Oggi, 8 marzo, e’ la festa della donna; in Italia lo festeggiamo dal 1922.
Una data importante che sta a significare le molteplici battaglie sociali e civili che il sesso femminile ha dovuto fare nei secoli per ottenere uguale dignità dell’uomo.
Negli anni del revisionismo assoluto e a tutti i costi, mi piace ricordare in questa data la forza delle donne e riconoscerne spesso il valore e la caparbietà .
Se nel mondo occidentale i diritti conquistati sono ormai quasi consolidati così non è in alcuni paesi medio orientali o asiatici dove il maltrattamento e gli abusi sulle donne sono quotidiani e drammatici.
Ma in questa giornata io sento il bisogno di ricordare una donna che per me è l’emblema della femminilità, una donna Italiana: Monica Vitti.
Diplomata all’Accademia di Arte Drammatica a Roma nel 1953 inizia facendo teatro dove Michelangelo Antonioni accortosi di lei la dirige in alcune pellicole tra il 1960 ed il 1962.
Da lì una straordinaria carriera con i più importanti registi italiani e stranieri, da Dino Risi a Monicelli passando per Steno, Corbucci e molti altri.
La Vitti ha lavorato con i più grandi attori Italiani contemporanei come Sordi, Manfredi, Tognazzi e Gassman e ha ricevuto premi internazionali quali ben cinque David di Donatello oltre che per più volte il Nastro d’argento.
Una donna bella, ironica, drammatica e coraggiosa anche nella gestione della terribile malattia, che da più di un decennio la tiene lontana dal suo pubblico, ma che la rende sempre presente nei pensieri dei suoi ammiratori.
Oggi per me, nella miriade di donne straordinarie da ricordare, il mio pensiero va a lei, a Monica Vitti, icona di uno stile sincero e genuino imageche solo le persone di qualità sanno avere.

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