Detto fatto, passate le amministrative, Pierferdinando Casini ha “saltato” alla Grillo sulla testa di Gianfranco Fini. Proprio così, il risultato di tanto affanno e agitarsi non ha prodotto granché in termini elettorali. Il centro si è frantumato. Semplicemente, non attratto voti targati Pdl e lega. E così Pierfurby – quello della cambiale in bianco al governo Monti, montiamo acritico della prima ora senza se e senza assieme a Fini e ai suoi, ha rottamato il Terzo Polo, Fli e Api rutelliana inclusi. Pronto a tenere le mani libere of course, in attesa di capire come ed eventualmente con chi correrà alle prossimi elezioni politiche.

E Fini, il cofondatore del Pdl che voleva rottamare Berlusconi, il leader di partito ma anche presidente della Camera mai sfiorato dall’idea di mollare la comoda poltrona per buttarsi nell’agone  politico-partittico nè prima nè dopo il fallimento del blitz parlamentare che doveva disarcionare il Cav? Per ora è rimasto scornato e senza una nuova “ideona” da spendere. Dicono le cronache che è furioso con Casini che avrebbe definito “inaffidabile”. Intanto ecco la direzione di marcia che sogna il vice del Fli, Italo Bocchino: “L’Italia ha bisogno di un governo di larghe intese che unisca Pd, Terzo polo e la parte riformista del Pdl. Purtroppo è impossibile. Il Pdl è dominato dai falchi e se il Pd mollasse Di Pietro e Vendola per venire con noi io stapperei lo champagne”.  E Fabio Granata: “Serve un polo nuovo che non sia neo-centrista, che sia il superamento di questo bipolarismo e che rappresenti quella parte di elettorato che non si riconosce più con tutto ciò”. Quanto a sfoggio di politichese non c’è male. Non ditelo a Beppe Grillo… E’ meglio la risposta che ha dato a Casini (“A me interessa il rapporto personale con Fini, verso il quale ho grande rispetto. Poi non è che mi sveglio pensando a Granata o mi addormento pensando a Briguglio…”): “Che fai, ci deferisci ai probiviri…?”.  Casini “salva” il soldato Fini ma noi i suoi… Alta tensione , insomma, e anche confusione tanto che Fini ha ordinato il silenzio ai suoi colonnelli:  bocche cucite, basta esternazione e niente fughe in avanti, soprattutto verso la sinistra.

Battute a parte fra ex alleati terzopolisti (ma solo evidentemente in funzione elettorale), mi chiedo quali prospettive esistono per i centristi (come si sono autodefiniti), al di fuori di alleanze che diano di nuovo rappresentanza politica a un blocco elettorale moderato come quello che propone il Pdl, confederato o meno. E vale la pena continuare sulla strada dei veti personali invece di discutere di programmi, aprire un cantiere dei moderati e dei riformatori? Il quotidiano Il Futurista titola: “Il Partito della nazione si farà. Scommettiamo?”. Può darsi, magari sognando di essere il partito di Monti. In politica tutto è possibile, ovviamente, ma come “ideona” non sembra di quelle che fanno andare al massimo senza compagni di strada, vista l’aria che tira fra gli elettori. No, per ora Fini è rimasto senza “ideona”…

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