Le cronache di ieri ci riportano all’ennesima assoluzione dell’ex Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati dall’accusa di corruzione e finanziamento illecito ai partiti .

Dopo essere stato assolto nelle aule civili ieri con la dizione “perché il fatto non sussiste” l’ex Sindaco di Sesto è’ stato ritenuto estraneo ad ogni accusa penale: vale a dire “il sistema Sesto” non è mai esistito.

Quest’ultimo errore giudiziario non può non farci riflettere su come spesso l’arma della Giustizia venga utilizzata come un macete o per far fuori un avversario politico o per propaganda personale.

Ancora mi ricordo quando il 16 giugno del 2014 il Ministro Alfano, in Parlamento, annunciava ” le forze dell’ordine, d’intesa con la magistratura hanno individuato l’assassino di Yara Gambirasio ” .

Ad oggi il processo su Bossetti è’ ancora aperto e, almeno così appare,  dopo le molteplici eccezioni che la difesa del muratore bergamasco ha fatto alla Procura durante le udienze in Tribunale , per nulla scontato nel giudizio finale.

Pensiamo che ogni anno lo Stato deve “liquidare” a chi ha subito una ingiustizia circa trenta milioni di euro per ingiusta detenzione; oppure riflettiamo su come dei 3 delitto al giorno che vengono compiuti in Italia circa il 40 per cento rimanga irrisolto e di come per ogni delitto irrisolto ci sia stato un innocente in carcere.

Sono dati che fanno paura .

In una patria che è stata padre del diritto ci rendiamo sempre più conto che, anziché la presunzione di innocenza prevalga oggi la presunzione di colpevolezza.

 

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