Passante di Mestre, yes we can…
L’inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l’Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell’ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati… L’Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. “L’Italia del fare” non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d’Europa.
Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano “yes we can”. Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell’intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: “Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella “strada” la faremo”.
Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c’è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant’altro indicato nel piano delle “Centro grandi opere”. Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato.
Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l’Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente “politica”.

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per Quixote, finalmente una persona seria e intelligente.
Una piccola deviazione dall’argomento ma congruente con il titolo :
Termovalorizzatore di Acerra…..” Yes we can ” !
But unfortunately ” You ( PD e Co.) can’t “……….. bla, bla, bla, bla only !!
E dai Quixote, come te la cavi con poco!
Vabbè che sei abituato ai mulini a vento…
Quixote, me l’ha tolto di bocca, anzi di tastiera…
Talita invece che con un numero rispondo con tre lettere: C.V.D.
Scusa Quixote, se critichi in anticipo una teoria, a che cosa serve esporre la teoria stessa?
In che senso è utile, se già smontata in partenza?
Sono spiacente, ma non so nulla della curva di Gauss e non mi piacciono neppure le campane: sono troppo rumorose.
Inoltre: in che senso dipende dall’età il definire giuste o sbagliate le idee chiare? C’è una terza alternativa?
In quanto alla mia “veemenza”, dipende dagli occhi che guardano. Se “veeemenza” significa esprimersi evitando le circonlocuzioni, spero che la impari anche tu. Vorrei che tutti dicessero pane al pane e vino al vino: la vita sarebbe più semplice e più proficua.
Infine: resta inevasa la mia domanda: in quale delle tre categorie da te prospettate ti collochi tu? Per favore, se intendi rispondermi, di’ solo: 1, 2 o 3. Grazie.
Sig. Quixote, grazie per l’informazione.
Trovo il suo post molto informativo, di chiara lettura, in breve, brillante.
Sono anche d’accordo sui “tipi” da Lei descritti: il “super-sicuro” per cui esistono solo certezze; l’indifferente che si cura solo del proprio edonismo; l’incerto alla continua ricerca di dati e informazioni.
Dove dissento (purtroppo!) e’ sulla consistenza numerica dei tre gruppi.
Sarebbe proprio bello se effettivamente i super-sicuri fossero una minoranza ad un estremo della curva e gli incerti fossero la maggioranza al centro.
Purtroppo, anche giudicando semplicemente dai post in rete, pare proprio che i super-sicuri si siano aggiudicati la maggioranza.
Avere un’opinione (indipendentemente dal come ci si e’ arrivati) e’ essenziale per costoro. Non avere un’opinione e’ inconcepibile, come essere caduti in coma irreversibile.
Con le opinioni la capra campa, senza opinioni la capra crepa.
Era viva. Era morta. Destra. Sinistra. Milan. Inter.
Li invidio un po’ quelli con tante certezze. Solo per dieci secondi pero’.
Non chiederei di meglio che di essere smentito, a testimonianza della mia appartenenza al terzo gruppo.
Nel frattempo, non posso fare a meno di pensare a quel vecchio Greco che alla fine della sua esistenza dichiaro’ “so di non sapere”.
Talita mi sembrava di essere stato chiaro criticando in anticipo la mia schematizzazione, definita utile ma meccanicistica. Nella gaussiana i gruppi compresi tra i due estremi rappresentano la totalità della popolazione in quanto gli estremi, collocandosi in un punto sull’asse, contengono una popolazione uguale a zero e servono solo per definire il fenomeno, inoltre, parlando di gruppi intermedi, non ho voluto riferirmi ad “ectoplasmi vaganti tra i due estremi” ma ad esseri umani, proprio come tutti noi, collocati, in ogni istante della loro vita, in una zona abbastanza precisa della curva. Detto questo senza offesa, mi permetta di osservare che “l’adelante con juicio” sembra un consiglio inutile se rivolto a chi, come Pedro e come il sottoscritto, cerca già di procedere con prudenza e senza alcun desiderio di ferire. In ciò mi è testimone il fatto dell’essermi definito “osservatore non scientifico”, e di aver esclusa ogni colpa nell’imprinting che molti di noi (o forse tutti) ricevono. In sostanza le mie parole non implicavano alcun giudizio morale e se la cosa risultasse poco chiara dal mio intervento precedente non esito a dargliene un’immediata conferma. Peraltro non mi dispiace che la mia teorizzazione l’abbia divertita (anch’io mi diverto cercando di capire quanto mi accade intorno o venendo a conoscenza di quanto gli altri sostengono di aver capito), anche se me lo dice facendomi avvertire una certa dose di acidula e pungente ironia. Non conosco la sua età, ma da come si esprime a proposito di idee chiare “giuste o sbagliate” mi fa supporre che sia ancora giovane (invecchiando infatti idee chiare, giusto e ingiusto assumono, normalmente, contorni assai meno definiti, ma capisco di non aver bisogno di convincerla di quanto imparerà da sola col passare del tempo), mentre la veemenza che traspare dai suoi interventi mi sembra trovi la sua origine nella disponibilità di una certa accumulazione di conoscenze, da cui sembra trarre un’ulteriore conferma alle sue certezze. Che dire? Volevo suggerire al sig. Taliani una modestissima teorizzazione per cui, tenendo conto della presenza tra i suoi interlocutori di alcuni appartenenti alla categoria che Solgenizin (mi perdoni se lo scrivo all’italiana) ama definire “imperforabili”, gli consentisse di non sentirsi in colpa orientando la sua attività in direzioni maggiormente produttive. Nulla da aggiungere, se non che ho trovato la sua prosa piuttosto frizzante e stimolante e che, anche per questo, non intendo sottrarmi ad eventuali controrepliche. In una cosa devo dire che ha colpito pienamente nel segno: anche se non ho una considerazione ottimistica di me stesso, qualche volta, guardandomi attorno, ho veramente l’impressione di essere capitato qui provenendo da un mondo assai diverso, incomparabilmente migliore di questo. Nelle attuali circostanze mi è di un certo sollievo la speranza (per il catechismo si tratta di una virtù teologale) di un possibile ritorno a quello, (la prego di non sorridere) che la mia fede di cristiano mi consente di alimentare, cercando, nel contempo, di non combinare troppi guai.
In Italia e’ difficilissimo realizzare grandi opere infrastrutturali,anche per l’attuale governo che di impegno ce ne mette moltissimo.Esempio emblematico: l’autostrada Livorno Civitavecchia. Sono trent’anni che si cerca di costruirla.Ogni volta si scatenano gli ambientalisti e i radical-chic di Capalbio amanti dei week-end bucolici che in un modo o nell’altro riescono a bloccarla.Ultimamente ci si e’ messo anche il Codacons che intende ricorrere al TAR contro l’autostrada.Allora,io dico,come si puo’ in Italia continuare cosi’.
Quixote, ho letto con profondo godimento interiore la sua lectio magistralis sulle “italiche porzioni”, notando altresì che le ha generosamente condite in modo da confezionare un allettante menu antropologico.
Dunque mi permetto di riassumere. Le sue ghiotte porzioni sono tre:
1. gli individui che hanno idee chiare: a mio parere tali idee possono essere giuste o sbagliate (bisognerebbe conoscerli tutti per giudicare); a suo parere, invece, si tratta di estremisti;
2. gli individui che non hanno alcuna idea, se non su cibo, vacanze, sesso e abbigliamento: a mio parere non esistono, se non in una visione semplicistica (troppo!) del mondo; a suo parere esistono e sono meno che ignavi e talora – se costretti a esprimere un parere – diventano anguille;
3. gli individui che non hanno caratteristiche proprie, ma le assorbono dalle predette due porzioni, ossia ectoplasmi che si raggrumano ora di qua ora di là.
A questo punto mi chiedo che tipo di persone conosca lei e se è proprio sicuro di aver descritto gli Italiani oppure raccontato un suo fantastico “viaggio di Gulliver” tra i Lillipuziani.
Mi chiedo anche in quale porzione si posizioni lei, a meno di non credere di provenire da un mondo alieno.
Infine, approfittando di Manzoni come da lei evocato, le rammento anche il pregevole concetto espresso da Antonio Ferrer: “Adelante Pedro… con juicio”.
Mutatis mutandis, spero che quel tipo di “giudizio” sia sempre applicato, soprattutto quando si giudicano “gli altri”, che sono molto migliori di quanto generalmente ci faccia comodo ammettere.
Sig. Taliani non so se le mie riflessioni possano avere una base scientifica, ma trovo che l’umanità (inclusa la sua italica porzione) sia caratterizzata da gruppi antropologicamente omogenei. I primi sospetti mi sono sorti, in tempi ormai remoti della mia vita, leggendo ne “I promessi sposi” lo straordinario episodio dell’assalto al “forno delle grucce” e confrontandolo con le mie, sia pur acerbe, esperienze. In seguito, dopo molte conferme a quelle prime intuizioni, ho definitivamente accettato ciò che ormai considero un fatto incontrovertibile, come il succedersi del giorno e della notte o delle fasi lunari. Voglio subito evidenziare che l’appartenenza ad un gruppo specifico non sembra dipendere dall’etnia (che oltre tutto sarebbe politicamente scorrettissimo e quindi assolutamente insostenibile), dalla cultura, dall’intelligenza, ma, almeno a quanto appare ad un osservatore non scientifico, quale mi ritengo, a qualità intrinseche della mente dell’individuo, forse di origine anatomica, o più probabilmente dipendenti da qualche forma di “imprinting” ricevuto agli esordi nella vita, senza alcuna colpa da parte dell’interessato.
In realtà, come in ogni teoria, le suddivisioni costituiscono senza dubbio un espediente dal sapore vagamente meccanicistico ma ciò non ne diminuisce l’utilità e gli innegabili vantaggi.
In ogni caso l’aspetto più interessante della faccenda non riguarda le caratteristiche generali dei gruppi, quanto piuttosto il processo di formazione delle opinioni che sembrano prediligere. Se ricordo bene, in “Arcipelago gulag”, l’autore, narrando il suo trasferimento in Siberia, descrive con dovizia la categoria di quelli che definisce gli “imperforabili”, portando un autorevole suffragio a conferma delle mie piccole teorizzazioni.
Ad un estremo si possono collocare gli individui che sembrano aver compiuto tutte le loro valutazioni in un periodo addirittura antecedente la nascita; ciò li rende invulnerabili al dubbio in ogni circostanza, conoscono sempre, con certezza assoluta, dove si trovano la ragione ed il torto, il vero e il falso, anche indipendentemente dalle informazioni di cui dispongono. In questo gruppo i ripensamenti esistono forse come ipotesi scientifica ma non mi risultano da osservazioni sul campo. Il fatto di possedere opinioni profondamente radicate e documentate (secondo loro) li ascrive al campo degli estremisti, oserei dire dei trinariciuti di ogni colore politico, sportivo e finanche religioso e ciò, naturalmente, li porta frequentemente al dileggio dell’occasionale avversario, che amano insultare ed accusare di ogni malefatta, ipotizzando trame tanto immonde quanto improbabili.
All’estremo opposto si possono collocare quelli che riescono ad attraversare l’intera esistenza senza formarsi una sola opinione su argomenti che non riguardino le personali preferenze in fatto di cibo, vacanze, sesso e abbigliamento. Sono posseduti da una sorta di supremo disinteresse per quanto non riguardi le loro minute esigenze e considerano inutile, se non dannoso, prender partito quando non siano personalmente coinvolti. Potremmo classificarli nella categoria degli ignavi, se la parola non suonasse come addirittura troppo nobilitante per loro. Tutto sommato non si tratta di persone spiacevoli, anzi, in certe occasioni, la loro compagnia può risultare rilassante e confortevole, anche se non conviene esagerarne il dosaggio. Messi alle strette, forse senza neanche rendersene conto, adottano un comportamento anguillesco, che li porta a non infrangere i loro dogmi comportamentali.
Tra queste due categorie si colloca, come facilmente immaginabile, la folla dei gruppi che, estendendosi dall’uno all’altro estremo, ne condividono, in percentuale variabile, le caratteristiche. Il fenomeno complessivo è probabilmente rappresentabile con la famosa curva gaussiana, che si applica con profitto allo studio di un gran numero di fenomeni naturali.
A questo punto avrà già cominciato a domandarsi il senso di questo mio sproloquio e non posso darle torto. In realtà, dopo aver scorso il contenuto del suo blog, e aver constatato come si esprimono alcuni dei frequentatori, ho provato per lei un naturale moto di simpatia e, a titolo di risarcimento, ho pensato di illustrarle brevemente alcuni dei criteri guida che mi capita di adottare, nel convincimento che la loro condivisione possa rendere più sereni i suoi rapporti col pubblico. Sig. Taliani, anche se sono certo che non necessita di alcun consiglio da parte mia, non si applichi a vani tentativi di conversione rivolti a quanti non appartengano alla zona intermedia della gaussiana, abbastanza facilmente riconoscibili dai dubbi, dalla disponibilità e dalla partecipazione che li contraddistinguono, sarebbe un inutile spreco dei suoi talenti, da riservare piuttosto a chi è disposto ad ascoltare, documentarsi e riflettere nel tentativo di formarsi una corretta opinione.
Ecco Talita….pure il nord ha i suoi treni da farwest, pero’ credo che in questo caso siano anche le regioni che devono “strillare” e protestare su queste manchevolezze! Formigoni promise scioperi se le ferrovie non sistemavano i treni pendolari…(come hanno fatto vedere anche a Striscia la notizia) poi non si e’ saputo piu’ nulla…! Cribbio, c’e’ da lavorare per anni per ripristinare reti idriche, fognature, mettere in sicurezza fiumi, risistemare strade, pulire le campagne dal sudicio di incivili, riassestare appunto ferrovie malandate, pulire treni e tante altre cose necessarie, tanti cassaintegrati o mobilitati o disoccupati potrebbero darsi da fare se chiamati e pagati ovviamente…sarebbe piu’ importante questo che dare incentivi per la rottamazione delle auto..che tanto costano troppo e solo molti incoscienti o ricchi si possono permettere!Io cambiai l’auto 5 anni fa quando furono bandìte le non catalitiche e col cavolo che la ricambio e cosi’ sara’ per tantissime altre persone!!! Mi fa’ ridere cio’ che ha scritto mr. Americo sul fatto che non si possa permettere che la gente risparmi, per favorire la nostra ripresa….la prima cosa sarebbe di fare protezionismo per i nostri prodotti (come fece l’america anni fa contro il giappone), chiudendo i mercati con la cina (che sta invadendo troppo e SENZA CONTROLLO le nostre citta’ e periferie) interrompendo anche la maledetta globalizzazione delle importazioni di materie alimentari estere, di qualita’ ASSOLUTAMENTE inferiore alla qualita’ del prodotto italiano! Poi avendo piu’ lavoro gli italiani….si potrebbe ricominciare a parlare di italiani che reiniziano a spendere…….un salutissimo Ely
Bella la prosa di Pennivendoli Lustrascarpe, profondità di pensiero e analisi in abbondanza… apprezzeranno anche gli utenti della A4 e tutti coloro che per lavoro o vacanza transitavano “prima” dalle parti di Mestre e dintorni. Ce ne fossero di “opere di regime” così in Italia. Di notte, passeggiando a piedi sulla A4 ho fatto un sogno… ogni settimana l’inaugurazione di grande opera che non c’è. Magari!
SIG. TALIANI MA COME SI PUO’ AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA DELINQUENZA SE IL MINISTERO DEGLI INTERNIE QUINDI IL GOVERNO HA TAGLIATO I FONDI ALLA POLIZIA DI STATO, HO UN CARO AMICO POLIZIOTTO CHE MI RIFERISCE CHE LE AUTO RESTANO IN GARAGE PERCHE NON SI POSSONO RIPARARE! NELLA MIA CITTA DOVREBBERO STAR FUORI 5 VOLANTI, NE ESCONO SOLO 2!!!! NON E’ VERGOGNOSO!!!!!!!
Cara Ely, non posso che darti assolutamente ragione! E ti dirò di più: le ferrovie non sono scassate solo al Sud e al Centro, ma anche al Nord.
Se vuoi fare un’esperienza indimenticabile, prendi una volta un treno per pendolari che collega la provincia di Pavia con Milano, via Mortara. Ho detto “treni”, ma dovrei più precisamente parlare di treni-merci per persone di serie B (se non di serie Z), in cui non funziona assolutamente nulla e basta una goccia di pioggia perché addirittura non viaggino.
A me è capitato di usarli qualche volta per raggiungere la mia casa di campagna e ti assicuro che mi guardavo attorno per vedere se arrivassero gli Indiani al galoppo, perché tutto il resto è veramente da Far West.
E inoltre mi viene in mente un altro argomento: benissimo il Ponte sullo Stretto, ma che dire della rete idrica della Sicilia? È un vero e proprio colabrodo, come sanno tutti quelli che vi vanno in vacanza d’estate: figurati gli abitanti. Nella zona di Agrigento, quando va bene, l’acqua viene erogata due volte la settimana. Per non parlare del fatto che frequentemente si legge che la mano della mafia pesa anche sulla “vendita” dell’acqua pubblica, nel senso che si deve pagare il pizzo per poter usare gli acquedotti.
Allora mi chiedo: non sarebbe opportuno riparare queste deprimenti falle, prima di pensare al ponte?
Ciao lustrascarpe pennivendolo (absit iniuria verbis, i lustrascarpe non si offendano se li accomuno ad un pennivendolo della tua fatta).
Hai mollato Tonino e sei passato al passante: bravo.
Secondo me, considerando la tua predilezione per la completezza dell’informazione, non puoi limitarti a riferire de relato; bisognerebbe toccare con mano la sostanza del passante, vedere con i propri occhi, leccare con la propria lingua.
Dovresti, a mio avviso, provare il percorso a piedi.
Sulla mezzeria, magari di notte e vestito di nero.
Dirai, giustamente, da servo scrupoloso: devo prima chiedere il permesso a Silvio, se vado a indagare, a verificare, a leccare in esterna, chi copia le veline del parun?
Non preoccuparti, schiavi come te se ne trovano a bizeffe nelle discariche di pennivendoli, tipo il fogliaccio che imbratti con le tue leccate. Per 2 euro ne compri una ventina. A te poi ti danno in omaggio.
E cavolo! italiani pigoloni e piagnoni se si tocca qualcosa vicino a loro ed ai quali tutto va’ bene quando ogni presunto danno e’ lontano dal proprio pascolino….ma che poi zitti zitti per non fare figuracce, utilizzano cio’ che hanno criticato! Italiani piagnoni sul sudicio in Italia, ma che sono i primi a gettare ogni cosa inutile per terra (non faccio di tutta un’erba un fascio, ma il 70% e’ cosi’) Bhe anche io in questo momento mi sento pigolona per la mia Firenze massacrata da dissennati progetti, alcuni dei quali collegati alla Tav, tipo la tramvia progettata in maniera ridicola per una citta’ piccola come Firenze! Tav tanto importante in Europa per guadagnare “10″ minuti, cercando di emulare il giappone ! Il sindachino di Firenze, tal Domenici, ha firmato nel 1999, il protocollo per realizzare la Tav a Firenze, in sottoattraversamento, quasi nel centro citta’ e per 8 km, con costi ESORBITANTI che lievitano paurosamente ogni anno e tantissimi pericoli per una citta’ delicata come Firenze e costruita su terreni di riporto del fiume Arno! C’e’ un progetto di superficie, che permetterebbe di realizzare il tracciato Tav in due anni, con costi ridotti e senza pericolo di devastazioni, dato che il tracciato sottoattraversa 170 palazzi nonche’ la famosa Fortezza da Basso, mi auguro solo che il governo ne tenga di conto, anche se le varie mafie edilizie ci rimetteranno di anni di lavoro e di soldi, 2 anni per realizzare il tracciato di superficie, contro 10 o piu’ per il tracciato in sottoattraversamento, senza considerare poi il modo in cui si mistifica sui rilevamenti geologici, per interessi personali che nulla hanno a che vedere con la gente che paga e subisce, rilevamenti pressappochisti che hanno provocato danni irreversibili in Mugello sul fronte acqua e devastazione ambientale, infatti e’ in atto, a Firenze, un processo ai vertici TAV! Ben venga qualsiasi progetto che faciliti la vita degli italiani, passante di Mestre compreso, ma per quel che riguarda la TAV, vorrei consigliare alle ferrovie italiane ed al governo, di risistemare prima i 5000 km di ferrovie scassate al sud ed al centro Italia, di migliorare i treni pendolari e poi di “gloriosizzarsi” o “pavoneggiarsi” per un treno che va’ a 320 km l’ora, ma che non porta in Europa l’Italia! un salutissimo Ely
Commento sull’intervento recente di Uolter :
” Bla, bla, bla, bla…………ma non si sono ancora stufati i suoi?
Gesù che pizza ! Che arena di inconcludenza !
Ma esiste l’uomo ? Intendo : fisicamente…….non é che sia un’illusione ?!
Stimato signor Taliani, yes we can! ma ancora miriamo troppo basso. Ho fatto, nel passato finanziarie e pianificazioni a largo raggio per grandi compagnie, ma tutto con il cappello dell’ingegnere; cioè prima vengono le mete o gli obbiettivi fisici che si vogliono raggiungere e poi viene la tesoreria per ottenere il proposito desiderato. Badi perciò che parlo a lungo termine. Prima di tutto una osservazione di fatto: l’era dello sviluppo basata nell’energia a buon mercato è finita e basta che l’economia risorga per che diventi un’altra volta ostaggio degli esosi cartelli del petrolio e del gas. È una necessità ineludibile per un impresario, sia privato sia nazione, poter investire facendo i suoi calcoli basandosi su certezze o su probabilità maneggiabili. La condizione essenziale di un buon manager non è di assumere rischi supinamente dall’ambiente economico ma è sopratutto la sua capacità di cambiare i dati economici dell’ambiente.
Prima conclusione, bisogna cambiare a fonti di energia, eventualmente più costose, ma di costi predicibili e stabili, e tutti sappiamo quali sono. Seconda conclusione, bisogna creare la necessità di nuovi consumi perchè se no rimaniamo schiavi di un prudente e disastroso pessimismo. Questa necessità può riassumersi nel creare l’uso esclusivo di automobili e camioni elettrici e nella moltiplicazione di treni di alta velocità per eliminare voli che non siano transatlantici.
Andare in questa direzione implica una rivoluzione tecnologica, un gran balzo in avanti, e creerebbe una moltitudine di nuovi, ma differenti, posti di lavoro.
Come ci arriviamo? Nell’immediato presente le misure più efficaci sono mettere soldi in mano della gente che non puo rispiarmare, quelli che non arrivano alla fine del mese, e per la classe media che potrebbe spendere ci vogliono i forti incentivi di rottamazione che già si stanno effettuando. Im poche parole non ci possiamo permettere il lusso che la gente risparmi. Poi arrivano le misure naturali per creare gli operatori della tecnologia futura, ed in quanto alla creazione di questa tecnologia dobbiamo ricorrere all’espediente della prima Italietta che formò la sua rete ferroviaria per mezzo di concessioni a ditte private. attraverso attrattivi fiscali. Questa è la soluzione che non peserebbe sul bilancio e non farebbe aumentare il debito pubblico e, anche se in termini minori, crerebbe posti di lavoro addizionali a quelli tradizionali. Signor Taliani il futuro ci richiede di sognare, e si puó realizzare.
Meno male che non è stato inaugurato sotto il governo Prrrodi: ne sarebbe preso il merito. Una notizia così sotto governo delle sinistre avrebbe avuto i fuochi d’artificio e una propaganda degna di uno tzunami: notizie con la grancassa coi governi di centrodestra vengono dati su frasi e gaffes del premier e collaboratori. Ormai sono relegati a questo ruolo e a vedere i passi di gente che vuole far avanzare l’Italia.
2L’Italia del fare” sarà considerato uno slogan da ben pochi perchè l’Italia del fare è una realtà. E speriamo
che si possa continuare anche con gli altri progetti accantonati, come la TAV, la Salerno-Reggio Calabria, la rete ferroviaria in Sicilia per parlare solo delle realizzazioni più urgenti. Ho scritto speriamo perchè il partito del No a prescindere è rimasto anche se Pecoraro
ora non c’è più a vietare tutto. E se spuntano i no global per la Tav spero che il Governo provveda di conseguenza. Dobbiamo rialzarci: poco tempo fa con il governo Prodi non ci si riusciva ma ora abbiamo un Premier diverso, lui fa e sul serio.
Ah, però!!! Suppongo che Mulas appartenga alla categoria di chi vuole imporre agli altri ciò che scrivere o non scrivere e inoltre lo fa insultando!
Mulas, accetta il mio consiglio, tanto è gratis: perché non ti fai un tuo blog? Io lo leggerei senz’altro, perché adoro le bizzarrie.
Ai bloggers. Mulas ha scritto un post sul caso Eluana che non pubblico perché parte del contenuto è offensivo. Comunque, non ho scritto un post sul caso Eluana perché non me la sono sentita di lanciare un’opione privata (la mia) su una vicenda diventata pubblica e politica. Se n’è parlato dappertutto, a proposito e a sproposito e il Giornale.it ha messo on line notizie, servizi, commenti, opinioni. Perché aggiungere anche la mia? Ho inteso così rispettare una vita che se ne andava, un vicenda privata che ha travolto una famiglia, consapevole ancora una volta che su un tema così delicato la politica si è mossa (a destra e a sinistra) con un ritardo sconcertante.
Non leggo neanche i soliti piagnistei italici del blog (meglio ho letto il primo e mi sono già rotto le palle) ; vi dico solo GRAZIE da uno che fa affari con l’ est europeo e non dovrà piu’ stare in coda inutilmente. Se poi la ns soddisfazione ci fa inquadrare come puzzolenti liberali o peggio come leghisti dai soliti saccentini (che la A4 la vedono solo su google-maps ma sono bravissimi in teorie politiche), meglio. “I tombini non sono ne di DX ne di SX ; vanno solo spurgati”
Vorrei dire a tutti che altrove c’è più confort e non si tratta necessariamente di Paesi più ricchi dell’Italia. Il problema sarà forse nella mentalità di una popolazione che ha un diverso concetto della qualità della vita?
Dopo alcuni decenni passati all’estero, tra qualche anno andro’ in pensione ed avrei tanto gradito potermi ritrasferire in Italia. Purtroppo pero’ sono tanti i servizi e le comodità che mi mancherebbero e non so se ce la faro’.A fine anni ’90 Berlusconi mi aveva dato qualche speranza in merito ad un ammodernamento del nostro Paese e soprattutto alla creazione di veri servizi efficenti, in particolare io speravo in una ristrutturazione del servizio sanitario nazionale, ma molto poco è stato fatto.
Cara Simonetta,
lei solleva un problema contingente, a cui l’italia ha sempre fatto orecchie da mercante: quello della messa in campo di provvedimenti atti a disincentivare la mobilità privata (intesa in termini di auto e moto).
Le cito un esempio: già alle 7 del mattino Milano è praticamente congestionata, da qualisasi direzione si arrivi.
Berlino, Stoccarda (è più piccolina, ma ricca di attività commerciali), Monaco, no.
Motivo? Nell’apparentemente rigida mentalità tedesca (che io preferirei definire con una parola: intelligenza) l’usare l’autovettura per recarsi al lavoro appare come una cosa tremendamente stupida (spendere dei soldi per andare a guadagnarne altri).
Certo la rete di pubblica mobilità italiana non è paragonabile a quella tedesca. Ma perchè? Eppure qualcuno viene pagato perchè si trovi una soluzione concreta a problemi di questo tipo. E invece, che succede??
Semplice: da circa 30 anni a questa parte le opere pubbliche sono la chiave preferita per aprire il salvadanaio dello Stato… e così, un pò per uno ma ce n’è tutti, si continua ad attingere senza avere dei piani efficaci in mente.
Come vede questo è un paese particolarmente bizzarro: chi si considera di destra vive di concessioni di stato, di condoni, di proroghe e aiuti. Questo è il liberalismo reinterpretato dalla classe politica del 21th secolo.
Riguardo al MOME che si citava precedentemente, sono davvero ansioso di vederlo in azione. Di una sola cosa mi rammarico, però… che in questo paese nessuno venga chiamato a risarcire i danni del proprio operato, specie nella pubblica amministrazione.
Saluti
Nico
Cosa vuol dire “fa finta di non capire”?
che devo aver detto una cosa che invece non ho detto?
Perchè usa quel tono ” dopo le batoste elettorali, non poteva mettersi di traverso” ma scusi, che cosa centra?
Il fatto di esser stati cosi penalizzati in veneto poteva anche essere un valido motivo per privilegiare altre regioni ed altre opere, a me sembra che abbia involontariamente fatto un grande complimento al governo Prodi, malgrado il non consenso avuto, ha comunque agito con senso di responsabilità e privilegiato la ragion di stato agli opportunismi partitocratici.
Guardi, non entro nel merito, anche perchè non ne ho la competenza, non sapendo cosa c’era in quei 300 metri non mi esprimo, certo se le ragioni erano pertinenti e sono state ignorate, non trovo sia stata una bella figura fatta da chi a eseguito i lavori, se è stato un eccesso di zelo da parte di un ministro rancoroso, la punizione è già arrivata, penso che per un bel pezzo non sentiremo parlare di Pecoraro scanio.
TALITA : per quanto riguarda i servizi geotecnici e di ingegneria essi sono pagati secondo le tariffe professionali ed in base al valore dell’opera da costruire.
C’era un progetto dell’odiato Bersani che liberalizzava le tariffe professionali ….. ma le corporazioni professionali da destra sopratutto ma anche da sinistra affossarono tale progetto.
Invece di … YES WE CAN … io direi : YES WE HAVE DONE !!! Anthony
Caro Stefano, allora fa proprio finta di non capire. Pazienza. Il Passante fu uno dei cavalli di battaglia di Berlusconi e di Galan e questo è un fatto incontrovertibile che il governo Prodi e Di Pietro abbiano considerato la grande opera indispensabile anche (Galan ha parlato chiaro). Del resto il centrosinistra dopo le batoste elettorali in Veneto poteva mettersi di traverso? Direi proprio di no e infatti non ci ha provato. E se il Passante berlusconiano l’avesse inaugurato Prodi si sarebbe parlato di “inaugurazione di regime” come ha fatto qualcuno del Pd?
Noterella finale. Ci sono stati 279 giorni di ritardo rispetto al piano previsto. Come mai? Ecco cosa ha detto Galan: “Chiedetelo a Pecoraro Scanio, il verde che, quando è stato ministro dell’Ambiente impose, per salvare una zona che riteneva di pregio, di spostare il tracciato del Passante di 300 metri. Ha costretto a modificare quattro chilometri e mezzo sui 32,3 totali, i tecnici hanno dovuto rifare i progetti, e ripartire da zero. Ci è costato “solo” 279 giorni”.
Tutti elogiate o denigrate il passante e chi ha fatto il primo passo, ma, vedete la devastazione operata su campagne intere. Chi ha scelto di abitare in campagna adeguandosi ai disagi che comporta (negozi e scuole lontane, strade e illuminazione quanto mai discutibile, mancanza di mezzi pubblici, si ricorre alle sagome di legno simil vigile a mò di deterrente e molto altro che non sto ad elencare) ora vive in mezzo ad un’autostrada. Non ci sono siepi che possano aiutare data l’altezza e, le barriere dove ci sono e sono veramente scarse, sono palizzate di legno che rimbombano come tamburi ad ogni passaggio. La domanda lecita è: Questo è il meglio italiano? Abbiamo liberato Mestre o abbiamo distrutto quel pò di campagne che tanto ammiriamo e che così poco manteniamo?
1) non ho MAI,MAI detto che il passante fosse un’opera voluta da Dipietro, mi chiedo come possa lei aver capito una cosa del genere.
2) Conferma quanto detto da me, ma non prenda ad esempio la Moratti con Prodi, le ricordo che immediatamente dopo l’assegnazione a Milano dell’Expo, Berlusconi dichiarò che il merito era esclusivamente del sindaco Moratti, nello stesso momento il sindaco Moratti ringraziava calorosamente il Presidente del consiglio Romano Prodi per lo sforzo ed il sostegno dato a Milano, senza parole.
3)Mi perdoni Taliani, anzi mi consenta che le piace di più, ma non ho resistito.
E troppo bello e divertente farvi sapere che quello che è stato così tanto dileggiato, ha trovato i fondi per fare un’opera senza fondi, mi fa ancora ridere ma non amaro mi creda.
4) Prodi si era talmente messo di traverso che pur avendo le casse vuote, riuscì a reperire i fondi per proseguire
le grandi opere più importanti, vedi il passante di Mestre.
Berlusconi non aveva la copertura nemmeno per il 10% delle grandi opere che aveva “Disegnato” sulla cartina.
Ecco, quando penso a queste cose rido un pò meno……
Se non avessero rallentato ed in certi casi annullato l’avanzamento delle “Grandi Opere” previste dal Dott. Berlusconi il Passante di Mestre sarebbe già finito da due anni, il MOSE sarebbe già a buon punto,la Torino / Lione sarebbe già in avanzata realizzazione, etc..etc….
Sono solo capaci di perdere tempo e sperperare risorse per il loro mantenimento in inutili e futili chiacchiere inconcludenti !!!! Ma un cerchio con un bicchiere sono capaci di farlo ? Comincio ad avere dei dubbi perché da tali “signori” (sinistra più o meno rosso/rosa nessuno escluso) non ho ancora visto nulla di “fisico”, “tangibile”, “reale”, che si “tocca” che serva al Paese, realizzato !
i denigratori di professione ci saranno sempre,e la difficoltà nel dare il merito non al governo di cdx ma a BERLUSCONI cioè colui che con un partito di plastica ha saputo bloccare la gioiosa macchina da guerra di triste memoria ne accentua la fatica,i sinistri non hanno o non vogliono capire che se fosse per Berlusconi si sarebbero fatte o iniziate opere anche prima,ma ha trovato ostacoli anche all’interno della precedente amministrazione,infatti pur con qualche difficoltà senza i casini e compagni si procede e ora aspettiamo il Mose per vedere il lividume dei comunisti veneziani
Sig. Taliani,
un pò mi delude non aver ricevuto un briciolo della sua considerazione.
Sarebbe così gentile da spiegarmi perchè noi cittadini, oltre ad aver costruito il suddetto passante, siamo obbligati anche a pagarne l’uso??
Qualcuno si è mai preso la briga di stimare quanto costano annualmente 30mila km/y di autostrada ad un padre di famiglia italiano, ad uno svizzero, ad uno austriaco e ad uno tedesco?
Dove finiscono questi soldi, o almeno buona parte di questi??
Grazie e saluti
Nico
MA NO SIG. TALIANI, PER FORTUNA NELLA MIA VITA IL SUO SILVIO OCCUPA POCHISSIMO SPAZIO, MA DAVVERO POCHISSIMO, ALLA PARI DI ALTRI LEADER POLITICI, CARO SIG. TALIANI LE MIE CRITICHE SONO PER TUTTI E NON HO BERSAGLI PARTICOLARI!!!
Caro Italiano, si ricorda la canzone di Antoine? “Tu sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia …”. Immagino che lei a casa sua abbia un bersaglio con l’immagine di Silvio per esercitarsi nei lanci. Meno male che c’è Sanremo.
Come è potuto accadere?!? Si è dimenticato di ringraziare Di Pietro per l’enorme lavoro svolto al Ministero dei Lavori pubblici! Che, come tutti sappiamo, ha cambiato radicalmente l’aspetto del territorio italiano…
Vabbè, faccio ammenda elencando almeno le 4 commissioni di gara incaricate dal signor Di Pietro per gli appalti delle Autovie Venete:
1) valutazione dell’assegnazione di «servizi di ingegneria per la progettazione preliminare e definitiva del ponte sul fiume Piave e degli adeguamenti delle opere d’arte della A4 esclusi i cavalcavia»; importo 2.035.349,52 euro: DUE MILIONI e rotti per valutare e assegnare.
2) «Servizi di ingegneria per lo studio idraulico, idrologico e progettazione delle opere di mitigazione ambientale», importo 618.402,33 euro: ignoro però che cosa sia stato mitigato con SEICENTOMILA euro;
3) «Servizio di ingegneria per lo studio geotecnico», importo di 212.529,81 euro: DUECENTOMILA euro mi sembrano un ottimo invito per i giovani a iscriversi al Politecnico;
4) «Concorso di idee per la progettazione di stazioni di esazione», 6.397,26 euro più 1.066 di rimborso spese X 3 partecipanti: VENTIDUEMILA euro circa per progettare i caselli autostradali.
Chi ha una calcolatrice, calcoli il totale. E tutto ciò, solo in Veneto!
l’italia intera si muove grazie a silvio il grande, senza di lui l’italia e’ persa!!!! e meno male che sta’ al potere da 15 anni!!!!!! l’italia e’ cambiata???? si, col passante di mestre!!!!adesso si’ che siamo una nazione all’avanguardia!!! ha fatto solo il suo dovere sia lui,sia chi lo ha preceduto,e non gridiamo al miracolo!!
Caro Stefano, guardi che divertente è lei e lo dico con tutta l’ironia possibile. Per due motivi.
1. Il Passante l’ha voluto il governo Berlusconi e non Di Pietro che da ministro ha seguito l’iter gia avviato e – come ha detto giustamente Galan – si è dato daffare.
2. Le parole di Galan confermano che non c’è un pregiudizio contro Di Pietro, ma si da a Cesare quel che è di Cesare quando è il caso. Anche a Costa, anche a Prodi (lo ha fatto pure la Moratti dopo la vittoria dell’Expo, francamente lo farei anch’io.
3. Il post su Di Pietro tribuno del popolo riguarda, anche se non le piace, gli attacchi per i presunti silenzi di Napolitano e mai pare si tratti di tutt’altra cosa.
3. Che il governo Prodi si fosse messo di traverso su cantieri e opere pubbliche decise dal precedente governo è nei fatti: Prodi ne aveva parlato anche in campagna elettorale e visto che anche i voti dei verdi e di Pecoraro Scanio gli servivano per tirare a campare…
Rida pure dunque, se vuole, penso sia un riso un pò amaro…
La memoria, l’arma perfetta per controbattere ai voli pindarici della sinistra. Il passante non c’entra nulla con questo Governo, si afferma. E leggendo si può credere che il merito spetti a Prodi (cui del resto ho già sentito attruire il merito della liberazione di Napoli dalla spazzatura). Il passante fu uno dei cavalli di battaglia del precedente Governo Berlusconi. Ma, penso che prima o poi si farà un telefilm, con i soldi dello Stato, che racconti le dure battaglie che la sinistra ha sostenuto per realizzare il passante. Un telefilm della serie: La storia riveduta e corretta. pino d.
Il passante di Mestre è emblematico dei metodi e delle finalità della sinistra anarco-marxisata-leninista pseudo ecologista. Creare il massimo disagio, il massimo inquinamento, impedendo ogni soluzione alternativa, per poi piangere scandalizzati per il disagio e per l’inquinamento,proponendo soluzioni che son sempre “altre”. Non si dimentichi che si parlava di ritorno alla trazione animale, come progetto risolutivo e, tragicamente, non c’era nessuna intenzione umoristica. pino d.
Caro Taliani,
per me non c’è nessun mistero. Purtroppo in Italia è largamente diffusa l’ideologia cattocomunista, secondo la quale lo sviluppo economico è un male da combattere. Le infrastrutture servono allo sviluppo economico, di conseguenza l’ostilità cattocomunista nei loro confronti è scontata. Poi ci sono ragioni più pratiche, legate alla gestione del consenso. La realizzazione di una infrastruttura come il passante di Mestre sottrae risorse ad impieghi enormemente più efficaci nello spostare voti e i cattocomunisti, maestri nell’arte di impiegare denaro pubblico per guadagnare consenso elettorale, la vedono per questo come uno spreco.
Un saluto.
Le grandi opere devono partire subito,tutte insieme,perché se aspettiamo che sia finita l’una per iniziare la successiva,passano secoli.Questo vale in particolare a proposito delle scontate chiacchiere sul ponte e sulla Salerno – Reggio Calabria.
Caro Dott. Taliani, non si interroghi tanto sull’atteggiamento della “sinistra” in merito alle grandi opere…….
Mia madre ha 83 anni e se li ricorda “scatenati” (” i compagni”)negli anni dal ’45 al ’48 nella Bassa Padana verso le foci del Pò….Ad ascoltarla il Dott. Pansa potrebbe scrivere un’altro saggio in merito che farebbe ombra al precedente……
Dott. Taliani……nella testa, sono sempre quelli!!Odio, odio e menzogna !
Penso che un paese moderno , debba avere delle infrastutture essenziali per poter sopravvivere.
L Italia ha bisogno di far strade (io faccio spesso il nodo fiorentino, ancora una tragedia) ma anche di investire
su rotaia e trasporto aereo e sopratutto su efficenza. Pensate se potessimo trasferire in 10 o 15 % dei camion sui treni quanto meno incidenti, quanto inquinamento e quanto traffico in meno.
Spero che il governo lavori per ottimizzare sempre di più gli sprechi e non far consumare per forza.
Mi fate morire dal ridere…..
leggete sotto:
Il presidente Galan ha spesso elogiato chi dal centrosinistra, come Prodi, Paolo Costa e persino Di Pietro, non ha messo i bastoni tra le ruote.
«Il ministero ha deciso di accollarsi direttamente attraverso l’ Anas la realizzazione del Passante autostradale nord, una priorità nazionale, già inserita nel Dpef, e ha avanzato la richiesta di inserire un apposito capitolo di bilancio nella prossima Finanziaria». Mai così impegnative le parole del ministro Antonio Di Pietro sul Passante.
Troppo bello! il Dipietro tanto viturpato,denigrato del blog precedente ha permesso che Berlusca Domenica facesse bella figura, e voi pure lo rimarcate!
Guarda lì il Silvio! lui si che fa le cose! altro che quel contadino rozzo di Dipietro o Mortadella Prodi!
Viene fatta una strada, dovremmo essere tutti contenti, invece no! è merito di Silvio! adesso metto la canzoncina…”Per fortuna che Silvio c’è!” Peccato che il suo governo avesse lasciato le opere da lui volute senza fondi! e guarda un pò…. Dipietrooo! si proprio lui, giuro che mi spancio dal ridere! trova il modo e i fondi per mandare avanti l’opera, tanto che Galan pubblicamente ringrazia Lui,Prodi e Costa.
Guardi Taliani questa davvero poteva risparmiarsela, ma è troppo divertente quindi la ringrazio, alla prossima.
uno – 10 – 100 – 1000 – 10.000. DI BERLUSCONI CHE STA METTENDO A POSTO L’ ITALIA CON LE GRANDI OPERE CHE AIUTANO A CRESCERE IN EUROPA E NEL MONDO. BRAVO , NON MOLLARE , CONTINUA SEMPRE COSI’. NON DARE RETTA A NESSUNO VAI AVANTI PER LA TUA STRADA E CON LA TUA TESTA. GRAZIE.
Caro Guido, mi spiega com’era la situazione a mestre e dintorni “prima” che fosse realizzato il Passante? E da quanti anni regione, enti locali, imprenditori, pendolari lo chiedevano? Lei parla della necessità di realizzare infrastrutture serie e complete: è quello infati che prevede il piano delle Grando opere, è quello che non si è fatto negli ultimi decenni. Quanto allo sfascio del territorio le ricordo le responsabilità gravi degli enti locali, dei potentati e dei cacicchi eletti sul territorio, anche nelle regioni rosse e questo detto senza generalizzare perché ci sono molte amministrazioni locali attente allo sviluppo ma anche al rispetto del territorio (anche nelle regioni rosse). L’unica vera cosa che contrasta con il concetto di progresso è il non fare che non significa necessariamente speculare…
Credo che ciarlare di progresso per questa pur lodevole inaugurazione quando la realtà italiana è tutto fuorchè miglioramento ma sfascio e rovina del territorio è gravemente ipocrita: fare il ponte di Messina servirà solo alla mafia degli appalti, dato che non ci sono nè prima nè dopo realtà infrastrutturali degne di tal nome. Se si realizzasse il ponte dopo la vera costruzione di un’autostrada A3 (a due corsie + corsia di emergenza) e vere ferrovie a due binari, allora sarebbe progresso.
Basta con le opere inaugurate ma non complete: avete sentito parlare dei tre caselli ancora chiusi e delle tre corsie dopo il Passante? ci saranno in futuro …
un’opera partita con i bastoni tra le ruote, ma la volontà
di continuare ha regalato alla fine un ottimo risultato
ed un esempio di come una volta tanto i denari spesi sono
stati spesi con giudizzio. Complimenti
GRAZIE CAVAGLIERE E UN GRAZIE A TUTTI I SUOI COLLABORATORI
IL PASSANTE DI MESTRE E’ GLI DA VEDERE, TUTTO QUELLO CHE
DIRANNO E SOLO PURA INVIDIA, LORO NON SANNO FARE NULLA E,
NON POTRANNO NULLA FARE; SONO SOLO DEI FALLITI SINISTROIDI
CASINISTI E FANULLONI IL FARE E’ PREROGATIVA DI CHI LAVORA
E SI IMPEGNA PER LUI E’ PER GLI ALTRI, VAI BERLUSCA SEI UN
GRANDE.
Salve Taliani,
le vere polemiche non sono mai sulle grandi opere e nemmeno su chi le fa (esistono però le strumentalizzazioni, ma queste ci sono indipendentemente da chi governa).
Le vere polemiche (di cui i media non si occupano) sono in genere su chi ne amministra la realizzazione e la gestione ordinaria.
Da tempo immemore le strutture autostradali (realizzate con i soldi dei contribuenti) vengono affidate a concessionari con condizioni vantaggiosissime (un discorso analogo vale anche per il settore delle telecomunicazioni).
Questi concessionari drenano risorse dai consumatori, senza ritornare praticamente nulla nelle casse dello stato. Un modello di funzionamento insostenibile per qualsiasi economia, tranne che per quella italiana.
Poi ci sarebbe un discorso di più ampio spettro sul futuro della mobilità privata (ma questo è un altro tema).
Saluti
Nico
L’arroganza dei sinistroidi non ha confine!Si ergono a moralisti e contro la pena di morte, poi si riscontra l’esatto opposto.Da tali personaggi come si può pretendere che elogino quello che serve e che viene fatto x il bene di tutti.Il vero confine lo si riscontra tra chi è per il fare contro chi è invece x il dire (…e male).
Yes Sir, yes we can… Vai Silvio, vai…..go ahead!
bravo Silvio.. bravi tutti…AVANTI TUTTA usciamo da questa palude in cui ci ha messo l’indecisionismo del governo prodi
e allora progettiamo tutto insieme e partiamo dalle strade e dalle ferrovie, poi pensiamo al ponte!!!!!!che forso non lo vedra’ nemmeno il mio pronipote, e spero almeno per lui che veda le strade e le ferrovie!!!!
basta con la Sa-RC! e’ come la ricostruzione del Belice, sono 40 anni che un fiume di soldi sparisce per il fantomatico Belice e la gente vive ancora nelle baracche! Chiedetene conto agli amministratori locali invece di abbaiare a comando al governo, se c’e’ Berlusconi. Se le varie regioni , province comuni comunita’ montane smettessero di essere agenzie di collocamento a spese del cittadino ma lavorassero e perseguissero il bene comune la SA-RC sarebbe una strada asfaltata di crema e non di corone di fiori. e poi per una volta siate onesti: la regione e lostato hanno fatto una cosa che la sinistra non e’ stata capace di fare in tanti anni passati. punto!
Non capisco il ciarlare sulla Sa-Rc, sono anni che sta in condizioni pietose, non oso nemmeno pensare dove siano finiti i soldi per finanziare i lavori, è ora che ci svegliamo tutti e a governare (a partire dal più piccolo comune fino alla provincia/regione più grande) ci mettiamo persone che VOGLIONO FARE, ma non solo a parole in campagna elettorale, fare nei fatti come ha fatto Galan in Veneto, onore al merito (che sarà di tutti tranne che di Prodi o Veltroni) e avanti con le altre grandi opere, gli altri stiamo a discutere e a guardare chi FA!!!!!
Caro Italiano, vedo che è d’accordo con me una volta tanto: c’è qualcuno che si è messo in testa di costruire grandi opere che possano servire al Paese e alla sua economia e magari, realizzandole, riesce anche a metterci “l’ascensore” come dice lei, visto fino ad oggi questa abitudine era stata dimenticata… Già, ma siccome le fa berlusconi Silvio allora no, non vanno bene. Pensi che se il Passante lo avessere realizzato i premier Prodi o D’Alema avrei apprezzato il gesto, e l’avrei anche scritto. Del bel tacer…
Il male sta in quello che non si fa; se poi ciò che si fa è positivo per tutti e frutto di duro lavoro d’intelletto e di fisico, permettetemi il piacere di scrivere evviva alzandomi in piedi. Un grazie di cuore a chi, sono certo, non si fermerà qui augurandogli lunga e sana vita.
caro Marco, il clamore è legittimo visto che il Passante è stato reliazzato nei tempi previsti e con costi certi (non mi risulta sia “normale” per il nostro Paese) ed è stato voluto dal governo Berlusconi (non questo ma il precedente). Quanto agli esempi che ho citato, l’Oresund che collega Danimarca e Svezia e l’Akashi-Kaikio(fino ad oggi il ponte sospeso più lungo del mondo, quasi 4 km, che collega Kobe sull’isola di Honsu all’isola di Awaij) sono calzanti: il primo per i tempi record in cui è stato realizzato (anche con il contributo di un’azienda italiana) nonostante problemi tecnici non indifferenti (è stata anche costruita un’isola artificiale nello stretto e un tunnel sottomarino lungo 6 km), il secondo perché realizzato in un’area fortemente sismica con forti venti e ha qualche somiglianza con la situazione di Messina.
Basterebbe che come negli altri paesi i Comuni e le Regioni pagassero i loro misfatti quando non si attengono ai tempi di consegna (togliendo a loro i finanziamenti) sono sicuro che vedremmo tante opere in Italia iniziate e finite in tempi record,fintanto che andiamo avanti ad aggiungere soldi negli stati di avanzamento e opere inizeranno ma non finiranno mai.Umby
SIG TALIANI LO SA’ PERCHE’ QUANDO FANNO I PONTI IN GIAPPONE ED IN DANIMARCA E’ SANSAZIONALE? PERCHE’ LI CI SONO LE STRADE PER ARRIVARE AI PONTI, LE FERROVIE PER ARRIVARE AI PONTI!!!!! E COME SE LEI COSTRUISSE UN PALAZZO BELLISSIMO, CON APPARTAMENTI TUTTI ALL’ULTIMO PIANO, APPARTAMENTI FANTASTICI, MA NON CI METTE NE’ LE SCALE NE’ L’ASCENSORE!! ECCO PERCHE!!!
…da Mestre a Padova EST 2,70 per andare a lavorare.
Ottimo il Passante ma farlo pagare a noi poveri lavoratori che da Marghera entriamo direttamente in autostrada mi sembra ingiusto far pagare anche tutta la tangenziale ..e altro. Ricordo che fino a un anno fa la tariffa era di 1,7 euro …
non capisco il perchè di tutto questo clamore per una cosa che dovrebbe risultare normale in un paese normale: il compimento di un’opera pubblica (anche se non nei tempi stabiliti e che abita a venezia lo sa bene).
Tengo a sottolineare, tuttavia, che tale opera non è in alcun modo legata all’operato del governo attuale.
Vorrei inoltre commentare l’articolo che cita Giappone e Danimarca: l’autore dovrebbe informarsi meglio, si tratta di ponti in acque basse, strutturalmente implicano problematiche costruttive ben diverse.
Cordialità
Caro Taliani,è stata compiuta veramente una grande impresa che serve non solo a tutto il Nordest ma all’Italia intera;essa inoltre è un simbolo,il timbro indelebile di ciò che ha saputo fare il precedente Governo Berlusconi(in primis l’ottimo ex ministro Lunardi)in una Regione guidata dal centro destra del Governatore Galan e con il fondamentale appoggio della Lega,nonostanta i 2 disgraziati anni del governo Prodi.Senza di questo formidabile mix di persone testardamente ottimiste, pratiche,con la voglia di fare,si sarebbe ancora con i “tavoli” aperti tanto cari ai caciaroni della sinistra.I quali caciaroni continuano naturalmente a far caciara,anche sui loro giornali(altro non sanno fare)senza rendere conto,nemmeno con un rigo, di questo avvenimento.Ciò mi indigna, ma nel contempo ci godo perchè stà a dimostrare la loro vergognosa e rabbiosa sconfitta.Continuino pure a parlare peripateticamente dei sommi sistemi, l’Italia andrà avanti molto meglio se continueranno a farlo,fino a tornare un Paese normalmente europeo.
passante di mestre? e cosa e’? venite a vedere le strade del sud!!! sabato sera sulla ss 16 altri 3 morti, strade piene di buche, ed e’ una STATALE. MA FATEMI IL PIACERE.
Andate avanti con i fatti. Le polemiche lasciamole ai parolai di professione.E lasciamoli cuocere nel loro brodo.
Prima di spendere i pochi soldi che abbiamo nel ponte, sarebbe ora di aggiustare la Salerno Reggio Calabria e le altre autostrade ridicole che abbiamo ad esempio a Genova…
Il passante di Mestre è un’ottimo risultato.
Complimenti a quanti hanno contribuito alla sua realizzazione
Per chi lavora da una parte ed abita dall’altra è un’ora in meno al giorno di auto.
Il nord-est può essere il motore della ripresa, ma bisogna che arrivi anche la terza corsia fino alla Slovenia e la pedemontana
…perche ne’ in Giappone, ne’ in Danimarca, non hanno mica
quelle sagoma come il Veltroni o, peggio, quell menagramo di Di Pietro…
per il resto, e’ chiaro che che quella genia (i rossi) non sappia dove e cosa si faccia nel mondo del FARE, perche loro sanno (anche male,ultimamente) solamente fare chiacchiere…cordialita da un lettore del nro 2 del Gironale (il nro 1 me lo ero perso.pazienza)
auguri…di buon lavoro
E’ difficile comprendere perchè la sinistra osteggi le grandi opere e l’ammodernamento infrastrutturale del Paese. Probabilmente ogni opera ha la sua logica: facilitare il transito con l’Est significa favorire in qualche modo la delocalizzazione, e quindi non va bene. Costruire rigassificatori significa svincolarsi in parte dal monopolio della Russia, e quindi non va bene. Il ponte sullo stretto significa sottrarre soldi che potrebbero essere spesi nel sociale, e quindi non va bene. Le uniche opere meno osteggiate sono quelle relative alle rotaie, ma qui emergono i punti deboli dei Governi di sinistra, sempre divorati dalla frammentazione e differenza di valori, che finiscono per indebolirne l’azione ed inoltre, a me sembra, che le persone coinvolte nelle loro azioni di Governo hanno veramente più la cultura del dire che del fare e quindi i risultati più pragmatici non arrivano mai.