Oggi ci hanno raccontato che dal 24 agosto dell’anno scorso (neanche sei mesi fa) quarantacinque mila scosse di terremoto si sono verificate in quel triangolo del terrore che ricade tra Umbria, Marche ed Abruzzo.
Quarantacinque mila sono un numero terrificante; significa più di trecento scosse al giorno ossia dodici ogni ora!
Vuol dire che la terra, certamente in modo diverso, non si è mai fermata e non si fermerà ancora per molto.
Ecco che monta la mia rabbia quando sento parlare di emergenza, di fato o di imprevisto.
Era tutto prevedibile per il solo motivo che non è mai cessato.
Così come era prevedibile la neve sugli Appennini perché questa, ogni anno ed in questa stagione, cade copiosa.
Siamo di fronte all’ennesima tragedia italiana dove volontari e uomini rischiano la vita per salvare qualcuno e dove manca non soltanto la programmazione ma la gestione di ogni situazione di criticità.
Ci mancano le basi insomma per essere un paese civile perché non è da paese civile lasciare per quattro giorni (prima del terremoto ) senza luce e gas ed acqua i paesi già martoriati dal sisma.
Siamo preoccupati di salvare alcune banche e non siamo capaci di aiutare chi davvero è rimasto senza futuro.

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