Le (finte) fughe dalla patrimoniale

Patrimoniale sì… patrimoniale no… contrordine compagni e amici (riferito ai centristi montiani), ormai svolte e giravolte sono all’ordine del giorno delle “furbizie” elettorali di chi sul terreno delle tasse è costretto a giocare in difesa mentre Berlusconi gioca all’attacco rimonta nei sondaggi. Ricordate le parole di Mario Monti? Era il 12 novembre 2012 e premier, intervenendo a un convegno del Financial Times evocò la fatale tassa dicendo che si poteva pensare a una patrimoniale “generalizzata” e che, se del caso, non sarebbe stata “introdotta nottempo”. Poi lo stesso Monti, ormai salito in politica, il 15 gennaio a Porta a Porta: […]

  

Così il Pd di Bersani “smacchia” Renzi

Anche i Democratici scoprono le virtù del “porcellum”, ovvero come cambiare il corsa le regole delle primarie per bloccare l’irresistibile ascesa di Matteo Renzi che, nella sfida per la premiership del centrosinistra alle elezioni politiche di primavera potrebbe “fare le scarpe”  al segretario Pierluigi Bersani, con “l’aiutino” di Nichi Vendola, sceso in campo per sbancare con i voti degli elettori di sinistra – sinistra. Il rottamatore fiorentino, stando ai sondaggi incalza da vicino Bersani (è solo 5 punti indietro, forse meno),  e così il Partito Diviso decide nel miglior stile “democrat” di rimettere le cose al posto giusto. Troppo rischioso […]

  

La via crucis di Bersani

La via crucis di Bersani e del Pd tocca un’altra tappa dolorosa delle primarie di coalizione: Palermo. Dove l’europarlamentare Rita Borsellino è stata sconfitta  per un pugno di voti (151) da Fabrizio Ferrandelli. Il segretario dei democrat incassa una sconfitta pesante, dopo quella di Genova. Per due motivi. A Palermo in Pd si è clamorosamente (e forse rovinosamente) spaccato non su un nome piuttosto che un altro, ma sulla linea politica. La Borsellino era infatti il candidato ufficiale non solo del Partito democratico, ma di tutto il centrosinistra, tanto a sostenere la sorella del magistrato ucciso dalla mafia in via […]

  

Nichi va alla guerra (di classe)

 Mentre infuria la polemica sui mammoni e sull’illusione del posto fisso garantito (copyright ministri Cancellieri e Fornero) che scandisce, con qualche preoccupazione da parte del premier Mario Monti, la marcia di avvicinamento alla riforma del lavoro che nelle intenzioni del governo dovrà portare più flessibilità in entrata, riduzioni dei contratti atipici, del precariato figlio dell’articolo 18, e introdurre la flessibilità in uscita, si alza il livello di guardia nella sinistra e inevitabilmente, nel Pd. Il partito di Bersani infatti è diviso: chi sta con il governo, chi con la Cgil  (la Camusso è ferma sul punto, Cisl e Uil vogliono […]

  

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