La notizia di queste ultime ore riguarda la condanna dell’ex magistrato, oggi Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris ad un anno e tre mesi per aver abusato dei propri poteri nel condurre le indagini nel caso Why Not.
Sinceramente non mi appassiona la polemica tre De Magistris, il Presidente del Senato e l’Associazione Italiana Magistrati sulle eventuali o dovute dimissioni da Sindaco.
Al contrario mi voglio soffermare sul significato di quella sentenza che getta ancora un’ombra su come a volte vengono condotte delle indagini che hanno poi il potere di rovinare per sempre la vita di alcune persone.
De Magistris, stante la sentenza di primo grado, avrebbe utilizzato i tabulati telefonici di alcuni uomini politici da Romano Prodi a Francesco Rutelli, da Clemente Mastella a Sandro Gozzi in violazione dei propri doveri d’ufficio di magistrato.
Un atto gravissimo che ha leso non soltanto la dignità di chi ha subito le indagini ma getta un’ombra su come, nel nostro paese, vengono a volte condotte le indagini.
Clemente Mastella dopo la sentenza che ha condannato De Magistris ha dichiarato che “quell’indagine condotta in maniera illegale è stata all’origine di tutte le mie difficoltà, sul piano umano e politico”.
Ma il caso De Magistris è isolato ?
Ogni anno in Italia sono circa 2000 le persone che vengono risarcite per ingiusta detenzione e per le indagini condotte male e lo Stato Italiano paga circa ogni anni 40000 di euro per gli errori giudiziari.
Duemila famiglie ogni anno distrutte e fatte a pezzi.
A questo possiamo aggiungere le 257 condanne in 50 anni della Corte di Giustizia Europea che rendono il nostro paese campione Europeo di malagiustizia.
E’ di questo che dobbiamo parlare non delle dimissioni di un Sindaco a fronte di una sentenza di primo grado.
Perché caduto un Sindaco se ne fa un’altro; ma rovinato un uomo per una indagine sbagliata, quell’uomo non si rifarà mai più.