Finalmente dopo 36 anni da quel tragico 16 marzo 1978, la data del rapimento dell’onorevole Aldo Moro in via Fani, alcune verità stanno emergendo con chiarezza.
La commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dall’Onorevole Gero’ Grassi sta facendo luce su molteplici incongruenze fino ad oggi considerate inattaccabili.
Lo avevo scritto su questo blog trattando del brigatista rosso Casimirri (terrorista e omicida ed oggi titolare di un ristorante in sud America senza mai essere stato ne’ in galera ne estradato) cosi come nel constatare come, ad oggi, tutti i terroristi rossi seppurpur condannati per efferati omicidi ,sono uomini liberi.
Incongruenze e bugie che finalmente stanno scricchiolando di fronte alla caparbietà dellonorevole Grassi e della commissione d’inchiesta .
Ad oggi due certezze che aprono una nuova ed inquietante luce sulla vicenda dello statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse; la prima riguarda il tamponamento, mai avvenuto secondo la commissione, tra la macchina di Moretti è quella di Aldo Moro, la seconda è che in via Fani “c’erano uomini e mezzi dei servizi segreti” e che quindi le Brigate Rosse non fossero sole nel blitz Di via Fani.
Certo che se tutto questo fosse vero si ipotizzerebbe una relazione tra terroristi e servizi segreti il che getterebbe una grande ombra sulla lettura di un periodo storico che forse ancora oggi non è stato affrontato con verità e determinazione.

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