Quel giorno davanti a Indro…
Quando entrai nel suo ufficio sollevò l’indice della mano destra dalla tastiera della sua Olivetti Lettera 22, mi guardò con quegli occhi che avevano visto scorrere il mondo e la storia di più di mezzo Novecento, mi sorrise e disse: “Allora era tu che mi perseguitavi per quell’intervista… per due settimane Iside Frigerio è venuta ogni giorno a dirmi che c’era un giornalista che telefonava dalla Toscana per chiedermi quella roba su Fucecchio… Fucecchio in provincia di Pisa (altro sorriso, stavolta ironico), che idea balzana. Noi che siamo fiorentini da sempre… Però – aggiunse guardandomi dritto negli occhi – hai fatto bene a non fermarti e a insistere per avere l’intervista. Bravo… era andata bene?”. E aggiunse, guardando anche l’amministratore delegato del Giornale Amedeo Massari che mi aveva accompagnato da lui, “spero di aver fatto bene ad assumere un pisano… Alberto, guarda di non farmi brutti scherzi solo perché sono fiorentino (niente sorriso, stavolta), vedrai che qui ti troverai bene, siamo una grande famiglia”.
Era il primo d’aprile 1983 e per me, lettore del Giornale dal primo numero, quello non era un pesce d’aprile: iniziavo a lavorare con Montanelli direttore. Confesso che ero alla ricerca di una battuta brillante, qualcosa a effetto, insomma. Niente. Volai basso: “L’intervista sulla polemica per Fucecchio in provincia di Firenze o di Pisa era andata bene, direttore… dal Tirreno (il quotidiano di Livorno per cui lavorarvo) mi avevano chiamato chiedendo se era vero che l’avevo intervistata, se avevo davvero parlato con lei…”. Risposta di Montanelli: “Eh…te l’avrei chiesto anch’io se fossi stato al posto loro… (di nuovo sorriso). Lo ricordo così, Indro Montanelli, il “mio” direttore da sempre, ragazzo di bottega del Giornale che aspettava ogni volta con emozione il suo arrivo serale in tipografia per la chiusura della prima pagina, spesso accompagnato da Gian Galeazzo Biazzi Vergani, con il caporedattore Leopoldo Sofisti che aveva appena scompaginato e ricomposto (era un mago…) la “prima”, piazzandogliela davanti al bancone illuminato dei “montaggisti”. Per qualche attimo la tipografia si fermava… tutti in silenzio proto, tipografi e giornalisti, per quel rito, in attesa di un borbottio di assenso, un commento, una battuta di Indro. Voglio ricordarlo così Montanelli, a cent’anni dalla nascita . Quel primo giorno che cambiò la mia vita, non solo professionale. Indimenticabile Indro.
Il vero Montanelli di Mario Cervi
E quello dei bugiardi di Paolo Granzotto
Confalonieri: “Quanti sciacalli su Montanelli, vi racconto il vero Indro” di Mario Giordano

Che male c’è. Io ci aggiungo pure Dario Fo a Presidente della Repubblica, Marco Travaglio a Presidente del Consiglio, Sabina Guzzanti Ministro degli Esteri, Pippo Franco Presidente della Regione Toscana, Paolo Villaggio a Presidente della Regione Liguria ecc. ecc.. Visto che all’estero ci vedono come un paese di pagliaccio, facciamolo per bene. O no!
faccio appello a Beppe affinchè abbandoni l’idea, il PD e i sui dirigenti sono troppo ridicoli non ti meritano
Montanelli era un “maledetto toscano” e come tale visse da cittadino libero, schiavo solo dei suoi sentimenti.
Mi scuso se mi distacco,almeno apparentemente, dal tema centrale del post, dal momento che di Montanelli so poco per cui non ho alcun titolo per parlarne. Ma penso che uno stimolo interssante al dibattito, che era forse uno dei motivi principali per cui Santoro ha parlato di Montanelli (ma ho visto la trasmissione a pezzi, per cui posso sbagliarmi) era quello dell’indipendenza del giornalismo dalla politica, e piu’ in generale dal potere. Su questo ritengo si possa parlare assai….
Gentile Fabrizio, repetita juvant: io all’assemblea c’ero,e ribadisco quello che ho scritto. Fui anche tra coloro che chiesero (fin dal mattino, che ci fosse un incontro anche con Berlusconi e poi votai sì). Questo è un fatto. Punto. Travaglio orecchiava da fuori? Bè allora aveva l’occasione per scrivere qualche inesattezza in meno, perché comunque nessuno (tantomeno io che ne parlai personalmente con Montanelli) nega che ci fu rottura e scontro con Berlusconi. Quello che contesto e sono in buona compagnia, il tentativo di far passare il buon Indro per “comunista”. Ma in fondo basta poco per essere arruolati a sinistra: basta parlar male di Berlusconi… Aggiungo che la Voce fu bocciata proprio dai lettori e questo qualcosa vorrà dire, in fondo dovevano essere loro i primi a crederci. Sulla parte finale del post concordo, anche D’Alema da qualche giorno (finalmente) ha iniziato a ricordarlo anche all’opposizione: caro Franceschini, andiamo un po’ più sul concreto… ha detto, riassumendo alla buona. Ma ormai le polemiche si fanno solo sui saluti romani di Alemanno (smentiti anche da Veltroni) e sulle veline. Ai bei tempi Pannella avrebbe gridato: opposizione squillo…
Gentilissimo Dottor Taliani,
La prego di concedermi pochiisimi minuti. Lei, Dotor Taliani, si è accorto dell’ assordante silenzio come ” risposta ” a quelle due semplici domande da me poste?
a) quando il travaglio lavorava con Montanelli, NON sapeva che a pagarlo era Berusconi?
b) quando santoro ha lavorato con Mediaset, ” ignorava ” che a pagarlo era Berlusconi?
o, tutti e due, avevano il naso così ” tappato ” dal profumo dei soldi, APPUNTO, di Berlusconi, tanto da NON riconoscere in lui il futuro ” antidemocartico “?
Sà una cosa, Dottor Taliani? Mi sarei aspettato un’ enorme levata di scudi da parte di quanti si ergono a ” difensori ” della libertà, tipo il signor Italiano. E invece? Invece, come risposta, ricevo un assordante silenzio. Che per caso….. SIA TUTTO VERO? per cui, i signori ” difensori ” dei vari travaglio e santoro NON hanno appigli per le loro cause? Mah!!! Come diceva il buon Manzoni ” Ai posteri l’ ardua sentenza “.
Un carissimo salutone a Lei, Dottor Taliani, ed a tutti gli Amici del Blog.
Gentile Taliani,
non entro nel merito del ruolo de Il Giornale, nè di Montanelli.
Quel che mi interessa è capire quali siano le fonti attendibili e quali i bugiardoni. Un pò alla volta sto imparando a scegliere, ma a volte è davvero difficile e tutto quello che mi riesce di fare è leggere e dubitare.
E mi creda, è estremamente desolante.
L’ultimo esempio è riferibile proprio a quello che mi ha scritto, ovvero che lei quel giorno c’era e Travaglio no, quando lo stesso Travaglio dice che lui c’era, sebbene “solo” in contatto telefonico, riporto testualmente dal suo sito voglioscendere.it:
“Ai deliri di Pinocchio Granzotto che riporto qui sopra, la migliore smentita è quella di Indro Montanelli, che infinite volte e per 7 lunghi anni, raccontò quanto era accaduto l’8 gennaio 1994 nell’assemblea de Il Giornale (lui forse non ricorda, ma vi partecipai anch’io, collegato via telefono da Torino).”
Capisce Sig. Taliani ? Mentre ci vengono propinate sistematicamente verità differenti, noi stiamo nel mezzo, nella speranza che qualcuno o qualcosa ci indichi chi sia l’affidabile, il credibile.
Nel frattempo perdiamo il lavoro, vediamo calare il potere d’acquisto dei nostri soldi e crescere il costo della vita, ma a differenza di ciò che i media ci propongono questa è una verità incontrovertibile. Purtroppo.
Cordialmente
Fabrizio Corazza
In relazione alla diatriba sull’intervento di Berlusconi all’assemblea e alla versione fornita da Montanelli al “Raggio Verde”, vorrei solo avanzare una modesta ipotesi e cioè che Montanelli,per un suo legittimo, anche se non giustificato orgoglio,non abbia raccontato proprio la verità.Forse perchè, ammettere che i giornalisti del ” suo” giornale avessero accettato di parlare con Berlusconi contro il suo parere,era troppo per una persona dotata di un carattere non facile come Montanelli.Nell’ arco di una vita anche i grandi uomini commettono delle piccole “bassezze”.
Grazie
Gentilisimo Dottor Taliani,
La prego non me ne voglia se mi concedo il lusso di ripetermi. Lo sò, Lei mi dirà che lo faccio spesso, ma stavolta, me lo conceda… almeno per quest’ ultima volta.
Leggo e rileggo post pro e contro di Lei, post pro e contro il travaglio ed il santoro, ma NON vedo qualcuno che scriva contro di Lei, spiegarmi un arcano che ancora mi frulla nel cervello:
ma quando il travaglio ed il santoro han lavorato per Berlusconi, possibile che tutta la loro ” intelligenza ” si sia potuta ” sviluppare ” DOPO? Possibile che, mentre lavoravano, certo, signor travaglio, quando lei parla del periodo in cui ha lavorato con Montanelli, a pagarla era SEMPRE E SOLTANTO BERLUSCONI!!!! Il dottor Montanelli, per quanto avesse anche voluto farlo, NON poteva pagarle lo stipendio!!! Per cui, CHI la pagava, egregio signor travaglio, era SEMPRE E SOLTANTO Berlusconi!!!! E, nel frattempo, la sua ” intelligenza ” che faceva? dormiva? o era obnubilata dal PROFUMO DEI SOLDI DI BERLUSCONI? e lo stesso, dicasi del santoro. C’ è, Dottor Taliani, qualcuno che mi possa spiegare questo ” silenzio ” delle loro coscienze(?) durante quel periodo?
Ancora una volta, Dottor Taliani, grazie per lo spazio che mi concede. Un carissimo salutone agli Amici del Blog.
Caro Fabrizio, qui non è questione di verità più o meno “pilotate” da una parte o dall’altra, c’è, mi creda un particolare, spero converrà con me su questo punto, non da poco: io all’assemblea c’ero, come durante tutti quei difficilissimi giorni. Travaglio no. Tentare di appropriarsi di Montanelli ex post per motivi politici, per quel che mi riguarda, è una piccola cosa rispetto alla grandezza di Indro come conservatore profondamente anti-comunista e del ruolo svolto dal Giornale in anni terribili nel risvegliare, dare voce e coscienza ai moderati italiani. Su questo punto (che poi è quello che conta davvero) nemmeno un Travaglio può dire qualcosa di diverso. Per fortuna.
Gentile Taliani,
capisco il suo punto di vista, ma comprenderà che per un lettore (come il sottoscritto e come tanti altri) è davvero difficle farsi largo e capire che dice la verità e chi no. Lei ed il Giornale avete la vostra, Travaglio la sua e non vado oltre perchè hanno detto e scritto in tanti della questione.
Resta la voce di Montanelli a dipanare la matassa e pazienza se quella volta disse delle “mezze verità” (ma non mi sembra che Feltri, presente alla trasmissione, abbia smentito le dichiarazioni di Indro).
Cordialmente
Montanelli fu un grande contraddittorio giornalista italiano, fu fascista, fu colonialista , fù anticomunista, fu antiberlusconista……insomma fù un uomo di destra, in quanto tale lo rispetto per la sua bravura , ma non è uomo di sinistra manco dopo che ha litigato con berlusconi, ed anche travaglio e compagnia sono di destra anche se sono contro berlusconi…..ma non basta essere contro berlusconi persona per essere definiti di sinistra.
Per Gastone.
E quelle scritte da Stefano, come sono ?
Buona domenica.
Sicuramente Montanelli era un anticomunista, sicuramente sentirsi definire partigiano lo avrebbe fatto incacchiare e non poco, ma il suo comportamento mi creda fu tale, la vita e la storia di Montanelli senza dubbio è stata molto più grande del confronto con Berlusconi, non volevo certo ridurre la sua storia a questo.
Povero Montanelli.
Nemmeno da morto ti lasciano in pace.
Da vivo davi fastidio.
Da morto vieni usato per una battaglia delle parti.
Ora è facile dichiararsi solidali con te.
Tanto tu non li puoi più guardare con i tuoi occhi che avevano visto molto.
Non puoi più capire se chi stava davanti a te “c’era o ti stava facendo”…
Lasciatelo riposare in pace e abbiatene rispetto. Detto a tutte e due le parti, dx-sx(specialmente giornalisti).
Forse l’unica cosa che lo fa sorridere nell’oltretomba in campo giornalistico è la nomina di Calabresi a direttore della Stampa di Torino.
Una persona in gamba.
Ambrogio
Caro Stefano, questa di Montanelli come un vecchio partigiano non l’avevo ancora sentita… Indro era un vero bastian contrario e non credo gliel’avrebbe fatta passare liscia una definizione del genere. Se lei riduce la figura e la vita professionale di Montanelli allo scontro con Berlusconi non fa onore alla sua intelligenza: cominci a leggere davvero Montanelli, forse scoprirà un partigiano… ma anticomunista. Senza se e senza ma.
Capisco discutere di Indro Montanelli sul piano storico, ma per “misera campagna elettorale” prorpio no. Se uno è contro o a favore di Berlusconi per determinate ragioni BEN RAGIONATE, sapere che Indro Montanelli la pensasse in un altro modo dovrebbe influenzarlo? Io credo di no, un elettore non deve avere miti di riferiemnto, ma idee e opinioni, basate sul merito dei fatti. Insomma, se qualcuno ritiene che Berlusconi sia criticabile per certi aspetti, dovrebbe cambiare il suo atteggiamento qualora Indro Montanelli la pensasse diversamente? Sono le idee che contano, non le persone che le esprimono. Se si scoprisse che Che Guevara era in realtà un mercenario al servizio degli USA, un comunista convinto dovrebbe cambiare idee? Non credo (lo stesso vale chiaramente per tutte le possibili idee politiche). Quindi sono in disaccordo con il tentativo fatto da Santoro (se era questo) o da altri(se dovesse essere fatto) a questo scopo.
Beh… il giovane cronista ed il vecchio direttore…. il miele è dolce, come credo lei abbia voluto rendere questo ricordo.
Lei ha visto per sua stessa ammissione in Berlusconi il futuro e in Montanelli il passato, e ha fatto la sua scelta, solo che il vecchio conservatore è stato lei! io sarei rimasto affascinato da quella figura, un vecchio direttore, conservatore, liberale e pure se vogliamo reazionario, che si comporta come un vecchio partigiano.
Volta le spalle al potere(perchè già da allora Berlusconi aveva grande potere)va sui monti e combatte una guerra contro un nemico estremamente più potente, per una questione di etica e di morale, ma sopratutto di libertà.
Montanelli ha voluto morire libero, senza dover difendere le stupidaggini quotidiane dette da un datore di lavoro che si mette in politica per interesse, ha fatto una scelta di libertà, che lei può legittimamente non condividere, ma che è tale.
Caro Stefano, nel mio post non proprio nulla di “mieloso”, è semplicemente un ricordo personale senza tra l’altro alcuna aggiunta o abbellimento. Da che parte stavo? Semplice: dalla parte del “Giornale” dove ho continuato a lavorare come ho fatto da quel primo giorno. Ho sempre pensato che il giudizio politico di Montanelli su Berlusconi fosse sbagliato e che non sarebbe stato una meteora dopo gli sconquassi di tangentopoli con la fine della Dc e del Psi, e soprattutto dopo la caduta del Muro di Berlino. Non ho mai creduto che un giornale come La Voce, declinato in funzione anti berlusconiana, avrebbe avuto lunga vita, come poi è successo. Ho sempre rispettato la scelta fatta da Montanelli, ma non l’ho condivisa. Quanto alla vulgata del Montanelli “comunista”… la lascio volentieri a chi ci vuol credere davvero.
Caro Angelo, Silvio Berlusconi è stato per 18 anni editore del Giornale (assieme a Boroli), la legge Mammì prevedeva 700 giorni dall’entrata in vigore prima che chi posseva tv dovesse cedere il controllo di quotidiani (il controllo), anche dopo Finivest restò nell’azionariato con una quota non di controllo (e restò anche Boroli) quindi aveva anche titolo a intervenire all’assemblea dei redattori (come fece, ripeto, dopo il nostro sì alla sua partecipazione). La informo che i “lavori” per dar vita a un nuovo quotidiano erano in corso ben prima degli editoriali a cui lei fa riferimento…
Ho amato e letto Montanelli per anni e,vedere e sentire le cazz….te che escono dalla bocca di Travaglio e Santoro, mi fan tornare in ente la battuta “per essere giornalisti indipendenti ci vogliono due c…….ni così”. Santoro e Travaglio,non siete di quella razza. Pulitevi la bocca dalla sporcizia che avete sulle labbra.
Ricordo che a causa della legge Mammì, Silvio Berlusconi, non potendo possedere giornali e reti televisive fu costretto a cedere la proprietà del Giornale al fratello Paolo Berlusconi.
Logica vorrebbe quindi che all’assemblea del “Giornale” partecipasse lui in quanto editore, non si capisce quindi a che titolo Silvio Berlusconi fosse intervenuto.
Ricordo anche gli interventi sulle reti Fininvest di due noti giornalisti dalla schiena dritta come Fede e Liguori, che invitavano con molta eleganza Montanelli a lasciare la direzione del Giornale (è interessante andarsi a rivedere il vergognoso editoriale di Fede e sopratutto la fulminante risposta di Montanelli).
D’altra parte l’intervento telefonico di Montanelli alla trasmissione Raggio Verde (reperibile su Youtube)non lascia dubbi sull’effettivo svolgimento della vicenda.
Ha scritto un bel post mieloso su Montanelli, ma lei da che parte stava all’epoca dei fatti?
Io sono uno di quelli che leggeva Cilindro sul Corriere, che ho continuato ad acquistare anche dopo la nascita del Giornale, spendendo quindi qualche soldino in più, ma leggevo anche altro, data la mia attività nel sindacato ( Ovviamente non nella CGIL).
Vede, Taliani ( anche per gli altri che leggono ), con Montanelli al ritorno sul Corriere nella Stanza, io ho spesso avuto scambi di mail con lui e mi sono permesso ad un certo punto di porre anche il problema della ricostruzione di quel periodo, anche quello prima dell’assemblea di cui vedo si parla molto, qui.
Non posso esibire quel carteggio one-line, però forse è possibile se Lei ha amici dentro il Corriere, cercare nel pc che Cilindro usava ( o faceva usare da qualcuno, magari dopo aver scritto con la 22 ) in quel periodo, da metà anni 2000 al 2003, perchè io ero molto impegnato one-line in vari forum, specie in quelli di FI di allora, con direttore Antonio Palmieri e su quello della Stampa e mi trovai un cretino che mi mandò letteralmente una sequela di virus potenti che mi hanno distrutto il pc.
Posso però dire che Cilindro non mi ha sconfessato quando gli scrissi che al sottoscritto risultava che LUI avesse iniziato a ragionare con alcuni ( almeno 8 e ognuno di loro doveva contattare alcuni altri ) per uscire dal Giornale, anche a fronte di “qualcuno” che gli avrebbe concesso crediti bancari e presentato qualche altro per supportarlo economicamente contro Berlusconi.
Io credo che Granzotto e soprattutto Cervi possono confermare quanto ho appena scritto, “forse” anche altri : che ne dice ?
Saluti.
Gentile Fabrizio, Montanelli sulla sua rottura con Berlusconi disse quello che riteneva di dover dire, come pure il Cavaliere. Io però, a differenza di molti che straparlano e stra-scrivono ma non c’erano, quei giorni li ho vissuti in prima persona e mi hanno riguardato direttamente (ammetterà che questo una certa differenza la fa…). Allora le dico che, a differenza di quel che scrive Travaglio (lo leggo sull’Unità del 21 aprile 2009) e cioè che Berlusconi riunì la redazione ecc. ecc. le cose andarano in un altro modo (come conferma sempre sull’Unità del 21 aprile 2009 Luca Landò – che come me c’era quel giorno all’assemblea – : il Cavaliere entrò e parlò solamente dopo il sì dei giornalisti (che votarono, ci fu un solo no, quello – come ricorda nel suo articolo – di Luca Landò. La storia di Berlusconi che “riunisce la redazione”, insomma è una bufala. In tutta questa vicenda c’è solo una domanda che mi sono fatto: perché nessun testimone diretto dei fatti ha mai fatto outing su quando iniziò realmente il reclutamento dei giornalisti del Giornale che poi andarono alla Voce?
CI MANCAVANO LE OFFESE SIG. taliani!!! ma il suo maestro per caso e’ emilio fede? e poi perche usare la mia intelligenza qui? davvero lei crede possa servire?????? mi sentirei isolato!!!!!!!
Non ero un gran lettore di giornali, prima di comperare il PRIMO NUMERO DI QUESTO GIORNALE. Lo dovevo, anche, al fatto che trascorrevo più tempo, durante l’ anno, da imbarcato che a terra. Facevo in modo, però, quando possibile, che mia moglie mi inviasse copie de ” Il Giornale Nuovo ” ( ricorda, Dottor Taliani questa intestazione? LA PRIMA E GLORIOSA INTESTAZIONE dell’ attuale ” il Giornale ” , appunto per tenermi al corrente, tramite una VOCE ASSOLUTAMENTE INDIPENDENTE e che rispecchiasse le mie personali idee politiche. Nel lontano 1980 ero ricoverato presso la clinica di plastica facciale dell’ Ospedale san martino di genova, per un intervento chirurgico alkla guancia destra, risultato di un infortunio sul lavoro mentre ero imbarcato. La gentilissima caposala, ogni mattina mi portava una copia del MIO Giornale. Un bel mattino sospese il ” servizio “. pensai che l’ avesse dimenticato e non approfondii. Quando la cosa si ripetè per altri mattini consecutivi, mi permisi di chiederle la ragione. Papale papale, mi rispose che ” L’ edicolante, presso l’ ingresso dell’ ospedale, mi ha ” consigliato ” di lasciar perdere l’ acquisto di QUEL Giornale….. ” Badi, Dottor Taliani e Voi, Carissimi Amici del Blog: eravamo nel 1980!!!!!! In un periodo della nostra storia durante il quale NON sembra ci fosse l’ attuale ” pericolo antidemocratico “……. Andò che per circa un altro mese, tempo di degenza nell’ ospedale, mi facevo spedire il MIO GIORNALE da mia moglie, un certo numero di copie per volta….. VIVA LA ” democrazia “….. Oh, personalmente, una cosa NON l’ ho capita. Forse qualcuno di Voi, carissimi Amici, può spiegarmela. Magari il signor Italiano… Vedete, nel mio lavoro, a volte capitava ci fossero ” incomprensioni ” a bordo o con l’ Armatore. ” Incomprensioni ” che si risolvevano prontamente: una richiesta di sbarco e me ne andavo a casa. Pronto ad imbarcare con un altro Armatore. Ora, da quanto leggo sul mio ” il Giornale “, vengo a sapere che sia il dott.(?) travaglio che il signor santoro ( minuscoli, tant’ è la mnia considerazione dei due figuri ) han lavorato PAGATI DA BERLUSCONI!!! Ora, per quanto il vecchio adagio latino sia sempre attuale ” pecunia NON olet “, possibile che in tutto il tempo in cui sono stati pagati da Berlusconi, tutta la loro ” intelligenza ” fosse così OFFUSCATA dall’ odore dei soldi per cui NON si siano MAI resi conto di dare una mano ad un ANTIDEMOCRATICO? Per cui, se ne accorgano SOLTANTO ADESSO???? E facciano i ” difensori ” della democrazia ANCHE E SOPRATTUTTO CON I MIEI SOLDI? Signor Italiano, via!!, senza acrimonia, mi dà una risposta …. convincente? Sempre GRAZIE, Dottor Taliani, per la disponibilità che Lei ci concede per esporre le nostre idee. Un carissimo salutone agli Amici del Blog.
Gentile Taliani,
trattandosi di un ricordo suo personale, non andrò a discuterne.
In merito a ciò che sia verità nella trasposizione fatta da Granzotto o Travaglio, credo che la telefonata di Montanelli a “Raggio Verde” (visibile ed ascoltabile su Youtube) dica tutto quello che c’è da dire sull’argomento e la verità è sotto gli occhi di tutti, basta volerla ascoltare.
Caro Dama, quindi se lavorassi, che ne so, all’Unità o al Manifesto avrei due “coxxxxni così…”?. Pensi che lasciai un quotidiano del groppi L’Espresso-Repubblica proprio per lavorare con Montanelli, e a quel tempo per farlo (come per leggere il Giornale senza correre rischi personali) ci volevano davvero due “coxxxxni così…”. Quindi, grazie per il complimento.
Caro Italiano, forse non ha capito che ho raccontato un ricordo personale, ma francamente da lei non mi aspetto certo uno scatto d’intelligenza. Le dedico una frase di André Gide, tratta dai “Diari”: “Il numero di stupidaggini che una persona intelligente può dire in un giorno è incredibile. Senza dubbio io ne direi quante gli altri, se non tacessi più spesso…”
c’e’ una fila a scrivere su sto blog paurosa…
Grazie delle verità che confermate,ero dubbioso sulla ricostruzione del dott.Travaglio.Saluto
Come disse Indro Montanelli:”…per essere un giornalista indipendente ci vogliono due coxxxxni così…”.
Caro Michele, la ringrazio per le belle parole sul mio post. Peccato che poi, nei confronti di Mario Cervi e Paolo Granzotto abbia usato parole non propriamente belle e quindi per quel che mi riguarda, non pubblicabili. Lei può non condividere quello che scrivono, ma non deve mai dimenticare che loro, assieme a Montanelli, sono stati protagonisti diretti della storia del Giornale e sono da valutare e pesare con un po’ più di attenzione…
Approfitto anche per dire una cosa, rispetto a una certa vulgata (falsa) sulla famosa assemblea alla quale partecipò Berlusconi (questo se mi permettete come testimone diretto). Fu la redazione a chiedere che Berlusconi intervenisse (io fui tra quelli) e ci fu una votazione: solo un giornalista si espresse contro. Quello che scrive Paolo Granzotto è semplicemente la verità dei fatti: esattamente come si svolsero. Ritengo si possa essere antiberlusconiani anche senza dover contraddire la verità dei fatti, raccontando (e scrivendo) cose che francamente non stanno ne in cielo ne in terra.