Di Pietro, Dario risponderà a Follini?
“Perché il Pd non molla Di Pietro?”, la domanda Marco Follini la pone direttamente al leader del Pd Dario Franceschini dalle colonne del “Riformista” sulla sua rubrica “il democentrico”. E scrive, tra la’ltro: “Confesso che non ho proprio capito perché nei giorni scorsi Franceschini non abbia raccolto l’assist di D’Alema a proposito dell’alleanza con Di Pietro da chiudere al più presto. Sarebbe bastato un cenno, un ammiccamento, forse perfino un sorriso. Continuiamo a far finta di essere alleati con un avversario che è tra i più insidiosi e tra i più lontani da noi”. Poi più avanti Follini aggiunge: “La spiegazione non c’è. E’ uno di quegli errori che nascono per così dire da sè stessi, dalla pigrizia mentale, dalla coazione a ripetere”. Ed ecco come Follini definisce Di Pietro: è un “personaggio che rappresenta il volto sinistro del populismo più deteriore”.
Insomma, Follini non ci sta e soprattutto non capisce che c’azzecca Tonino con il Pd. Si aspetta (e forse si spera) in una risposta da parte di Dario Franceschini che esulta per la vittoria del Pd con l’alleanza “allargata” al Comune di Trento, da anni feudo del centro-sinistra (più centro per la verità sotto l’abile regia politica dell’ex margherita Dellai). In fondo, guardando al modello trentino che per l’occasione ha allargato l’alleanza con l’Udc di Casini (prova tecnica di centro-sinistra), l’apporto dell’Italia dei valori è stato più o meno attorno al 3%… Un pò poco a dire il vero. Resta il fatto che proprio quel modello difficilmente può essere esportato perché a livello nazionale fra le posizioni di Casini e quelle di Di Pietro c’è un oceano di diversità. Ma il segretario del Pd non ha il coraggio di rompere con l’Idv, perde consenso fra gli ex dc e nell’ala dalemiana degli ex ds, dando la netta sensazione di navigare a vista, senza progetto: per tracciare la rotta della balena bianco-rossa serve davvero un altro timoniere.
Un altro che non ci sta è Francesco Rutelli che dice al “Corriere”: il Pd non è la sinistra, guardiamo al centro . Poi affonda su Franceschini a proposito del referendum: Franceschini aveva giustamente detto che dopo il pronunciamento del Pd non ne avrebbe più parlato e invece vedo che insiste ogni giorno per il sì. La destra ha già detto che vota sì e che poi il risultato del voto non si tocca. Bel capolavoro di furbizia, da parte nostra…
Ripenso alle parole di Rocco Buttiglione (Udc), che commentava la vittoria al Comune di Trento: sembra che la politica del Pd sia invece quella del bipolarismo ad ogni costo, c’è una specie di cupio dissolvi da parte di Franceschini, cupio dissolvi et esse non cum deo a cum Prodi et Veltroni. Se in questo Paese agli elettori si danno solo due alternative tra la sinistra e la destra vincerà sempre la destra, non avremo un sistema bipolare ma un sistema con un partito e mezzo…
E, aggiungo io tirando le somme di quel che dice Buttiglione, Casini è lì che aspetta…
Ai flop della sinistra ha dedicato un libro il giornalista della “Stampa” Giuseppe Salaggiulo: ecco la recensione tratta dal sito Dagospia

La mia domanda non c’entra con l’articolo di cui sopra,
non capisco perchè quest’odio viscerale nei confronti di Berlusconi.
Io non penso che il governo di cento destra stia governando
alla perfezione (ad es. io avrei aumentato le tasse per chi guadagna oltre un determinato limite),pero’ è certo che governi meglio del centro sinista.
Cordiali saluti
il primo come ben notiamo è un grande illusionista. Mentre il secondo oltre ad essere un inconcludente, è un grande giustizialista marpione.
Inquesti gioni si fa un gran parlare del livello di salari, stipendi e quindi pensioni di noi italiani, quasi da terzo mondo,per contro i nostri parlamentari, in special modo quelli che siedono sui banchi del Parlamento Europeo, sono i più pagati, non basta, pare siano anche i più fannulloni, non per caso fra breve ci metteranno all’indice anche la pastasciutta, come hanno fatto con tanti altri prodotti alimentari italiani. Recentemente è stato messo in discussione il formaggio di malga, che a mio modesto parere, rappresenta una prelibatezza della tavola italiana. Con il Ministro Zaia, qualcosa sta cambiando, ma a Strasburgo abbiamo necessità di molte “sentinelle” e francamente, osservando le liste dei Candidati (mi riferisco al Nordest), mi pare che non c’è da stare eccessivamente allegri e tranquilli.
Al Parlamento Europeobisogna mandare gente con i “cosidetti” quadrati, le comparse non servono alla causa italiana.
Desideravo però accennare anche a certe trasmissioni che il servizio pubblico radiotelevisivo manda in onda. Quando cesseranno gli sproloqui, le parole tribali, i processi in diretta TV, l’uso della lingua italiana piuttosto approssimativo, quando ci toglieranno dagli schermi televisivi il buon Tonino ? Dobbiamo continuare a pagare il Canone TV e quindi rassegnarci ad ascoltare certe sconcezze, che un onesto lavoratore non può accettare.
Sul banco degli imputati sono sempre gli stessi, tutti gli altri sono Santi ?
Ecco, sarebbe interessante che ci fosse una totale evoluzione nel senso della morale, così non si va da nessuna parte, parlano quelli che dovrebbero tacere, tacciono coloro che avrebbero diritto di parlare.
Perchè i Santoro e i Flores, nel corso delle loro trasmissioni, non creano collegamenti anche con chi non la pensa come loro, io potrei lasciare un recapito, ma se anche mi dovesse passare la parola, sono certo che me la toglierebbe dopo 10 secondi. Questa non è parità di condizioni, questa è sconcezza e nient’altro, per cui, continuando a seminare gramigna, stiamo pur certi che non raccoglieremo grano.
Tita De Stalis
Sono un ex DC ed elettore di Centrodestra, ma come non mi sono appiattito sui grandi cervelli pensanti dell’ex balena bianca, così non mi lascio abbagliare dal nostro Capo del Governo, al quale, se potessi dare un consiglio, gli direi di essere più probo e di non lasciarsi andare a dichiarazioni che poi deve puntualmente smentire.
E’ sbagliato considerarsi un semidio, un poca di umiltà non guasta mai !
Fernando Giulione: non mi sembra che la Camorra a Napoli sia stata sconfitta, …..mi sembra anzi che si viaggi ancora a colpi di due o tre morti ammazzati a settimana da quelle parti.
Per quanto riguarda la ‘munnezza’ basta spostarsi nel Casertano ed i cumuli ancora ci sono …e tanti……mi sembra quindi che quello che Lei dice essere soluzionato dal governo di destra in realtà non lo è. Se poi Lei si sente Libero lo stesso….buon prò le faccia….
PS: vivo a Roma ma vengo spesso in Campania per Lavoro.
Gentile Taliani: un sistema per portare a compimento le riforme c’è,….è il refendum Segni – Guzzetta.
Con questo referendum (se i politici non lo tradiranno come hanno tradito tutti gli altri referundum, dal Nucleare al sistema maggioritario) forse si potrà portare a compimento l’impianto della seconda repubblica (oggi come le ho accennato siamo ancora alla prima) due grandi blocchi politici uno conservatore ed uno progressista, senza piccole appendici identitarie. A quel punto saluteremo i vari Casini, Di Pietro, Storace e partitini vari. Certo se passa il referundum (e non credo che passerà purtroppo) si dovranno armonizzare tutti i sistemi elettorali italiani (se non erro sono almeno 6) e creare robusti contrappesi al potere esecutivo del governo.
In tutto questo ammiro il coraggio al cambiamento di Franceschini (non mi sembra vero che un ex democristiano abbia i così detti da sfidare i big del PD alla D’Alema)
Gentile Roberto, come sa bene anche lei il trasformismo in Italia ha radici storico e lontane iniziate dopo la presa di Porta Pia a Roma… Male nazionale, direi, come il gattopardismo eletto a virtù politica. Detto questo rimango della mia idea: cambiamenti in corso ce ne sono e c’è chi spinge per cercare di portarli a compimento ma arrivare in fondo assomiglia alle fatiche di Ercole (anche per i motivi che ha sottolineato lei). Pensi alla questione chiave: quella delle riforme istituzionali. Quanto a Fini, credo che si muova da vero politico e ritengo che le critiche le abbia messe nel conto. Non ho mai considerato Fini uno sprovveduto e ritengo un errore sottovalutarlo. In politica, vale per il centrodestra e per il centrosinistra, è importante correggere le “derive” quando rischiano di danneggiare il Paese e lacerare la società. L’importante è che i leader non diventino Cassandre.
Caro Angelo, sulle vicende Telekom Serbia e Mitrokin non sono affatto d’accordo con lei. Restano oscure, non ancora chiarite e ritengo ci siano ancora “armadi” che si vogliono tenere ben chiusi. Vedremo se con il tempo si riuscirà a saperne qualcosa di più, ma ne dubito
convivere impotenti per moltissimi anni con camorra,corruzione,degrado sino all”emergenza immondizia senza avere spazio di libertà e di reazione, non lo augurerei a nessuno. Finalmente, nolente o volente, con questo governo Berlusconi,abbiamo incominciato a respirare, anche noi, libertà ,si Libertà,di movimento senza nessun rischio di pallottola vagante e soprattutto appropriandoci dei nostri diritti. Tutto il resto Balle. Un orgoglioso meridionale che mal sopporta i parolai di
professione.
Gentile Taliani: dissento dalla sua analisi, non mi sembra che grandi cambiamenti ci siano stati tra prima e seconda repubblica, gottopardescamente mi sembra invece che tutto è cambiato perchè nulla cambi.
Sono scomparse le sigle dei vecchi partiti, ma i nomi della vecchia classe dirigente con le clientele annesse è rimasta la stessa, guardi Taliani ribadisco che la mia critica non è rivolta alla sola destra ma sopratutto alla mia parte politica, a quella parte in cui ho aderito in gioventù in quanto incarnazione dei valori di progresso libertà ed uguaglianza , rappresentati dal socialismo e dal libertarismo, valori in cui credevo e credo ancora oggi.
Vede Taliani Io pur aderendo convintamente al partito democratico , sento il diritto ed il dovere di criticare aspramente ciò che non mi convince, (leader forte o non leader forte, Io ho aderito al PCI di Berlinguer che avevo 17 anni , ma vi ho aderito con le mie idee che ho sempre esposte e difese, criticando anche aspramente quel grande leader che Berlinguer era), quello che mi spaventa invece è l’appiattimento delle persone di destra su quel che dice e proclama un leader come berlusconi, senza che si sentano critiche o meglio analisi spassionate e non pregiudiziali, anzi le critiche delle persone di destra che scrivono su questo blog ed anche su altri di questo giornale, sono rivolte sopratutto verso Gianfranco Fini accusato il più delle volte di lesa maestà, poichè da destra cerca una strada di condivisione dei valori Repubblicani. (Cosa che gli appiattiti ex ora PdL non tollerano)
Secondo il mio modesto parere sembra più una alleanza difensiva che una vera prospettiva politica . E’ come un sincretismo tra due religioni diverse ( una con un verbo ed un Profeta e l’altra con molti dei che si alternano nell’Olimpo)
Francamente non mi sembra un gran problema la risposta di Franceschini a Di Pietro.
Piuttosto,da un lato mi sembra sospetta la campagna del Giornale nei confronti di Di Pietro e dell’Italia dei Valori.
Intendiamoci non discuto il giornalismo d’inchiesta con domande scomode ai nostri politici, ma l’unidirezionalità delle inchieste, puntate solo su Di Pietro, mi insospettisce, memore delle campagne del Giornale ai tempi di Feltri,con relative scuse relativamente ai finanziamenti all’ex PM da parte di Pacini Battaglia.
E come scordarsi quel teatrino della Commissione Telekom Serbia, più simile al Bagaglino ( con tutto il rispetto per il Bagaglino), che a una Commissione d’inchiesta.
E quell’altra bella Commissione, diretta dall’esimio Guzzanti, di cui non abbiamo più avuto notizie?
Secondo me è tutta una questione di memoria!
Gentile Roberto, guardi che è proprio lei che fa finta di non capire e la cosa francamente mi stupisce: la continuità con la prima Repubblica, dal punto di vista della classe dirigente, riguarda tutti partiti che sono da anni in fase di evoluzione e cambiamento, dal Pdl al Pd. Continuità non significa “immobilismo”, e credo che ammetterà che qualcosa è cambiando e sta cambiando in entrambi gli schieramenti. I grandi partiti (Pdl e Pd, che le piaccia o meno non importa) stanno assieme e raccolgono consensi che sono incardinati su una leadership forte e riconosciuta (come avviene in Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna) e il fatto che uno dei due contendenti non abbia un aleder forte (il Pd) crea qualche problemino in più in fatto di coesione e raccolta di consensi (mi sembra un fatto…). E nei grandi partiti c’è chi conta e chi fa numero (e questo è sempre avvenuto, con o senza prima Repubblica). Tutto il resto sono chiacchiere.
Gli agghiaccianti dialoghi di un Franceschini con sottofondo le abominevoli fregnacce di un Di Pietro dovrebbero segnare la fine di questa vergognosa squinternata opposizione in cui viene esibita una galleria di ceffi (vedi la Bindi a Matrix di ieri sera) da far rivoltare letteralmente lo stomaco
I VERI PROBLEMI DELLA SICUREZZA SONO LA CAMORRA, LA MAFIA, ORGANIZZAZIONE CHE RACCOLGONO AL SUD ED INVESTONO AL NORD!!!QUESTO GOVERNO E’ FORTE CON I DEBOLI E DEBOLE CON I FORTI!!!!!COME MAI QUESTO GOVERNO NON HAI MAI AVVIATO UNA BATTAGLIA FORTE CONTRO QUESTE ORGANIZZAZIONI??????
caro max, io sono un cittadino onesto, ma veramente onesto che ho sempre lavorato e che ha come unica fonte di reddito la propria pensione e nulla più. Non ho nessun intrallazzo, non sono iscritto a partiti o sindacati e non mesto nel torbido come veniva consigliato a Parini. Ma identificarmi nel pensiero di pietro non rappresenta certo il mio pensiero di persona onesta; nota bene, non ho neppure il cervello obnubilato da tv di destra, semmai l’avrai tu dalle tv di santoro o floris.
voce nel deserto: Berlusconi erede del comandante?…..sono d’accordo!…..ma non mi sembra un complimento……si ricorda il sacco di napoli?……a meno che per Lei Lauro sia stato un gran benefattore dell’umanità ed il sacco di napoli ed il clientelismo un buon modo di fare politica ……Per quanto riguarda la spinta ideale del PDL…..un partito di ex radicali ex democristiani alla mastella od alla dini (due noti voltagabbana) ex socialisti convertiti al conservatorismo beghino (tradendo nell’ordine Nenni, Lombardi , Pertini, Mancino, Loris Fortuna e le battaglie libertarie) non mi sembra che abbiamo grandi spinte ideali, se non quelle del potere per il potere.
Gentile Taliani: non ho compreso la sua risposta, secondo Lei Dini e Mastella sono peones ? Tremonti e Brunetta pure? Quagliarello anche?……La verità , mi dispiace per Lei è che il PDL non è il nuovo e l’antipolitica che vuole far credere ma è il vecchio pentapartito travestito…..l’unica novità nella politica italiana mi dispiace dirlo è la lega Nord…..tutto il resto è riciclaggio di vecchi personaggi e quando sono nuovi sono solo figli di qualcuno o personaggi bellini che non contano un accidenti. (parlo anche della parte in cui mi riconosco che è il partito democratico).
Gentile Taliani faccia uno sforzo autocritico e lo ammetta!
populìsmo: populìsmo
s. m.
movimento politico-culturale sviluppatosi in Russia verso la fine dell’Ottocento, che, esaltando le qualità del contadino russo, auspicava una sorta di socialismo agricolo
oggi, l’atteggiamento di chi genericamente si proclami favorevole alle masse popolari, spesso senza approfondire i motivi ideologici e politici di questa scelta.
Caro Arcangelo, non sono affato “obnutilato” e le assicuro che faccio anche un buon uso del telecomando, e soprattutto leggo il leggibile… Dipende sempre da quale parte (politica) si guardano le cose. Quanto alla frase di Indro sulla destra, l’ho sempre rispettata, ma non l’ho mai condivisa perché i cambiamenti avvenuti nel Paese (anche a livello elettorale) non si possono giudicare come se parlassimo di “ieri” con lo stesso metro di giudizio che veniva usato ad esempio per la Dc e il Pci…
Ritornando al commento di Max credo che lei Taliani non sia disonesto, ma forse un pò “obnubilato dalla propaganda delle cinque televisioni pro-destra” e non solo.
Taliani mio, lei è intelligente e colto e non sono solo io a dirlo, ma come fa a riconoscersi in questa destra che anche il suo amico Indro definì “non la sua destra?” Una destra che appare sempre più quella di Sonnino a discapito di quella di Giolitti.
Caro Max, quindi se io non la penso come Di Pietro secondo il suo metro di giudizio sarei disonesto?
Caro Roberto: d’accordo sulla questione referendum, per niente sulle sue affermazioni riguardo alle candidature nel Pdl… nel tanto ci sta il poco… dicevano i nostri vecchi in Toscana. Nei grandi partiti contano (come insegna la storia del Pci e della Dc) i vertici: tutto resto era definito “truppe cammellate” o anche “peones”. I grandi partiti si tengono insieme così, altrimenti come spiegherebbe la diaspora politica della sinistra? Tutti cacicchi come diceva D’Alema… con i risultati che la base del centrosinistra vede dispiegati davanti a se tutti i giorni.
Anche Forza Italia,come la Lega era partito territoriale nordista,nato al nord fra il popolo delle partite iva.
Una forte impronta sudista viene con il PDL e con la confluenza in esso di AN e di FI .
Berlusconi in Campania è l’erede,mutatis mutandis del Laurismo,che si fà senso dello stato,capacità di risolvere i problemi secondo i protocolli del pragmatismo lombardo e non delle inconsistenti chiacchiere professorali dei chierici emiliani,privi di un reale capacità d’agire nell’interesse comune ,troppo legati all’aurea realtà del proprio territorio,per poter governare la complessa realtà italiana.
Da ultimo Berlusconi sfonda in Abruzzo e non solo col voto,ma dando il meglio di se ,del suo coraggio,della sua faccia,della sua capacità progettuale,nel terremoto mentre Franceschini gli insidia il calcagno col morso avvelenato dopo aver respinto insieme a Prodi richieste di soccorso del commissario Bertolaso provenienti da Napoli (fonte Rosa Iervolino). Se Franceschini scendesse a Napoli potrebbero mangiarselo .Il PDL non mollerà mai la Lega e non solo per convenienza.E’ più facile il contrario che la Lega è più tattica,il PDL più idealista e conserva in se il meglio del’anima democristiana e socialista ed ora il meglio della destra valoriale,secondo quello che hanno saputo preconizzare ed incoraggiare due suoi grandi politologhi che rispondono al nome di Tatarella e di Gianni Baget Bozzo.
Di pietro rappresenta il pensiero di tutti gli italiani onesti e con il cervello non obnubilato dalla propaganda delle cinque televisioni pro-destra. E più voi darete addosso a di Pietro e più sarà forte. E in ogni caso questa è l’ultima legislatura con la destra al governo.
vagolo : I figli di papà sono nel PD nel PDL e nella Lega (notizia recente è la discesa in campo del pluri bocciato figlio di Bossi)…..finora si dipinge il PDL e Berlusconi come la rappresentazione dell’antipolitica contro la casta dominante, non accorgendosi però che il PDL come tutti gli altri partiti candida perchè ne ha bisogno tutti i rottami e le seconde file della I repubblica, ……altrimenti spiegatemi il senso di Dini e Mastella per citarne solo due che si sono intruppati nel PDL…..per non parlare poi delle seconde file socialiste tipo tremonti e brunetta e sacconi o i Pannella boys che sono politici di lungo corso e che per un buon posto nella casta si sono convertiti anche al cattolicesimo intrasigente e illiberale.
Questi sono i mali della nostra politica che affliggono sia la destra che la sinistra, :
Il trasformismo ed il Il nepotismo, per non parlare poi del servilismo e della cooptazione.
La novità è che ha sinistra ci siamo svegliati e critichiamo ferocemente i nostri dirigenti, (anche con il non voto) mentre a destra si fà fatica a criticare, essendo la maggior parte (tranne rare eccezioni) allineati sulla linea tracciata dal comitato centrale.
Ma se ne andasse Follini, e tutti i centristi del cavolo insieme a lui!
Gentile Taliani: sembrerà strano …ma mi trovo d’accordo con Lei quando dice che: ‘senza serie riforme dello Stato che diano efficacia alla governabilità come richiedono i tempi moderni, ci sarà sempre un Di Pietro in agguato’…..ed Io aggiungo un Bossi ed un Casini….con il referundum abbiamo una importante arma in mano, spero che i Sì vincano e che si raggiunga il quorum…..A quel punto spero in un rimescolamento delle carte con due grandi partiti che abbiano riferimenti certi nel Socialismo e nel Conservatorismo Europeo….Spero che anche Lei sia d’accordo me.
Franceschini è un precario, punto.
Chiunque ha un impegno a tempo determinato dicesi precario, così parlò la sinistra!!
Su Di Pietro non credo possano esistere dubbi. Sta estendendo il suo percorso verso l’alto (il suo alto) utilizzando tutto quanto può essere utile. Con la sua astuzia pratica ha capito che l’area del dissenso, del malumore e, perché no, dell’odio non solo politico, rappresenta una risorsa facilmente accessibile anche per uno come lui, incapace di proporre soluzioni che raramente vanno oltre la carcerazione e la delegittimazione degli avversari. Il suo valore di riferimento è proprio il rancore insoddisfatto di chi non vede opposizione possibile all’odiato Berlusconi, di chi non avendo più una bandiera sotto cui raccogliersi è pronto ad affidarsi a chiunque possa incarnare i propri desideri di rivalsa. Le sue mosse manifestano una scarsa capacità di proporre una politica globale nell’interesse del paese, fatto consistere essenzialmente nell’allontanamento, ed eventuale carcerazione, di tutti i “corrotti”, aprono un grande spazio a tutte le possibili contrapposizioni con gli avversari (anche in mancanza di motivi validi o provati) e ad un puntiglioso sostegno della purezza dei propri intenti (su cui molto ci sarebbe da dire) nonché ad uno sfoggio di lontananza da ogni vantaggio materiale che viene continuamente contraddetta ma che, evidentemente, continua a fare presa. Il PD, per come è messo attualmente, ha ben poco appeal su questo tipo di elettorato dai gusti piuttosto forti, dovendo, tra l’altro, salvaguardare la sua fetta di moderati e cattolici. Allora non gli resta che far buon viso a cattivo gioco e, come faceva quel tale che, volendo tener buoni i debitori senza però concedere ulteriori dilazioni, si diceva personalmente disponibile ma impossibilitato dal socio o dalla moglie intransigente, accettare la collaborazione di chi la parte della moglie o del socio inflessibile riesce ad interpretarla senza alcuna difficoltà. Il PD, per uscire da questo tragico equivoco, dovrebbe rinunciare temporaneamente ad un’ulteriore fettina di potere, imboccare finalmente la via del chiarimento, che la maggior parte degli italiani aspettano almeno dalla caduta del muro, e puntare su una socialdemocrazia aperta ai voti di chiunque, come sembrava nelle intenzioni originali di Veltroni, contraddette poi inspiegabilmente dalla decisione di associarsi a Di Pietro. Il successivo problema del PD, superata l’incauta associazione, potrebbe poi essere quello di trovare una classe dirigente adeguata al compimento della sua trasformazione, forse più facilmente reperibile in periferia (sindaci e simili) che non nella incartapecorita burocrazia romana.
Ettore B scrive via mail:
Ha ragione Follini, anche se mi chiedo cosa ci faccia nel Pd. Io penso che i democristiani abbiano un sogno: candidare casini come ledear di un nuovo centrosinistra. Un’operazione Prodi bis con un aspitante premier più giovane e di sicuro più efficace del Prof. Per me farebbe meglio di Prodi. Quanto a Di Pietro penso che senza serie riforme dello Stato che diano efficacia alla governabilità come richiedono i tempi moderni, ci sarà sempre un Di Pietro in agguato: il populismo prospera quando lo Stato non funziona, i soldi nelle tasche della gente mancano e le caste continuano ad arricchirsi.
Un saluto agli amici del blog Ettore B
Ma dov’è questa grande proposta politica di Di Pietro che qualcuno continua a vedere? Per il momento esiste solo un antiberlusconismo sfegatato pieno di odio e minacce di manette se solo ti muovi.
Il motivo per cui Franceschini non abbandona Di Pietro credo che sia molto semplice: quando la nave affonda ci si aggrappa a tutto ciò che galleggia. Mancando completamente la sinistra (assente dal parlamento) ed avendo l’idv dato l’idea di essere un baluardo contro Berlusconi, Franceschini non ha scelta e per non perdere ulteriori consensi segue un alleato scomodo ma indispensabile. Bisognerà vedere se il gioco vale la candela oppure se alla fine, come credo, il pd resterà solo con il moccolo in mano.
Caro Arcangelo, la ringrazio per il “moderatamente” anche perché, per quel che mi riguarda non sono amico o nemico di Di Pietro… è diventato un leader politico con onori e oneri come tutti gli altri. Il fatto che mi occupi della sinistra, direi del centrosinistra non significa affatto che io voglia distruggere l’avversario. Semplicemente non credo che nascondere crepe, divisioni, scontri politici profondi, personalismi, divisioni e quant’altro aiuti il centro-sinistra a uscire dalla palude nella quale si è infilato ed è rimasto impantanato. La verità è che alle viste, dopo le europee ci sono nuovi scontri e divisioni: non sono io a dirlo, ma gli stessi esponenti del Pd. Solo loro ad aver il cerino acceso in mano… Quando Di Pietro ha detto “l’opposizione sono io” era chiaro che sarebbe scattato l’allarme rosso. Vedremo cosa succederà e si sarà un leader “federatore” attorno al quale l’opposizione possa compattarsi anche se mettere d’accordo cattolici ed ex dc con ex ds non è facile (ma non impossibile come si è già visto). Ma per Di Pietro pare scattata la conventio ad escludendum. Vedremo. Quanto alle grandi proposte di Tonino, mah, non mi sembra abbia la visione di un Obama…
Bravo Fabrizio, ottima analisi.
Aggiungo che l’IdV non è solo un partito teso alla distruzione dell’avversario, questo è quello che vogliono far trapelare i media. Ma ci sono anche grandi proposte, idee magari non innovative ma sicuramente al passo dei tempi.
In fondo anche questo blog, parlando solo dei mali della sinistra(e ce ne sono..), tende più moderatamente a distruggere l’avversario.
Saluti
Gentile Taliani, dico la mia anche commentando ciò che hanno scritto alcuni lettori.
- Non so perchè Franceschini NON lasci DiPietro, troppo aldilà di noi mortali capire cosa cela “il carrozzone” della politica. Quello che mi auguro è che lo faccia in fretta perchè DiPietro è l’unica opposizione credibile che esiste oggi.
Il molle Veltroni è evaporato in zero attimi e con lui la pseudo alleanza con questa pseudo opposizione rappresentata da questo pseudo partito che è il PD, oggi guidato da uno pseudo segretario….
DiPietro può non piacere però:
- Berlusconi ai tempi di Mani Pulite fu il primo ad offrirgli una carriera politica, perchè ?
- Non entro nel merito politico della scelta, ma caro sig. Paolo Mazzarri, a lei che scrive che DiPietro ha buoni legami con la magistratura vorrei ricordare che è proprio l’IDV che ha candidato De Magistris dopo che è stato massacrato ingiustamente e questo gesto non mi sembra il modo migliore per raccogliere “buoni uffici” presso il CSM o l’Associazione Nazionale Magistrati, enti che direttamente (con atti) o indirettamente (tacendo) hanno avallato tutta “l’opera contro DeMagistris”.
- L’IDV, piaccia o no, ha votato con la Lega sul federalismo fiscale perchè condivideva l’argomento esposto dal carroccio. Ha votato con il governo e quindi si è dimostrato coerente con le sue scelte e le sue idee, piacciano o no, sostenendole in aula anche votando con la maggioranza. Alla faccia di chi li giudica AntiBerlusconiani per definizione.
Ammetto la mia simpatia per il personaggio, unico che esce dal copione scritto della politica italiana, asservita ai poteri economici e in continua combutta con tv, radio e giornali.
Il fatto che DiPietro sia spesso in contrasto con Berlusconi è, credo, per questo motivo: il cavaliere possiede Tv, giornali, radio in quantità e che sono il suo megafono personale, che fanno “la politica della sua politica” e questo non rappresenta un modello di credibilità (a suo modo di vedere) per chi deve rappresentare tutto il paese.
A noi tutti scegliere quale posizione prendere.
Cordiali saluti
Caro Stefano, sperare nello stellone gossiparo o nelle divisioni su temi specifici che esistono (ed esitono per fortuna) all’intenro del Pdl e con la Lega non si chiama “strategia politica”, che invece è qualcosa di più serio che l’opposizione spera di tornare prima o poi al governo. Per ora siamo al: cerchiamo di prenderne il meno possibile… Ma in periodo di transizione politica come questo da un segretario di transizione come Franceschini pare difficile potersi aspettare anche una vera “strategia politica”. primo non affondare, poi si vedrà. Casini è lì che aspetta…
PDL e Lega, nonostante abbiano talvolta idee diverse, riescono sempre a trovare un equilibrio, ma PD e IDV hanno posizioni molto distanti e, secondo me, restano insieme solo per cercare di contrastare il centro-destra.
Rispettosamente.
Direi che italiano ha colto il segno, non serviva poi sprecare tempo su una questione così banale, a destra come va Taliani? tutto bene?
Cos’è che non và, perchè la lega dovrebbe lasciare il PDL? con la lega Berluscon ha già governato 5 anni, e governerà sicuramente per altri 5.
DiPietro oltre ad essere un pessimo politico, soffre di una sindrome Berlusconiana,un odio verso l’uomo e se dipendesse da lui a Berlusconi gli farebbe fare la stessa fine che ha fatto Mussolini a PIAZZALE LORETO.
Credo che Di Pietro alla fine rimarrà solo con se stesso.
Ecco perchè Follini intelligentemente ha chiesto a Franceschini di mollarlo. Saluti Angelo
secondo me perchè qualcosa di molto forte li lega ma non politicamente
Non credo che Franceschini risponderà alla domanda,adesso,
si butterà anima e corpo nel divorzio Berlusconi nella viva speranza di ottenere consensi che dalle ultime news
non sembrano arrivare.Vedo a Ravenna un allontanarsi dal PD di molti scontenti del Franceschiello,forse,dovrebbe
fare un ulteriore giuramento.Compagni,non me ne vogliate
ma sono contento di non essere dei vostri,con tutto il rispetto.Gastone Casali.ravenna.
io spero che non si mollino, di divorzio all’ italiana basta quello tra silvio e veronica. comunque, tra tutte e due le cose il vincitore sarà come al solito silvio……almeno politicamente, purtroppo!!!!
Semplice risposta.
Il PD, in quanto partito artificiale costruito dopo il diktat di De Benedetti, ha la propria ragion d’essere nell’antibelusconismo;ossia in un fine congeniale al suo vero fondatore.
Parimenti l’ IdV ha la medesima ragion d’essere, per evidenti limiti del leader: capace di criticare e distruggere, ma incapace di costruire qualcosa.
I due partiti di plastica, quindi, perseguono lo stesso risultato con modalità differenti.
Il PD spacciandosi per il partito dei giovani, carini, precari ed affini agli autoreferenziali intellettuali radical chic; nonchè baroni in aree universitarie ed editoriali. (In realtà è il partito dei figli di papà, a partire dal leader in quiescenza Veltroni Walter)
L’ IdV presentandosi come un partito populista, teso alla distruzione dell’avversario, ma privo di un vero programma. (per mancanza di teste pesanti, tutte tagliate dal caudillo, novello aspirante Saint Just)
Queste due rappresentazioni del vuoto pneumatico sono obbligate a procedere insieme.
c’è una bella differenza fra l’idv e la lega, non ti pare?
Caro Taliani,
se anche Franceschini risponderà alla domanda sarà solo per dire un mucchio di stupidaggini. Dubito che ammetterà il vero motivo per il quale il PD è alleato con Di Pietro: la paura di molti dei suoi dirigenti di finire nel mirino della magistratura. Costoro sono i personaggi che all’epoca di mani pulite militavano nel PCI e sono stati “miracolosamente” risparmiati dalla tempesta giudiziaria che ha travolto gli altri partiti. Guarda caso, uno dei magistrati di punta di mani pulite era proprio Di Pietro, un personaggio che tuttora ha buoni contatti all’interno della magistratura.
Non credo che ai dirigenti in questione si possa addebitare alcunché di penalmente rilevante, ma il solo essere indagati potrebbe bastare a rovinare la loro carriera politica, ed è di questo che hanno paura.
Io non riesco a pensare ad altre spiegazioni, a meno di ammettere che tutti i dirigenti del PD siano impazziti, cosa che mi pare assai poco probabile.
Un saluto.
PER LO STESSO MOTIVO PER IL QUALE LA PDL NON MOLLA LA LEGA!