Il nostro gommone punta dritto verso Cala Zafferano in Sardegna, vicino al porto di Teulada uno dei punti più a sud dell’isola.
Accompagnati da un vento di maestrale ci accingiamo ad entrare in uno dei punti di mare più belli d’Italia .
Acqua cristallina, spiaggia bianca soffice e finissima sono le caratteristiche che da sempre rendono questa spiaggia, raggiungibile soltanto via mare, unica ed incontaminata.
Sono le 9 di mattina ed entriamo in questa straordinaria oasi naturale; rallentiamo l’andatura del gommone e rimaniamo incantati.
Se dovessi dare un’immagine al Paradiso Terrestre darei quella di Cala Zafferano.
Un silenzio quasi mistico unisce chi, come me sul gommone, si trova di fronte ad un vero e proprio spettacolo della natura.
Questo silenzio viene rotto da un suono di una sirena.
E’ la vedetta dei Carabinieri che si avvicina a noi e gentilmente ci fa capire che “allo stato delle cose ” non è possibile fermarsi e neanche fare il bagno.
Sapevamo che lo spazio di Cala Zafferano da quarant’anni e’ uno spazio militare affidato alla NATO e che dal 1 settembre al 31 maggio lo spazio e’ “off limits” a causa delle esercitazioni.
Eravamo però al corrente che dal 1 giugno fino l 31 agosto esisteva un accordo che rendeva possibile la balneazione e la fruizione della spiaggia.
Ora non più.
Da molti anni gli abitanti di Teulada si battono per far togliere la base militare e rendere possibile l’utilizzo turistico di quel luogo meraviglioso ma circa due settimane fa un servizio di un giornale che ritraeva bambini giocare sulla sabbia al fianco di bombe inesplose ha fatto si che se ne chiudesse per sempre l’accesso alla spiaggia.
Mesti per l’occasione di non aver fatto il bagno in quel mare cristallino siamo ritornati verso il porto dove eravamo salpati.
Di tutta questa situazione mi rimangono dei dubbi.
Ma e’ bastata una polemica estiva per far cambiare un accordo che vigeva da più di dieci anni circa la balneazione a Cala Zafferano o davvero esiste il pericolo che qualche ordigno inesploso possa causare davvero qualche vittima?
Se e’ solo una ripicca per la polemica davvero trovo stucchevole il comportamento che inibisce il bagno e l’accesso sulla spiaggia; se al contrario si tratta di un reale pericolo ebbene sono sconvolto dalla superficialità con cui per tutti questi anni e’ stato possibile immergersi in quelle acque piene di ordigni inesplosi.
In entrambi i casi questo e’ drammaticamente il nostro paese che abbandona e non cura le proprie meraviglie naturali.

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