L’Italia del terremoto ha portato alla luce in modo drammatico ed evidente la caratteristica principale del nostro paese quella di avere due personalità.
Da una parte esiste il paese reale costituito da donne e uomini coraggiosi, da eroi quotidiani silenziosi e generosi al di là di ogni aspettativa.
Dall’altra la politica e la gestione di questa sempre più inviluppata a proteggere se stessa e quindi sempre più lontana dai bisogni e soprattutto dal “comune sentire” della gente.
In questi ultimi drammatici giorni abbiamo assistito a questa dicotomia drammatica.
Gli eroi, i volontari uomini della Guardia di Finanza piuttosto che Vigili del fuoco o comuni cittadini che a mani nude cercavano, spalando la neve , di recuperare i sopravvissuti dell’Hotel Rigopiano senza occuparsi del pericolo e mettendo in gioco la propria vita.
Dall’altra parte la gestione di questa vicenda da parte di un mondo surreale.
Assistevamo durante i salvataggi o i ritrovamenti di corpi inermi da parte degli eroi civili alle ANSA istituzionali impegnate a garantire se stessi narrando che tutto era andato bene, che i ritardi o le omissioni non erano state causa della tragedia.
Ieri sera l’ultimo corpo e’ stato recuperato ed il bilancio e’ oramai definitivo e già l’agenda politica, il mondo surreale, riprende a litigare sulla legge elettorale e sulla data delle elezioni come se questa fosse una prova magica per dimostrare la propria capacità.
Il mondo reale invece va avanti da solo, orfano da tempo di una guida che sia in grado di ascoltarlo e proteggerlo, appoggiandosi sulla spinta generosa di un popolo, quello italiano, meraviglioso è capace di risollevarsi da solo.
La politica sta perdendo la sua grande occasione; quella di dimostrare di dimostrare di fare comunità e di rappresentarla.
In questo caso non ci sono leggi elettorali o elezioni nella agenda politica ma solo ricostruzione.
Il paese deve essere unito e entro un anno, data della scadenza naturale della legislatura, deve essere capace di ricostruire e di dare case e futuro a chi ha perso tutto.
Tutti dobbiamo essere impegnati in questa missione senza pensare ad altro nella speranza che la sindrome bipolare del nostro paese si possa finalmente curare e la parte “surreale” si avvicini sempre di più al mondo “reale”.

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