Tutto è accaduto nelle primissime ore del mattino, poco dopo le 6 di mercoledì, nei pressi della spiaggia di Cala en Baster, a nord dell’isola di Formentera.
Giorgio Canevari un giovane ventenne di Milano si è tuffato da una scogliera alta 10 metri perdendo la vita.
Giorgio era in compagnia di altri due amici e stava ritornando a casa da una serata in un locale nell’isola spagnola.
Fin qui la notizia gelida, fredda e drammatica.
Subito dopo corre il pensiero alla famiglia e a chi e’ genitore come me,cresce l’angoscia che ci coglie quasi ogni giorno al pensiero ” e se fosse accaduto a me? ” .
Passano poche ore e i social network iniziano a commentare; dapprima le grida di dolore degli amici, coetanei, sgomenti di fronte a quella morte così vicina che ha colpito uno di loro.
Una morte che li mette di fronte alla dura realtà che a vent’anni seppur belli e fisicati non si è invincibili.
Passano altre ore ed escono, sempre sui social network, le idiote ironie di qualcuno che, talvolta vigliaccamente utilizzando nickname di fantasia, si intromette nel cordoglio e nella pietà collettiva per lasciare commenti sarcastici di cattivo gusto.
Non mi piace questa libertà dei social network che permette a chiunque di inserirsi insultando, ironizzando e mancando di rispetto ad un giovane di vent’anni che purtroppo e’ scomparso.
La morte come la vita merita rispetto e deve esistere un modo per fermare quelli che, facendo gli spiritosi a sproposito, irrompono nelle tragedie con commenti di cattivo gusto.
Non ho mai amato la censura ma credo che una regola la “rete” la debba imporre perché a tutti quegli amici che stanno piangendo Giorgio non interessa il perché sia successa la tragedia ma semplicemente sapere che quel loro coetaneo non sarà più accanto.

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