Mi chiama un amico che, leggendo l’articolo di questo blog sulla strage di via Fani, mi racconta di una sua serata passata qualche tempo fa in un ristorante di Managua, in Nicaragua, “la cueva del Buzo” (il covo del sub).
Serata piacevole, cibo molto buono a base di pesce ed un signore, appesantito dall’età e con due baffetti astuti, che cordialmente serviva ai tavoli.
Quel signore è Alessio Casimirri, nome di battaglia “Camillo”, terrorista delle Brigate Rosse latitante dal 1982.
Alessio Casimirri, oltre ad essere alla guida della 128 che bloccò posteriormente la macchina del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e della sua scorta, partecipò ed uccise il 10 ottobre 1979 a Roma il Giudice Girolamo Tartaglione.
Il terrorista nacque da una madre cittadina vaticana e un padre, Luciano, che fu responsabile della sala Vaticana sotto i Papi Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI, quest’ultimo Pontefice durante il rapimento Moro.
La fuga dall’Italia di Casimirri avvenne nel 1982 e nel 1985 fu condannato all’ergastolo.
Una fuga rocambolesca passando, pare, dalla Francia per transitare prima a Panama e poi a Cuba.
Poche volte uomini delle istituzioni chiesero l’estradizione ma sempre all’ultimo il Governo del Nicaragua non concesse nemmeno la possibilità di interrogare il latitante terrorista rosso che, nel 1998, si sposo’con una donna di Managua diventando cittadino del Nicaragua.
Il pubblico ministero Massimo Meroni nel 2000, dopo aver provato due volte a estradare il brigatista, si trovo’ nella condizione di archiviare il procedimento.
Dopo quel momento l’Italia tace.
Alessio Casimirri è serenamente in vacanza, impunito, in Nicaragua.
Non ha scontato neanche un giorno di carcere; mi sento di dire al Governo Renzi di dare un segno di vita su questa vicenda.
Anche se dopo 36 anni dall’agguato di via Fani, e al di là delle promesse dell’attuale Premier sul togliere i Segreti di Stato, sarebbe bello vedere il terrorista delle Brigate Rosse Alessio Casimirri scontare in Italia una pena detentiva dovuta alla lunga scia di sangue da lui lasciata.
Sarà capace il nostro paese a fare valere le proprie ragioni nei confronti dello stato del Nicaragua ?
Lo sapremo solo vivendo.

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