Nessuno le vuole più, parole (pardon promesse elettorali) , ma restano lì. Anzi, con gli anni aumentano. Intoccabili anche se con l’avvento delle Regioni dovevano sparire. Le Province non si toccano. Inutili, si dice, ma in realtà utilissime evidentemente alla casta, anche quando deve chiedere sacrifici (e che sacrifici) agli italiani. Così la Camera ha detto no alla proposta di soppressione presentata dall’Idv, con la bella sorpresa che il no alla soppressione è passato con il voto di Lega e Pdl, ma anche grazie all’astensione udite udite del Pd… Sì il Pd di Bersani che ha il “coraggio” di dire: “Non facciamo delle tirate demagogiche” . Stesse parole pronunciate dal leghista Davide Boni… (il Pd ha 40 presidenti di Provincia, il Pdl 36, la Lega 13, il resto mancia…). Astensione che segna l’ennesima spaccatura nell’opposizione ma anche all’interno del Pd (Chiamparino: “Credo che su questo punto il Pd dovrebbe avere un sussulto riformista”  e Matteo Renzi: “Dico che ieri il Pd ha perso un’ottima occasione per dare un segnale al paese”), mentre aumenta la delusione dell’elettorato verso la casta. Scrive Vittorio Feltri sul Giornale “prima di toccare le pensioni tagliate i costi della politica”, altrimenti il governo dovrà rassegnarsi alla critiche: “La più tenera: quelli che abbiamo votato sono uguali ai campioni della Prima Repubblica i quali, quando erano in bolletta, aumentavano il prezzo della benzina, dei bolli, delle sigarette, eccetera” (leggi l’articolo).  Già, ma il coraggio, questo coraggio di tagliare i costi della politica, la casta evidentemente non se lo può dare.

Quegli enti pesanti e costosi che la casta non vuole toccare di Mario Cervi e Nicola Porro

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