In un paese in cui l’agenda politica è tracciata soprattutto da temi di economia o riforme costituzionali poco si parla di un progetto di legge presentato in Parlamento 829 giorni fa (più di due anni or sono ) dai Radicali Italiani che regolamenterebbe e renderebbe legittima la “morte assistita”, l’eutanasia .
Apparentemente un tema secondario che in realtà è presente profondamente in ognuno di noi, cristiani, cattolici e laici .
Il tema dell’appartenenza della nostra vita e della legittima scelta, di come gestirla.
Se in Italia la “morte assistita” non è legittima e regolamentata, basta fare pochi chilometri ed andare in Svizzera per trovare vere e proprie strutture capaci di accogliere coloro che hanno deciso di andarsene da questa terra.
Così pochi giorni fa il radicale Marco Cappato comprando un biglietto per la Svizzera a Domenique Velati, una infermiera di 59 anni malata terminale, ha commesso un reato punibile con una pena tra i 5 e i 12 anni di carcere.
Il nostro è un paese curioso, forse anche in questo sta la sua bellezza, che da una parte vorrebbe porsi all’avanguardia dei diritti  civili delle persone, dall’altro non è capace di aprire un serio dibattito sul diritto di come scegliere di morire.
La nostra Costituzione parla chiaro definendo “inviolabile” la libertà personale e,  all’articolo 32, anche la libertà di cura.
Nonostante questo accompagnare qualcuno verso la “dolce morte” non è consentito.
Personalmente ho un ricordo preciso di quando, ormai 15 anni fa, mio padre cattolico fino al midollo disse, stremato nelle forze e sul letto di ospedale, a mia madre e a me “non è giusto andare avanti così”.
Passarono circa venti giorni e mio padre passò a miglior vita ma quella frase rimbomba quasi ogni giorno nel mio cuore nel pensare se quell’enorme sofferenza si fosse protratta per ancora tanto tempo.
Da quel momento ogni cura medica l’ho considerata un vero e proprio accanimento terapeutico dove, sulla pelle del malato, si fanno esperimenti per tenere in vita una persona che in vita come prima non potrà più tornare.
È un dibattito serio quello sull’eutanasia dove la politica ed il Parlamento , da noi delegati a definire le leggi, devono esprimersi per rendere possibile la scelta di morire “legalmente” anche in Italia .
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