E così Massimo D’Alema ha scelto le “Iene” per la sua ultima esternazione, ma forse poteva andare bene anche “Scherzi a parte”. In fondo quello che conta è far passare il messaggio, come si usa dire.  Così il nuovo Massimo D’Alema, quello delle “scosse” sbianchetta il vecchio Massimo D’Alema, quello “figgiccino”, quello del Pci duro e puro. Quasi quasi si “veltronizza”, insomma, tanto che alla fine riesce anche a dire al microfono di Lucci addirittura un “Walter ti voglio bene”… che corregge il precedente “Walter ti stimo”. Ecco la svolta dalemiana: oggi non è più “un comunista”, ma piuttosto è un “democratico e un socialista”. Insomma, siamo al ripudio dell’album di famiglia del glorioso Pci. E ancora: “molto, ma molto prima di tangentopoli” sarebbe stata possibile un’alleanza con Bettino Craxi, “ma non dipendeva da me, ero piccolo”. Bisognerebbe ricordare cosa dicevano il Pci e Massimo D’Alema di Bettino Craxi anche prima di tangentopoli, oppure ricordare la nascita del Pds in funzione anti-socialista. Ma si dovrebbe riempire un libro (leggete l’articolo di Gianni Pennacchi linkato sotto). Certo per un neo-democratico e socialista è più facile fare accettare anche il leader-skipper dell’Ikarus al popolo lavoratore, ai precari e ai disoccupati (sia chiaro, io invidio quella splendida barca a vela a D’Alema, magari m’invitasse una volta a fare un’uscita con lui…). Mi chiedo ora se arriverà l’ultima, decisiva svolta: l’abbraccio da parte di D’Alema del buonismo in politica, sia verso gli avversari interni che nei confronti di Berlusconi. A proposito, nell’intervista a Lucci manca un’altra abiura esplicita: quella della doppiezza di togliattana memoria. Ma forse è implicita nel pensiero di un ex compagno che evidentemente ha sbagliato…

Noterella sull’antiberlusconismo e il “contrordine D’Alema”
L’antiberlusconismo è un atteggiamento sbagliato, “subalterno”, è necessario “capire le ragioni della destra” anche se questo non significa “inseguirla sul suo terreno”. Lo ha detto alla presentazione del libro di Biagio De GiovanniA destra tutta – dove si è persa la sinistra? E ha aggiunto: “Questo antiberlusconismo che poi sconfina in una sorta di sentimento anti-italiano… Questa concezione di una minoranza illuminata che vive in un paese disgraziato, èl’approccio peggiore,  subalterno, che possiamo avere”.
Poi D’Alema ha precisato: “Stavo presentando un bel libro di Biagio de Giovanni” dove si dice che “la sinistra non può arroccarsi in una posizione pregiudiziale e antiberlusconiana” e”io ho detto che sono d’accordo”. Sulla stampa il tutto “è stato montato in modo un po’ furbesco”. Contrordine, Massimo…

QUALCUNO ERA COMUNISTA, MA ORA PURE D’ALEMA NEGA di Gianni Pennacchi