Nella manovra equa per uscire dal baratro alla greca, il professor Mario e i tecnici al governo, con l’Imu hanno fatto qualcosa di simile a quelli che venivano definiti con orrore da molti (soprattutto a sinistra), “tagli lineari” alla spesa pubblica. Ovvero l’introduzione della “tassa lineare”, la famigerata (e per molti drammatica) Imu. Con una aggravante che difficilmente sarà cancellata dall’immaginario collettivo degli italiani: produce effetti a (negativi) a catena perché piccona sogni e speranze di quel vasto ceto medio che ha sempre considerato la casa, il mattone, un bene rifugio. Per la vecchiaia, per i figli.

E mi riferisco alla gente normale, quella che ha risparmiato, fatto sacrifici, mutui pagati o ancora da pagare e magari pagato per sbaglio anche le tasse.  Penso ai piccoli proprietari. Moltissimi dei quali sono pensionati. Dal sogno all’incubo.  Il direttore del Censis, Giuseppe Roma infatti paventa una crollo verticale dei valori immobiliari (il 20%) causato dal combinato disposto Imu – revisione del catasto – reddito spolpato da altri tributi e aumenti vari che pesano e peseranno sulle famiglie. Dice Giuseppe Roma: “Da un governo tecnico dobbiamo pretendere provvedimenti congrui. L’introduzione dell’Imu, nel 2012, insieme alla rivalutazione degli estimi del 60% peserà sulle tasche degli italiani che, per far fronte all’aumento della pressione fiscale, prima di intaccare i risparmi metteranno essa in vendita le seconde case e questo farà crollare per la prima volta dopo i decenni il prezzo degli immobili. A fine anno, si stima un -20%, dopo un 2011 con prezzi stabili. L’Imu azzererà i risparmi avuti da 3 anni senza Ici”.  Devo dire che spero che non sia questo lo scenario reale. E tralascio il capitolo del come e quanto si pagherà davvero per l’Imu per non turbare chi è di cuore debole. Vedremo se ha ragione il Censis o chi invece sostiene che la stima è esagerata e catastrofista. Saranno i fatti a parlare ed essendo moderatamente pessimista sulla situazione mi auguro che Roma abbia calcato un po’ la mano. Anche se la botta sulla casa è dura e su questo credo non ci possano essere molte interpretazioni, a meno di non far parte del partito dell’aumento delle tasse come unica soluzione ai problemi del Paese come riforma “strutturale”…

Poi c’è il problema dell’edilizia e di tutto il mondo che gravita attorno al mattone… Ho seguito poche settimane fa e in questi giorni, due grandi manifestazioni internazionali a Fiera Milano: Mce – Mostra Convegno Expocomfort e il Salone del Mobile. Due fiere italiane al top mondiale legate anche all’edilizia, alla casa, all’abitare. Centinaia di migliaia di visitatori, moltissimi stranieri, aziende italiane in prima fila impegnate sul fronte dell’innovazione, della qualità, del design. Prodotti apprezzati all’estero, con l’export che continua a tirare. Gente che non si arrende nonostante le difficoltà pressanti che stringono le imprese. Ma quando parlavo dei prodotti, del mercato, delle prospettive, alla fine il discorso cadeva sempre sull’Imu, sull’impatto che alla fine potrà avere anche sulle imprese che hanno comunque bisogno di reggere sul mercato interno e non possono vivere solo sulle esportazioni e che si trovano pure a pagare la super Imu su capannoni e laboratori.

Picconare il mattone e il ceto medio rischia di generare un circuito perverso che non si può propriamente definire con un eufemismo “virtuoso”. Lo Stato  fa cassa a spese del “fu bene rifugio” e i cocci restano in mano al ceto medio che ha sempre meno soldi in tasca, intacca i risparmi e pochissima fiducia nel futuro. Chi ha un muto acceso, poi, in caso di vendita dovrà fare i conti della serva fra prezzo iniziale del bene acquistato e costo finale con il mutuo…

A proposito, chi farà fatica a pagare quest’anno come farà nel 2013? Arriverà un decreto “salva casa”? I partiti della strana maggioranza (Pdl,  Pd, Udci,  Fli) daranno segni di rinsavimento o continueranno a denunciare il pericolo dell’antipolitica perché i loro elettori sono in fuga senza chiedersi il perché?. L’effetto delle tasse lineari (a rate o meno il quid finale da sborsare non cambia) è certo, mentre l’effetto dei tagli alla spesa pubblica improduttiva e agli sprechi (lineare o meno) viene da chiedersi se qualcuno l’ha visto. Si attendono notizie di picconate su questo fronte, che per ora non arrivano.

Ma la casa usata come bancomat per la casse pubbliche è ancora nel mirino perché c’è, in agguato l’Imu Bis, infilata con un emendamento nel decreto sulle semplificazioni fiscali (semplificazioni?) l’imposta di scopo per i Comuni che, se l’applicassero, funzionerebbe esattamente come l’Imu: uguale base imponibile,  rendita catastale (innalzata del 60% dal “salva Italia”, ribattezzato più popolarmente “tassa Italia”), aliquota che può arrivare fino al 5 per mille, applicata a tutti gli immobili. Una tassa che fu varata dal governo Prodi ma in realtà pochissimo applicata, che ora riappare “potenziata”, forse per renderla più appetibile agli enti locali. Imu Bis che, ha detto però Monti visitando il Salone del Mobile a Milano, non sarebbe alle viste: ci sono idee, magari ottime, in giro ma “che non sono necessariamente nella mente del governo”. Vedremo se invece la tassa di scopo entrerà”nella mente dei Comuni”… In questo caso tifo ovviamente per Monti. Ma resta l’imbarazzo per quell’emendamento inserito, votato daslla maggioranza e che ora è all’esame del Senato in terza lettura e dovrà essere convertito il legge entro il primo maggio. Il governo, tramite il sottosegretario Polillo mette il cerino in mano ai sindaci. Il segretario del Pdl Angelino Alfano dice: “Faremo un invito formale a tutti i sindaci del Pdl a non applicare questa tassa perché la riteniamo una ulteriore vessazione sulla casa”. Il segretario dell’ex Ud, casini se la cava con un “non creiamo pretesti…”. Ma intanto l’Imu Bis avanza. Lorsignori ci ripenseranno? O sarà tassa continua… Leggi: stangata senza fine

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