Su Vanity Fair di questa settimana leggo un’intervista dell’attore Raul Bova che raccontando dell’uscita imminente del suo nuovo film rispolvera le ragioni della sua separazione con la moglie Chiara Giordano ma, soprattutto, attacca frontalmente la sua ex suocera, l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace, rea di aver scritto un articolo che, a dir suo, lo citava chiamandolo de-genero.
Premetto che chi scrive ha maturato sul campo una sorta di laurea ad honorem in materia essendosi sposato/separato più di una volta e che questa chiamiamola “esperienza” fa si che ciò che scrive lo fa a ragion veduta pensando che i figli siano comunque il bene supremo da tutelare.
Detto questo, ho la fortuna di conoscere ed apprezzare sia professionalmente che umanamente l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace e so per certo che l’articolo uscito su Il Giornale ad Agosto dell’anno scorso faceva parte di una sequenza di articoli dove non si citava minimamente la storia dolorosa della separazione tra Raul Bova e la moglie.
Ne sono certo.
Ognuno di noi diventati ex mariti ci trasformiamo, per le nostre ex suocere, da genero a de-genero; credo sia una cosa abbastanza naturale su cui è assolutamente inutile offendersi o prendersela.
Il tempo è sempre galantuomo se la coppia guarda all’unico bene in comune (i figli) e saprà medicare le ferite e trasformare quel sentimento iniziale di rabbia e dispiacere in stima e amicizia.
Succede sempre così se i due ex coniugi, scoppiati, trovano la dimensione di genitori separati con armonia e amore.
Il secondo appunto che faccio al noto attore rispetto all’intervista rilasciata è riferito al tempo in cui questa è uscita.
Un tempo tardivo, otto mesi dopo l’articolo della Bernardini de Pace, e “peloso” perché all’interno della promozione del nuovo film dell’attore italiano.
Non si mischia il lavoro con gli affetti più cari, soprattutto in situazioni che vedono coinvolti i propri figli.
Non per ultimo il motivo della malattia del papà di Chiara Giordano, mancato pochi giorni fa, e di cui certamente Raul Bova era a conoscenza; uscire in concomitanza di un lutto cosi’ grave non è stato certo signorile.
Insomma l’intervista è stata per Raul Bova un’occasione perduta di tacere e uscirne da signore nei confronti soprattutto dei suoi figli.
Di contro segnalo il principesco atteggiamento di Chiara Giordano che, nonostante tutto, ha sempre mantenuto sulla sua vicenda personale un silenzio regale e reale.

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