Che l’Italia sia un paese storicamente preda della conquista straniera e’ cosa risaputa .

Fatti storici eclatanti ci ricordano come le nostre diplomazie siano capaci di abbassare la testa su ogni cosa.

Il caso dei Maro’ e’ solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che ci portano a ricordarne altri come l’impunita’ dei piloti americani rei di aver causato nel febbraio del 1998 la strage del Cermis con 19 vittime o il mistero di Ustica o come quello sulla morte di Aldo Moro.

L’Italia in campo internazionale e diplomatico non riesce mai a tirare fuori gli attributi quando si tratta di difendere i propri legittimi diritti ed anche i propri cittadini.

Ma le ultime immagini dei turisti americani che incuranti di qualsiasi possibile sanzione fanno il bagno nella fontana dei quattro fiumi a piazza Navona ci dimostra ancora una volta la nostra totale incuranza nei confronti delle nostre bellezze e ci ricorda i danni provocati, pochi mesi fa , dai tifosi olandesi, alla “Barcaccia” a Roma

Tutti esempi di totale impunità che ci riportano a ricordare la nostra inadeguatezza nel custodire il più alto numero di siti patrimonio dell’Unesco del mondo.

L’Italia infatti con 45 siti detiene il record a discapito di Cina, Francia, Spagna, Regno Unito e America.

Ma questa nostra incapacità a custodire un patrimonio cosi importante da poter essere davvero considerato il nostro “petrolio” non è da inquadrare soltanto nei confronti degli stranieri.

Nel 2004 un sub laziale venne processato perché si impossessò di “beni appartenenti allo Stato” circa 28 tra anfore romane e  altri reperti archeologici.

Il signor Silvestri, questo il nome del sub, venne processato e assolto dal giudice Carta di Latina perché “di anfore, piatti e vasi di terracotta sono pieni i nostri mari…” sic.

Forse è da qui che dovremmo partire per avere la coscienza e la cultura di conservare il patrimonio culturale più importante al mondo .

 

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