Le (finte) fughe dalla patrimoniale

Patrimoniale sì… patrimoniale no… contrordine compagni e amici (riferito ai centristi montiani), ormai svolte e giravolte sono all’ordine del giorno delle “furbizie” elettorali di chi sul terreno delle tasse è costretto a giocare in difesa mentre Berlusconi gioca all’attacco rimonta nei sondaggi. Ricordate le parole di Mario Monti? Era il 12 novembre 2012 e premier, intervenendo a un convegno del Financial Times evocò la fatale tassa dicendo che si poteva pensare a una patrimoniale “generalizzata” e che, se del caso, non sarebbe stata “introdotta nottempo”. Poi lo stesso Monti, ormai salito in politica, il 15 gennaio a Porta a Porta: […]

  

Morire di troppa Iva…

Tanto tuonò che piovve, o per usare un’altra frase fatta da “marciapiede”, piove sul bagnato. Nel senso che c’è quasi nell’ovvio ad ascoltare prima il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi affermare che la riforma del lavoro della ministra Fornero è una “boiata” poi a stretto giro, in un consesso autorevole  come l’assemblea annuale di Confcommercio, il presidente Carlo Sangalli spiegare senza giri di parole: “L’aumento dell’Iva sarebbe una Caporetto per famiglie, imprese, lavoro”. Poche parole, pesanti come pietre rivolte a Mario Monti, scevre da tecnicismi professorali e lontane dal politichese. Un’avvertimento al premier bocconiano che suona come una bocciatura di […]

  

Il salto del Grillo…

E così Beppe Grillo e i grillini sono saltati sulle tasse inflitte agli italiani di ogni ordine e grado dal governo Monti (dall’Imu fino agli altri 50 e più balzelli svuota portafogli e ammazza ripresa), sulla protevia della casta che non si riduce i privilegi, sui partiti che incassano rimborsi elettorali giganteschi, sugli scandali (da Lusi ai diamanti e alla laurea albanese del Trota), sul no all’euro, alla Ue a trazione Merkel, al governo europeo della finanza e dei mercati, sulla primavera dello scontento che accomuna molti italiani. Grillo il comico che ora tutti cominciano a prendere di più sul […]

  

La Lega, i voti del Nord e il “tassa Italia”

Con le dimissioni di Umberto Bossi, dopo l’esplosione del caso Belsito e le inchieste sull’uso dei rimborsi elettorali, la spinta propulsiva della Lega, che aveva perso colpi con il logoramento del governo Berlusconi e, passata all’opposizione era tornata solo di lotta, ha subito una formidabile battuta d’arresto. Per di più mentre il partito era impegnato nella battaglia della “bella opposizione” allo strano governo Monti, condotta quasi in solitario su temi all’ordine del giorno per l’italiano medio, pressanti e preoccupanti a partire da quelli su fisco, tasse, lavoro, ammortizzatori sociali, credito alle imprese. Così, la prima e unica domanda che mi […]

  

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