I professori bocconiani l’hanno chiamato “salva Italia”, ma quel decreto che porta la firma del Tassator Cortese, il professor Mario Monti, potrebbe essere ribattezzato sobriamente “mangia stipendi e pensioni” perché questo per ora è l’effetto che fa sui redditi delle famiglie. Ovviamente tutto è condito con la parolina magica “equità” che forse – se non ci si vuol sentire degli Andreotti qualsiasi –  i professori al governo, ma anche i politici, dovrebbero usare con molta sobrietà perchè a volte sà di presa in giro.

Come nel caso delle tasse, i cui aumenti è bene ricordare, sono a carico di chi le tasse le paga già. Fossi Cetto Laqualunque direi i soliti noti, ma taccio per pudore, forse sono diventato anch’io un po’ anglosassone senza saperlo. In fondo ho la sensazione di esistere solo in quanto contribuente, ormai. Di tasse “belle da pagare” e altre forme di prelievo ne sono arrivate a raffica più o meno 53 con il governo dei tecnici: l’ultima è l’aumento delle addizionali Irpef regionali e comunali. Poi l’Imu sulle case (e ci sarà pure la revisione delle rendite catastali…). Con addirittura l’Imu più speciale di tutte: quella che pare debbano pagare i degenti delle case di riposo.  Sei vecchio, malato, hai bisogno di assistenza, hai la casa che affitti per pagare la retta? Imu seconda casa perchè sei residente nella casa di riposo. Quando ho letto la notizia pensavo fosse uno scherzo, poi mi sono accorto che Carnevale è passato. Ma non finisce qui: arriverà in autunno il salasso -bis  dell’Iva. E poi? C’è la benzina che vola, l’inflazione… Basta?.

Tralascio la questione fiscale che grava sui ceti produttivi, altrimenti non esco più di casa anche se c’è il sole. Anche l’ex ministro delle tasse Visco è arrivato a dire se siamo a livelli “intollerabili”. Monti gli ha ridatto la verginità… anche se bisogna ricordare che in Italia è dal 1973 che la curva tasse-imposizioni sale inesorabilmente, e quindi in materia ci sono poche vergini in giro. Certo, ci sono gli evasori, vanno stanati, è vero… Ma il resto? I tagli alla spesa pubblica, gli sprechi alla spesa improduttiva, le costosissime burocrazie spalmate su cinque livelli di governo da Roma in giù, gli enti utili solo a chi occupa poltrone? Il piano per la crescita? Le banche che non finanziano le imprese soprattutto medie e piccole nonostante le paccate di euro ricevute a tassi “amichevoli” dalla Bce? I debiti di Stato ed enti pubblici mai saldati alle aziende?

Tasse necessarie, spiega il govermo, la crisi era grave e l’emergenza c’è ancora… tutto vero. Ma sul welfare si segna il passo e la riforma del lavoro della Fornero si è impantanta fra i veti della Cgil sull’articolo 18, le retromarce di Cisl e Uil, il vorrei ma non posso dell’ala riformista del Pd, che fa parte della maggioranza, sia chiaro, e non è all’opposizione come Lega e Idv, e rischia di morire “montiano” con il suo elettorato in fuga, facendo capire che il Pd sta con Monti ma anche no… E si torna a respirare aria di elezioni anticipate con il Pd che sogna di riporre il loden nell’armadio degli abiti invernali che non servono più. Ormai è primavera. Aspettiamo il dopo elezioni amministrative di maggio. Aspettiamo che il Pd dica cosa vuol fare da grande, visto che sull’articolo 18 come era facile prevedere, si gioca tutto, con Casini che da un lato vorrebbe stare con Alfano ed Enrico Letta e Nichi Vendola dall’altro pronto a incassare a sinistra se Bersani molla sui reintegri e quant’altro. “Entro un mese approveremo la riforma”, dice il piddino Franceschini. Già, ma quale? Altrimenti siano al preannuncio del trappolone per arrivare al voto in autunno, prima del semestre bianco. Anche se Bersani liquida l’ipotesi così: “Voto a ottobre? Idiozia”.

Monti dice che non vuol tirare a campare. Giusto, sarebbe inutile,  dannoso e il segretario del Pdl Alfano sostiene che  una riformetta non serve… Bene. Allora Monti continui a fare Monti e completi il resto del lavoro urgente. Se restano solo le tasse ammazza ripresa e non c’è il “resto”, se non riparte la crescita e la modernizzazione del Paese è rinviata, a cosa servirebbe, si chiedono in tanti, aver svuotato le tasche degli italiani?

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