momento di segnalarle documenti, tuttavia le faccio notare alcuni dati di fatto inoppugnabili. In Europa nessun paese ha un sistema universitario basato sulle fondazioni. Soltanto in Gran Bretagna il ruolo delle fondazioni è quello di finanziare la ricerca, ma non l’intero sistema universitario. Del resto così è anche in Italia, ma sono poche le fondazioni che lo fanno. negli Stati Uniti invece le Università sono controllate della fondazioni, le cose funzionano benissimo, in maniera perfetta. L’unico guaio è che solo il 3% della popolazione è in condizioni economiche di iscriversi all’università. Certo ci sono tante borse di studio per gli altri, se meritevoli. Ma anche così, l’università invece di essere un diritto è un privilegio per pochi.
Caro Gerardo,
anche tu come tanti ti soffermi solo sull’aspetto folkoristico dell’occupazione schiacciato come sei sull’adesione a critica a quello che i media propinano. Vorrei invece che tu riflettessi sul fatto che in tante sedi universitarie e scolastiche le lezioni continuano e chi vuole può tranquillamente seguirle. Il fatto è che al di là delle occupazioni, elemento marginale, proprio perchè spesso privo di contenuti e riflessioni, la mobilitazione studentesca è enorme (non penso qualcuno costringa con la forza altri studenti a partecipare alle manifestazioni) e soprattutto, cosa che in pochi hanno capito, il mondo della scuola e quello dell’università non è tanto contro la Gelmini, ma contro il fatto che la sua riforma è l’ennesima tornata di tagli ad un sistema che è al collasso.
alcune brevi considerazioni. 1) stampa (tra cui il Giornale) e tv schierate o diciamo simpatizzanti per il governo non si stancano di sottolineare che il rito delle occupazioni viene fuori ogni santo anno e in ogni occasione di riforma e che quindi – è il messaggio non tanto implicito – gli studenti e gli universitari non sanno quel che fanno e criticano tanto per criticare. Nessuno ha l’onestà intellettuale – men che meno il direttore de Il Giornale – di ricordare che in occasione di ogni riforma, abortita o andata in porto, al di là dei contenuti, positivi e o negativi, non si è mai, dico mai, provveduto ad aumentare davvero i fondi da destinare a ricerca, edilizia scolastica, innalzamento dell’obbligo, reclutamento massiccio di giovani ricercatori e così via.
2) Per cui il ragionamento, davvero paradossale, l’Università e la scuola sono messe male, che cosa hanno da criticare? Finiranno come Alitalia. In qualsiasi altro paese del mondo gli scarsi risultati del sistema scolastico ed universitario sarebbero analizzati controllando l’andamento degli investimenti in istruzione e formazione nel corso degli anni. 3) qualcuno è già pronto a dire che i finanziamenti a pioggia non servono, se non si premia il merito. Giusto, giustissimo. Questo vale in un sistema solido, ma il nostro è il peggiore d’europa. Prima infrastrutture e investimenti e poi tagli e premi chirurgici per chi demerita e merita.
non capisco lo scandalo che ha provocato berlusconi dicendo che manderà la polizia contro chi occupa le scuole impedendo di fatto il diritto di chi invece vuole andare a scuola.
Ma la sinistra non è quella che si riempie la bocca con la Costituzione? e la Costituzione non dice liberta di sciopero e di lavoro e pertanto anche di studio? sono ancora innamorati dei picchettaggi delle fabbriche questo è il problema la verità e solo la loro grazie forza Cavaliere non ti curar diloro ma passa e va
penso che per ridurre il rischio di occupazione degli istituti scolastici possa bastare una semplice circolare amministrativa con la quale si stabilisca che tutti i dipendenti statali addetti a quell’istituto per il mese in cui l’istituto è stato occupato , (anche per un solo giorno) , non percepiscono lo stipendio.
La Gelmini convoca, in perfetto stile populista, i giovani studenti e non i sindacati di categoria nazionali. Cosa vuol dire questo? Che giova far casino e invece fare proposte ragionevoli proprio per prevenire gli scontri sociali, non serve a nulla? Strano concetto di democrazia.
Desideravo avere un opinione in merito al fatto che forse la situazione della scuola oggi sia un riflesso diretto del livello culturale della società italia.
Abbiamo diseducato in maniera sistematica i giovani alla fatica, al merito.
Oggi assistiamo alla scena di giovani con una formazione sui grandi temi spesso ideologizzata e carente pretendere, con quella dolce arroganza prettamente giovanile, di fare la rivoluzione. Con la parmigiana e la cotoletta pronta.
Senza che nessuno faccia presente la statistica ( dura e implacabile ) che dimostra che per 1 studente che sciopera ce ne stanno altri 7 che studiano.
Ma cosa ancora più grave insegnamo che in gruppo si possono sovvertire le regole democratiche, impedire ad altri di esercitare i propri diritti e commettere reati sapendo che si rimarrà impuniti.
Abbiamo un Parlamento e un Governo per trovare le soluzioni, le elezioni per esprimere la nostra condivisione per le scelte effettuate.
Si chiama democrazia.
solo una puntualizzazione… perché non ce la faccio piu a leggere la solita filippica del PD che fomenta e strumentalizza.. dei Komunisti che sobillano e organizzano.. e la sinistra.. e i centri sociali… mamma mia dite sempre le stesse cose !
Per tutti i lobotomizzati che ripetono questo ritornello sappiate allora che forza nuova e la sinistra giovanile stanno manifestando insieme negli stessi cortei ! e’ la priima volta che accade ! a bergamo hanno addirittura diramato un comunicato ufficiale in proposito !!! e quando passano i cortei la gente dai balconi applaude !!! smettete di “informarvi” coi tg fatevi un giro in rete e leggete coi VOSTRI occhi, oppure scendete in strada e guardate coi vostri occhi !
popolo bue……
Per Arcangelo: conosco quell’articolo, e anche quello pubblicato su Brunetta (il secondo un po’ fazioso, se vogliamo dirla tutta). L’articolo comunque risulta un poco fazioso (sicuramente si ricordera’ dei tagli alla ricerca operati dal governo Prodi per evitare che i camionisti scioperassero, spostando fondi), anche perche’ in realta’ non cita moltissime fonti relativamente al discorso di “togliere i fondi alla ricerca per salvare le banche”.
Nonostante quello che si dice, io mi sento d’accordo con Brunetta: piu’ che aumentare i posti fissi, io cercherei di dare piu’ “poteri” ai non strutturati, che al momento sono esclusi dal poter sottoscrivere progetti di ricerca.
Il reale problema, dal mio punto di vista, e’ che ci sono due corsie nell’universita’: i (pochi) strutturati ultraprivilegiati (anche se gli stipendi sono bassi… ma per quello bisogna ringraziare l’invenzione dei CCNL) e la maggioranza dei non strutturati in balia delle onde. Spostare persone dall’insieme B (i precari) all’insieme A (gli stabili) non puo’ essere una soluzione, specie se gli appartenenti agli stabili sono illicenziabili ed inamovibili.
Non e’ detto che la soluzione del problema siano le fondazioni. E’ pero un’idea. Sara’ stata una “sporca” passarla sotto fiducia, ma in ogni caso, a che serve andare in piazza? A “lottare”? A nulla. Perche’ non e’ stato chiesto un incontro senza fare alcun tipo di manifestazione? Io un’idea ce l’ho…
Caro Stefano, non stia a preoccuparsi: anch’io ieri ho ascoltato in diretta le parole del presidente del Consiglio e lì per lì mi sono preoccupato (anche per lei). Poi ho riascoltato bene: il premier ha detto che le forze dell’ordine devono intervenire nel caso vengano commessi reati e violenze durante le occupazioni. E, ma questo lo aggiungo io perché la penso così, nel caso si coartasse con azione violente il diritto studiare e accedere alle facoltà da parte di studenti e docenti che preferiscono studiare piuttosto che manifestare.
Caro Luca, vado avanti io con la profezia di Calamandrei: e così iniziò la lunga marcia del Pci nel mondo della scuola, ma non solo in quello…
@Paola:
- Colleghi che “timbrano il cartellino”: secondo te i tagli del ministro Gelmini e del ministro Tremonti colpiranno costoro ?
- D’accordo, ammettiamo pure che il tempo pieno non serva per la formazione (non sono d’accordo). Ma due genitori che lavorano dove lasciano i figli, almeno quando sono piccoli ?
una profezia di Piero Calamandrei
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”
(in Scuola Democratica, 20 marzo 1950.)
Caro Luca Beltrame,
mi fa molto piacere discutere con lei, che mostra di essere una persona intelligente ed interessata a conoscere anche l’opinione degli altri.
Se mi permette la battuta, pero`, comincio a sentirmi un po’ il sostituto di Google: tutti mi chiedono di reperire documenti
Credo che ormai abbiamo chiarito le idee reciproche.
Se vuole posso segnalarle un articolo comparso sulla rivista Nature, che senz’altro conosce e apprezza:
http://www.nature.com/nature/journal/v455/n7215/full/455835b.html
sono davvero preoccupato…come può il nostro caro premier prenderci in giro??l’abbiamo sentito tutti ieri..mentre diceva che manderà polizia e carabinieri ad impedire le occupazioni..ADESSO NON PUò SMENTIRE DICENDO DI NON AVERLO MAI Nè DETTO Nè PENSATO!!è vergognoso prendere in giro la gente!!
Basta leggere Repubblica di oggi (in particolare l’articolo dell’ex direttore di Cuore) per rendersi conto del livello di mistificazione raggiunto dai professionisti della disinformazione e da chi in questo momento è ben felice di mestare nel torbido, sperando che la situazione precipiti. Più che le 68, sembra di essere nel 1977, quando un sacco di gente non vedeva l’ora che ci scappasse il morto per poterlo strumentalizzare. Speriamo che non accada. Gravissimo che un Prefetto invochi la libertà di riunione, equivocando intenzionalmente sulla differenza tra una pacifica riunione ed una occupazione abusiva o una manifestazione non autorizzata o, peggio ancora, un interruzione di pubblico servizio. Il Governo dovrebbe rimuoverlo immediatamente.
Per Arcangelo (ho visto il suo post in ritardo, mi scusi): qui a Milano, prima dell’inizio di queste proteste ho visto personalmente polemiche feroci contro chi non voleva manifestare.
Personalmente sono comunque convinto che la scelta “universita’-fondazioni” sia una soluzione possibile. Ha qualche documento (non sindacale) che parli di esperienze simili (ma fallite) all’estero?
Per Arcangelo: si ricordi che la reazione “macroscopica” al decreto, anziche’ un appello alle proprie rappresentanze politiche, e’ stata un proliferare di manifestazioni e scioperi (effetto reale: nullo) che hanno solo causato un irrigidimento delle posizioni da ambo i lati.
Siamo nel 1970 – Università di Bologna – Facoltà di Ingegneria ( Istituto di Matematica).
E’ in corso la lezione di Analisi II. Presenti circa 60 studenti ( fra i quali il sottoscritto).
Entrano 3, dicasi 3 (tre) “figuri” del cosi nominato “Collettivo”, spingono l’assistente in un’angolo e con un megafono arringano questi pochi “sfigati” ( Nota : 60 loro 3 !!!)che vogliono fare lezione…….
E’ un’attimo…la prima riga degli “sfigati”( fra i quali il sottoscritto) salta il banco
si mette a cerchio a proteggere l’insegnante e butta fuori “a calci” gli “illuminati”………………
Il sottoscritto lavorava duramente duramte l’estate per pagarsi gli studi !!!
Una piccola postilla : Dopo alcuni anni gli “stessi 3 illuminati” trovavano “giusta” e “lautamente retribuita occupazione” nel settore pubblico della città…….il sottoscritto metteva qualche “straccio” nella valigia e partiva all’ avventura come giovane ingegnere in quel di Derna (Libia) per misurarsi con la vita e guadagnarsi il rispetto e la reputazione sul campo senza nascondersi dietro nessuna “appartenenza” più o meno “colorata” . Questa meravigliosa avventura dura tuttora !!
BASTA CON TALE INUTILE E STUPIDO CINEMA UNTO E BISUNTO !!
Agire con decisione e buttarli fuori ( in seguito ci ringrazieranno!)
Caro Alberto Taliani,
non ho nessunissimo motivo di difendere il PD. Vedo sul sito del senato che qualche proposta l’hanno fatta (tipo la 1008, comunicata l’8 settembre 2008), ma non so che cosa dica di preciso. Per me l’importante e` che il Governo smetta di arroccarsi sulle sue posizioni e permetta anche agli altri di dire la loro. Vedo che la Gelmini ha finalmente accettato di parlare con i rappresentanti degli studenti. Speriamo che prima o poi incontri anche coloro che lavorano nell’universita` e che sulle prossime proposte di legge non mettano la fiducia.
Mi viene da vomitare sentendo un leader di partito “democratico” affermare “guai a chi osa torcere un capello ad uno studente” dimenticandosi di aggiungere ” guai a chi torce un capello a un agente” Ma probabilmente nel pensiero di menti così “illuminate” i capelli di alcuni cittadini sono molto più importanti di quelli di altri.
Per Luca Beltrame:
Il DL 112 e` gia` stato discusso in parlamento, ma, come le dicevo, il governo ha messo la fiducia. Questo significa che non ha senso stare a discutere gli emendamenti, perche’ si vota solo ed esclusivamente sulla proposta del governo. Se io ho votato per il deputato X o il senatore Y, questi non possono dire “a me non piace la parte sulle fondazioni ma il resto mi va bene”: o accettano tutto o rifiutano tutto.
Quali mezzi da` la Costituzione al cittadino per farsi sentire nel caso in cui i parlamentari non facciano i suoi interessi (cosa che, a me pare, e` successa sovente sia a destra sia a sinistra)?
La Costituzione garantisce ai cittadini il diritto di manifestare il proprio dissenso, tramite manifestazioni o scioperi. E` vero che ci sono state delle illegalita` e sarebbe bene che non ci fossero. Purtroppo in Italia ci sono tante cose illegali che pero` accadono e sarebbe meglio non accadessero. Ma il diritto a scioperare c’e`, il diritto a manifestare anche. Anche Berlusconi porto` la gente in piazza.
Il mio punto e`: cerchiamo di capire bene quali sono le motivazioni in campo. Mi pare che le persone che intervengono in sostegno dell’una o dell’altra parte non conoscano le vere motivazioni e proposte degli altri. Partono da dei presupposti. Taliani parte dal presupposto che gli universitari che protestano siano baroni. Io nel mio ateneo i baroni li conosco bene e posso assicurare che neanche uno e` andato a manifestare. Non so come vadano le cose a Milano.
Per Davide Sisto: a che serve la protesta di piazza? A nulla. Lo dico da precario (come *odio* questo termine…) dell’Universita’, che pero’ vota a destra (e lo rifarebbe…). A che serve la rappresentanza in Parlamento se poi si scavalca sempre? Un ideale non giustifica ostruzionismo, occupazioni illegali e manifestazioni non autorizzate (vedi i problemi alla stazione di Cadorna a Milano). Ma si sa, se l’ideale e’ giusto allora la legge va a farsi friggere…
Non ho mai scioperato, non sono mai stato iscritto ad un sindacato e non lo faro’ ora. Quando i sedicenti rappresentanti dei sindacati “di ricerca” arrivarono da queste parti proponendo come soluzioni “assemblee e scioperi” (in tempi non sospetti: parliamo del 2006) capii che non avevano compreso proprio niente.
I ricercatori non sono dipendenti statali come nel Comune. Gia’ gli scioperi, le proteste e le piazze non producono effetti significativi (se non offendere chi lavora o addirittura danneggiarlo), figuriamoci nel caso della ricerca.
Mi fa piacere che le risposte al mio intervento sono state, seppur polemiche, almeno civili.
Io sono un precario dell’Università, voto a sinistra (perché non ammetterlo?) e condivido diverse osservazioni sulla mala-Università: il baronato e il clientelismo che affossano la meritocrazia, il bisogno di condensare meglio le risorse economiche (la mia ricetta: meno Università in Italia e più finanziamenti a quelle che sfornano qualità e cultura per il Paese), ecc.ecc.
Tuttavia, e lo dico nel modo più pacato e imparziale possibile, non è giusto il metodo adottato dall’attuale Governo: muso duro e scarsa considerazioni dei motivi della protesta. Ragazzi di destra occupano insieme a quelli di sinistra (un caso più unico che raro!), persone di CL in piazza (altro caso più unico che raro!), ecc. ecc. Non siamo tutti di colpo diventati rivoluzionari, siamo semplicemente delle persone che chiedono condizioni di vita migliori, anche per mettere su famiglia e per costruire un futuro. Perché far entrare in Università un ricercatore per 5 docenti che vanno in pensione è umiliante, così come è umiliante vedere tanti preparatissimi ricercatori fuggire all’estero per la scarsa considerazione data alla ricerca.
Invece di buttarla sull’ideologia o sulla forza fisica, perché il Governo non può aprire un sano dibattito con chi veramente opera all’interno e arrivare a un punto di mediazione? Ossia, tenere anche determinate cose del decreto Gelmini, ma toglierne altre. Questa dovrebbe essere la democrazia. Basta il vecchio, stantio scontro ideologico destra e sinistra. Io da sinistrorso quale sono, apprezzerei notevolmente se il ministro accettasse un compromesso.
ho avuto un problema al computer e riprendo da dove sono arrivato.
Quindi credo che sia più giusto dare voce alla maggioranza degli studenti, senza far entrare nel mezzo partiti politici e strumentalizzazioni, la maggioranza degli studenti sta esprimendo il proprio dissenso, PACIFICAMENTE.
E credo che sia giusto che il governo ascolti questa protesta.
Mi vergogno di essere italiani quando leggo (sul vostro giornale) frasi del tipo “a voi delle superiori la riforma non tocca, tornate a studiare” ma forse ci si dimentica che gli studenti delle superiori, domani saranno all’università, un’università che con i tagli alla ricerca previsti nella 133 non ha speanza di sopravvivere.
Mi chiedo anche come è possibile che (secondo sondaggio Sky) il 62% di coloro che hanno partecipato al sondaggio è favorevole all’intervento della polizia nelle scuole occupate.
Io chiedo che venga fatta chiarezza, nella conferenza stampa di ieri non si è mai parlato di 133, come mai non ne hanno parlato??
Vede Alberto Taliani, la colpa non è di noi studenti, certo che le nostre idee adesso sono più in linea con il PD che con il governo, ma non è colpa nostra se la nostra protesta viene strumentalizzata, dall’una e dall’altra parte.
Ci sentiamo minacciati, il capo del Governo ci ha minacciato, sentiamo minacciata il nostro diritto ad esprimere dissenso.
Visto che lei è un toscano la informo che delle 12 facoltà fiorentine, 10 sono occupate, 1 è autogetista, e l’altra viene occupata simbolicamente ogni notte, è inutile andare a dire che ci sono ragazzi che vogliono fare lezione, certo ci sono, ma sono una parte minoritaria (nel mio corso circa 15 su 130).
Per Arcangelo: dato che si tratta di un ddl, dopo i 60 giorni dovra’ essere discusso in Parlamento.
Il senso della mia esternazione e’ che chi protesta ha votato qualcuno perche’ fosse in Parlamento: *quella* e’ la via da seguire, non urlare e sbraitare in piazza (oltretutto e’ pure offensivo nei confronti di chi lavora…), che indipendentemente dai motivi, risulta inefficace.
Gentile Alberto Taliani,
ho letto con interesse il suo intervento, ma ho trovato delle cose che non condivido che avrei voglia di esporle. Ho spesso pensato anche io che a ottobre occupare fosse una moda, e quando ero studente al liceo ho partecipato ad autogestioni che condividevo, mentre altre le ho rifiutate perché le ritenevo o inutili o semplici pretesti per prendersi delle “vacanze”. Nonostante ciò non ricordo un fermento tale nel mondo dell’istruzione, che andasse dalle elementari all’università, coinvolgendo studenti, professori, maestri, rettori, ricercatori. No. Qui siamo davanti a qualcosa di diverso, a una protesta vera davanti alla quale rispondere con minimizzazioni significa non cogliere il significato di quanto sta accadendo. Sono dell’idea che servano cambiamenti e riforme, e sono anche dell’idea che ogni intervento di questo tipo susciti necessariamente delle proteste dovute alla difficoltà di adattarsi ai cambiamenti. Ma se l’intero settore interessato da una riforma si oppone in questo modo, forse si deve provare a dargli ascolto. Trovo sbagliate le riforme calate dall’alto, senza attinenza con quella che è la realtà storica e sociale, e soprattutto senza tenere conto delle reali esigenze delle persone che concretamente operano nel settore, e ne devono determinare il successo e lo sviluppo. Mi pare che quello che sta accadendo ora dimostri che il Ministro Gelmini, pur animata da buone intenzioni, stia proponendo qualcosa che risponde a esigenze completamente diverse da quelle sentite dagli interessati. Spero che dia ascolto a queste voci di protesta e inizi un vero dialogo, non un dettato, che possa davvero rilanciare la nostra università.
Caro Signor Taliani
come mai se la sucola italiana dell’infanzia e primaria sono stimate ed imitate da altri paesi nel mondo, la riforma ed in tagli iniziano proprio da qui?
E’ vero che a livelli piu avanzati i test PISA bocciano i nostri studenti delle superiori (e sottolineo superiori) ma lei sapra’ che invece il livello di insegnamento della scuola primaria si colloca ai primi postiin europa. Per non parlare del modello della scuola di infanzia che e’ stato piu’ volte elogiato al’estero.
Non avrebbe avuto piu’ senso iniziare la riforma, riformando quello che NON va bene invece che cambiando l’unica scuola che in italia funziona a dovere?
Ci hanno fatto credere che la sucola italiana non e’ di qualita’ che ci sono fenomeni quali il bullismo e cosi via, ma tutto questo non riguarda assolutamente la scuola di primo grado! Infine una domanda semplice, ma lei pensa che i bambini immigrati impareranno meglio l’italiano se verrano messi in classe con altri bambini stranieri come loro? O piuttosto il modo vero di facilitare l’apprendimento e l’integrazione e; quelli di metterli a contatto coi loro coetanei italiani??
la risposta mi sembra molto ovvia….
cordiali saluti
Caro Masi le rispondo ancora un volta volentieri. Guardi io sono convinto che lei dica la verità: ci sono molti studenti universitari e anche professori e ricercatori che non sono politicizzati e protestano perché ritengono sbagliati e dannosi i tagli della Tremonti-Brunetta. Ma ci sono (ci sono sempre stati e sempre ci saranno) studenti e professori politicizzati, organizzati, che sanno come si tirano le fila delle proteste. Niente di nuovo sotto il sole. Sabato c’è la piazza e la protesta di Veltroni che fra i temi anti-governativi ha inserito anche quello della scuola. Quello che penso è si debba – nel dissenso – evitare di essere strumentalizzati. Tutto qui. Protestare, discutere, avere spirito critico, ma senza ledere i diritti di chi non protesta e vuole studiare. E’ un segno di maturità e di consapevolezza che coglie anche l’invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La vera forz delle idee e questa, le battaglie a colpi di slogan non hanno mai portato a niente.
Per Luca Beltrame:
Le proposte in Parlamento possono farle i parlamentari, le regioni, o i cittadini con una raccolta di firme (se non ricordo male). I sindacati non possono presentare leggi in parlamento e nemmeno il CUN e le altre associazioni. Di solito, pero`, quando il governo fa una riforma, la discute con i sindacati e le associazioni, che arrivano al tavolo delle trattative con i loro documenti programmatici. Quelli sono i documenti che sarebbero stati presentati al governo se le varie associazioni fossero state convocate. Ma il Governo ha preferito fare un decreto legge (con motivazione di urgenza) su cui ha messo la fiducia, per cui non solo non e` stato discusso coi sindacati, ma neanche in Parlamento.
Attento Silvio che “questi” potrebbero creare il diversivomicidiale che oscurerebbe momentaneamente tutti i progetti del tuo governo.Quando ci sono scontri il manganello non può rimanere sempre nel fodero.Nel caso,ecco il dirompente enigma che sconvolgerebbe per mesi il nostro già incasinato paese:”Chi ha sferrato quella violenta maldestra manganellata che è la testimonianza della brutalità di una…repressione fascista?Giornali e TV inonderebbero l’opinione pubblica di disinformazione relegando all’angolo i reali problemi del paese.Questo è il pericolo che si corre contrastando con la forza questi perditempo ideologicizzati e teleinfluenzati.E allora…li lasciamo fare nella speranza che si stanchino di romperci l’anima?Prudenza quindi perchè “questi” sono maestri di tranelli ed intrighi.
Caro Umberto Torone,
in quale post ho detto che la sinistra ha fatto bene? In quale post ho detto che la sinistra e` meglio della destra? In nessuno, mi pare, e c’e` un motivo ben preciso: non sono di sinistra. La mia opinione su destra-sinistra e` che l’Italia sia allo sfascio perche’ se la sinistra al governo fa qualcosa di sbagliato, ha comunque il “nocciolo duro” di elettori che la difende e se la destra al governo fa qualcosa di sbagliato, ci sono comunque quelli del “nocciolo duro” che difendono qualsiasi scelta. Questo e` il grosso problema dell’Italia: quelli che votano per partito preso.
Tornando ai problemi dell’universita`, secondo me sia la destra che la sinistra hanno fatto scelte pessime, hanno governato pessimamente, hanno promosso i nullafacenti e punito chi lavorava. Litigano in televisione, ma quando si tratta di leggi, fanno esattamente le stesse porcherie.
Credo che si debba cambiare strada e discutere le singole riforme: appoggiare quelle giuste e protestare per quelle sbagliate. Quella attuale e` una riforma sbagliata, perche’ taglia indiscriminatamente su tutto e su tutti, dando un messaggio ben preciso al mondo universitario: siete tutti uguali. Il vincitore di premio Nobel e` trattato in maniera identica al fannullone. Mi sembra un messaggio sbagliato.
L’unico motivo chiaro della legge 133 e` che vogliono risparmiare (infatti deriva da un decreto legge, il 112, firmato Tremonti-Brunetta e che si intitola “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”: la parola universita` non c’e`) ed hanno deciso di farlo tagliando sulla ricerca e sulla formazione. Mi sembrano scelte pericolose, perche’ rappresentano l’investimento dell’Italia sul futuro.
L’Italia preferisce investire sui diritti del calcio (per quelli si paga di piu` che per tutti i progetti nazionali di ricerca in Italia). La Francia (governata dalla destra) ha deciso che siccome c’e` la crisi si deve investire nella ricerca. Vedremo chi avra` avuto ragione.
Gentile Alberto Taliani,
sono grato della sua risposta. Ma noi studenti universitari non critichiamo i piani futuri della Gelmini in materia universitaria. Noi critichiamo, e lo stiamo facendo da oltre un mese, la legge 133 già decreto 112. In quanto non ci sembra corretto diminuire il numero dei professoni quando, già adesso, i ricercatori, sono costretti a fare didattica tralasciando la ricerca, ma cos’è un paese senza ricerca??? dove speriamo di andare senza una ricerca solida??
Mentre in Germania aumentano i fondi alle Università, noi (con la legge 133) li abbiamo ribassati del 4% Cosa dobbiamo fare per esprimere il nostro dissenso?? scendiamo in piazza, martedì a Firenze eravamo 40mila, ieri in Piazza Signoria 2mila persone hanno assistito alla lezione di astrofisica di Margherita Hack (anch’essa indignata per i tagli alla ricerca), e dai mezzi di comunicazione passano solo gli scontri a Milano. Adesso il nostro presidente del Consiglio vuole inviarci la polizia nelle scuole, cosa dobbiamo fare noi? Ed un’altra cosa che passa dalle tue righe è che noi studenti siamo pilotati dall’opposizione, anche questa è una FALSITA’, in quanto ci teniamo a far conoscere la nostra distanza da ogni tipo di partito politico e la nostra totale indipendenza.
Aspetto una tua risposta,
Saluti, Stefano Masi
Caro Daniele, in uno dei precedenti post pubblicati sul blog un commentatore (che ho ringraziato) ha inserito i link che le interessano
Caro Felipe, e se gli ordini li prendesse lei senza accorgersene… l’articolo spiega con la formula a domanda-risposta quali sono i temi di critica alla Gelmini e spiega come stanno in realtà le cose. Se non le piace sono affari suoi, le danno fastidio le risposte? Meglio lasciare critiche e domande in sospeso? Troppo comodo
Caro Stefano, la parola disinformazione mi sembra eccessiva, anche perché se leggi i post pubblicati trovi di tutto e anche altri commentatori che sottolineano quello che scrivi a proposito dell’università sulla legge 133. Infatti la Gelmini deve ancora presentare la sua proposta di riforma in materia. Resta il fatto che si sta facendo fuoco di sbarramento preventivo anche sul ministro che, francamente mi sembra eccessivo. Spero solamente che da questa situazione se ne esca con proposte e idee costruttive che servano a migliorare la nostra università: è nell’interesse di tutti. Polizia contro le occupazioni? No, serve altro come non servono le proteste incconcludenti che vediamo da anni. Meglio entrare nel merito delle cose.
Caro Davide Sisto,se vuoi protestare per tue ragioni (chiaramente nulla è perfetto),nessuno ti nega il diritto,ma non puoi dare fastidio a me e a tantissimi come me che non vedono l’ora di terminare gli studi per poter entrare di diritto nella vita lavorativa.Non puoi sdraiarti sui binari impedendo a me e a tantissimi come me,
di raggiungere per tempo il posto di lavoro o bloccare strade al fine di creare il caos nella circolazione.Se vuoi protestare fallo,ma in modo da non rompere l’anima a chi concepisce l’eventuale protesta in modo diverso da te.
Se vuoi dissentire e protestare,diserta le lezioni standotene a casa;il numero degli assenti elle lezioni quantifichera la portata del dissenso.Ogni altro metodo è prevaricazione “fascista”,come amate dite voi della sinistra.
Signor Taliani, sembra che lei continui a sfuggire da qualcosa facendo finta di non sentire. Perchè non aggiunge il testo della legge 133/08 in particolare gli articoli 16 e 66 ?
Forse perchè non è abitudine di giornalisti come lei fornire informazioni a chi la legge?
Per Davide Sisto: sono uno di quelli “completamente svantaggiati”, ma secondo me la protesta nelle piazze e’ perfettamente inutile. Se c’e’ qualcosa da dire, lo si faccia in Parlamento.
Per Arcangelo: interessante. Sa se queste proposte sono state fatte in Parlamento, o solo nelle piazze?
Abbiamo una proporzione insegnati-studenti-soldi spesi per la pubblica istruzione che è il doppio degli altri paesi europei… mi date una buona ragione per non operare dei tagli? spendiamo il doppio degli altri e i nostri studenti sono fra quelli che ne sanno di meno, quelli che in classe entrano col motorino o distruggono il materiale della scuola. Tutti soldi buttati che fanno diversamente amministrati. Se abbiamo troppi insegnati è bene selezionarli e per quelli che non trovano altro posto se ne andranno a fare qualcos’altro. Scusate ma quel’è il problema? il mondo del lavoro è da sempre così. Ho fatto le scuole superiori nei primi anni 90 e ho fatto anche io delle autogestioni e non posso nascondervi che cazzeggiare per due settimane è stato quasi bello ma aimè non ha portato assolutamente a nulla perchè la guerra in irak è comunque continuata. La scuola dell’obbligo finisce con la scuola media, quindi se qualcuno considera la scuola superiore qualcosa di diverso da quello che è vada a lavorare nei campi, c’è bisogno anche di contadini.
Questa riforma non e’ sostenibile da nessun punto di vista.
Non e’ tanto il problema del maestro unico o meno,il problema e’ che una “riforma di apparenza” che non risorve neanche mezzo problema di questa scuola.la indebolisce econonicamente e propone cambiamenti scenografici ,ma inutili.Ricordo che qualche giorno fa Brunetta ricordava che gli stipendi ei professori sono troppo alti..mah!
in piu’ il tono con cui viene trattata la protesta e’ veramente offensivo,qualunquistico.Si ignora un movimento imponente di piazza che vuole un dialogo serio sulla riforma della scuola e dell’universita’che contesta un atteggiamente da finta democrazia che ha deciso una riforma di questa importanza con un decreto legge (misura che dovrebe essere usata solo in casi di emergenza !).
Tanti ragazzi che sono in piazza non appartengono a nessun movimento..
Anche negli anni 80 quando io andavo al liceo c’erano sempre un sacco di problemi per colpa di quelli di “sinistra” che non volevano mai far entrare gli studenti nelle scuole.
Se non avete voglia di studiare e avete paura che la legge sulla meritocrazia vi privi di quello che non sapete, per favore, almeno evitate di creare problemi a chi a scuola vuole andare veramente per imparare.
Vedo che da 20 anni a questa parte le cose non sono ancora cambiate.
Cosa pensate che andare in giro per le strade vi faccia diventare più intelligenti, iniziate a mettere la testa sui libri.
Scusate ma perche’ il link ecco cosa prevede la riforma:leggi porta ad un articolo dove la riforma non c’e’ ma ci sono solo delle domande e risposte tra cui “E’ vero che saranno tagliati i finanziamenti?
Sì, 8 miliardi. Ma la “dieta” serve al rilancio ” e non direttamente il testo della riforma? non vi hanno ordinato di inserirlo?
saluti e baci berlulobotomizzati
Io credo che sia necessario trascendere dai settarismi ideologici che vedono destra e sinistra semplicemente anteposte perché così è ‘tradizione’. Ciò è quel che vuole la tradizione, una tradizione che molti di quelli che hanno scritto ignorano bellamente (se voi sapeste solo l’etimo di ‘destra’ e ‘sinistra’ in campo politico) quanto è apparso in giugno sulla gazzetta ufficiale è un dramma; – e parlo per l’università – ovvero la trasformazione dell’università pubblica in fondazioni private, (a discrezione del senato accademico) con la restituzione delle proprietà dell’università stessa al demagno – ateneo per ateneo logicamente – più una sorta d’altre chicche che esorto, questa moltitudine di beceri ignoranti a leggere ‘nel decreto legge poc’anzi citato’ abbassando per una volta lo squallido scudo demagogico con cui ci si para gli occhi. Oltre a queste assurdità s’aggiunge un taglio, diluito in tre anni, e qui vorrei ridere, di ben 1.5 miliardi di euro nei confronti della formazione universitaria (noccioline vero?, – e scusate il tono quasi colloquiale che do a questo mio messaggio) gli stessi o quasi tolti – in sommatoria – alla tutela del paesaggio, alle comunità montane e alla riqualificazione ambientali – tutti temi a cui una destra priva di raziocinio non osa guardare… Chissà poi, per quale astruso motivo i movimenti d’estrema destra si trovano in accordo con le sinistre riguardo alla necessità di mobilitazione, ma guardate sarebbe un discorso così vasto d’affrontare in toto che non basterebbero un centinaio di cartelle. Ah, e non abbiate da criticare se in questo mio intervento avete letto dei refusi, sono cose che accadono a chi non ha eccessivo tempo da perdere perdendosì con chi legge senza vedere.
Francesco Terzago – universitario con formazione di Destra.
Qualcuno ha scritto che i grembiuli non fanno gli studenti, è vero, ma è anche vero che contribuiscono a farli. Se avete ascoltato un’orchestra dal vivo nel teatro della vostra città, avrete sicuramente notato che gli elementi dell’orchestra sono tutti vestiti di nero. Il motivo c’è e non è difficile da capire, anche se il colore nero non fà necessariamente un buon musicista.
A dispetto di quanto si possa disinformare portando la discussione sul piano dei grembiulini e del tempo mezzo pieno mezzo vuoto, i fatti della legge sono: tagli pesanti alla scuola dell’obbligo in personale docente e amministrativo, blocco delle assunzioni a tempo indeterminato dopo il giugno 2009 e conseguente esubero di chi non sara’ assunto, tagli dei fondi universitari e conseguente trasformazione delle universita’ pubbliche in fondazioni a partecipazione privata, 1 ricercatore assunto ogni 5 pensionati.
E’ evidente il disinteresse del governo per una riforma dell’istruzione quanto la svalutazione del pubblico che si mostra in molti altri articoli della 133.
Le proteste servono a ricordarci che la scuola pubblica e’ l’unica vera scuola di democrazia, e che i recenti provvedimenti hanno come risultato quello di abbandonarla a se stessa e ai privati.
Un ottimo motivo per lasciare i libri e scendere in piazza.
In una democrazia chi ha la maggioranza fà le leggi, e siccome questo governo ha avuro la maggioranza ha il sacrosanto diritto di legiferare. E’ strano che proprio coloro che si definiscono democratici questo non lo sappiano, e non fanno altro che organizzare proteste che in qualche caso sono semplicemente ignobili, come quella di portare i bambini, che non sanno assolutamente nulla della riforma Gelmini, in strada. Ma se i bambini non sanno nulla, i grandi ne sanno ancor meno, e questa è una buona occasione per prendersi un giorno di vacanza e fare la felicità di bar, paninerie e via dicendo.
E’ veramente grottesco veder organizzare proteste strumentali da quella sinistra che ha contribuito in modo scientifico allo sfascio della scuola pubblica, da quella sinistra che ha inventato la figura del dirigente scolastico, il quale pagato profumatamente(non si capisce per quali meriti), dà la colpa agli insegnanti quando le cose vanno male e si prende tutti i meriti quando vanno bene. Ma non voglio continuare, perché con quello che ho visto nella mia carriera si potrebbe fare un romanzo.
Ben venga l’uso della forza se è necessario, perché è intollerabile che dei facinorosi politicizzati impediscano ad altri l’uso delle strutture scolastiche a chi della riforma Gelmini non gliene frega assolutamente nulla.
Purtroppo é vero… questa volta ci siamo meritati un governo Strafottente ed Arrogante e un’opposizione che, dopo mesi dalle elezioni, é ancora alla ricerca di qualche buon affare di potere con il Padrone d’Italia, e per questo molle ed inefficiente.
Questa volta, a differenza dell’altra, non ci vorrebbe solo una spallata al governo, ma una anche all’opposizione.
questa sera ho trovato il momento per documentarmi riguardo la legge 133, causa di accese manifestazioni che imperviano tra gli atenei di tutta Italia. La mattina seguo le lezioni di medicina, passo il pomeriggio a studiare e la sera quando posso lavoro part time in un pub..sinceramente non ho ne il tempo ne l’interesse da perdere in simili idiozie.
!!! RAGAZZI CRESCIAMO !!!
Finalmente l’Italia è guidata da qualcuno che vuole dare un nuovo volto alla Nostra Nazione e per farlo occorre serietà e prova di maturità.
Caro “arcangelo” ma è possibile che nel terzo millennio in Italia ci siano ancora persone come te che si ostinano a credere ancora che la sinistra Italiana, sia capace di produrre idee e programmi per il bene dell’Italia ? Ma è possibile che tu e quelli come te (per fortuna sempre meno) non hai ancora preso atto della realtà (non soltanto nel campo della scuola) che lo sfascio in cui versa l’Italia è dovuto ESCLUSIVAMENTE allo statalismo prodotto unico e nefasto dell’ideologia comunista da cui deriva questa nostra sinistra ? Ma è possibile che tu e quelli come te non hai ancora capito che la nostra sinistra non ha ASSOLUTAMENTE NULLA A CHE FARE con la grande sinistra socialdemocratica Eurupea : quella tedesca alla Willy Brandt per intenderci: quella laburista inglese alla Blair per intenderci e non ha ASSOLUTAMENTE NULLA A CHE FARE con il Partito Democratico Americano per intenderci al “Kennedismo” capace di portare la guerra in viet nam per sconfiggere la nefasta ideologia comunista ! Qui in Italia la sinistra altro non è che il cadavere in decomposizione del vecchio PCI, con ancora viva e vegeta, la sua struttura organizzativa sul territorio ed i derivati di lucro e lavoro che gli orbitano intorno. Come si fa credere che questa obsoleta struttura di ex portaborse, idee cooperativistiche, business neopepponiano, ideologia marxista, sindacati fermi al medioevo … ora con l’aggiunta di tranfughi ex democristiani alla Rosy Bindi,possa avere dentro di se le cose serie che servono adesso all’Italia ? Purtroppo tutto questo fa parte di un triste (anche se non tragico) passato : ora bisogna cambiare pagina con decisione ed in fretta: non si può attendere che la sinistra Italiana, raggiunga quella maturità che acquisirà quando questa armata, avrà cambiato totalmente tutti i suoi componenti .. ma chissà se tu ed io saremo ancora vivi. Vedi “Arcangelo” personalmente non mi interessano le proposte di riforma ne del PD nei dei sindacati che fanno capo al PD ne a tutto quello che orbita attorno al PD: a me basta prendere atto delle linee guida” della riforma Gelmini: basta allo sperpero del denaro pubblico: basta all’assistenzialismo di Stato: basta all’ignoranza ed alla prevaricazione .. e basta anche alla solita squallida noiosa demagogia della sinistra su questo ed altri argomenti. Il tempo ed il potere per fare riforme vere, la sinistra l’ha avuto … e che cosa ha fatto ? Ha fatto quello che tutto ora abbiamo sotto gli occhi : nulla !!
Egregio Dott. Taliani, Io ho da poco compiuto i miei studi a Genova e devo ammettere che il clima politico che si respira negli atenei, ma sopra tutto nei LICEI(dove è più facile fare breccia), è francamente avvilente. Ormai la scuola è diventata un luogo di propaganda saldamente in mano (con la complicità del sindacato) alla sinistra. Questo, obiettivamente, in base alla mia esperienza. In gran parte delle scuole, tramite il corpo docente, è subentrata come un virus l’egemonia culturale della sinistra che, forte della sua presunta superiorità morale(se non antropologica), ha finito inesorabilmente per avvelenare un clima che dovrebbe essere di sano e sereno confronto. I nostri ragazzi sono quotidianamente soffocati e indottrinati da una generazione di ottusi inseganti nostalgici post68, che rifiutano ideologicamente il concetto di AUTORITA’ e vedono la scuola come casa loro, un luogo dove fare i propri comodi, senza nessun vincolo o controllo(Certamente e per fortuna non tutti corrispondono a questa descizione,ma una quota consistente sono sicuro di sì!). Parte della nostra scuola è ormai sprofondata verso un’ “omologazione”, un appiattimento, una sorta di suggestione collettiva che sta veramente addormentando le coscienze dei ragazzi, sistematicamente bombardati da slogan,luoghi comuni,parole d’ordine come occupazione,padroni,lotta,resistere,regime… Ai quali se non sei allineato hai tutto da perdere, a partire dal rendimento(Questo sempre secondo la mia esperienza). Allora, per cambiare le cose, ci vogliono innanzi tutto REGOLE e DISCIPLINA, ma anche buon senso,serietà e responsabilità da parte dei docenti. Ci vuole qualcuno che vigili su di loro affinchè rispettino programmi,orari e mantengano la giusta distanza con gli studenti. E’ fondamentale una MERITOCRAZIA che rompa baronie,nepotismi,clientelismi,raccomandazioni,lottizzazioni; solo i più capaci devono andare avanti,indipendentemente da parentele e anzianità. Perchè è troppo importante il compito della scuola nella nostra società per consentire ancora che sia relegata a semplice strumento di propaganda e consenso più o meno direttamente in mano alla sinistra. Penso che il nostro ministro Gelmini questo lo abbia ben chiaro e si stia muovendo, con grande coraggio, nella giusta direzione per provare a cambiare le cose e sanare finalmente questa piaga. Ma non sarà facile perchè chi in questo sistema malato e fortemente corporativo ha costruito la propria fortuna (a scapito di tanti bravi studenti e ricercatori inconsapevolmente manipolati) renderà cara la pelle soffiando sul fuoco per fomentare sempre più la protesta. Ma il Ministro non deve farsi intimidire e andare avanti per provare a regalare ai nostri figli un futuro più giusto e sereno.
La riforma Gelmini ha come unico obiettivo quello di risparmiare e basta tagliando insegnanti. Non ha neanche pianificato il dopo.Eliminera’ di fatto il tempo pieno che diventera’doposcuola, eliminera’ molti laboratori. Questa non si puo’ chiamare riforma. In questo modo anche la scuola elementare italiana passera’ dai primi posti come qualita’ agli ultimi posti.
“Italiano” tu sei uno strano italiano ! Secondo te la polizia deve curarsi della delinquenza organizzata e deve lasciar perdere la delinquenza (pure organizzata) che si consuma nelle scuole ! Secondo te è un reato trascurabile quello di impedire ai cittadini studenti di entrare a scuola: è un reato trascurabile quello di occupare edifici pubblici, consumare luce acqua, gas illegalmente ed a spese della collettività: è un resto trascurabile quello di di sfilare in corteo senza avere le debite autorizzazioni rompendo le scatole a decine di migliaia di cittadini che lavorano; è un reato trascurabile quello di occupare abusivamente il suolo pubblico delle strade o piazze prospicienti le scuole per fare pagliacciate del tipo portare in strada banchi, cattedre e lavagne . Non so se lo ignori ma il principio cardine della nostra costituzione (per quelli come voi buona soltanto per osteggiare Berlusconi & C.) è che la legge è uguale per tutti. Ma si ! strano italiano .. per voi l’importante e di mandare in galera i mafiosi, i camorristi … è Berlusconi … per il resto, lasciamo che gli altri continuino a delinquere in santa pace !!!
… ma siamo sicuri che tutti gli studenti che sono andati a protestare hanno letto veramente le riforme della Gelmini? Si rendono conto che abbiamo assistito a delle manifestazioni dove era palese l’intervento degli insegnanti per politicizare i bambini?? Se questi “studenti”… bravi solo a oziare, come al solito, hanno letto bene la riforma e nonostante tutto sono scesi in piazza non c’è da meravigliarsi che siano i più ignoranti d’Europa
Caro Alberto Taliani avrei piacere di ricere risposta a questo commento, visto che sono una persona che valorizza lo scambio di idee.
Io credo che la tua sia DISINFORMAZIONE, in quanto le UNIVERSITA’ non stanno protestando per la riforma Gelmini (dl 137) ma stanno protestando sull’ex dl 112 che adesso è LEGGE DELLO STATO, 133, approvata il 6 agosto, con i parlamentari in infradito e cappelini da spiaggia.
Il turn over dei docenti universitari non è una proposta di legge, E’ LEGGE DELLO STATO.
Le fondazioni di diritto privato non sono proposte di legge, SONO LEGGE DELLO STATO
il taglio di 8 miliardi è LEGGE DELLO STATO.
aspetto una tua risposta in quanto non vedo scritte queste cose da nessuna parte.
Grazie..
Stefano Masi, studente universitario..
per giuseppe 10: ecco, tu non dovresti certamente occupare ma metterti a studiare un po’ di italiano: la sinistra è femminile, dunque si scrive e si dice “le sono rimaste” e non “gli”, somaro!
O magari è violenza anche dire somaro ad un asino e berlkusconi manderà la polizia a prendermi? Fortunatamente gli studenti e i docenti non si faranno intimidire da questa sceneggiatura cilena che propone il berluska. Finalmente la parte più sana di questo paese – il mondo della scuola e dell’università – si sta svegliando e inizia a capire che non si può più cedere diritti e democrazia in nome di una fantomatica sicurezza… Quando scenderanno in piazza anche i lavoratori Berluska e la sua cricca si renderanno conto che gli anticorpi questo paese li ha già e che il loro progetto autoritario non passerà… Alla faccia di quel collaborazionista di uolter ueltroni…
Sono un insegnante e sono completamente disgustato dall’ignoranza e dalla bassezza non solo professionale (con il buon senso si potrebbe porre rimedio) ma anche morale di una buona fetta della classe docenti. Tutti figli del ’68 e da degni figli degli anni della “rovina dell’Italia” hanno distrutto la Scuola. Volevano avvicinare le masse alla cultura, ma hanno finito per abbassare la cultura al livello delle masse e nel calderone cisono finiti dentro anche loro, col cervello all’ammasso. La riforma Gelmini tutti i colleghi la criticano, ma la conoscono solo per sentito dire. Ma questi che razza di docenti sono? E non mi riferisco a quelli che si trovano nel limbo della scuola primaria… meglio non parlarne; lo scandalo ed il disgusto nasce quando i primi a criticare senza conoscere i fatti sono i cosiddetti “professori” che almeno avrebbero dovuto imparare un po’ di ricerca scientifica e di reperimento delle fonti primarie. Ma questa generazione di docenti è quella che ha fatto dell’”Attimo fuggente” il proprio baluardo, scambiando l’improvvisazione e la superficialità come originale vena artistica, ecco i tanti poeti che di metrica non capiscono una “bene amata fava” ma sono annoverati tra i poeti o i pittori che pensano di creare grandi opere imbrattando una tela. Ma è possibile che nessuno gli dice che l’opera d’arte non è il frutto di un’improvvisazione ma un superamento degli schemi classici attraverso una rielaborazione ed una riceca personale.
Tutto questo dovrebbe insegnarlo la scuola, ma ormai sembra che conti solo la sensazione ad effetto, tutto ciò che richede approfondimento esegetico è bandito come metodo obsoleto, da “bacchettoni”… e allora sempre più ignoranti! Alunni e professori.
Amarezza, tanta amarezza… vai avanti Gelmini e spazza via queste orde di scellerati nullafacenti rossi.
Onore al merito!
fatemi capire…l’econimist faceva schifo quando diceva del pericolo democratico di berlusconi e adesso lo citate!!
era una rivista comunista, ora sono bravi??
fate pace con il cervello!
Rispondo al signor Davide Sisto.
A mio parere cio’ che deprime é leggere quello che scrivono le persone come lei, ovvero coloro che sono certi di avere in tasca la Verità assoluta. Costoro (oltre a pontificare e a spargere, appunto, Verità) hanno il vizietto di mettere a tacere il prossimo, almeno quella parte che “osa” opporsi alle loro affermazioni anche a costo di offendere.
Questo malanno si chiama, nelle sue forme più gravi,”uccidi la libertà di pensiero”.
Mi auguro davvero che lei sia solo al primo stadio, cioé quando il male é ancora curabile. Se si arriva all’ultimo stadio si diventa molto pericolosi per gli altri (Hitler, Stalin,Castro, Pinochet sono un esempio di questa fase irreversibile.
Le sembrerà orribile ma anche noi (pro-Gelmini) conosciamo bene il mondo della scuola ( e già … ) e non ci soffermiamo più di tanto su tagli, grembiuli, dinastie etc… Noi vorremmo che a scuola ci fossero meno insegnanti ma preparati, vorremmo che la maestra fosse come un tempo la seconda mamma che ti insegnava a scrivere ma anche la differenza che c’é tra bene e male, vorremmo che alle medie sparisse il bullismo e si imparassero anche l’educazione civica e quella stradale, vorremmo che alle superiori si capisse che il riflettere , il ragionare, la cultura, danno risultati di gran lunga superiori a quelli della droga o delle All Star. E il nostro bel sogno é che le porte dell’università siano spalancate per chi lo merita, studenti e docenti, che il numero chiuso sia ancora più chiuso al fine di non creare ancora architetti che lavorano al bar o medici che vivono con 4 turni di guardia medica al mese. E su tutto, sulla scuola di ogni ordine e grado una parola sacrosanta : MERITOCRAZIA.
Continua a non rispondere sulla legge 133 e sull’articolo 16 e l’articolo 66 che sono oggetto della protesta degli studenti universitari. Di professori stranieri invece ce ne sono, saranno pochi ma solo da me a lettere ci sono insegnanti provenienti da tutto il mondo, dalla spagna alla Germania, alla Cina ecc.. E’ evidente che l’università di oggi ha tantissimii problemi ma ribadisco non e’ trasformandole in fondazioni private, bloccando il turn over al 20 per cento e tagliando un miliardo e mezzo di euro in cinque anni che si migliorano.
Ma si!!! diamogli addosso a questi studenti svogliati
e comunistoidi, anzi io farei un bel “decreto legge” per istituire
dei “campi di concentramento e rieducazione” di questi
poveri imbecilli ….
Il taglio dei finanziamenti ordinari è una misura che danneggia i giovani ricercatori precari e la qualità della ricerca, mentre non fa nulla per ostacolare il potere dei baroni.
Questi tagli non si possono ripercuotere su chi è già dipendenete dell’università, come i professori. Al contrario, si risparmierà tagliando i contratti a termine e le assunzioni (per ogni 5 pensionamenti si avrà un’assunzione). Significa che tutti coloro che stanno facendo ricerca e didattica per due soldi senza avere il posto fisso (e sono le truppe dell’accademia italiana) perderanno il lavoro o scapperanno all’estero.
E l’università si troverà con i baroni ma senza i giovani, che sono la ricchezza della ricerca italiana.
Tutto questo senza che il governo abbia presentato una riforma organica dell’accademia, cosa di cui, tra l’altro, avremmo un disperato bisogno.
Questa mattina mentre ero in aula a far lezione e sentivo le grida degli altri studenti accalcati nell’aula a fianco che facevano assemblea, la prima cosa che mi è venuta da pensare è stata: ma cosa stanno difendendo? Un’Università che pubblica non è da tempo. Un’università che è piuttosto un’oligarchia in mano alle famiglie massoniche. Un’università in cui per diventare assistente devi essere il figlioletto di qualcuno, un’università in cui le commissioni dei professore quando fanno l’esame fanno piuttosto una riunione di famiglia… Quando ho sentito parlare di tagli ai fondi delle unversità, ecco cosa ho pensato subito: perfetto, ora smetteranno di assumere assistenti con la sola funzione di cambiare i lucidi al professore! Forse è la volta buona che chiudono quegli stupidissimi corsi, interfacoltà o meno che siano, che stanno in piedi solo perchè bisogna trovare un posto di lavoro all’uno o all’altro parente o amichetto/a.
Ecco quello che vorrei io da una riforma sulla scuola: che venga smantellato questo sistema corrotto del cavolo e che l’università sia veramente res publica
Per Arcangelo: grazie per i link, utili a farsi idee più chiare (a parte il linguaggio tecnichese) ora aspetto anche il link sul piano scuola del Pd… Che è il secondo tema del mio post
Andiamo avanti cosi senza paura perchè è ora di finirla con questa sinistra presuntuosa ignorante e prepotente.
Invece di fare tanto chiasso nelle piazze facciano delle proposte serie in parlamento !
Visto che gli studenti non sono tutti di sinistra allora lascino andare a scuola quelli che veramente vogliono studiare !
La maggior parte dei ragazzi non sa per che cosa protestano. Nelle scuole i più grandi cercano di obbligare i più giovani a partecipare. Grazie a Dio ci sono persone anche di sinistra giovani che non aderiscono alla protesta per l’inutilità della stessa. La maggior parte comunque sono svogliati, perchè quelli intelligenti sanno che il tempo perso ora lo dovranno recuperare poi con un mare di interrogazioni e compiti in classe ravvicinati e la gita che si andrà a fare benedire.
ciao a tutti amici de ilgiornale, vorrei portare un ulteriore elemento alla discussione in merito alle occupazioni.
dietro queste tensioni sociali che coinvolgono i giovani ravviso un disegno complessivo e sovversivo, destebilizzante. è evidente che la lobby rettiliano-massonico.plutocratica non abbia digerito il taglio netto alla scuola pubblica ed il conseguente venir meno di uno strumento di controllo quale il secondo maestro che, se ci fate caso, ha sempre i tratti somatici tipici del rettilianoide.
con rispetto e complimenti per la nuova veste grafica,
loris magenta & ilgibbone
siamo all solite; dicevano quando erano al governo che volevano modernizzare l’Italia,ci hanno nauseato di proseliti, di innovazione e di tante bellissime parole ( solo parole )ce solo una verità purtroppo,loro non vogliono cambiare perchè sanno bene che si si cambia,spariscono di colpo i fannulloni con i loro servigi.Sono bravi solo a manifestare come automi senza sapere perchè manifestano,di loro solo bugie e invettive,Mi auguro di tutto cuore che il governo Berlusconi ( che fino ad’ora ha fatto bene e sono convinto che faranno bene ) non faccia marcia indietro e vada avanti con il suo governo perchè hanno tanto da fare.e ora di finirla con i fannulloni e con la politica,bisogna invertire la rotta perchè se nò saranno guai e guai seri.Forza Berlusconi
com’è che ora l’Economist è una fonte autorevole??
Mi fa specie sentir blaterare sulle questioni della scuola e dell’Università gente che non conosce assolutamente questo mondo e non sa come funzionano le cose. Il Governo sta per attuare una riforma scandalosa che, ovviamente, protegge chi la cattedra la occupa da prof. ordinario e svantaggia completamente coloro i quali svolgono attività di ricerca per appena 1200/1300 euro mensili. Buttarla sul politico come fa (sempre! ah, la mancanza di argomenti…) Berlusconi è irrispettoso per chi vive svolgendo ricerca in Italia. Se poi il modello di questo governo (basta vedere le risposte date dai ministri alle Iene su questioni di cultura-base) è il Bagaglino, il Milan e i format televisivi, allora è comprensibile questa manovra.
Comunque, è veramente deprimente leggere certi commenti di chi non sa nemmeno di cosa parla…
Sono uno di quei tanto vituperati studenti che scendono in piazza per protestare contro la distruzione del loro futuro (in definitiva, la politica scolastica del governo Berlusconi IV punta a questo). Anzitutto, voglio mettere subito in chiaro una cosa; la Sinistra (dove sarebbe poi questa Sinistra in Italia?) c’entra in parte con le manifestazioni, e non gonfia assolutamente niente: sono studenti e professori, anche di destra, che stanno scendendo in piazza liberi da condizionamenti politici.
Le occupazioni sono solo realtà della protesta, non è possibile confondere strumentalmente le occupazioni violente e mal riuscite (come a Torino una settimana fa) con la protesta pacifica che ad esempio ho fatto io con una cinquecentina di studenti di Roma e provincia a Piazza Farnese a Roma. La maggior parte degli studenti superiori di questo Paese hanno bocciato decisamente l’occupazione come forma di protesta, anche perchè preside e professori sono concordi con gli studenti (almeno per una volta!) contro questa sfilza di decreti legge sulla scuola.
Tra l’altro, notavo oggi con un amico mentre sfilavamo per via del Corso, la Gelmini ci rimette ma in realtà lei ha fatto veramente poco, un decretuccio di 8 articoli (che giustamente Berlusconi in conferenza stampa non ha chiamato riforma)! I danni più gravi per la scuola sono contenuti dei decreti di Brunetta e nella Finanziaria, e contengono la trasformazione delle università in fondazioni et similia.
E’ inutile continuare a parlare di grembiulini e di maestro unico, sono piccolezze messe in mezze dal governo per nascondere i danni più gravi che si stanno apportando alla scuola pubblica! Nel disegno di legge proposto dall’on. Valentina Aprea addirittra si propone la trasformazione delle scuole in fondazioni (è una mania, evidentemente!) con quanto ne consegue di spiacevole (i privati entrano nella gestione della scuola ex-pubblica).
Non a caso nella scheda esplicativa del governo si parla solo di voto in condotta e di maestro unico, che a rigor di logica sono le cose contenute nel decreto: ma noi manifestiamo anche e soprattutto contro altre cose!
E infine mi domando: perchè non tagliamo le liquidazioni milionarie ai dirigenti statali o le indennità ai parlamentari e ai ministri e compagnia bella, invece di mandare in mezzo ad una strada (oops, verranno reimpiegati da qualche parte) centinaia di migliaia di lavoratori della scuola?
Per Luca Beltrame:
Mi dispiace sentire che a Milano le cose vanno cosi`, ma non e` cosi` in tutta Italia.
Le proposte (contrariamente a quanto dice Taliani) ci sono. Questa e` quella dei sindacati:
http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/ottobre/le_proposte_alternative_della_docenza_universitaria_al_programma_di_governo
Propongono che, invece di avere gli scatti di anzianita` uguali per tutti, ci siano “verifiche periodiche che diano luogo alla progressione stipendiale e ai passaggi di fascia, che devono realizzarsi ad esito di valutazioni della qualità scientifica e didattica del singolo docente.”
Quindi lo stipendio aumenta a seguito di verifiche di qualita` scientifica e didattica (e non, come adesso, ogni 2 anni).
Poi c’e` la proposta del CUN:
http://www.cun.it/Documenti/Delibere/2008/mo_2008_10_09_002.pdf
che dice che “La costruzione di adeguati e credibili meccanismi di valutazione dei risultati, sia didattici che di ricerca e di gestione finanziaria è pre-condizione per l’introduzione di meccanismi premiali di ripartizione delle risorse”, cioe` si diano i soldi a chi e` bravo secondo parametri stabiliti in 3 ambiti: didattica, ricerca ed economia.
Poi ce ne sono altre (che non riporto per non annoiarvi troppo); nessuna dice che i soldi vanno distribuiti a pioggia.
Invece il governo non ha proposto nulla per modificare i meccanismi con cui aumenta gli stipendi ed ha fatto i tagli a pioggia.
Quelli che usano meccanismi “a pioggia” sono proprio quelli del governo.
Per tagli intendevo il taglio al fondo di funzionamento, non al personale strutturato! Per me va benissimo licenziare! Il problema e` che con le leggi che abbiamo adesso non puoi licenziare nessuno ed il governo taglia i soldi per pagare gli stipendi; quindi l’universita` puo` solo fallire. E` come per Alitalia: non puoi licenziare, non hai i soldi per pagare gli stipendi, quindi fallisci. A meno che non passi alle fondazioni, su cui c’e` molto da discutere e su cui sarebbe auspicabile una discussione in parlamento, non un decreto legge su cui imponi la fiducia.
Povera Sinistra.
Ma lasciatela fare. Ormai gli sono rimasti pochi pensionati e qualche bambablok.
Mi pare che aldilà della riforma Gelimini questa sia la tanto desiderata occasione per provare a far vedere la “rinascita della sinistra” in generale e del moribondo PD in particolare.
Mandare gente a fare casino in piazza, soprattutto in autunno, è da sempre la specialità dei compagni.
Dov’erano tutti questi studenti e soprattutto gli insegnanti quando la scuola è stata sistematicamente devastata dalle varie riforme succedutesi dagli anni ’70 ad oggi?
Come si fa a difendere l’università che da quarant’anni è gestita come un feudo dai vecchi partiti, dai sindacati nonché dai soliti vecchi baroni che si succedono di padre in figlio(o nipote, o genero) nella titolarità delle cattedre?
Solo pochi mesi fa Striscia la Notizia ha sollevato il velo sia sulle cattedre di famiglia all’università di Bari, facoltà di Economia, che sui concorsi truccati in tutti i nostri atenei, qui a Bologna il figlio del preside della facoltà di Medicina ha vinto un concorso nella stessa facoltà del padre!
Perché non ci sono grandi manifestazioni in questi casi?
La verità è che trattasi di una mera manovra per fini di bassa politica targata rosso PD-CGIL!
Fabrizio
L’occupazione è un atto ostile contro Berlusconi, ma sopratutto un atto miope dei giovani che, alcuni in buona fede, credono di salvare la scuola. Di mantenere in vita la peggiore scuola che abbiamo avuto. La prepotenza di costoro è figlia del lassismo delle famiglie e della incapacità dei docenti di trasmettere valori che avevamo e che abbiamo perduto: il concetto di merito e di diversità. E’ facile occupare, meno facile è convincere che si ha ragione occupando. Ma le famiglie vedono nelle occupazioni una scorciatoia per il pezzo di carta che costa molto e vale poco. Suggerirei di annullare il valore giuridico dei pezzi di carta, in modo che le carriere si compiano in base alla cultura professionale comunque acquisita e al carisma.
…..quello che temono veramente gli insegnanti(quelli mediocri e c’è ne sono parecchi) è perdere il posto di lavoro.
…..è tutta colpa della casta sindacale.
Dà il voltastomaco vedere le maestre che sfilano con i bambini delle elementari e questo basterebbe ad allontanarle dall’insegnamento.
Passando a scuola superiore e università é da mettere in evidenza come venga fuori l’arroganza di professori e baroni … minaccia di bocciatura, emarginazione nel corso dell’anno come descrive bene Antonio nel suo commento sulle lezioni all’aperto. Poi la teppaglia, probabilmente
la stessa degli stadi e la stessa dei black blok. Stessi nomi sarei pronto a scommettere. Ecco l’opposizione costruttiva dei sinistri, ecco l’attaccamento alla poltrona dei docentoni fino ai professorini e alle maestrine, l’egemonia della sinistra sulla Kultura
( adesso K ci vuole proprio ) cultura proibita e bandita alla destra, territorio rosso e minato. Ma le cose cambiano e il colore rosso ormai é un agente allergogeno per gli Italiani.
Gentile Tacchetti, a me sembra che il qualunquismo abbondi in questo momento sul fronte che si oppone al Cav. Personalmente non considero mestatori e fannulloni tutti quelli che non sono d’accordo con la Gelmini, non fa parte del mio dna politico (questo non significa che i mestatori e i fannulloni non ci siano, ovviamente). Anzi, sono abituato ad ascoltare attentamente le regioni di chi protesta. Le dico un paio di cose: il ministro ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà la sua proposta di riforma universitaria, bene, quando l’avrò letta dirò la mia sul tema in un nuovo post. Inutile discutere prima, quanque. Come diceva Einaudi: conoscere per deliberare… Poi lei parla di derive autoritarie. Bene, per me garantire i diritti di chi non sciopera e non protesta è sacrosanto: oltretutto è scritto nella nostra Costituzione repubblicana e antifascista o sbaglio? C’è un governo espressione di una maggioranza eletta democraticamente, c’è un’opposizione che va in piazza e dice la sua… Io penso che in questo momento, purtroppo non sia una grande opposizione, come ha scritto Pansa nel suo debutto sul nuovo Riformista, ma tant’è avrà anche lui la sua età… Ma una cosa è sicura: il Paese non si governa con la piazza. Il centrosinistra non ha perso le elezioni per colpa della piazza di centrodestra, ad esempio, ma perché non riusciva a governare (indovini per colpa di chi).
Le proteste di questi giorni sono il sintomo ed il riflesso di una società che vuole ribellarsi e palesare così il disagio sociale che si è venuto a creare a seguito di azioni governative inconcludenti e che non portano alcun valore, nè al sociale, nè al welfare e nè al bilancio delle singole famiglie. Se escludiamo le azioni volte a ridurre le spese sull’istruzione e sulla ricerca (spese che non dovrebbero essere **MAI** ridotte, in quanto linfa vitale per un rilancio socio-economico), vedo ed assisto ad un lento e demagogico piano volto solo aun orizzonte temporale di breve termine. Se il governo vuole il consenso di chi lo ha eletto (eh si! le manuifestazioni servono proprio a questo), che si impegni e dimostri la professionalità che il cittadino attende. Niente azioni populiste (i grembiuli non fanno gli studenti, gli investimenti Sì!), e più strategie a lungo termine!
Le proposte andrebbero fatte in parlamento ma, mi corregga se sbaglio, la legge è stata fatta per decreto e il governo ha posto la fiducia. Il governo ha i numeri per far passare la legge, ponendo la fiducia diventa impossibile fare delle proposte. Il Parlamento diventa un notaio che certifica l’operato del governo, svuotandolo del suo valore.
Approfittare degli studenti portandoli in piazza non è definibile con un aggettivo non offensivo. Credo che la riforma non centri nulla con quello che succede, le manifestazioni hanno solo carattere politico di una minoranza e non mi si venga a dire che gli studenti scioperano per solidarietà, essi scioperano per un giorno di libertà.
Se si vuole fare sciopero manifestando il proprio dissenso inoltre bisogna lasciare la libertà a chi non vuole scioperare di esercitare il proprio diritto di entrare in classe. Certamente la scuola sarebbe più efficiente se ognuno facesse il proprio dovere senza approfittare delle leggi che garantiscono diritti, mi riferisco a maternità, malattie, permessi ecc. Purtroppo chi approfitta di tali diritti, in barba alla scarsa vigilanza amministrativa, sono numerosi e mandano a rotoli il lavoro di chi fà il proprio dovere e lavora onestamente.
Caro Saverio-Roma,
sono completamente d’accordo con te: l’articolo dell’Economist riporta in modo chiaro ed asettico le posizioni in campo. E` proprio quello che volevo dire nel mio post. Questo significa che il titolo inserito da Taliani (“E l’Economist difende la riforma”) non e` corretto: non e` vero che l’Economist difende la riforma.
Non ho capito la parte successiva: mi contesta di aver scritto “grembiulini” invece di “grembiuli”? So benissimo come si scrive, ma sulla stampa e` uscito spesso col diminutivo.
Dice che non dovrei riportare le frasi col copia-incolla? Mi sembrava un buon modo per riportare i dati oggettivi.
Per quel che riguarda la conoscenza dell’Italiano da parte dei laureati, sono completamente d’accordo con lei: ci sono tante persone ignoranti, anche laureate. Questo significa che bisogna tagliare sull’Universita` in maniera indiscriminata? Sarebbe come dire che, siccome c’e` un ospedale (o anche tanti) dove ci sono casi di malasanita`, si tagliano i fondi a tutti gli ospedali d’Italia. E quelli che avevano operato bene? Tagliamo anche su quelli!
Oggi a Roma 3. Lezione nei giardinetti di S.Paolo per protesta: ogni volta che passava una macchina si perdeva mezza frase, una lezione persa. Sarà così anche domani e chissà fino a quando. Poco prima, in aula, i soliti 2 o 3 hanno condizionato il resto degli studenti e coinvolto tutti nella farsa, del resto come si fa a dire “voglio stare in aula e fare seriamente lezione”? C’è il rischio anche di non passare l’esame, in ogni caso si perde ogni possibilità di socializzazione. E’ la tirannia della maggioranza, che questa volta era anche in minoranza. Poco dopo, via Ostiense, qualche centinaio di “studenti” bloccavano la strada. Bastava un colpo d’occhio per capire che la metà di loro i libri non li hanno visti neanche al cannocchiale. Sono loro il freno a mano della nostra università, spero che le riforme facciano il loro corso. Antonio.
Penso che la protesta degli studenti sia un atto di democrazia, e che un governo dovrebbe tenerne conto.
In fondo che governo è un governo che pensa di tagliare 8 miliardi di euro dalla scuola? E di tornare al maestro unico poi? ridicolo!
Da tempo leggo che in paesi come la Germania e l’Inghilterra si propone di dividere l’insegnamento fra i sessi perché l’apprendimento è diverso fra maschi e femmine fino ad una certa età (e questo lo sapevano anche le nostre nonne.)Leggo che in tutta Europa si istituiscono i corsi per i figli degli immigrati che non parlano al lingua del luogo. Insomma dappertutto vi sono o ppoposte o sono effettive forme di educazione che solo da noi provocano scandalo. Prova a non passare il dettato di francese alla maturità e poi mi dici se entri all’università in Francia. Non riesco a comprendere come persone intelligenti possano avere questa continua paura del mutamento, questa ansia del nuovo. Per troppo tempo si sono bruciati incensi sugli altari di personaggi come don Milani, don questo, don quello. La scuola deve riprendere la sua funzione: insegnare ai ragazzi le cose che essi non sanno. Concetti come la storia la geografia non sono elementi di dialettica (come ai miei tempi).
Credo che molti di questi ragazzi siano i figli di miei coetanei, quelli che negli anni 70 dicevano: il latino non serve, la matematica l risolve la macchinetta, tutto è relativo e si discute (inclusa la geografia) per cui, perché studiare quando poi ci pensa l’amico di papà a sistemarmi? Ecco gli anni 70 hanno sfornato una generazioni di odierni genitori incapaci di comprendere che il mondo è più complicato di come viene descritto nella parrocchia o nelle riunioni degli amici della vecchia sezione di partito.
…tagliare alla scuola? e che tagli? i banchi? le aule? gli stipendi ai prof? non so..qualcuno mi chiarisca dove potrebbe esserci sperpero in una scuola?!!?Non riesco a trovare un capitolo di spese dove si possa tagliare!!Non ce la faccio…
Gent.le Dott. Taliani,
il suo articolo è di un qualunquismo sconcertante. Il problema viene ovviamente eluso, come è prassi per questo governo a cui il suo giornale si inginocchia reverente. Si getta fumo, si fa confusione e poi si dice ecco abbiamo risolto. E chi non è d’accordo è un mestatore o un fannullone. Ma cosa abbiamo risolto?
La scuola non funziona? l’università nemmeno? bene, questa è l’osservazione di base. Veniamo alla soluzione…. dov’è? Dov’è la riforma dell’università che elimina le disfunzioni? Vedo i tagli indiscriminati, vedo migliaia di giovani messi in mezzo a una strada perchè si è tolto ogni strumento per fargli contratti a termine e/o di reclutarli, ma la soluzione al problema dove è? Si parla di meritocrazia, bene… dov’è in questo decreto la normativa che indica le regole per una gestione meritocratica e fornisce gli strumenti per applicarle? Dove sono le regole che impediscono, ad esempio, a qualsiasi politico di turno di costruire a casa propria un nuovo ateneo per il proprio tornaconto elettorale (vedi imperia ad esempio, con spreco di risorse? dove sono le regole che favoriscono la mobilità dei docenti e impediscono le carriere fatte in casa? Dove sono i tagli dei benefici alla scuola privata per cercare di rilanciare quella pubblica?… non ci sono…e allora ben venga un pò di sana partecipazione da parte dei giovani.. loro vedono più lontano di un ultrasettantenne con un passato poco chiaro, la mania del decisionismo e derive autoritarie.
Distinti saluti
Per Paolo Ermano: lavoro nell’universita’ e non protesto, ne’ sciopero. Penso che la riforma possa essere un’idea, anche se secondo me bisognerebbe prima permettere ai non strutturati (cioe’ a personale non assunto, per i non addetti ai lavori) di presentare progetti di ricerca.
In ogni caso, se la riforma non va bene, perche’ non appellarsi alla propria parte parlamentare? C’e’ un Parlamento per questo. Perche’ andare in piazza ad urlare, a diventare tutt’uno con una massa facilmente manipolabile?
Per Arcangelo: qui a Milano le proteste sono state contro il blocco delle stabilizzazioni, e nessuno si e’ sognato di parlare di meritocrazie. Quanto ai “tagli” agli strutturati, ben vengano! Tanto per cominciare, l’universita’ e’ piena di amministrativi che fanno tutto fuorche’ lavorare (e purtropo ne ho esperienza diretta), per non ricordare il rapporto 3:1 tra amministrativi e ricercatori al CNR, che potrebbero essere tranquillamente allontanati, secondo per me una posizione accademica *non* puo’ essere fissa.
E il modello fondazione costringerebbe anche le universita’ a competere (anche se spero con minore foga che all’estero), non solo ad “alzare le tasse” (cosa da dimostrare, e per favore non mi si portino le lagnanze dei rettori, che sono almeno 10 anni che piangono miseria). E’ il migliore? Non lo so. Ci sono alternative? Probabilmente, ma invece di proporle si va in piazza.
Caro Casadei, le dico solo due ce:
1. Gli americani prendono laureati da tutto il mondo (quindi non solo quelli italiani) purché siano in gamba. Quello che non va da noi è il passaggio dall’università al mondo del lavor (in particolare quello della ricerca). E prendono anche docenti stranieri in gamba (guardacaso da noi questo non accade… si chieda perché).
2. Le ho detto poi che fra un’università libera e competitiva e un’università da “stato etico” preferisco la prima. Se non ha capito bene il senso peccato per lei.
1. Definire l’occupazione ‘di sinistra’ è ridicolo, solo un modo per spostare i termini del confronto su un piano ideologico. Io protesto per i contenuti della legge.
2. Si arriva a certe proteste quando il dialogo non è possibile. Questi sono i ultimi fremiti di una democrazia, quella italiana, che sta esalando gli ultimi respiri
3. Non ci battiamo per il mantenimento dello status quo ma per annullare i propositi di una privatizzazione mascherata. Vogliamo anche noi una riforma, ma che renda l’università un luogo di libertà di pensiero e di diritto allo studio anche alle classi disagiate. Le proposte ci sono eccome, se non le dicono al tg1 ancora una volta, non è colpa nostra.
Lei ovviemente non ha detto nulla sugli articoli che ho citato perché sono evidentemente indifendibili. Migliorare o cambiare l’università e tagliare i fondi non sono due cose consequenziali. Sembra quasi, da quello che dice,che l’importante e’ cambiare poi in che modo si fa non e’ cosi importante. Prendere come modello quello americano non mi sembra il massimo!Un sistema dove le università costano tantissimo e non tutti posso permetterselo. Bel modello quello che non permette a tutti di istruirsi!Altra cosa sul modello americano: Chi ha un talento sportivo può anche non sapere nulla di grammatica ma ha diritto alla borsa di studio. Gran bel modello
I tagli alla cultura e alla scuola non sono la soluzione ai problemi della scuola e delle università.
Sono tagli e basta. Non risolvono nulla, aggiungono solo problemi a problemi.
I poveri studenti italiani invece di andare a manifestare, farebbero meglio a rimanere in casa a studiare.
Il governo attuale cerca di limitare i danni fatti da quello precedente che ha sistemato tanti insegnanti non necessari. L’opposizione cavalca sempre in modo contrario della logica. Di Pietro mezzo analfabeta, per la posizione che occupa, invece di andare contro il governo, dovrebbe ringraziarlo e ritornare a scuola.
L’Italia è messa male!!! Abbiamo i tifosi più violenti, gli studenti più ignoranti, i conducenti più indisciplinati, i fannulloni piazzati dal partito, la giustizia che mette in prigione per rubare una mela e lascia liberi solo dopo pochissimo tempo gli assassini.
Gli studenti intelligenti, non dovrebbero condividere le opinioni aggressive delle orde dei no global, dei centri sociali, de partiti di estrema sinistra. Prima di andare a manifestare per cercare di creare un nuovo 68, sarebbe molto meglio che questi poveri ignoranti si informassero con esattezza sulla nuova riforma della scuola. Veltroni e la sua di poveri illusi ed incapaci, invece di seguire la strada migliore per liberare gli studenti italiani dalla loro ignoranza, si mette a difenderli solo perchè è all’opposizione ed è automaticamente contro quello che il governo decide di fare anche se è giusto.
Povera Italia!
Leonardo Irmici (dala Svizzera)
Per il lettore “Arcangelo”
Forse non conosco l’inglese come il lettore, ma l’articolo riporta in modo abbastanza chiaro e per la verità asettico le posizioni in campo. Parlare di boom dei grembiulini quando si parla normalmente di grembiuli, riportere frasi col copia ed incolla a me non serve per cui economist o non economist rimango dell’opinione che la Università attuale sforna gente che non sa scrivere in italiano correttamente. Questo è il problema. Parlo di gente con la laurea che scrive su documenti di aziende che hanno la prestesa di competere per il mondo cose del tipo “ogniuno”, “ad hock”, “redarre”, “riperquotere”.
Sig. Taliani,
la sua ultima risposta mi lascia basito e frastornato al tempo stesso: preferisce sul serio un sistema universitario all’americana? In cui chi è ricco può studiare in tutta tranquillità e chi è povero deve avere meriti sportivi (al’80% dell’erogazione delle borse di studio) o essere nel 20% dei migliori poveri per potervi accedere? In cui i figli della middle-class escono già con centinaia di migliaia di dollari di debiti (saprà di sicuro quanto costa laurearsi in America, e che parliamo di un range variabile fino ad oltre 300.000 dollari per le migliori scuole)?
Io non lo voglio di sicuro. E mi auguro che mio figlio possa ancora usufruire della scuola pubblica non ridotta a pezzi da affaristi che vogliono rendere forti le scuole private perchè ci sono sotto interessi mostruosi.
E se dice che il sistema universitario italiano è così scadende ora, perchè in quelle famose università americane i laureati italiani sono così ricercati?
Caro Casadei, com’è perentorio… Più che una risposta (io sono meno perentorio di lei) faccio una riflessione. Le università-fondazioni mi ricordano il modello americano, la collaborazione fra istituti, le famiglie che iniziano a risparmiare per mettere da parte i soldi per l’università quando i figli sono piccoli, la corsa allo studio e alle borse di studio… insomma cose che si conoscono. Come è nota la continua competizione fra università anche per accaparrarsi cervelli e finanziamenti… E’ un modello. Poi ce ne sono altri che ricordano lo stato “etico”. Preferisco il primo modello. Ma questa è una mia idea. Dire che l’università pubblica, come quella privata, svolgono un ruolo fondamentale in un paese degno di questo nome è scoprire l’acqua calda. Dire che oggi il nostro modello è superato, inefficiente e non risponde più alle aspettative del Paese mi sembra “accettabile”. Sul modello “ideale” per ora ci sono le proteste ma non le proposte alternative a quelle su cui intende muoversi il governo. Come disse Torquato Tasso, ” se non sai credi di saper e credi ai savi”.
ahhi..ahhi..mandare la polizia? e perchè no l’esercito….ci penserebbe l’on.La russa…
boh…non è che Berlusconi stia scivolando sulla famosa buccia…
Occupare una scuola per protesta, impedire a qualcuno di frequentare le lezioni e di studiare o anche impedire a qualcuno di tenere le lezioni è illegale ed è una violenza, esattamente come impedire con la forza in occasione di controversie sindacali l’esercizio della libertà di sciopero o la libertà di lavoro. Le forze di polizia devono intervenire in difesa delle libertà civili costate sangue e sacrifici. La libertà di parola, di espressione, di sciopero, la libertà di lavoro, di movimento, la libertà di manifestazione e di studio sono diritti UGUALI PER TUTTI e nessuno può arrogarsi la potestà di impedirne l’esercizio. Non lo può fare lo Stato e non lo può fare il singolo da solo o in associazione con altri. Questa è la base della democrazia, della libertà e della giustizia e se il PD, l’IDV e la sinistra massimalista non sono d’accordo lo dicano apertamente e pubblicamente altrimenti smettano di aizzare e soffiare sul fuoco e invitino studenti e insegnanti al rispetto delle leggi.
aspetto risposta di quello che ho scritto..E’ difficile migliorare l’università pubblica tagliando fondi indiscriminatamente a tutte le università virtuose o no e soprattutto trasformarle in fondazioni private.
Ho letto l’articolo dell’Economist; lo trovate qui:
http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=12429554
A me non sembra che difenda la riforma. Parte con una nota ironica: le industrie che producono grembiulini si aspettano un boom.
Poi dice che i sindacati si lamentano dei tagli ed aggiunge: “Se questo e` tutto cio` che fa le riforma, si potrebbe dimostrare disastrosa come predicono i leader dei sindacati e dell’opposizione (gli studi internazionali dicono che le scuole elementari sono l’unica parte dell’educazione italiana che funziona bene). Ma e` anche pianificato che il 30% dei soldi risparmiati in questo modo saranno re-investiti nella scuola.” (quindi direi che l’articolo ha correttamente riportato le opinioni di governo e opposizione, senza difendere l’uno o l’altro).
Poi c’e` la parte riportata anche da Adnkronos, ma la dichiarazione di Vaciago e` completamente travisata! L’originale dice:
“The present government is making cuts and hoping that the quality comes through as a result. There is no obvious guarantee it will”
che tradotto in Italiano diventa:
“L’attuale governo sta facendo dei tagli sperando che la qualita` arrivi come risultato. Non c’e` nessuna garanzia che sara` cosi`”
NON HO MULINI DOVE PORTARE ACQUA, IO!!! L’OCCUPAZIONE E’ ILLEGALE? OK, E ALLORA COSA MI DICE DELL’ILLEGALITA RIFERITA ALL’OCCUPAZIONE DELLE FREQUENZE DI RETE 4 ? ILLEGALE? SI AUGURI CHE QUANDO IL SUO PADRONE USERA’ I MANGANELLI NON COLPISCA SUO FIGLIO, O MIO FIGLIO.
Caro Fabio, che Berlusconi abbia sempre ragione mi sembra eccessivo, sarebbe come dire che chi non la pensa come Berlusconi ha sempre ragione… la questione di fondo è che lo Stato investe i soldi (nostri) come dice lei nella cultura ecc. ecc. Domanda: ma li investe bene? con quali risultati? E non può tentare di far meglio? Nessuno tocchi la scuola è un bello slogan, assomiglia tanto a quel Gattopardo siciliano… L’università, la ricerca devono andare avanti così? Ho un caro amico medico che lavora e vive negli Stati Uniti, dove si è anche sposato. Arrivò a Washington con una borsa di studio. Gli offrirono un lavoro e rimase negli States, quando tentò di tornare in Italia gli affrirono una somma di poco superiore a quella della borsa di studio. Fantastico. E’ rimasto in America e gestisce uno dei budget federali (statale) più importanti nel suo settore di ricerca… Andiamo avanti così? Mi chiedo perché oltre alle proteste non arrivino delle proposte…
Andate a studiare invece di scioperare e siate piu’ concreti.
Gli sprechi dell’Italia:
- 1000 parlamentari super pagati
- province inutili
- comunità montane e affini
- evasione fiscale;
e andiamo a togliere fondi alla scuola?
Non dico che sia sbagliato contenere la spesa della scuola, ma forse la forbice prima andava rivolta da qualche altra parte…
Caro Italiano, la polizia si manda dove c’è illegalità. occupazioni illegali comprese, se serve a garantire i diritti. Non faccia demagogia, non la aiuta a portare acqua al suo mulino…
Caro P. di vagamente offensivo c’è solo il suo “vagamente offensivo”, tanto per chiarire. Quanto alle manifestazioni e al tentativo di screditarle ribadisco quello che ho scritto: sono un tiro al quale non si sfugge purtroppo da decenni, potremmo trasformare questo periodo autunnale in “festa nazionale dello sciopero a scuola”… Quanto al resto, la scuola italiana potrebbe guardarsi nel famoso specchio di Oscar Wilde…
Ha proprio ragione. Solo che lo Stato, non altri, ha il dovere di investire in cultura. Solo lo Stato può investire su un ciclo di 20 anni, tempo di studio di uno studente universitario. Nessun privato riesce a investire in un periodo così lungo. Se guardiamo la borsa dove una azienda perde o guadagna nel breve tempo di pochi giorni decine di punti percentuali. Che logica trascina questo?
Eppure una società complessa ed evoluta come la nostra si fonda sulla conoscenza che richiede, correttamente, dei fondi ben spesi (certamente). Ma sostanzialmente è un investimento nella cultura (di massa possibilmente, perchè i più intelligenti si trovano dappertutto).
Però Lei ha ragione. Gelminilemini deve essere una brava ragazza (non so dove), senz’altro diciamo, con pudore, è un poco inesperta.
Però Lei ha ragione, quello che fa Berlusconi va sempre bene: come il presidente Bush, il quale, mi scusi, è di destra o di sinistra, visto che ha nazionalizzato le banche?
E’ incredibile leggere tutte queste scemenze insieme!!Io sono un studente universitario e non mi vergogno di dire che sono assolutamente d’accordo con la protesta. Badate bene nelle università non si sta protestando perché non si ha voglia di fare nulla o perché tutti gli studenti sono di sinistra!!(evviva i commenti oggettivi!). Si sta protestando contro una cosa ben precisa ovvero la legge 133 della finanziaria approvata se non ricordo male in via definitiva il 6 agosto. All’interno della legge ci sono due articoli incriminati ovvero l’art 16 che prevede che in futuro le università possano diventare fondazioni private e l’art 66 che prevede il blocco del turn over al 20 per cento. Allora l’art 16 com’e’ facilmente immaginabile produrrà nei prossimi anni la trasformazione di tantissime università in fondazioni private ( inquanto già oggi tante univesità sono con i conti in rosso) il che vuol dire che i finanziatori esterni saranno all’interno dei consigli d’amministrazione delle università e di conseguenza il finanziamento alla ricerca scientifica sarà limitato solo a progetti che possano fruttare qualcosa, il che e’ anche comprensibile quale privato potrebbe finanziare 365 giorni l’anno ricerche scientifiche che non gli danno subito dei ritorni economici??Questo in sostanza condanna i ricercatori ad essere ancora piu precari di come lo sono tutt’ora e che la ricerca avrà ancora meno fondi di quanti ne abbia oggi. L’art 66 bloccando il turn over al 20 per cento per i prossimi 4 anni produrrà quindi che dall’anno prossimo ogni 5 professori che andranno in pensione solo uno nuovo verrà assunto. Questo comporterà una soppressione di molti corsi o un’accorpamento di vari corsi sotto la stessa cattedra (provocando evidenti disagi) e soprattutto che gli assistenti rimarrano tali a vita. Insomma dall’anno prossimo diventare professore universitario a tutti gli effetti sarà ancora piu difficile, in sostanza quasi impossibile!E ultima cosa fondamentale, il terzo motivo di protesta sono gli ennessimi tagli al fondo di finanziamento ordinario, se non ricordo male in tutto per i prossimi 5 anni sono di 1 miliardo di euro, forse anche di più. Questo comporterà aumenti delle tasse universitarie e agevolerà la trasformazione delle univeristà piu in difficoltà in fondazioni private. Concludendo, non sono solo gli studenti a protestare ma anche docenti e quasi tutti i rettori delle università pubbliche, sono tutti di sinistra?? sono tutti dei nulla facenti???Un paese che non investe sulla ricerca e sull’università e’ un paese senza futuro, e i politici degli inetti che non hanno lungimiranza politica ( come invece un politico di livello dovrebbe avere (Il principe di Machiavelli). Rispondete su tutto questo.
la verità e’ che si usa la scuola per fare politica di parte!gli studenti sono i soldatini burattini della sinistra!andate a lavorare ! Se la riforma l’avesse fatta il governo prodi non ci sarebbero manifestazioni! Come mai non ci sono state quando il governo amato di sx ci rubo’ i soldi dalla sera al mattino prelevando il 6×1000? come mai i docenti non incitarono alla rivolta visto che era una appropriazione di denaro prelevato ai risparmiatori? l’importante era che al governo c’erano le bandiere rosse!
La sig. Annarita ha illustrato bene come funziona le scuole che frequentano i figli,cosa propongono gli insegnanti,i loro metodi di studio ecc,allora la vogliamo smettere di mettere nelle mani di questi insegnanti i ragazzi italiani?si manifesta solo nell’interesse di mantenere il posto non x un cambiamento delle regole della scuola lo si vuole capire o no?la scuola,l’universita x me va rifondata cominciando dalla casta dei prof,eliminare quel prof che va a prendere solo la presenza in aula per poter prendere lo stipendio,quei prof di piazza che stanno raccontando fandonie per tenersi il loro posto,quei tipi di insegnanti li cosa possono dare agli alunni come insegnamento?veramente ridicolizzate la scuola
LA POLIZIA MANDIAMOLA NELLE CITTA’ DOVE PROLIFERA LA DELINQUENZA, DOVE NON SEI LIBERO DI APRIRE UN’ATTIVITA’ COMMERCIALE O DI AVERE UNA AUTO PARCHEGGIATA PER STRADA. TROPPO BELLO FARE I FORTI CON I DEBOLI.IL SIG. BERLUSCONI PERCHE NON DISCUTE IN AULA LE NUOVE NORME E VARA DECRETI? DEMOCRAZIA QUESTA? E IL PARLAMENTO ? E’ ANCORA LA CASA DELLA DEMOCRAZIA?
la verità e’ che si usa la scuola per fare politica di parte!gli studenti sono i soldatini burattini della sinistra!andate a lavorare !!!!
Signori,
trovo questo articolo vagamente offensivo non solo verso la sinistra ma anche verso la verita’ in genere.
Si e’ cercato di screditare i manifestani puntando sulla loro ignoranza (che per la maggior parte dipende dai media, che ancora sembrano non distinguere il decreto Gelmini dal Tremonti-Brunetta) e si sta cercando di motivare quello che non e’ altro che un semplice furto di risorse dall’Universita’ portando in causa i soliti “sprechi”. Certo non sprechera’ piu’ nulla quando non avra’ piu’ soldi, ma mi resta il dubbio che il maltolto possa andare ad alimentare attivita’ piu’ fruttuose e nobili.
Per questo credo ci siano tutti i motivi di far sentire la nostra voce, peraltro anche in un modo che a mio parere e’ molto piu’ umano e sincero rispetto all’abuso di potere mediatico perpretato da coloro ai quali ci opponiamo.
Caro Caporedattore,
Come si puo’ chiamare “riforma dell’universita’” una manovra atta a modificare il finanziamento dell’universita’, non le regole d’ingresso alla docenza, i premi per la ricerca, la creazioni di classifiche di merito delle diverse universita’, la trasparenza dei concorsi.
Se la protesta studentesca puo’ anche esser giudicata fuoirluogo, quella dei professori, dei rettori, dei ricercatori e dei borsisti assolutamente no.
Distinguiamo le cose.
Caro Claudio, lei ha ragione, chi ha voglia davvero di studiare e alle spalle una famiglia consapevole, va avanti. Aggiungo, nonostante i mille problemi della scuola. Non credo però che il premier consideri come scrive lei “schifose” le università italiane… Ma che il sistema universitario faccia acqua e sia da riformare questo sì. Mi ripeto: sulla scuola – ma anche… sull’università -mi faccio la stessa domanda che si è fatto qualche giorno fa Ernesto Galli della Loggia: dov’è il progetto del Pd?
Caro Umberto Tordone,
Sono in parte d’accordo con te, in parte no.
Sono d’accordo sul fatto che c’e` stato un proliferare dei corsi di laurea ed anche delle universita`, del tutto ingiustificato. Non sono particolarmente d’accordo sul fatto che sia colpa della sinistra: questo non per difendere la sinistra (che ha effettivamente fatto delle pessime cose), ma per motivi di obiettivita`. Quando la destra e` stata al governo ha fatto cose altrettanto discutibili, come ad esempio creare il centro di ricerche di Genova firmato Tremonti, che non ha mai prodotto nulla ed ha avuto piu` finanziamenti dei PRIN (progetti di ricerca nazionali) di tutta Italia. Se questo non e` “il clientelismo, il baronato e quindi il parassitismo e lo sperpero” …
Qual e` quindi la soluzione? Tagliare indiscriminatamente su tutto o stabilire dei parametri oggettivi per selezionare i buoni ed i cattivi? Il governo ha scelto la prima strada: ha tagliato su tutto. Chi e` arrivato all’eccellenza vedra` i suoi fondi tagliati ne’ piu` ne’ meno di chi ha oziato e di chi ha sperperato.
Chiedi i nomi ed i cognomi: secondo me sono tutti i ministri MUR/MIUR che si sono succeduti negli ultimi anni (quelli di destra e quelli di sinistra): hanno tutti contribuito ad aumentare il potere dei baroni ed a diminuire quello delle persone che lavorano. Hanno tutti dichiarato che ci voleva una seria valutazione, ma poi hanno messo insieme i buoni ed i cattivi. E questo ministro sta facendo esattamente lo stesso.
Per quel che riguarda la necessita` di laureati, dipende: il governo stesso ha dichiarato (a parole) che ci sono facolta` piu` utili di altre. E nelle leggi, ha forse distinto? No: tutti uguali. Piove sui giusti come sugli ingiusti.
E BASTA !!! E’ un cinema già visto e che ha generato asini da ambedue i lati dalle cattedre !!!!
CHE BARBA !!!
Perchè la colpa della scuola è sempre dei maestri o dei professori?
Può darsi che sia invece dei genitori i quali la stragrande maggioranza non gli interessa dei figli perchè sono intenti a fare carriera sul posto di lavoro?
Mia moglie insegna a Milano nella scuola dell’infanzia è già si vedono i bambini che hanno alle spalle famiglie menefregiste.
Grazie a Dio i miei due figli sono bravissimi a scuola e sono seguiti tutti i giorni dai genitori perdendo parecchie ore di stravaccamento sul divano, però i risultati si vedono.
Ho due nipoti di cui uno laureato con 110 in ingegneria e gurda caso dopo un mese dalla laurea ha trovato lavoro alla GM, mentre la nipotina si laurea a dicembre probabilmente con 110 lode e ancora prima di laurearsi ha già un contratto triennale di ricerca in Lussemburgo (non sottopagata come in Italia ).
E’ comunque non è la scuola che fa schifo ma le varie situazioni famigliari, perchè i figli che hanno voglia di studiare e di impegnarsi, usciti dalle schifose Università Italiane ( questo dice Berlusconi, la Gelmini) i nostri figli trovano immediatamente lavoro all’estero, in quanto gli italiani sono sempre ricercati.
Caro Luca Beltrame,
so benissimo che ci sono anche i finanziamenti europei (tant’e` che per 3 anni ho vissuto di quelli), ma questo non e` un motivo sufficiente per tagliare i finanziamenti alle universita`. Come sai, coi finanziamenti europei ci puoi pagare solo gli stipendi dei non strutturati e gli strutturati non li puoi licenziare. Quindi come facciamo a pagare gli stipendi degli strutturati, se il finanziamento ordinario (l’unico su cui si possono pagare gli stipendi) viene diminuito? Ci trasformiamo in fondazione privata (cosi` poi si possono aumentare le tasse di iscrizione). Questo, pero`, il governo non lo dice e mi pare poco onesto.
Seconda cosa: parli di finanziamenti a pioggia e sono d’accordissimo sul fatto che siano sbagliati. Non ho mai sentito nessuno all’interno dell’universita` in cui lavoro invocare i finanziamenti a pioggia (ne’ da parte dei sindacati). Tutti chiedono soldi in base ai risultati effettivamente ottenuti: sia di ricerca, sia di didattica. Cosa dice la legge 113? Dice forse “Tagliamo su quelli che producono poco? Su quelli che insegnano male?”. No: fa i tagli a pioggia, che sono ancora piu` dannosi dei finanziamenti a pioggia.
Sulle scuola Non ho mai sentito tante sciocchezze e tanti inutili pretesti tutti insieme.
Almeno le persone serie non dovrebbero mischiarsi
L’educazione elementare e ginnasio/liceale funzionava benissimo nei miei tempi( anni 30-40), mi aiutó anche a fare un figurone nell’esame per la Maestria negli USA a esporre il metodo di integrazione di superfici inventato da Archimede e che avevo studiato nell’ultimo anno di Liceo scientifico. Nell’Universitá aimé le cose non andavano cosí bene, il biennio era eccellente ma gli ultimi tre anni erano un deserto scientifico per la mancanza di ricerca e di assistenti con esperienza. Naturalmente c’erano alcune dovute eccezioni come la facoltá di fisica a Roma, le scuole di matematica di Palermo e Padova, la traumatologia a Bologna e il Politecnico di Torino, ben poco in veritá. Il problema maggiore, scopersi, era quello della inamovibilitá che toglieva a ogni professore la necessitá di produrre ricerche; adesso che questa prerogativa é stata tolta anche ai “Don” di Oxford non vedo perché si debba esitare a seguire l’esempio americano: chi non produce ricerca di qualitá perde il posto.
Vi sono previsioni di diminuzione della spesa per le Università che costringono a prevederne la scomparsa di un certo numero! Penso che non sarà così, però mi sembra che si stia sottovalutando la portata che potrebbe avere una vasta opposizione sulla scuola. Dopo la netta sconfitta elettorale del centro sinistra vi sono “nuclei” di opposizione che sono ben disposti a ingrossare le fila della protesta. E il fatto è che qualche motivo in più per protestare è stato messo sul piatto della bilancia. Nel solo Piemonte oltre 200 scuole di campagna devono chiudere, con disagi gravi per bambini, ragazzini e genitori! Anche se è una risoluzione del governo Prodi, può essere modificata. Un insegnante può svolgere il compito di responsabile della scuola distaccata (come avviene di solito), in contatto costante con il dirigente che potrebbe essere presente due-tre giorni al mese. Asserire che le scuole con molti alunni favorirebbero maggiore capacità di apprendimento e di socializzazione è una sciocchezza! L’università è una realtà con zone incandescenti, bisognava procedere con fermezza e con la forza di sostenere le idee, ma senza gettare nessuno nel panico. Il dibattito parlamentare poteva essere un momento prezioso, si sarebbero evitate un po’ di contrapposizioni fuori luogo, che possono anche diventare molto gravi. Sono indispensabili punti di confronto, di comunicazione a vario livello, di approfondimento (questo blog mi sembra consentire scambi significativi).
Accenno a un ultimo punto che da anni considero importante: per esigere maggiore disciplina ci vuole coraggio, fede nell’avvenire ed un asse capace di rendere evidente il cuore unificante della cultura occidentale: questo è dato dalla conoscenza storica. Anche lo studio della letteratura esige riferimenti storici adeguati. Ma non si può dire che gli ultimi ministri della Pubblica Istruzione abbiano difeso la centralità della storia. A propostio, dire che gli alunni della primaria arrivano in prima media con conoscenze “sufficienti” o almeno minime di storia antica, sembra davvero troppo ottimista, forse questo vale solo per pochi alunni…
Vorrei anch’io dire la mia sulla scuola. Sono mamma di quattro studenti e perciò sono ben dentro alle problematiche scolastiche. Ciò che mi stupisce è che si vada in piazza sempre e solo per ideologie politiche, mentre dovrebbero essere le famiglie a scendere in piazza, per come i nostri figli vengono giornalmente diseducati ed ideologizzati. In questi anni io ho percepito, che la scuola non è più alleata della famiglia nell’educare i bambini e ragazzi a dei sani valori, ma si fa portatrice degli stessi disvalori che già il mondo tramite i suoi mass media ci propina. Ho spesso la sensazione (non solo io), che ci sia realmente in atto un voler smaliziare sempre prima i nostri figli, sempre prima in modo subdolo si fanno entrare in classe argomenti che toccano il sesso. Faccio un esempio mia figlia di prima media deve scomporre alcune parole in sillabe, con tante parole che contiene il vocabolario vengono messe sul libro: “Bastardo” e “Transessuale”. Sillabarle significa imprimerle bene in testa. Altra chicca: al liceo scientifico viene fatto leggere? Dante? qualche classico? macchè, l’istruttivo libro dal titolo “Seta”, dove si descrivono atti sessuali. In prima media cosa propinano come video? La storia di un ragazzino minorenne, che si droga, va a prostitute e chicche del genere. Ultima chicca, un bimbo di seconda media deve fare il riassunto di un racconto che parla di una ragazza che si rifà il seno e poi si mette il percing nel capezzolo. Questo è fare cultura oggi, poi i nostri figli non sanno chi sia Dante e dove si trova Bologna, l’importante però è che a 11 anni sappiano come mettersi il preservativo (libro di scienze delle medie). La scuola è portatrice di sapere, di cultura o di depravazione e di ideologie? Ancora propinano ai nostri figli la storia del Medioevo oscuro: Dante e S.Tommaso non mi paiono così barbari, le cattedrali non mi sembrano opera di poveri ignorantoni fanatici. Cosa dire poi dell’uomo che deriva dalla scimmia, ci credono solo i professori, visto che molti scienziati, hanno già bocciato e sorpassato questa teoria. E la rivoluzione francese? Libertà, uguaglianza,fratellanza? Bisognerebbe chiederlo ai giustiziati con la ghigliottina. Le famiglie dovrebbero scioperare, perchè se questa è la cultura che la scuola statale vuole dare ai nostri figli, bastava, che non ci scomodassimo tanto e restassimo pacifici davanti alla TV, così avremmo risparmiato i soldi spesi per libri pessimi e la scuola avrebbe risparmiato i soldi per gli stipendi dei professori. Perciò dico viva a chi riporterà un po’ di buon senso all’interno delle aule, assieme al sapere, che sia la Gelmini o chiunque altro.
Commento i commenti:
la quasi totalità di coloro che hanno lasciato un commento in questo blog sono, a voler considerare solo la Grammatica, bisognevoli di ripetizioni di Italiano….
Null’altro da aggiungere!
TUTTI A ROMA , MANIFESTIAMO IN PACE E FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE.VIVA LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTA’ DI PENSIERO.
Penso che come sempre è stata fatta una riforma solo per scopi elettorali. Per fare vedere che si sta rivoluzionando un sistema scolastico che funziona malissimo. Ma se chiedi dove arriva con questa riforma non si sa!
Invece penso che se la riforma si fa sul serio, facendo un’analisi non sulla sede del partito ma sulla base (scuole) e colpendo i tanti fannulloni, e dando maggiori risorse a quelli che valgono, non si riempiranno le piazze con maestri genitori e studenti.
Saluti.
@mulas: non ignoro le regole e la normativa urbanistica, non è questo il problema. Il problema è di metodo. Un politico, che si fa paladino del rispetto delle coste, con molta attenzione a non darle in pasto ai palazzinari è proprietario di un obbrobrio a ridosso della Basilica di Bonaria. Punto. Che poi lei desuma che siano miei amici, gli amministratori di Cagliari che concessero la licenza edilizia a ristrutturare (fu una ristrutturazione) è un suo arbitrio. Ed è sempre lei che ha tirato fuori dubbi sulle competenze (ma le è andata male) che non necessariamente devo mostrare, ne tantomeno questo è un posto per fare lezione e dare consulenze (per quello vengo pagato). Soru rimane quello che è e quello che i Sardi reputano sarà alle prossime elezioni. Vada a sentire gli amici Maddalenini..cosa pensano del Suo manico.
Salve tutti! sono con la Gelmini vero, ma vorrei aggiungesse alla riforma “la non bocciatura fino alla scuola d’obbligo”! tanto ki ha voglia di andare avanti va ki no no,inutile la bocciatura! l’essenziale imparino a leggere e scrivere, eliminando cosi il recupero serale azz, ke non serve a nulla; ke sol spreco di denaro pubblico,x una licenza combinata azz… sse vedemm gente Damyeku
EGR. SIG. TALIANI, SE LEI AVESSE UNA MALATTIA E NON NELLE CONDIZIONI ECONOMICHE PER CURARLA, RIMANDEREBBE LA CURA O FAREBBE OGNI SFORZO?
Sono daccordo con Demy su i maestri che..,BASTA mettere sul fronte della loro protesta i bambini con striscioni e bandiere con frasi scritte su che non sanno nemmeno il significato,basta sfruttare la loro immaggine x farsi i cavoli loro,basta raccontare favole ai genitori per farsi appoggiare nella protesta,genitori che pensano che il tempo pieno sia come un deposito dove far stare i propi figli e insegnanti come fossero baby sitter,io avrei messo nella riforma Gelmini il rinnovo generale di insegnanti con test per verificare chi davvero merita di fare qst mestiere e avere sulle loro spalle il futuro di generazioni.Gli insegnanti hanno tutto il diritto di manifestare ma lasciando stare i bambini,sig. Taliani Lei è daccordo con me?
avrei voluto leggere tutto ma io proprio non sopporto quelle “k” quando si scrive.
Ministro per favore faccia bocciare chi usa le “K” (tipo OKKUPATO – KI – PERKE – eccetera)
Mamma mia cosa non fanno pur di mettersi in mostra. L’unica cosa è ignorarli, come sta facendo in verità, nei limiti purtroppo imposti dal diritto di cronaca, questo giornale che ha la mia stima. Quella è brutta gente, meglio starsene alla larga.
Salve tutti! vorrei sprecare solo 2e parole x la riforma”Gelmini” più di tanto non merita ki ha organizzato la protesta infantile! ki si è servita di tale bambinaia è un “VILE” servirsi dei bambini x sciacallare domani…andate a lavorare “FANNULLONI” sse vedem gente…DamyEku
Dott. Taliani, nonostante la carenza di “mezzi”, nell’universita’ italiana si possono ottenere risultati dignitosi, e senza dover scappare per forza all’estero. Questo anche da “precari”, e come forse si sa all’estero il posto fisso non e’ certo garantito, anzi…
La realta’ e’ che i finanziamenti dovrebbero essere elargiti a chi presenta piani sensati e (parlo almeno per le facolta’ scientifiche, vista la mia formazione) scientificamente sensati. Chi presenta idee non valide, chiaramente non si merita il denaro pubblico.
Quindi, per come la vedo io (e da “precario”), basta ai finanziamenti a pioggia. Solo ai meritevoli (ovviamente valutati da esperti indipendenti), con revisioni periodiche ogni 5 anni.
Ovviamente questo non piace a chi la meritocrazia non la vuole, e vorrebbe al suo posto una bella istituzione statalizzata che elargisca posti fissi per tutti (oppure solo per i propri protetti).
PER WOLF
Leggo soltanto ora quanto da lei scritto.
Ripeto la frase simpatica del dottor Taliani: non c’entra un blog!
Argomenti? Competenze?
Non avrei pensato manco lontanamente che lei fosse ingegnere visto che se la prende con Soru e non con chi gli ha concesso di modificare quella vecchia casa nel modo che vediamo.
Lo dico perché sembra che lei ignori le leggi urbanistiche.
Quindi lasci perdere le competenze.
Visto che anche per costruire un pollaio occorre una concessione edilizia, i casi sono due: la concessione o gliela ha data l’amministrazione guidata dal sindaco Delogu o quella attuale guidata da Floris: entrambi di centro-destra. Delogu AN e Floris FI.
Quindi se Soru ha costruito un obbrobrio la colpa è di chi glielo ha permesso, non certamente sua.
Quindi vada a protestare al Comune.
E, nello stesso tempo, visto che c’è, protesti anche per lo scempio — quello sì che è uno scempio — perpetrato ai danni del Poetto: giunta comunale e provinciale entrambe di centro-destra e qualche amministratore per il momento condannato da un tribunale. Altro che casa Soru!
So che nel segreto di una stanza degli uffici provinciali, fra due componenti la giunta, sono volati schiaffoni e cazzotti.
Non mi dirà che anche il disastro Poetto è opera di Soru?
Che poi non le piace Piano, che significa? A me non piace Picasso, non piace Montale e… dato che ci sono, neanche la Marini!
Vorrei rispondere al sig. Edmond Dantes, che in linea con un clima di cieco scontro politico presente oggi non lesina bordate al limite dell’insulto. Il merito della riforma Gelmini comincia ad essere affrontato solo in questi giorni di crescenti proteste, perchè fino ad oggi la maggioranza dei media ha letteralmente snobbato la questione o rilegata alle notizie di costume (il bullismo e il voto in condotta, le stagionali occupazioni studentesche ecc…) e chi avrà voglia di andarsela a vedere senza preconcetti è libero di farlo. Personalmente ritengo che la scuola abbia bisogno di valorizzare le sue risorse umane ed economiche, ma non con provvedimenti dettati dall’alto che si susseguono incalzanti senza consultare nessuno (come se tutta la categoria docente fosse in mano a sindacati o “pupari” vari, come li chiama lei, e non valga la pena di starla a sentire). Che la scuola italiana abbia “raggiunto il fondo” è un’idea veicolata in mesi di campagne mediatiche che sono sempre andate a pescare gli episodi più sconvenienti, ignorando quanto di buono la scuola realizza in molti campi del sapere, della socializzazione, dell’intercultura ecc… In fondo anche la sua prosa precisa e pungente non è forse il frutto della scuola italiana? O forse ha studiato all’estero? O in una scuola privata? O magari è autodidatta? Nelle indagini internazionali non facciamo bella figura, è vero. Ma ciò è dovuto anche ai sistemi di rilevazione adottati, di tipo anglosasone, che adottano il sistema dei test, poco o per nulla praticati nella scuola italiana, ma che i nuovi test Invalsi stanno cominciando a inserire. Infine, i bambini manovrati dai “pupari”: chi sarebbero quest’ultimi? Insegnanti che all’insaputa dei genitori li portano in piazza? Genitori di sinistra? Non riesco a capire, tanto più che conoscendo molti genitori so che le proteste non sono, o non sono sempre, orientate politicamente, anche se la sinistra naturalmente ci marcia. Ma cosa dovrebbe fare? Sta all’opposizione…
Cordiali saluti
Caro ministro Gelmini,
vada pure avanti con la riforma da Lei disegnata, non tenga conto delle contestazioni di studenti asini e professori politicizzati. La scuola e le università servono per formare, non sono degli stipendifici. Si dia spazio attraverso incentivi economici ai tanti insegnati bravi e preparati, si dia la possibilità ai presidi di chiamata diretta dei docenti con contratto di lavoro a tempo determinato (nessuno deve avere il contratto di lavoro a vita) rinnovabile e con contrattazione negoziata individuale attraverso la messa a disposizione di un monte salario per ciascuna scuola.
Se è vero, ed io lo credo, che gli insegnati sono dei professionisti allora è necessario trattarli economicamente e giuridicamente come tali.
L’università italiana non sparirà affatto, spariranno solo le isole di qualità che finora hanno resistito!
Eppure il decreto legge non sembra difficile da leggere….
Parto dalla premessa che non sono affatto un esperto di pubblica istruzione, ne’ tantomeno di politica (da cui ho avuto cura di tenermi a debita distanza), ma un semplice osservatore. Orbene, una delle più frequenti critiche alla Sig.ra Gelmini è quella di voler “Riportare la scuola italiana agli anni ’50″: ma siamo sicuri che la cosa risulterebbe dannosa? I nostri laureati degli anni ’60 e ’70 venivano contesi da centri di ricerca e multinazionali, e anche i nostri diplomati godevano di una buona preparazione, o ricordo male?
Non sarebbe allora il caso di trovare nuovi canali per coloro che vedono in pericolo il loro impiego, e provare a tornare un po’ a quelli che le nostre nonne definivano “I bei tempi andati”?
Passano gli anni e non cambia mai nulla , collettivi , coordinamenti , comitati , in autunno si risvegliano sempre, dal letargo delle vacanze estive, assemblee okkupazioni per poi andare ancora in vacanza a Natale , pechè si sa la protesta deve avere il suo momento di riposo.40 anni e non è cambiato nulla , una minoranza di i******i pervasi ancora di ideologie appartenenti al periodo giurassico coinvolgono una moltitudine di pecore che non sanno neppure perchè vanno a manifestare.
Niente di nuovo sotto il sole , o meglio, ora c’è una novità che però un’aggravante portano in piazza pure i bambini.La riforma Gelmini può essere migliorata senz’altro e per questo c’è il parlamento dove l’opposizione invece di indignarsi e parlare a vanvera per slogan ed insulti vari dovrebbe discutere seriamente sul merito.Tenga duro Gelmini non si occupi dei dinosauri ormai sono solo dei fossili
Quelli lí non hanno capito un ciufolo. Vogliono una squola ignorante e non una scuola moderna ed efficente. Ma insomma, mandateli a zappare le vergini terre d’Africa.
Scuola e Università okkupate ?
Per le scuole superiori vorrei tanto chiedere come mai i figli degli immigrati non si vedono nei cortei ?
Forse perché hanno insegnato ai loro figli il valore del tempo ( soprattutto di quello perso ).
Forse perché un ragazzo immigrato conosce i sacrifici che i suoi devono fare per andare a scuola ( 500 € di libri all’ anno per andare in piazza sono un poco tanti ).
Per l’ Università: scioperate, perdete le sessioni di esame, fate saltare gli appelli.
E continuate a pagare tasse e a rimanere fuori dal mercato del lavoro.
Continuate pure, i liberi professionisti ringraziano per la concorrenza ( virtuale ) in meno.
Ringraziano pure tutti i laureati stranieri che ogni giorno vengono chiamati a centinaia in Italia per occupare i posti che noi non siamo in grado neppure di nominare.
Vorrei vederli tutti davvero questi giovani rivoluzionari tra 10 anni quando sarà in ballo il futuro dei loro figli.
Troppo cinema e questo è il risultato.
Ma qualcuno crede davvero che con la riforma l’Università italiana sparirà? Ne ho sentite tante questa mi mancava proprio…
Caro sig. Taliani,
la scuola italiana non è messa bene, ma non è vero che i nostri studenti siano peggio di quelli di altri paesi forti (del G8 per intenderci). Lavoro tra Italia e USA e le garantisco che il laureato medio italiano in materie scientifiche farebbe le scarpe alla maggioranza dei buoni laureati americani. A prescindere se si siano formati al nord o al sud, anzi.
Il problema è semmai riqualificare la figura degli insegnati, e dei professori, pagandoli meglio anche in base al loro merito (pubblicazioni, attività extra etc.).
Quella della sig.ra Gelmini (il titolo di dottore spetta a chi ha un dottorato di ricerca in tasca …) non è una riforma ma una avventura maldestra che segue le ancor più maldestre e ideologiche norme contenute nel famigerato DL 112 poi convertito in legge 113/2008. Fossi in Berlusconi cambierei presto la Gelmini, magari col senatore Valditara che almeno ha competenza in materia, e inizierei a guardarmi alle spalle anche da Tremonti.
…. proseguo il commento che, a causa di problemi tecnici, risulta incompleto…..
Il governo non deve calarsi le brache così come per la mozione “sacrosanta” in merito alle classi propedeutiche all’istruzione elementare.
Caro Michele di Verona, non mi pare che la riforma del ministro Gelmini sia così devastante come la dipinge la sinistra e gli “utili idioti” che mette in piazza.
Tra parentesi tra gli “utili idioti” annoveriamo da ieri anche dei BAMBINI di 8/10 anni che si sgolavano con slogan messi in bocca dai soliti “pupari”, ed in merito a ciò chiedo a Telefono Azzurro di intervenire.
In seconda battuta voi “insegnanti” ribadite che “andrete sino in fondo” e su questo mi si conceda una battuta: “il fondo lo avete già raggiunto, quello della formazione scolastica però”.
A questo punto, visto l’abisso che divide le parti in campo, gradirei che il ministro Gelmini in primis e il governo di cui fa parte in secundis, tenessero la barra del timone ben dritta e assumessero un atteggiamento “thatheriano”.
Quanti di quelli che insultano gli studenti universitari che protestano hanno letto almeno in parte il decreto legge 133 del 6 agosto 2008?
Ecco i punti che hanno scatenato la protesta:
art. 66 comma 13:
[...]
In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.
[...]
art 16:
1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
[...]
Cosa significa?
Sostanzialmente tre cose: la prima è che nei prossimi anni ci saranno solo 2 assunzioni ogni 5 pensionamenti. Nel mio campo di studi ( fisica ) questo vorrà dire impossibilità di tenere molti corsi per mancanza di docenti.
La seconda è che ci sarà una sostanziale riduzione dei fondi destinati alle università. Ora, se posso essere d’accordo sul fatto di difendere il merito e indirizzare i finanziamenti verso chi produce, non posso esserlo su questo modo cieco e sbrigativo di affrontare il problema della spesa.
La terza è che con un semplice voto del senato accademico a maggioranza semplice tutto il patrimonio delle università ( mio e vostro ) passerà a una fondazione privata.
Quello che probabilmente succederà è che le università saranno obbligate a diventare fondazioni private al fine di aumentare le rette, unica loro fonte di sostentamento.
il resto della legge si trova qui: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
E’ vero che la sinistra italiana non brilla per competenza nè per nessuna altra qualità, ma questo non significa che ciò che fa la controparte a destra vada sempre bene.
Daniele
Mi permetta di farle notare che il link
“ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA: LEGGI” è più esattamente:
“ECCO COSA IL MINISTRO GELMINI DICE A PROPOSITO DELLA RIFORMA: LEGGI”
Lei ha letto il testo del decreto?
Io credo che chi protesta contro il ministro Gelmini ha dei buoni motivi per farlo. E chi non lo capisce…
buona sera a tutti.
sono uno studente, di destra, oggi sceso in piazza insieme ad altre miglialia di studenti, eravamo intorno ai 20000, mentre in tutto il corteo il numero si aggirava intorno ai 300 mila. si, proprio 300mila. Il ministro Gelmini non ha avuto neanche il ritegno di non farsi trovare… c’era, e per vie traverse ci ha fatto sapere del suo stupore: e perchè mai l’università si ribella? ripeto l’appello alle forze della destra, civile e che sa il fatto suo (per fatto suo mi riferisco a quel campione di popolazione, in generale, che sa di cosa sta parlando) di scendere per strada, di fare appelli pacifici ai propri rappresentanti, alle persone che condividono gli stessi ideali di libertà.
I cortei anti-legge Gelmini come si dice, non sono nè di destra nè di sinistra, sono manifestazioni pubbliche e sacrosante in rapporto ad una legge che tutti nominano e che nessuno legge. Le leggi si leggono prima di contestarle, prima di dire che le contestazioni non hanno senso. Io l’ho letta la legge, l’abbiamo spiegata, studenti professori e preside, alle matricole spaesate della mia facoltà nel giorno di inaugurazione… e cosa dovremmo augurare, la fine dell’università? Leggete la legge, c’è scritto questo, neanche in maniera implicita. è scritto solo questo.
mettetevi nei panni di un elettore di destra che ora si trova con un proprio delegato che fa le leggi dietro di lui, il 6 agosto, blindandola dal parlamento, e che addirittura si prende scherno di quelli che fra poco dovrebbero essere la forza motrice della rinascita italiana, del colpo di risalita da questa crisi.
Leggete ciò di cui parlate prima di parlare.
Vedo che gli argomenti a difesa della riforma gelmini di questo blog sono una non specificata irrisione dei giovani che protestano per il loro incerto futuro. grottesca e molto triste. una vera mancanza di rispetto. tutto qua…
Lo Stato ha investito in me per molti anni, pagando i costi della mia educazione fino alla fine dei tre anni di Dottorato. Tutto cio’ per poi “regalarmi” al Canada, dove in breve ho trovato facilmente un posto da ricercatore retribuito il doppio che in Italia. Vi sembra che il sistema educativo italiano funzioni se investe fondi pubblici per educare persone in discipline a favore di mercati di lavoro stranieri ? Che senso ha investire in facolta’ di scienze se poi non si supporta la ricerca accademica e privata in Italia ? Tutto cio’ per sottolineare che il problema non ha nulla a che vedere con il maestro unico, oppure il tempo pieno, ma ha a che vedere con l’incapacita’ di adattare dinamicamente il programma educativo alla richiesta del mercato del lavoro italiano. La riforma va fatta cambianddo i programmi la qualita’ degli insegnanti, non la loro quantita’.
Distinti saluti.
E’ davvero un rito questo delle occupazioni, e ce ne accorgiamo oltre che dal fatto che in questo periodo c’è sempre qualche motivo per occupare, anche dal fatto che, viste le manifestazioni di questi giorni, i motivi sono come l’aria fritta.
Si critica prima la Gelmini per la 133, che è una legge di Brunetta. Poi, e sto parlando di accedemici, non di studentelli, notandosi un tantino pagliacci, ora se la prendono con la legge 133 di Tremonti.
Tremonti? Ma come è possibile? La 133 è la legge che ha prodotto i risultati encomiabili contro l’assenteismo, che ieri sera da Vespa abbiamo potuto sentire.
Ma perché hanno paura di dire che la legge che non gli va bene è di Brunetta? Forse, ma è solo un ipotesi, sanno che Brunetta è nel cuore di molti cittadini anche di sinistra, e che quindi prendersela con Brunetta farebbe perdere audience alla loro protesta, e quindi non si potrebbero fare questa vacanza politica.
Ho letto che il dott. Taliani si è laureato a Pisa che è la capitale delle proteste, con il Rettore che parla ad una assemblea studentesca come un capopolo parlerebbe all’orda rivoluzionaria. Spero che questi perditempo docenti non facciano abbassare ancora di più il valore del nostro titolo di studio e si ricordino prima o poi la tradizione secolare (non quella decennale e sessantottina) dell’Università di Pisa.
Per Arcangelo, che dice ” Poi vengono ridotti i soldi che vengono dati al sistema università”
Perche’ qualcuno dei ricercatori non si sforza di chiedere un bel grant europeo? Quelli rendono parecchio, monetariamente. Certo, serve un piano serio, e non miliardi a piogga…
La scuola è in mano alla sinistra. Gli insegnanti incitano sicuramente gli studenti a fare sciopero dicendo loro di “non vivere nell’ignoranza” I poveri ignoranti siamo noi che la pensiamo diversamente da loro. Le maestre,che spesso fanno ragionamenti da sempliciotte, portano in corteo i loro alunni facendo scandire slogan da centri sociali. Su questo terreno fertile gioca la sinistra la peggiore..Quella dei no global, dei “siamo tutti clandestini”, “siamo tutti fannulloni” e perchè no fra un po’ potrebbero scandire anche “siamo tutti pedofili”… Comunque sarebbe ora di smetterla di dire che la scuola ex elementare è quella che funziona meglio.Forse chi lo dice non vede che arrivano in prima ex media alunni che fanno errori di ortografia grossi come case, non sanno fare divisioni a due cifre, vanno in crisi se un problema ha risultati con numeri decimali…Parliamo con cognizione di causa!
@mulas: sono un ingegnere..lasci perdere con le competenze si può fare tanto male.
@Mulas: che c’entra il palazzo CIS che dista 300 metri dalla Basilica, mentre la casa si Soru è di fronte a 50 metri? Non è un problema di architetti, ma di omogeneità e contesto. Per la cronaca a me Piano non piace..oppure non si può dire?
Rimane il fatto che esiste un cubo bianco che stride con la basilica,casa Soru, in uno dei posti più belli di Cagliari.
Quando non si hanno argomenti è dura! Adiosu.
“SALVATORE” Ho letto che dici castronerie ed è vero, ma dici anche bugie ed inesattezze: certo che abbiamo portato gente in piazza anche noi ! Ma noi alla fine della manifestazione ce ne siamo andato ordinatamente, non abbiamo occupato abusivamente il suolo pubblico portando i banchi fuori dalle scuole violando qanche il codice penale, non abbiamo impedito agli studenti dientrare a scuola, nè abbiamo fatto picchetti di ogni genere, non abbiamo occupato ne scuole ne uffici pubblici, non abbiamo consumato luce ed acqua a spese della collettività, non abbiamo sporcato all’interno delle scuole e non abbiamo fumato cannabis sempre al loro interno, non abbiamo appeso drappi e cartelli demenziali alle finestre di edifici pubblici: insomma noi ci siamo comportati civilmente come usa fare la gente per bene: e voi ?
Vorrei fare un commento sulla qualita’ della nostra scuola.
Vorrei evidenziare come la nostra scuola non riesce a fornire ai nostri figli ai nostri laureati un istruzione di qualità tanto che questi ultimi per lavorare devono espatriare.
Vorrei far notare la qualità della nostro mondo impreditoriale che offre lavoro ai nostri figli e laureati con master conseguiti presso prestigiose università straniere.
Dobbiamo essere fieri di vivere in un Paese dove il mondo del lavoro include solo l’eccellenza e non ha spazio per i mediocri laureati sfornati dalle nostre università.
ùUSA e che hanno conseguito prestigiosi Master presso Fornisce un istruzione cosi scadenti che i nostri laureati sono costretti ad andarea lavorare all estero
A proposito della riforma Gelmini, voglio dire la mia: sono un’insegnante elementare, amo il mo lavoro e vedo tante colleghe o colleghi che “timbrano il cartellino” dimenticando il ruolo educativo importantissimo di questa professione… chi ha voglia di rimboccarsi le maniche, di farsi valutare, di costruire la scuola non teme il cambiamento. Tante cose si dicono sulla scuola primaria e molte sono inesatte…eppoi credete davvero che il tempo pieno sia così efficace? credete che un bambino di 6/10 anni possa reggere 40 ore di scuola??? Cosa serve? Ci hanno ridotto a fare le baby sitter, a servire la mensa scolastica, a riempire gli spazi che la famiglia non vuole, o non può più occupare. Credete,la scuola si fa in 27/30 ore; il resto è tempo “vuoto”.
PER WOLF
Dimenticavo: a qualche centinaio di metri da quel colle sorge l’edificio del CIS progettato da Enzo Piano.
Anche quello un cubo molto simile a casa Soru.
Vada a dire ad Enzo Piano che quell’edificio è un obbrobrio!
Questa poveraitalietta non cambierà mai: governa la sinistra e giù botte dalla destra alla quale non piace nulla di quello che fa la controparte (ho scritto di proposito controparte), governa la destra e giù botte (questa volta con aggiunta di volgarità delegate a qualche guitto) dalla sinistra alla quale non piace nulla di quello che fa la controparte!E’ una storia eterna ed immutabile. Ma, nel caso specifico, vorrei chiedere alla sinistra: ma vi lamentare proprio voi che siete stati gli artefici della distruzione della scuola italiana? Potrebbe mai la scuola essere ridotta peggio di com’è? Per finire,faccio appello a tutti per colmare le mie lacune: desidererei sapere quale Organismo, Stato, Ente, Commissione,Associazione culturale o altro ha mai detto o scritto che la scuola elementare italiana è la migliore del mondo o d’Europa!!
PER WOLF
Ha ragione dott. Taliani: non ci azzecca un blob! Però…
Forse lei non sa o non vuol sapere che qualunque cosa venga costruita, anche un pollaio, specie su quel colle sottoposto a vincolo paesaggistico, deve essere autorizzata dalla apposita Commissione del Comune.
E siccome quella casa non è abusiva ma regolarmente autorizzata, se non le sta bene lo vada a rimproverare al suo amico Emilio Floris che dirige il Comune da parecchi anni.
Quanto poi ai suoi gusti architettonici, vorrei proprio sapere le sue eventuali competenze e se si sente nel diritto di criticare l’architetto che l’ha progettata.
A me non fa né caldo né freddo e non ho nessuna competenza per giudicare.
Egregio Alberto Taliani, ho letto l’articolo sopra sulle proteste nel mondo della scuola; condivido il fatto che a volte certe cose non funzionano e che le cose possano essere migliorate, ma dire addirittura che “molto spesso si studia poco e male” è solo un’esagerazione per difendere questa “riforma” che chiunque abbia un minimo di conoscenza del mondo della scuola non può che trovare fuori da ogni criterio. Infatti per difenderla non trova di meglio che fare il verso ai giovani occupanti che un po’ ingenuamente continuano ad usare le K e sono affascinati da termini spagnoli pseudorivoluzionari, presentandoli come un consueto male di stagione. Mi consola il fatto che i paladini della Gelmini non abbiano argomenti più seri (come potrebbero, allo stato attuale degli interventi?). Guardi che questa volta il mondo della formazione è compattamente schierato contro le iniziative del Ministro e deciso ad andare fino in fondo; appiattire tutto come solite proteste pretestuose mi sembra un’analisi che non fotografa (o non vuol fotografare?) la realtà. Provvedimenti messi in piedi in fretta e furia durante l’estate che mirano esenzialmente a risparmiare non costituiscono una riforma. Saremo invece ben lieti di discutere e affrontare con il Ministro i modi per migliorare la scuola italiana e valorizzare le sue risorse umane ed economiche, se mai avrà delle proposte da fare in maniera civile, non sparando provvedimenti cannonate.
distinti saluti
prof. Michele Verona – docente di lettere scuola media
caro “Arcangelo” probabilmente c’è del vero in quello che tu dici: tu ci vivi dentro, ma a chi non è addetto ai lavori (come me) salta subito agli occhi che coloro i quali si lamentano di alcuni aspetti della riforma (non in maniera prevenuta o politica .. quelli bisogna ignorarli) fanno cadere il discorso inevitabilemnte SULLO STIPENDIO: non conosco per niente la realtà di quelli che si trovano nelle tue condizioni, ma conosco la realtà generale delle università italiane: ormai ogni frazione geografica, ha la sua “università degli studi”: si diceva allora, “per diminuire il diasgio ed i costi per le famiglie”: la realtà era ben diversa e derivava dalla solita concezione politica della solita demagogia tutta di sinistra: si doveva estendere sul territorio il clientelismo, il baronato e quindi il parassitismo e lo sperpero: il solito discorso, dunque: chi deve continuare a pagare per questa ignobile realtà ? Anche se doloroso, mi pare comprensibile e giustificabile il fatto che qualcuno degli addetti ai lavori, possa e debba anche rimetterci qualche cosa.Resta il fatto che i responsabili HANNO TUTTI UN NOME ED UN COGNOME !! Come mai nessuno pronuncia una sola parola contro gli Amministratori, i politici e gli addetti ai lavori che hanno generato queste drammatiche realtà ? Il sottoscritto abita in romagna dove nel giro di pochissimi anni i corsi universitari si sono generati e riprodotti come le cavallette !! Ultimissima cosa amico “arcangelo” : ma siamo proprio sicuri che la realtà del lavoro italiana, richieda poi tutto questo numero di laureati ? Siamo sicuri che nella ricerca della laurea non ci sia anche un subdolo sentimento di rupignanza verso quei lavori manuali di cui attualmente si sente un così grande bisogno ? Non sarà anche che nella mentalità di molti genitori (specie meridionali) vagheggi sempre il fantasma di idea che avere un figlio laureato, assume un rilievo di onore e fasto per la famiglia, mentre avere un figlio muratore, costituisce una vergogna da nascondere a parenti ed amici ?
Ho letto con interesse l’intervento di “matteo” sullla realtà dimenticata delle divisioni linguistiche presenti in alto adige e sulla latitanza dei compagni sulla questione: quando ci sono di mezzo i voti e la propaganda, i compagni interessati e non sono soliti soprassedere e defilarsi silenziosamente e lo fanno anche su cose ben più “abiette” di questa !! In ogni caso tornando sull’argomento non si riesce a comprendere come mai gli occupanti e la sinistra che li copre, ignorino la rilevazione di origine UE che gli insegnanti Italiani, sono i più “somari” d’europa ! Non si riesce a comprendere perchè la medesima sinistra non si pone il quesito che una delle ragioni preponderanni potrebbe essere proprio la spaventosa carenze educativa che regna in Italia ! E’ straordinario osservare come coloro che intervengono sull’argomento a difesa “delle occupazioni”, facciano finta in maniera quasi provocatoria di ignorare questa realtà assolutamente inconfutabile ed assolutamente tangibile!
Preciso che questo non significa affatto che la totalità degli insegnanti, invece di parlare, raglia (come si fa a negare che esistono insegnanti dediti al proprio lavoro in maniera quasi missionaria) ma negare la realtà di una scuola Italiana ormai completamente sfasciata è negare una evidenza eclatante. Vedere questa armata di “fannulloni” protestare ed occupare per cercare di impedire l’applicazione di una riforma che cerca di porre fine allo sfascio è una cosa che definire squallida, offende in toto lo squallore più squallido!
E le bugie del PD e di chi protesta ? Bene quelle sono un classico della propaganda rossa da sempre: ma quale taglio di posti di lavoro ? E’ stato precisato che si agirà senza licenziare nessuno ed intervenendo annullando il turn overe per il necessario tempo: anche i bimbi dell’asilo avrebbero capito … ma loro no!
Ma quale diminuzione del tempo pieno ? L’inserimento del maestro unico libererà insegnanti da destinare al tempo pieno che potrà – anzi – essere esteso la dove manca ! Anche i bimbi dell’asilo avrebbero capito … ma loro no!
Ma quale diminuzione della qualità di insegnamento con l’inserimento del maestro unico ? Alle elementari il sottoscritto (come milioni di altri italiani) aveva un solo insegnante (e gli alunni erano 40 … QUARANTA!!) ed a quei tempi il livello e la qualità dell’insegnamento era molto migliore di quelllo attuale ! Anche i bimbi dell’asilo avrebbero capito …. ma loro no!
La triste verità TUTTA ITALIANA è che da noi si confrontano due culture, due modi di giudicare le realtà nazionali e le loro necessità, due movimenti di pensiero globale, diametralmente opposti: uno liberista, democratico, avvezzo al confronto e al progresso, l’altro di deriva comunista ! Come si fa ad ignorare che in Italia era presente il Partito comunista più forte, meglio organizzato (le sue strutture ed il suo apparato sono ancora adesso largamente presenti sul territorio) e numericamente più consistente del mondo occidentale ? Questi sono dati matematici che nessun arrampicatore sugtli specchi, può contestare e quindi ci si deve chiedere come si fa a credere che tutti questi comunisti, con alcune reiterate operazione di “maquillage” politico e con alcuni cambi di nome al partito, siano improvvisamente diventati soggeti politici degni di rappresentare degnamente quella classe dirigente che si propone alla guida di una nazione civile e democratica? Noi dobbiamo abituarci a convivere con questa realtà ancora per un paio di generazioni … dopo … forse. Credo che queste non siano opinioni opinabili, ma che i fatti delle occupazioni e della opposizione alla riforma Gelmini, non siano che uno delle infinite conferme che ogni giorno ci si parano davanti dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, che non esistono altre realtà.
@salvatore: guardi che gli unici a portare sfiga sono veltroni &C…per il resto tutto sereno. E lei si meraviglia se non le pubblicano i commenti? Scrive castronerie e per giunta in maiuscolo, denotando poca conoscenza anche del galateo informatico…ma tant’è..
Sono Sardo, di Cagliari e concordo con Taliani. Soru è l’ultima delle persone che può fare la morale o spacciarsi per prode difensore dell’integrità delle coste. Solo un esempio (potrei sbizzarrirmi su come il sig. Soru concepisce poi il suo mandato…consulenze, incarichi…ma glisso). Venite a Cagliari (splendida Città) fattevi un giro alla Basilica di Bonaria, guardate verso il mare e poi voltatevi a sinistra, vedrete un obbrobrio architettonico, un cubo bianco…sapete cosa è? Casa Soru. Veramente lasciamo perdere il personaggio è impresentabile e poco amato dagli stessi Sardi.
Adesso però bisogna anche dire quello che il Governo non dice. Lo sciopero nelle Università è dovuto al decreto legge 112, su cui il governo ha posto la fiducia. In quel decreto, si tagliano gli stipendi per professori e ricercatori (che già prendono meno della media europea. Quando lavoravo ad Imperial College, la quarta universita` nel mondo, prendevo circa le 3 volte di quello che prendo qui). Poi vengono ridotti i soldi che vengono dati al sistema università (e già in Italia si spende meno che nel resto d’Europa). In questo modo, non si riusciranno piu` a pagare gli stipendi e, come è noto, non si può licenziare nessuno (ed il decreto non cambia questa regola). Allora che si fa? Il decreto suggerisce di trasformare l’Università in fondazione privata. Ora, gà non mi sembra democratico che la cosa sia decisa dal senato accademico (uno sparuto gruppetto di baroni) a maggioranza semplice: bisognerebbe chiederlo a tutti i docenti ed agli studenti. Poi a cosa serve questa cosa? In pratica, ad aumentare le tasse universitarie: per le università pubbliche c’e` un limite, per quelle private no. Questi sono i motivi per cui ci sono le proteste (e non certo per grembiulini, voto in condotta ed altre amenita` del genere come ci dice tutti i giorni la tv).
POSSIBILE CHE DA QUANDO CI SIETE VOI AL GOVERNO, STA’ SUCCEDENDO L’IMPOSSIBILE? IDEM 2001!!! PORTATE FORSE IELLA?SE E’ COSI, LASCIATE IL POSTO, SE NON E’ IELLA E’ INCOMPETENZA. PS: IN COSA VI DIFFERENZIATE DAGLI ALTRI, AVETE O NO PORTATO ANCHE VOI GENTE IN PIAZZA?
Mentre questa mattina passeggiavo in centro a Brescia e vedevo i ragazzi anche di 10 anni in giro invece di essere a scuola, riflettevo e pensavo: ma come si permette il governo e la nostra concittadina di toccare la sacca clientelare della scuola composta per la maggior parte di insegnanti sessantottini semi analfabeti, assolutamente non in grando di insegnare ai nostri figli. Gli universitari perchè scioperano ? chiaramente perchè gli hanno fatto il lavaggio del cervello in quanto penso che siano totalmente disinteressati alla maestra unica ed al grembiulino da usare alle elementari. Io ho un figlio che alle medie purtroppo aveva come insegnanti dei sessantottini che alla fine gli hanno rilasciato l’attestato dichiarando che poteva frequentare esclusivamente un istituto professionale, ebbene a 24 anni si è laureato dopo 5 anni di politecnico a Milano in architettura ed ora lavora in uno studio di Londra. E’ ora di dire basta a comunisti e sessantottini nella scuola di ogni ordine e grado e a corsi universitari con un iscritto per mantenere dei docenti inutilmente. Basta con comunisti e sessantottini analfabeti è ora di fare una scuola seria e mandare a casa chi non serve, la scuola non deve essere una riserva elettorale ed un ente di beneficienza. Ossequi
Anch’io non volevo più rispondere a Mulas (anche perché il tema sardo non c’azzecca con il post…) però mi tira per i capelli. E allora cari amici portare pazienza. Sulla questione Palmera Mulas ha (forse volutamente) capito fischi per fiaschi. La mia riflessione è stata la seguente: attenzione a non strozzare l’edilizia in Sardegna perché l’isola è da tempo in sofferenza a livello di industria… vedi caso Palmera. Il rischio è aggiungere disoccupazione alla disoccupazione.
Quanto alla tassa Soru (della quale ho parlato a lungo con il governato alla fine dello scorso maggio proprio alla Maddalena) le dico slo due cosette: la prima è la tassa per i sardi non residenti nell’isola ma con proprietà immobiliari in Sardegna, è stta introdotta modificando la prima versione della legge che la imponeva solo ai cittadini italiani non sardi con immobili nell’isola. Modifica introdotta per evitare che la Corte Costituzionale la bocciasse dopo il ricorso contro Soru avviato dal governo Prodi. Ma la Consulta ha bocciato anche la seconda versione, perché si introduceva di fatto una patrimoniale occulta colpendo la proprietà privata che paga già l’Ici a Comuni.
Aggiungo un’altra cosa: la Sardegna la bazzico da anni (una volta la regione mi ha dato anche un premio…) e ribadisco quello che scritto su costruttori e amministrazioni comunali (poi possiamo parlare anche dell’abusivismo edilizio…compreso quello dei privati).
E siccome Mulas si diverte a provocare… gli rispondo che l’Ecopass a Milano è stato un provvedimento sacrosanto e spero venga allargato… Quanto al Lodo Alfano, la deluderò ma io la penso come il presidente Napolitano.
Messaggio per Salvatore: quello che scrive nel post che non pubblico è esatto Decido cosa pubblicare e come. Non è una novità. L’ho scritto a chiare lettere fin dall’inizio del blog e ripetuto più volte in varie occasione. Se le va è così, altrimenti… come afferma lei lo dica pure a Grillo.
Quello che, secondo il mio punto di vista, intende dire la sig.Paola è che grazie a coloro che nel “68 (inteso come periodo storico e non come annata) erano allievi e ora sono docenti abbiamo una delle peggiori istituzioni scolastiche del mondo civilizzato. Dovendo seguire un ragazzo di 16 anni (2°superiore) e un bambino di 9 anni (4°elementare) spesso mi chiedo che razza di materie stanno insegnando.
La geografia si chiama ora scienza, le scienze non capisco che nome abbiano, la storia sembra insegnata da Woodywoodpeaker, tanto è un salto di palo in frasca.
Sig. Salvatore lei ha perfettamente ragione, la colpa non è dei ragazzi di oggi, ma di quelli di ieri
E’ un problema di comunicazione ma,anche dei nostri ragazzi che non si informano e seguono i professionisti delle occupazioni ma,anche i cosidetti insegnanti liberi e democratici che hanno a cuore non lo sviluppo culturale della scuola e dei nostri ragazzi ma unicamente la protezione di privilegi sindacali che non trovano dimora in nessun paese
Dott. Taliani, ma perché mi costringe a venir meno ad un mio “giuramento”?
Attribuire la chiusura della Palmera di Olbia alla “legge salvacoste” è sicuramente un mostro ideologico.
Che cosa c’entrano i prodotti sott’olio con le costruzioni di ville e alberghi? Se poi si vuole sfruttare quell’area per costruire case o alberghi non lo so. Lei lo sa più di me. In Sardegna lo sanno tutti che quella azienda, pur realizzando un ottimo prodotto, non riusciva a stare sul mercato.
Credo che lei sia a conoscenza che la legge salvacoste è stata licenziata dal Consiglio Regionale Sardo il 25 novembre 2004. Cito testualmente:
“Art. 10
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
Data a Roma, addì 25 novembre 2004 Soru” La Palmera già nel 2005 aveva denunciato lo stato di crisi e subito dopo un passivo di 18 milioni di euro.
Sfido chiunque a sostenere che nell’arco di qualche mese, dalla pubblicazione della legge, visto come vanno le aplicazioni delle leggi, la “legge salvacoste” abbia causato l’accumulo di tutto quel passivo.
La verità è che la Palmera ha chiuso per cause che non hanno niente a che vedere con la “legge salvacoste”.
Se poi vogliamo sostenere che molti costruttori abbiano avuto “problemi” a causa del blocco delle costruzioni, sono d’accordo con lei. Questo blocco è stato comunque, a mio modesto parere un bene per la Sardegna: sono finiti i tempi delle costruzioni selvagge, ovviamente anche ad opera dei costruttori sardi. Ma se andiamo a spulciare… sa niente di quanto avvenuto a Stintino col Millionaire (mi sembra) proprio ad opera di costruttori “milanesi”?
Il risultato del referendum dimostra che quella legge è una legge “voluta dal popolo”. Lo dice un referendum non un sondaggio.
Per quanto riguarda la legge della “tassa sul lusso”, lei sa benissimo che la bocciatura è avvenuta a causa della discriminazione contenuta nella legge, tra “forestieri” e sardi. Quindi incostituzionale. Se si è imposta una tassa essa, giustissimamente, doveva essere pagata indistintamente da tutti non soltanto chi non era sardo o non era residente in Sardegna.
Questo per rispetto della verità.
Però, mi sa spiegare come mai per accedere al centro di Milano si deve pagare un pedaggio e non lo si debba invece pagare per difendere un patrimonio inestimabile come la bellezza delle nostre coste. L’errore è stato, come dicevo, quello di aver fatto figli e figliastri… come per il lodo Alfano.
Peccato non poter esportare o deportare i nostri sindacalisti e compagnia cantante qui in Cina dove passo la maggior parte del mio tempo: si prenderebbero un sacco di pedate nel sedere da chi loro, negli anni della contestazione, esaltavano sventolando il libretto rosso di Mao !
sig.PAOLA DI GENOVA NON LA PREOCCUPA L’IGNORANZA DI CHI HA CREATO QUESTA GENERAZIONE E QUESTA SITUAZIONE, E’ SICURA CHE SIA COLPA SOLAMENTE DEI RAGAZZI? TROPPO FACILE.
Sono una precaria dell’Università, un assegnista di ricerca e lavoro a Palermo. Nel mondo accademico opero da circa 15 anni ho creduto in un progetto quello del mio Professore che non ha nulla del barone universitario, se siamo andati avanti è certamente per merito. Quello che mi preoccupa in questo marasma di leggi proteste è la paca chiarezza, i tagli, l’accorpamento dei corsi di laurea. Noi lavoriamo in una zona depressa dove le Università scentifiche la fanno da padrone e l’Ateneo sperpera i soldi in lungaggini e in clientelismo. Ove chi va avanti per merito deve pagare le proprie pubblicazioni a case editrici che non hanno neanche un’adeguata distribuzione.
Non so se continuerò con la carriera universitaria anche se ormai ho 40 anni e ricominciare non sarà facile l’alternativa è diventare un insegnante della scuola primaria, lo farei con orgoglio soprattutto perchè questa riforma della scuola voluta dalla Gelmini la trovo appropriata. Per quanto riguarda l’Università spero che le cose si chiariscano che non si penalizzano le università del sud, non esiste solo la ricerca nel campo della medicina ed affini ma c’è anche la filosofia, la letteratura e soprattutto i nuovi DAMS.
perchè nessuno parla della ignoranza di molti nostri politici.Perche’tante amministrazioni parlano di “OBBIETTIVI”RAGGIUNTI:DI CHI SONO I MERITI? FORSE DEI DIRIGENTI? NON CREDO, CHI FA RAGGIUNGERE DETERMINATI RISULTATI SONO CENTINAIA DI IMPIEGATI ,NON FANNULLONI, CHE NEL LORO QUOTIDIANO FANNO IL PROPRIO DOVERE.ed a proposito di scuola.Vorrei vedere la Gelmini in una classe con ragazzi di 6/7/anni,con un numero di 25/30 unità per 5 ore al giorno.La NEURO o saranno sempre SORRISI?
Ieri sera da santoro prima della fine è stata data la parola a un ragazzo che sta okkupando la propia scuola,qst tutta ha detto tranne il vero motivo di perchè okkupa,tranne fare un accenno al fatto che tanti insegnanti perderanno il posto,ma a lora interessa okkupare x non studiare,qst è la verita,xke nn sanno nemmeno di che parla la riforma gelmini,e qnd un ospite di santoro,insegnante universitario,ha chiesto perchè non okkupano o non scioperano qnd un insegnante non fa il suo mestiere il ragazzo ha balbettato,ogni scusa è buona a far filone,qst è la logica,xciò io condanno qst okkupazioni e soprattutto gli insegnanti che sfruttano l’immaggine dello studente per conservare il posto di lavoro,e sono daccordo con Beltrame la scuola non è un lavoro come al comune o alla provincia e sono daccordo sul fatto che i ricercatori vada applicato un contratto a termine xke chi ha consegiuto il tempo indeterminato si sente protetto e non fa ricerca come uno a tempo determinato,cosi si creerebbe competizione che può solo far bene.
Mi preoccupa l’ignoranza che caratterizza gli studenti italiani ma ancora di più quella dei docenti impreparati e
faziosi, inadatti a formare questi giovani a loro affidati che affronteranno inadeguatamente un futuro in cui non saranno in grado di competere con le sfide che li attendono. L’irresponsabilità porta al fallimento e ne faranno le spese le nuove generazioni, purtroppo.
Caro Giurisperito, guardi che sarà così a Firenze, ma si siccome qualche annetto di scuola l’ho fatto anch’io e poi mi sono occupato (senza k) di cronaca per qualche altro annetto in Toscana prima e a Milano poi, qualcosa sul tema conosco… Quanto al dirottare l’attenzione, come dice lei, il post è dedicato a okkupazioni e proteste, e al al silenzio del Pd sulla “sua” riforma, ovvero come non ci spiega come vorrebbe riformare la scuola. Per il resto può leggersi il link sull’articolo con domande e risposte sulla riforma. Saluti
Divertito dal consueto spostamento dell’attenzione altrove rispetto al fulcro della questione (gli “okkupati e non la riforma, i grembiulini e non il fatto che dal prossim’anno le rette universitarie raddoppieranno/triplecheranno), vorrei far notare come Ottobre NON è il mese canonico delle occupazioni.
Le scuole sono, normalmente, occupate in Novembre o Dicembre: a Firenze sono occupati già 22 superiori su 33, e lo sono unicamente per via della Riforma Gelmini.
Saluti.
a “jam” rispondo che un articolo del giornale di qualche giorno fa, titolava: “chi ha ha pauira della Gelimini ? ” Risposta semplicissima !! Per poter riformare concretamente un sistema marcio come quello della scuola Italiana, bisogna liberare il sistema stesso – prima di tutto – dalle cause scatenanti: il parassitismo, il menefreghismo, l’ignoranza e – soprattutto – la scarsa voglia di lavorare. Bisogna considerare che c’è sempre una quantità più o meno elevata di beneficiari di questa situazione e nella fattispecie i beneficiari primi sono gli insegnati fannulloni, quelli somari e poi quelli ideologgizzati (spessissimo il beneficiario medio, racchiude tutte e tre le figure indicate: la conclusione elementare è che sono proprio questi personaggi niente affatto disisnteressati ad aver paura della Gelmini: paura di dover iniziare a lavorare sul serio e di essere pagati in base alla effettiva capacità di insegnamento. Di riflesso lo stesso discorso si applica agli alunni somari, ideologizzatie e vagabondi i quali la promozione se la dovranno guadagnare in base al loro impegno e non in base alle menate demenziali che scrivono sui loro cartelli. Quanto alla “minaccia” che questo “questo è solo l’inizio”, caro “Jam …mariax” la mia speranza è che il Governo – come chiedono i cittadini per bene – faccia rispettare Leggi e regole che riguardano l’ordine pubblico e soprattutto che si applichino con rigore le trattenute da apportare agli stipendi degli scioperanti e che gli occupanti vagabondi, vengano giudicati al momento opportuno anche per quella parte di valutazione che si riferisce alla effettiva presenza a scuola: il resto sono sciocchezze che non ci toccano: se è solo l’inizio o solo la fine : chi se ne frega !!!
Al di la della riforma Gelmini che nessuno conosce veramente, io ho capito solamente una cosa.
Da parte della sinistra presuntuosa,ignorante e prepotente Berlusconi è un nemico da eliminare ad ogni costo.
Quindi qualunque occasione è utile allo scopo.
Confesso di non essere assolutamente berlusconiano ma mi auguro che questo governo duri almeno per due legislature , chissà se finalmente gli italiani cominceranno a capire da che parte sta la libertà e la vera democrazia|
noiosi lettori del giornale è solo l’inizio…
saluti libertari
E’ proprio vero! L’Italia è finita l’8 settembre 1943 a Cassibile.
Che la scuola italiana sia ormai alla frutta non è necessario leggerlo sull’Economist.
Ritengo sia sufficente viverla sia direttamente, se ci lavori dentro, sia indirettamente se hai dei figli in età scolare.
Un altro assunto incontrovertibile è che il “68 ha demolito sia l’istituzione scolastica in particolare e sia la società civile più in generale.
I sindacati ci hanno messo del loro per condire la pasta e il risultato è questo.
Ditemi, cari bloggers, cosa deve fare un ministro dedll’Istruzione che si accorge del fatto che il 97% delle risorse destinate alla scuola vanno in stipendi?
Io mi trovo nella condizione poco simpatica di avere una moglie precaria, docente di ripiego o supplente che dir si voglia. Le sue idee non si possono dire certo di sinistra, ma alla luce dei fatti è difficile farle capire che prima o poi ci voleva un Brunetta o una Gelmini per tentare di riportare questo carrozzone sulla strada maestra.
Quel che si chiede a questa opposizione da operetta è di aprire gli occhi e guardare la realtà e non solo il mondo virtuale che vivono dalla caduta del Muro di Berlino.
@salvatore: prendo come bonari gli auguri. Occupare non credo possa darmi più sicurezza sociale, finanziaria e lavorativa. Io la penso in altra maniera. Sono per lo scontro fattivo e non sfascista. Sono per un sindacato responsabile che protegge i lavoratori, anche i precari, i cococo, i cfl (io lo sono stato e so cosa vuol dire), non solo chi garantisce tessere certe. Invece gli sfascisti non fanno altro che dare una mano all’immobilismo ed al “padrone” (come piace a voi chiamare il datore di lavoro). Il caos aiuta solo il più forte, mentre i deboli soccombono. Scioperi inconsulti ed occupazioni sono il caos.
Ieri sera ho scritto due testi sui provvedimenti del ministro Gelmini, ma mentre stavo per completare il secondo sono stato interrotto, l’ho inviato lo stesso per non perderlo ma senza poterlo rileggere attentamente, così vi sono alcuni errori di cui sono molto dispiaciuto. Ribadisco comunque che la norma introdotta dall’ex-ministro De Mauro era decisamente demagogica ed ha avuto notevoli conseguenze negative, per quanto ad anno in corso non va modificata la situazione (se non per motivi eccezionali). E’ però un grave errore, anche rispetto alle spese in più sostenute de facto per suddetta norma, l’abolizione delle cosiddette “miniscuole” (per risparmi davvero piccoli e inaccettabili) che costituiscono spesso un significativo punto di riferimento soprattutto in frazioni e paesini. E incredibile che venga abolita anche una sola di queste scuole per avere una lavagna multimediale in più in un’altra! Una piccola scuola di paese non è come la succursale di una banca!
Come risulta chiaro dal primo commento che ho inviato, condivido una parte dei provvedimenti Gelmini, ma una parte è inaccettabile o molto discutibile. Nella scuola voler imporre dei provvedimenti senza confronto con le parti direttamente interessate è un grave errore, se le “misure” Gelmini sono già operative in blocco, significa che il ministro non vuole discutere proprio niente! Venga riaperto una via di confronto e discussione, non solo su cose già decise(!), altrimenti l’area di chi non è d’accordo diventerà più vasta e caotica di quel che è, con conseguenze negative per l’andamento della scuola nel suo insieme.
caro Wolf, le auguro di avere sempre un lavoro , sicuro e non precario, le auguro che ogni qualvolta lei dovesse aver bisogno della giustizia questa sia veloce e chiara con lei, le auguro che ogni volta che esce con la sua famiglia non deve rischiare nulla, le auguro di fare un buon investimento bancario senza sorprese.
Caro Francesco, evidentemente l’Economist va bene solo quando critica Berlusconi. Guardi, la traduzione fatta dall’ AdnKronos nel take che che ho postato potrà essere imprecisa ma nella sostanza è esatta, come esatte sono le parole del professor Vaciago.
Caro Mulas, le rispondo volentieri, ha toccato due temi ottimi.
Le piazze: in nessun Paese democratico governano le piazze. Piene o no che siano.
La Sardegna. Essendo maddalenino d’adozione conosco bene il problema. Sul Giornale.it ho lanciato anche una efficace campagna contro la tassa Soru (centinaia di mail arrivate) e va merito al governatore di aver restituito velocemente il maltolto. Quanto al referendum, personalmente l’ho ritenuto politicamente sbagliato, è un’arma che non funziona più. La legge salva-coste ha tagliato le unghie anche a molti palazzinari sardi, quelli milanesi a cui si riferisce indirettamente, si sono tirati fuori da tempo. Sulla questione coste, gli amici del blog mi perdoneranno se Mulas e io andiamo fuori tema okkupazioni, una legge vale l’altra: si può bloccare l’edilizia e l’economia dell’isola (come sta avvenendo, mentre continua a chiudere fabbriche come la Palmera a Olbia) o lasciar costruire ma con criteri di ecclellenza architettonica e paesistica. Il problema vero è come e che cosa si costruisce. Purtroppo in Sardegna spesso si è costruito male, troppi “loculi” come li chiamano gli architetti, uno sull’altro, anche se lontano dalle spiagge (pensi a Palau, ad esempio). E per costruire ci vogliono i permessi delle amministrazioni locali che non sono “milanesi”.
Va intensificato lo sforzo di riflessione e di comunicazione delle ragioni delle innovazioni, perché la scuola ha tempi suoi ed ogni tentativo di modificare qualcosa deve tenerne conto, oppure rischia di produrre effetti ben diversi da quelli che intendeva raggiungere. Bisogna imparare ad ascoltare oltre che a comunicare. Una classe tipo di media inferiore nell’Italia settentrionale presenta due o tre ragazzini handicappati, oppure uno ipercinetico, tre o quattro ragazzini extra-comunitari, uno dei quali ha frequentato fin dalla prima elementare in Italia e conosce bene o abbastanza bene l’italiano, altri due capiscono una minima parte delle lezioni di storia, di scienze e di altre materie, mentre si fanno intendere abbastanza bene dai compagni e dagli insegnanti sulle questioni non scolastiche, uno ha conoscenza minima della lingua italiana e necessita per tutto l’anno di compiti e letture finalizzate in primo luogo all’apprendimento della lingua. Nonostante i mediatori culturali e le molteplici attività di recupero affidate ad insegnanti della scuola, vi sono ragazzini che per la grande diversità della loro lingua madre dall’italiano necessitano per lo meno due o tre anni di studio della lingua.
Nel 1998 l’ex-ministro De Mauro inserì in un nuovo Regolamento una clausola che consentiva l’inserimento delle classi delle scuole primarie e secondarie inf., senza prove né colloquio d’ingresso, ragazzini extracomunitari nella classe equivaliente a quella frequentata nel paese d’origine, anche senza alcuna conoscenza della lingua italiana. In precedenza vi era il limite massimo del mese di dicembre per l’inserimento di alunni italiani e regole più severe, si è trattato di un provvedimento “buono” per eccellenza, a favore dell’integrazione, per dovere di accoglienza.
Però vi sono degli aspetti negativi: i ragazzini la cui lingua madre è molto lontana dall’italiano di fatto frequentano le medie inferiori apprendendo molto poco dei normali programmi dato che debbono apprendere l’italiano, poi però normalmente venivano promossi perché comunque avevano frequentato e perché per lo più un certo apprendimento della lingua c’era stato, però evidentemente il tempo che poteva di fatto dedicato alle lezioni per la classe era ridotto, inoltre i ragazzini italiani meno impegnati nello studio avevano comunque delle conoscenze che loro non avevano (ma questi ultimi non conoscevano però un’altra lingua), pertanto diventava più difficile esigere maggior studio, ma anche pensare di bocciarli in tale situazione non sembra corretto. Mentre non si è chiesta ai genitori dei ragazzini extra-comunitari alcuna responsabilizzazione rispetto all’apprendimento dell’italiano! Pur avendo avuto qualcosa di positivo, tale sistema ha pesato negativamente sia nella caduta dei livelli di preparazione alle medie inferiori sia nel preparare le condizioni per le gravi manifestazioni di indisciplina sopratutto degli ultimi due anni.
Quella del ministro De Mauro fu essenzialmente una “misura” demagogica e non capisco perché non sia stata cambiata già da tempo, però è chiaro che se ad esempio adesso, ad anno in corso, si volessero risuddividere le classi, sarebbe un’altro sbaglio. Certo, in prima elementare è accettabile che il bambino non sappia l’italiano, ma già in prima media non lo è affatto. E solo uno Stato Nababbo potrebbe farsi carico dell’insegnamento quasi individuale della lingua italiana a migliaia e migliaia di ragazzini (si noti che per rumeni, argentini e così via basta qualche mese, ma per cinesi, turchi e per altri ci vogliono due, tre anni di studio intenso).
Quella misura era stata voluta per favorire di fatto gli arrivi, oggi però all’opposto per senso di responsabilità bisogna bloccare del tutto gli arrivi. Quanti altri paesi d’Europa ha coste così esposte alle imbarcazioni che portano extracomunitari? Quale altro paese ha avuto una percentuale di aumento degli immigrati con permesso e di clandestini come l’Italia? Una misura ragionevole è il blocco totale di nuovi arrivi, anche proprio per poter aiutare popolazioni in difficoltà in varie parti del mondo.
Maestro unico fino alla quarta elementare è preferibile, anche perché la mamma è una sola e nei primi tre anni è nella fiducia che i bambini iniziano a impegnarsi a scuola non solo a giocare. Il modulo dei tre maestri/e è un’esclusiva italiana degli anni di Berlinguer Luigi, ed ha contribuito a mandare in crisi la scuola media inferiore, perché arrivano alunni meno preparati di prima dal punto di vista scolastico. Quanto alla questione del risparmio è molto seria e bisogna tenerne conto (come tra l’altro viene confermato ogni giorno), mentre non mi sembra una soluzione sensata quella di trasformare tutte le scuole in fondazioni. Si inizi al più dalle università o da una parte delle università e si vedano i risultati (sulla questione università, che in questo momento conosco poco, ho letto una lettera molto allarmata di un giovane studente).
Sì al maestro unico, sì al voto di condotta, sì a richiamare presidi e docenti a maggiore impegno e determinazione per la disciplina. Però mi è sembrato sbagliato il ricorso alla fiducia su queste misure (come ho scritto in una e-mail al Giornale), perché a scuola il punto è l’attività scolastica giornaliera ed almeno una buona parte di insegnanti deve essere convinta (anche le 20000 lavagne multimediali non mi convincono in questo momento e sarebbe preferibile Educazione civica a
“Cittadinanaza e Costituzione”).
Certo ora è difficile difendere i provvedimenti con lo stato di agitazione che si sta mettendo in moto e dal momento che le cose che non vanno nella scuola sono tante, la cosa più facile è addebitarle al ministro in carica. Quindi bisogna ribadire le ragioni, però senza escludere sulla questione Università e su altri nodi, spazi di discussione aperti a nuove soluzioni.
Sulla questione della “classe-ponte” invierò un altro commento.
Per Giuseppe: da parte mia (che lavoro nella ricerca pubblica da circa cinque anni, quasi sei), l’ideale sarebbe “eliminare” i posti fissi di ricercatore, mettendo a tutti contratti a 5 anni con valutazione del lavoro ad ogni termine, e rinnovo solo se vengano raggiunti dei risultati (non impossibili, ma neanche il nulla).
E se le universita’ piangono miseria, lo fanno perche’ vogliono soldi a pioggia:ci sono fior di progetti extra-italiani che possono essere finanziati, ma serve ovviamente un piano serio.
Sono favorevolissimo a questa riforma. Il problema e’ che i sindacati pensano che l’universita’ sia come un posto al Comune o in qualunque ufficio pubblico.
Gentile Taliani,
ho letto l’articolo dell’Economist da lei citato.Parlo molto bene l’inglese ed il testo è di semplice comprensione. Le devo segnalare che in alcuni punti la traduzione non corrisponde perfettamente all’originale. Nell’articolo si conferma il buon andamento dell’istruzione primaria in Italia, secondo gli studi internazionali: international studies find primary schools are the only part of Italy’s education that does well. Più avanti si afferma che il numero degli inseganti ogni 100 studenti in Italia è FRA I PIù ALTI (non il più alto) fra i paesi OCSE: the number of teachers per 100 students is one of the highest in the OECD. Infine si precisa che Vaciago non è convinto dell’idea di redistribuire i fondi tagliati ai docenti a partire dal 2012, perchè non esistono certe garanzie sul fatto che questo possa accadere: Mr Vaciago in unconvinced by the plans. The present Government is making cuts that the quality comes through as a result.There is NO obvious guarantee it will.
Le ho segnalato queste imprecisioni perchè si cerchi di evitare di trovare appoggio in un periodico come l’Economist, di matrice ideologica liberal-progressista. La stampa estera, si sa, è poco incline a difendere il Governo Berlusconi, e questo perchè buona parte dei nostri corrispondenti all’estero fa di tutto per screditarne l’immagine. Tuttavia è anche vero che la stampa estera deve essere interpretata con cura e rigore, altrimenti è facilissimo che a sinistra riecheggi l’accusa delle manipolazioni o delle strumentalizzazioni. Io non credo l’errore del traduttore sia doloso, ma sicuramente un po’ di “innocua” negligenza è abbastanza evidente.
La saluto cordialmente
Dottor Taliani, giuro che sarà il mio unico intervento.
Voglio solo osservare una cosa: il successo delle piazze, sia che siano di sinistra o di destra viene decretato da quanti ci vanno.
Se saranno piene, avrà ragione chi le ha organizzate e torto chi ha creato l’oggetto del dissenso. E, naturalmente, se saranno vuote avrà ragione la ministra Gelmini e torto chi ha cercato di portare la gente in piazza. Lapalissiano! O no?
Gli epiteti lasciamoli a manifestazioni avvenute. Vede, giorni fa, in Sardegna il centro-destra, guidato da Mauro Pili (lei conosce bene, credo), ha fatto celebrare un referendum abrogrativo di alcune leggine tutte volute dal centro-sinistra, tra le quali la più importante era la legge paesaggistica regionale.
Bene, i sardi hanno votato per il 23%. Niente quorum, soldi spreccati. Domanda: era giusto indire un referendum per l’abrograzione di una legge che, tagliando le unghie ai “palazzinari” (tra questi qualche milanese autorevole), ha evitato lo scempio delle nostre coste?
Però, tanto la manifestazione che è stata indetta dal centro sinistra, quanto il referendum abrogrativo celebrato nei giorni scorsi, sono esercizi di democrazia.
C’è una sola differenza: la manifestazione indetta dalle opposizioni non costerà un centesimo alle casse dello Stato, mentre il referendum indetto dal centro-destra, ai sardi è costato 9 milioni di euro.
Io non mi sognerei mai di dire a Mauro Pili che è uno stupido. Non ha fatto altro che esercitare un suo diritto previsto dalle leggi allo stesso modo del diritto di scendere in piazza.
Saluti.
@Salvatore, l’occupazione non è un dirito. Nella maggioranza dei casi è un reato, il più frequente è: interruzione di pubblico servizio (scuole, ferrovie, strade etc etc). Il fatto che sia spesso stata tollerata non esime dal sapere che è un atto fortemente violento e prevaricatore (non rispetta chi non vuole protestare). La forma dello sciopero è anch’essa regolamentata (vedi settore trasporti). Dai suoi post capisco che la democrazia ed il rispetto civico per lei sono un optional.
Pietro Serra
Sorso
In queste settimane, e ancor più in questi giorni, stiamo partecipando ad una sempre più aspra battaglia politica circa il tema della cosiddetta “riforma Gelmini”.
Già da settembre infatti, il Ministro aveva parlato della sua volontà di riformare completamente l’assetto scolastico. E per come lei stessa l’ha spiegato, debbo dire che a me in qualità di studente tale riforma piace.
Partirei anzitutto dalla divisa che anche se non è bellissima, tiene un po’ d’ordine per quanto riguarda l’abbigliamento visto che ormai le ragazzine stanno con la pancia scoperta, pantaloni a vita bassa e con le mutande mezzo fuori. Altra cosa che mi piace è il fatto che il viso sia pulito da ogni altro aggeggio come dai piercing o dagli orecchini senza dimenticare che tale riforma vieta anche cappellini (ahimé), cappucci, bracciali e altri oggetti che con l’abbigliamento scolastico non c’entrano niente.
Sono contento anche di vedere che parecchi che sono stati “graziati” perché studiavano al termine dell’anno scolastico recuperando le materie in cui erano stantii a studiare e che magari tenevano all’interno della classe un comportamento indecoroso, ora invece vengano bocciati grazie al voto di condotta.
Finalmente si studierà anche l’educazione civica insegnando meglio a noi giovani come ci si deve comportare (speriamo che siano per primi i professori a darci l’esempio!!!) al di fuori delle mura scolastiche e soprattutto come rapportarci col prossimo visto che pare esserci un ondata infinita di casi di bullismo.
E finalmente si tornerà anche al maestro unico che sebbene io non l’ho mai conosciuto per via della mia giovane età, credo che più che un passo indietro sia invece l’opposto poiché così si preparano meglio su tutte le materie i futuri maestri.
Certo è che aldilà della riforma fa un po’ ridere chi fino a poco tempo fa faceva campare il proprio governo a forza di fiducie, fino a farlo cadere per ben 2 volte, e che ora si lamenta se tale Ministro accelera circa la propria riforma promuovendo manifestazioni populiste in piazza portando anche dei bambini delle scuole elementari mettendogli un lutto al braccio. Per non parlare poi delle successive manifestazioni che hanno visto sfilare docenti e alunni con delle immaginette blasfeme che ritraevano il Ministro Gelmini con la scritta “beata ignoranza”. Secondo voi, in queste condizioni, si può ancora dialogare?
Caro Salvatore, ma anche lei vede i fascisti sul Marte…? Mi sembra che di libertà ce ne sia: si sciopera e si protesta ogni volta che qualcuno lo ritiene opportuno o sbaglio? E si fa polemica pro o contro. Inutile cercare i fantasmi dove non ci sono. Una domanda: ma lei le proposte del Pd sulla scuola lei ha viste da qualche parte, le ha lette?
STEFANO MA CHE DICI, QUEL TIPO DI GOVERNO DEGNO CHE DICI TU SI CHIAMA FASCISTA!!! LA PROTESTA, L’OCCUPAZIONE,SONO UN DIRITTO SACROSANTO. L’UNICA ARMA CHE IL CITTADINO HA DI PROTESTARE, SE CI VIENE TOLTA ANCHE QUELLA E’ FINITA.
Per Salvatore: nel mio post c’è il link all’articolo sulla riforma con una serie di schede correlate… buona lettura
QUALCUNO DI TUTTI VOI E PREGO ANCHE QUALCUNO DELLA REDAZIONE, PUO SPIEGARMI MEGLIO LA RIFORMA? A PARTE GREMBIULINO (CHE MIA FIGLIA PORTA GIA DA 5 ANNI) E MAESTRO UNICO?
Gli scioperi si basano sul fatto dell’inserimento dell’insegnante unico,qst è la proposta che viene condannata al ministro Gelmini,e sono gli insegnanti che guidano la protesta sfruttando l’immaggine di bambini e di ragazzini che ad una certa età tutto farebbero tranne che partecipare a uno sciopero che riguarda le loro insegnati,sfruttano i bambini e raccontono ai genitori cose non tutte veritiere per cercare l’appoggio e per fare numero in piazza,dicono che la proposta Gelmini ci porta indietro nel tempo,è vero ci sono metodi antichi che in passato hanno funzionato che andranno a sostituire metodi recenti che hanno portato la scuola italiana in fondo alla classifica come qualita di scuola,è la maggior parte di colpa è dei professori specialmente quelli universitari che appartengono a una casta quasi come i notai,i politici,i magistrati….ora okkupano le scuole ma per quale motivo?quale?si sa che “noi”studenti ogni scusa è buona per non fare scuola…
Un Governo degno di questo nome in un paese degno , dovrebbe rimuovere dopo pochi minuti qualsiasi occupazione di edificio pubblico e ripristinare subito il servizio pubblico interrotto , punendo eventuali responsabili.Siamo stanchi , veramente stanchi!!!!!!!!!!1
Sono un prof. e lo dico sin da adesso . guai a chi si azzarda ad occupare nella mia scuola . Denuncerò alunni e colleghi docenti compiacenti .
Via i sindacati dalla scuola , si alla Gelmini e al suo piano di riassetto dell’organizzazione scolastica .
ma mi chiedo , nessuno riflette , tra i colleghi che un buon 30% di risorse derivanti da risparmi verrà impiegato per il merito ?
Si , inoltre , alla valutazione delle scuole e degli insegnanti .
è vero, ci sono sprechi nell’università pubblica, ci sono fannulloni e quant’altro che meriterebbero di essere cacciati dal mondo “pubblico” e non solo dal mondo universitario. Da studente universitario, di destra, l’impressione è però che questi tagli siano indiscriminati. L’ultima mail accennava proprio ad un costo di 800 euro mensili e, da studente universitario, posso confermare. Ma questa riforma non fa bene a nessuno, nè al popolo di destra nè a quello di sinistra,perchè porta in maniera chiara ed evidente ad un crescere esponenziale delle tasse universitarie (si parla di alzarle del doppio), ad una stasi completa dei già ingolfati posti ai dottorati di ricerca, ad un accozzaggio di molte classi differenti tra loro per un solo professore, ad uno sfuttamento palese del ricercatore. Il problema non è dei baroni; questa riforma non penalizza i baroni, anzi le viene incontro perchè questi sono i soli ruoli non toccati dai tagli… da studente, di destra e idealizzatore di un posto da ricercatore sempre più difficile, sono sicuro che questa è una legge che distrugge lo stato sociale dello studente, che strozza la liberalizzazione e la crescita. Mai più parità di diritto allo studio… e i ragazzi che non possono permettersi una spesa di 1200 euro al mese sono sia di desta che di sinistra.
vi immaginate 25/30 ragazzi per classe di 6/7/ 8 anni.una sola insegnante……per 4/5 ore al giorno.dopo un mese di scuola o si mette in malattia o si esaurisce o inizia(0.0001)% dei casi a urlare e…..poi una supplente…pagata con quali soldi……e poi storia-geografia-italiano ed.fisica e le scienze-l’informatica -ecc.Ho “rincoglionisce”la maestra o tutti gli alunni.I tempi sono diversi rispetto a 20/30 anni fa.la vita che ci circonda è cambiata.PROPOSTA.SCUOLA PRIMARIAPER OGNI CLASSE 2 INSEGNANTI :UNO CHE COMPRENDE L’INSEGNAMENTO DI UNA AREA SCIENTIFICA(MATEMATICA-SCIENZE-MOTORIA.IMMAGINE) UN’ALTRA UMANISTICA (ITALIANO-STORIA-GEOGRAFIA) COADIUVATE DALL’INSEGNANTE DI INGLESE.GRAZIE
Premetto che ho un figlio che deve diplomarsi quest’anno, e la prova di maturità scientifica non è mai stata (almeno per chi l’ha voluta affrontare seriamente) una “passeggiata”.
Sono stanco di venire a sapere che viene insultato da 4 pidocchiosi che picchettano l’entrata del liceo e che non hanno voglia di fare un bel niente, solo perchè vuole entrare a scuola, a tentare di fare il suo dovere. A lui è stato dato del “fascista di m….”, a tre sue compagne è stato detto di tutto (lascio immaginare).
Ieri mi è stato recapitato un volantino in cui un comitato di genitori mi invita a passare il pomeriggio e la serata (fino a mezzanotte) all’interno della scuola, in una sorta di veglia dai lontani sapori sessantottini.
Ma io dico: questa gente non ha proprio nulla da fare, un lavoro con delle responsabilità lo ha mai avuto ?
Ma come fanno ad avere sempre tempo per fare del casino ?
Ho votato per il centro destra perchè voglio ordine, ma giur : se il governo si lascia mettere sotto dalla piazza e rinuncia a tirare diritto, sul terreno delle riforme e dell’ammodernamento, l’ultima consultazione sarà veramente ultima per me, non andrò più a votare.
GIUSTISSIMO FARE CLASSI PER SOLO IMMIGRATI CHE NON PARLANO BENE LA NOSTRA LINGUA E NON SANNO BENE I NOSTRI USI E COSTUMI, IN QUESTO MODO LI AIUTIAMO AD INTEGRARSI MEGLIO, UNA VOLTA USCITI DAL MONDO DELLA SCUOLA.DOBBIAMO PARTIRE DAI BAMBINI A INSEGNARE LORO CHE IL VELO,IL BURKA,ECC… ALLE DONNE NON E’ ALTRO CHE UNA VIOLENZA VERSO DI LORO.SOLO IN QUESTO MODO RIUSCIREMO UN GIORNO A VIVERE TUTTI SERENI.LA SINISTRA PURTROPPO QUESTO NON LO VUOLE CAPIRE O FA FINTA DI NON CAPIRE E PER QUESTO CONTINUERA’ A PERDERE.CIAO UN SALUTO A TUTTI PRO O CONTRO QUELLO CHE HO SCRITTO.LUIGI
Io non intendo commentare i motivi della protesta ma ho molto da dire sui metodi con cui si protesta. Finché gli studenti delle scuole superiori occupano le aule, si dedicano a sit-in all’aria aperta o ad altre amene attività, vi dirò francamente: non m’importa nulla. Tanto questi: ignoranti sono e ignoranti restano, a maggior ragione con una scuola allo sfascio come quella odierna. Altro conto se si parla di studenti universitari che vivono fuori sede. Sarebbe bene che chi di dovere si rendesse conto che le famiglie spendono mensilmente una cifra che si aggira, stretti stretti, attorno agli 800 euro senza contare i viaggi da e per il luogo di studio, le spese condominiali, le tasse universitarie carissime e i libri. Quindi mi domando: con quale coraggio un manipolo di studenti sfaccendati si permette, col placet di professori manipolatori e interessati, di interrompere l’attività didattica occupando le aule? Non sanno che ci sono modi più efficaci e civili per manifestare le proprie opinioni? Perché tutto questo, anche a livello governativo, viene sistematicamente tollerato? Io auspico seri provvedimenti in proposito perché qui ci sono famiglie, assolutamente non benestanti, che si stanno svenando per dare ai figli un futuro migliore e un miglior grado di istruzione. E ogni mese che passa, ogni mese di ritardo nel percorso che porta alla laurea, sono euro che pesano sull’esangue bilancio delle famiglie italiane.
Caro Rokko, almeno lei cerca di fare delle proposte… ora aspettiamo pazienti quelle del Pd.
Quanto a Emanuele, ribadisco quello che ho scritto nel post: da anni si va in piazza contro
qualunque ministro tenti di cambiare la scuola… è lo sport nazionale studentesco. Quanto alle
università private, in Italia buon esempio esiste già…
Caro Greco, un paio di notazioni: lei forse dice che in fondo, siccome ci sono altri sprechi, la scuola italiana va lasciata stare così? (per scuola intendo tutta la scuola).
Sul digitale terrestre le faccio solo notare da fine mese in tutta la Sardegna la tv si riceverà solamente con il digitale terrestre… insomma lasci perdere le polemiche da quattro soldi. Quanto a Catania, per me il buco di bilancio vale quanto (politicamente parlando) quello lasciato a Roma…
Se si va in piazza contro Prodi allora è giustificato… ora no, chi ci va è un asino, addirittura questi comunisti osano portare dei candidi e innocenti fanciulli (a me tornano in mente le immagini del family day), contro questa scuola che fa acqua la soluzione è solo una: sfasciamola del tutto.
Oltre a questa di riforma di facciata del grembiulino (io che ora frequento il 5° superiore alle elementari l’ho sempre portato), del voto in condotta (presente già negli istituti superiori) ed altri palinsesti vari, il nocciolo della riforma è un altro: tagliamo fondi a chiunque, lasciamo 30-35 bambini con un maestro per cinque giorni alla settimana,questo maestro onnisciente portatore del sapere universale, è vero che non verrà licenziato un maestro, ma verranno lasciati a casa i precari e bloccate le assunzioni per almeno 30 anni, le università diventeranno fondazioni private.
Insomma chi si potrà permettere una scuola privata avrà un degno insegnamento e un minimo di cultura, i cittadini di serie B sapranno leggere e scrivere, diventerrano massa inerme sottoposta al potente.
E’ inutile che vi concentriate sul ruolo degli “okkupanti” come voi li chiamate.
Concentratevi invece a parlare di questa cosiddetta “riforma”.
Si può essere d’accordo con i principi: troppi insegnanti, troppi soldi spesi in stipendi, niente meritocrazia, spesa troppo elevata.
Ma sull’applicazione (questa “riforma”), proprio no.
Dei quattro problemi sopra, ne affronta uno solo: la spesa elevata. In altre parole, sono fatti dei tagli. Fin qui, nulla da dire: che la scuola in Italia costi troppo, ci può anche stare. Tuttavia, affrontare la questione così, tagliando a casaccio, proprio non si può spacciare per quello che ci vuole. Attendere i prepensionamenti e non rinnovare i contratti per i precari significa creare dei buchi a casaccio, laddove il destino deciderà che ci saranno dei pensionamenti. Laddove mancheranno degli insegnanti, come pensate che i dirigenti scolastici faranno fronte ? Chiamando altri docenti, precari. Chiaro, no ?
Inoltre, si taglia personale proprio nella scuola primaria che è quella che funziona meglio.
Non era meglio, visto l’obiettivo, fare una cosa seria e razionale ? Del tipo selezionare gli istituti simili vicini fra loro, accorparli e mobilitare il personale in eccesso ?
Ma al solito, è troppo complicato fare le cose seriamente. Sempre meglio intervenire con le accette. Senza naturalmente prendersi la responsabilità di far fuori i prof che non lavorano. Più comodo far fare al destino.
Come al solito quando la parte giovane del paese sbaglia, le colpe naturalmente sono dei loro genitori, i quali essendo impegnati nella ricerca dell’agiatezza economica, si dimenticano che i loro figli hanno bisogno di una guida che riesca a crescerli. Per i ragazzi/e le manifestazioni scolastiche e le occupazioni medesime, sono per loro un vero divertimento, che con la politica nazionale non hanno nulla da spartire, essendo così giovani, cosa vuoi che comprendino quale sia il loro futuro(dato che sono campati in tutto per tutto dai genitori). E’ qui che casca la vera responsabilita del dissesto sociale italiano la mancanza di responsabilita del nucleo familiare(che demanda tutta alla scuola, che in parte è responsabile). Come risolvere il problema Italia? Semplice, facendo pagare hai genitori gli errori sociali e culturali dei loro figli, perchè per mettirli al mondo è facilissimo è farli crescere che risulta difficile; la mia proposta e questa: le nuove generazioni, prima di fare una famiglia o una coppia di fatto per mettere al mondo dei figli, devono fare un corso di approfondimento sociale di tre mesi, per conoscere la nuova responsabilita che stanno affrontando. Bay… bay… bay…
È chiaro come l’okkupazione sia l’ultima spiaggia della sinistra sbandata. Ci sono ancora oggi, più anacronistiche di un soldato giapponese che cerca ancora gli americani per la campagna del suo paese, tutte le velleità adolescenziali, le menzogne sovietiche, le ignoranze sessantottine, nella nostra sinistra. Vogliono coltivare l’ignoranza col massimo dei mezzi, i nostri professori rossi e ignoranti (tirati su dalle istituzioni sessantottine, dove contavano le «idee» e non le conoscenze).
Perché non si denunciano gli insegnanti che strumentalizzano i bambini? Ci vuole molto? Perché i genitori (che non danno mai retta agli insegnanti, quando è l’ora) non si rivoltano contro questo ignorantume demagogico?
Sono stato insegnante proprio all’indomani del sessantotto e me ne sono andato felice qualche tempo dopo aver visto con chi avevo a che fare e vedo che oggi la situazione è ancora quella… Che il sessantotto sia entrato nella storia patria come la resistenza? Non è tempo di cambiare? Non ne abbiamo il coraggio? Contro le malattie più recidive occorrono rimedi energici, non pallativi.
Vorrei dire a quel capacotta di di pietro se occupare la scuola e non permettere alla stragrande maggioranza deli studenti di studiare è democrazia o dittatura. Visto che lui parla di dittatura imminente in Italia, per ora la subiscono gli alunni non di estrema sinistra o simpatizzanti di anarchici e centri sociali: E nessuno interviene per far sgomberare i prepotenti!
pensare che in quasi tutte le scuole elementari sono stati consegnati ai bambini manifestini di protesta anti Gelmini da consegnare a casa è assurdo e nessuno può neanche criticarli democrazia ed arroganza in salsa Pd.
Rendere le università enti privati, facendo aumentare le tasse, e licenziare un sacco di gente non mi sembra una grande riforma.
Fondi privati=interessi privati.
Non è difficile capire perchè c’è un’enorme protesta in atto.
Sino ad un mese fa difendevo con orgoglio (ricordando il mio passato) la figura del maestro unico, oggi comprendo l’importanza delle 3 maestre. Mia figlia 6 anni a fine ottobre frequenta da un mese la prima elementare, e riconosco ad oggi la bravura delle sue tre maestre, la capacità che esprimono nel tenere la classe allo stesso livello di istruzione senza che nessuno rimanga indietro.
Mia figlia (che non è cretina) mi racconta che le maestre non li lasciano mai sole e mi consta personalmente che il materiale che viene dato ai bimbi lo preparano il pomeriggio precedente per il giorno dopo. Non credo che queste tre insegnanti siano mosche bianche; credo invece che l’unica scuola da riformare sia non la elementare ma sicuramente le medie e superiori quelle si che sono vecchie poco valide nella formazione dei nostri figli soprattutto gli Istituti Tecnici.
Sinceramente non capisco di che stia parlando Rita… interessi privati? Non è che forse a furia di essere anti-berlusconi, si cominci ad avere le traveggole?
Vuole le prove della riforma? …lasciate che venga effettuata la riforma, o le prove le deve fornire in anticipo il Mago Otelma?
Boh… direi che reintrodurre voti in un sistema che ha portato il buonismo al punto che un Preside non è nemmeno libero nella SUA scuola di vietare i telefonini sia il minimo da farsi, ed è già molto…
direi che obbligare a mantenere i testi per 5 anni sia già molto, molto più di ciò che si faceva prima, ossia anarchia totale..
direi che nono considerare più la scuola come un ammortizzatore sociale, mandando a casa fannulloni ed incapaci sia non solo sensato, ma d’obbligo…
oppure qualcuno sta insinuando che la “casta” degli insegnati è esente da malandrini, furbacchioni, fannulloni e cretini?
Perché se è questo che si intende nel volere a tutti i costi dare un posto ad ogni laureato o diplomato nell’insegnamento, a prescindere dalle qualità e capacità, continuando a permettere di sfornare ignoranti, allora ditelo subito e smettiamo qualsiasi forma di confronto “intelligente”…
E’ molto difficile trovare una giustificazione a quanto obbietta l’opposizione, vuoi perchè non propone niente, vuoi perchè per fare numero, portano in piazza anche i minori di anni 12, i quali non sanno e non possono sapere per quale motivo si ritrovano in strada, se non per quello che per loro sembra un giuoco diverso dagli altri e molto
attraente.Formulo una mia riflessione, LASCIATELI PROTESTARE SUL NIENTE E ANDATE AVANTI CON LA LEGGE. Per quanto riguarda i DOCENTI,la maggior parte ha paura delle novità perchè non si reputa capace ,di dare quanto gli verrebbe richiesto con la nuova normativa,ed allora che fare?SI SCIOPERA, NON E’ CHE VENGANO FATTI DEI FORUM CONOSCITIVI EFFETTIVAMENTE DELLA LEGGE, MA SPARANO GIUDIZI A PRESCINDERE,PERCHE’ LORO SONO A CONOSCENZA DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA DEL COMPITO NUOVO ASSEGNATOGLI EVENTUALMENTE CON LA NUOVA LEGGE, QUINDI OCCORRE CHE IL GOVERNO NON SI LASCI TRAVIARE DA QUESTE CASSANDRE “INTERESSATE”, E CHE CONTINUI IMPERTERRITO NEL SUO PROGRAMMA, IL QUALE FORSE CI DARA’ LA POSSIBILITA’UN DOMANI DI VEDERE I NOSTRI FIGLI CON UN BAGAGLIO DI CONOSCENZA, PERLOMENO UGUALE AGLI ALTRI PAESI EUROPEI, COSA CHE PER ADESSO CI SOGNAMO SOLTANTO E QUESTO NON E’ UN MODO DI DIRE, MA E’ LA REALTA’ SE ANDIAMO IN ALTRI PAESI EUROPEI, CI ACCORGIAMO CHE TUTTI COME MINIMO
CONOSCONO DUE LINGUE, SANNO USARE IL COMPUTER IN MODO CORRETTO, Ecc….. LASCIATELI SCIOPERARE,L’IMPORTANTE E’ CHE CONTINUIATE A DESIDERARE PER I VOSTRI FIGLI UNA SCUOLA DIVERSA DA QUELLA ATTUALE,QUINDI MIGLIORE.Pietro
Si evincono questi fattori dalle recenti “proteste” (il virgolettato e’ d’obbligo):
- Sindacati e soci vogliono che la scuola resti un carrozzone di persone che prendono lo stipendio che il lavoro lo facciano bene oppure no (l’esempio tipico dello statalismo peggiore). Meritocrazia? Ma che sia mai!
- Le parti politiche figlie del 1968 non vogliono assolutamente una scuola che sia perlomeno rigorosa se non addirittura severa: tra questi ci sono anche certi genitori, quelli che fanno ricorso se il figlio viene bocciato.
- Gli studenti? L’1% forse crede nel poter ottenere qualcosa con le (inutili) occupazioni, il resto e’ prepotentemente massa ignorante.
Se non sbaglio:
1 Le scuole primarie italiane sono considerate tra le migliori dell’Europa, un esempio per molti paesi compresi Usa e Giappone che spesso vengono a fare stage nelle nostre scuole.
2 Lo sfascio, il grande sfascio arriva più avanti e il culmine si raggiunge nelle università, che a stento raggiungono la decenza. Per vari motivi e più che sprechi mi pare si tratti di gerontocrazie e baronaggi.
Quindi perchè attaccare una cosa che funziona, una delle poche in Italia, e lasciare allo sbando il resto?
Se si parla di sprechi:
Autostrada Salerno/Reggio Calabria cantiere aperto da 40 anni e ancora l’autostrada non esiste (ma i miliardi spesi si). Vogliamo cercare di capire come risolvere lo scempio o è meglio aprire un nuvo cantiere pr il ponte?
Miliardi spesi dallo stato per contribuire all’acquisto dei decoder digitali terrestri? Cosa hanno aggiunto alla qualità della vita e alla qualità dell’informazione voi lo sapete?
Auto blu, da quando si è fatta passare l’idea che i governanti devono essere dei privilegiati in Italia si è arrivati a numeri da capogiro, e se invece i governanti si confrontassero con i quotidiani problemi dei cittadini? Forse farebbero qualcosina di più per risolverli?
Vogliamo parlare dei Miliardi “regalati” ad Alitalia?
A proposito di sprechi e di buchi neri, molto neri, prima di essere premiato diventando deputato europeo il caro Scapagnino ha fatto un regalo bellissimo alla città di Catania! Meritava un premio anche migliore complimenti ai moralizzatori.
SE L’80% DEGLI INSEGNANTI SONO DI SINISTRA, LEI SIG. ELENA STA’ CONFERMANDO CHE LA CULTURA E’ DI SINISTRA!!!
SONO ASINI CARO LEONE PERCHE LA VOSTRA GENERAZIONE LI HA RESI COSI!!!!
PER MATTEO: LA MOZIONE E’ STATA ANNULLATA!!!
Sono pretestuosi i vostri giudizi.
Parlate di riforma ma a cosa vi riferite? alla modifica dei programmi didattici? All’attivazione di un sistema che crei docenti più motivati? Oppure c’è un piano che ci permetta di vedere l’evoluzione della scuola pubblica in senso positivo.
Io sinceramente non lo vedo e non lo leggo nel decreto legge pubblicato in gazzetta ufficiale. Non lo sento nenche nei TG non lo trovo nelle notizie pubblicate dai quotidiani.
Oppure per riforma intendete il grembiule e il ritorno ai voti? Con il termine riforma vi riferite al taglio del personale? oppure vi riferite alla diminuzione del numero di anni della scuola dell’obbligo? Oppure la riforma è il ritorno alla maestra unica? Secondo me è veramente degradante pensare che ci riteniate tutti così stupidi da non capire il vostro gioco.
Ma provate a riflettere e immaginate che anche i vostri figli un giorno debbano entrare nella scuola da voi riformata, pensate di avere i portafogli vuoti che non vi consentano di pagare perchè loro abbiano “il meglio” ( se poi è il meglio, visto i risultati dei genitori)… e dopo la riflessione ripensate al termine riforma della scuola. Comunque il mio moto rimane sempre “Istruitevi perchè abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Leggete, pensate, imparate, capite e la vita sarà vostra ….
La libertà è vita e la libertà è anche poter manifestare il dissenso.. sarebbe bello poter avere le prove che c’è davvero in atto una riforma per il miglioramento della scuola e non per la realizzazione ancora una volta di interessi privati. Dateci le prove aspettiamo .
Ma c’è chi si chieda ancora come mai? Sono docente di liceo statale e circa 80% dei miei colleghi sono politicamente della sinistra più reazionaira, spingono gli studenti agli scioperi per guadagnare visibilità politica (per gli insegnanti) e simpatia da parte degli studenti che nel 90% dei casi, con “famiglie invertebrate”,”docenti invertebrati” e presidi “invertebrati” (termini del dr. Crepet in una trasmissione dell’altro ieri, che faccio miei pienamente)colgono qualsiasi pretesto per non fare lezione, tanto saranno promossio lo stesso per salvare le cattedre degli insegnanti fannulloni nella stragrante maggioranza.
E vorrei anche dire al ministro Gelmini di fare economia anche in un modo molto meno traumatico di altri, cancellando le “compresenze” inventate da Berlinguer quando volle salvare le cattedre in occasione della sua riforma che riduceva le ore di lezione. Sono una vergogna: i ragazzi confessano che perdono il tempo, che solo uno degli insegnanti (nei miglioi dei casi) fa qualcosa, l’altro, molto spesso assiste passivamente o va a spasso (a farsi fotocopie, a prendere un caffé, ecc.)
Occupassero quanto vogliono tanto più asini di così è impossibile.
Da quarant’anni fanno il gioco dell’occupazione, e da quarant’anni non si riesce a gestire una scuola decente. Inutile chiedere a chi occupa, di smettere. Loro, gli studenti, fanno il loro gioco con l’età e l’esperienza che hanno, siamo noi che dobbiamo insegnargli il rispetto e la concretezza. Non si risolvono i propri problemi criticando scelte organizzative, ma chiedendo fatti e mezzi, e come questi vengono dati, purchè sia il richiesto, non è compito loro deciderlo.
le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se il PD si lascia sfuggire l’occasione per guadagnare un po’ di visibilità, addirittura coinvolgendo i bambini delle elementari (dai loro genitori portati in piazza: vergogna!)
Aggiungo un commento poi sulla notizia di oggi: classi separate per favorire l’inserimento dei bambini extracomunitari. puntuale la presa di posizione di Fassino: “una cosa abietta”. certo sarebbe meglio se l’integrazione avvenisse con un colpo di bacchetta magica ma dal momento che così non è ritengo che la proposta leghista prima e del governo poi sia pragmatica e risponda ad esigenze pratiche. Pratica che a sinistra tendono a sottovalutare baloccandosi con le solite utopie egualitaristiche d’accatto. Come mai Fassino non ha mai detto “cosa abietta” al presidente della provincia autonoma di Bolzano dove esiste da anni una separazione fra scuole di lingua tedesca ed italiana e relative discriminazioni (quote linguistiche ecc…) gli facevano comodo i voti della svp durante il governo prodi, ricordiamocelo…