Il Papa ha ricevuto il vescovo di Basilea. Succederà a Kasper?

Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il vescovo di Basilea, Kurt Koch. Potrebbe essere candidato a sostituire il cardinale dimissionario Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e Presidente della Commissione per le Relazioni Religiose con gli Ebrei. Un altro nome che era stato fatto per quell’incarico era quello del vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller. Mentre erano circolate voci anche sulla possibile candidatura dell’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (3 votes, average: 3.67 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010

138 tra cardinali e vescovi hanno celebrato in rito antico

Il sito spagnolo di Una Voce Malaga, rilanciato a sua volta dal blog Messa in latino, ha stilato un puntuale elenco con i nomi - divisi per Paesi - dei cardinali e dei vescovi che hanno celebrato o assistito alla forma “straordinaria” della messa secondo il messale romano antico (o comunque di vespri solenni secondo l’antica forma) dopo la liberalizzazione stabilita da Benedetto XVI con il motu proprio Summorum Pontificum. Questi i dati: Germania 3, Argentina 3, Australia 6, Belgio 1, Brasile 4, Canada 6, Cile 2, Cina 1, Colombia 1, Danimarca 1, Filippine 3, Francia 17, Gabon 2, Italia 15, Irlanda 2, Kazakhstan 1, Liechtenstein 1, Monaco 1, Nigeria 2, Nuova Zelanda 1, Polonia 7, Regno Unito 9, Repubblica Ceca 1, Spagna 4, Sri Lanka 1, Svizzera, 2, Ungheria 2, Usa 33.  Dei 138 ben 20 sono cardinali, 4 spagnoli, 4 americani e 4 italiani (Antonelli, Piovanelli, Poggi e Scola). I vescovi italiani sono 11. Guardando a questi risultati si potrebbe dire che è ancora molto poco. Ma credo che lo sguardo più giusto sia quello del lungo periodo: è cominciato - nonostante le difficoltà, le tensioni, i dinieghi anche clamorosi, le polemiche mediatiche, le rigidità e le rivendicazioni - un processo positivo, nella linea voluta da Benedetto XVI, quella della riconciliazione e dell’arricchimento reciproco fra i fedeli che seguono la messa nelle due forme ora previste del Rito romano. E’ un segno, ancora piccolo ma incoraggiante, dei frutti che sta portando il modo di governare di Papa Benedetto: quello dell’esempio, dei piccoli passi, di “riforme” che per essere tali devono partire anche dal basso e non possono venire soltanto imposte dall’alto.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (9 votes, average: 3.56 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010

Falso scoop su Pio XII, se gli “storici” non leggono i libri…

Sul Corriere della Sera e sulla Stampa di oggi viene dedicato ampissimo spazio a presunti nuovi documenti relativi al “silenzio” di Pio XII. Anche il Giornale (ahimé), s’è fidato - ma fortunatamente in tono molto, molto minore, relegando la notizia in una breve - di un’Ansa che domenica pomeriggio ha rilanciato le “rivelazioni” di due studiosi non nuovi a questi falsi scoop: si tratta di Giuseppe Casarrubea e Mario Cereghino. I due hanno compiuto delle ricerche negli archivi inglesi e da qualche anno - supportati dall’Ansa, che continua a fidarsi - presentano le loro “scoperte” spacciandole come inedite. Ieri sono arrivati persino a consigliare sul loro blog, con tono sarcastico, al relatore della causa di beatificazione di Papa Pacelli, il gesuita Peter Gumpel, di leggersi bene le carte che loro pubblicano prima di procedere. Così, tramite agenzia, prontamente ripresa a tutta pagina dai due grandi quotidiani, si è parlato del rapporto con cui l’incaricato di affari americano Harold Tittman riferiva al governo Usa di un colloquio avvenuto nell’ottobre 1943 con Pio XII, durante il quale il Papa aveva detto che i tedeschi fino a quel momento avevano rispettato la Santa Sede. Sapete quanto era “inedito” il testo che Casarrubea e Cereghino rivelano di “aver ritrovato a Londra”? Quel documento è pubblicato dal 1964. Si trova infatti nella serie Foreign Relations of United States (FRUS), nel secondo dei volumi relativi al 1943, p. 950. Questo testo è uscito negli Usa l’anno in cui sono nato io, vale a dire 45 anni fa. Si dirà: gli studiosi Casarrubea e Cereghino come potevano sapere? Loro in fondo hanno “ricercato” negli archivi inglesi non americani (e quel documento si trova in copia negli archivi inglesi perché Tittman non aveva il rango di diplomatico ufficiale e quel rapporto venne inviato negli Usa tramite l’ambasciata britannica)… Peccato che quello stesso documento fosse noto non da ieri anche in traduzione italiana: lo ha pubblicato infatti Ennio Di Nolfo nel suo libro Vaticano e Stati Uniti: dalle carte di Myron Taylor, Milano 1978, ripubblicato nel 2003. Insomma i due “ricercatori”, potevano risparmiare i soldi del viaggio e del biglietto aereo per Londra, bastava entrare in una qualsiasi biblioteca. Quel documento “inedito” è stato infatti presentato e discusso nelle biografie e in molti saggi dedicati a Pio XII. “Libri che, evidentemente - mi spiega il professor Matteo Luigi Napolitano, autore di vari volumi sull’argomento - Casarrubea e Cereghino, non si sono dati la pena di leggere, continuando a spacciare come ‘nuove’ e ‘inedite’ cose che gli storici, quelli seri, conoscono e discutono da anni”.
Casarrubea, sul suo blog, ironizza sul sottoscritto (che non è uno storico e non si è mai attribuito alcuna patente di storico e, anche per scrivere le righe qui sopra, ha consultato uno storico), definendo - e qui si cade davvero nel ridicolo - una questione di “lana caprina” il fatto che testi sbandierati come nuovi fossero già pubblicati. Dunque non può rispondere assolutamente nulla (leggete per favore tra i commenti al thread anche quello del prof. Napolitano): ciò che lui e Cereghino ha spacciato come inedito, riuscendo a farlo apparire tale in articoli che hanno fatto il giro del mondo, era arcinoto, strapubblicato e discusso. Io sono solo un cronista. Lascio a voi giudicare che cosa siano Casarrubea e Cereghino, i quali hanno fanno passare come novità e frutto delle loro ricerche d’archivio testi editi da quasi cinquant’anni al solo scopo di attaccare Pio XII, dimostrando di non avere letto nulla sull’argomento. Aggiungo che Casarrubea e Cereghino non sono nuovi a questo tipo di operazioni: nell’ottobre 2008 spacciarono per inedito un documento per usarlo contro Pio XII (sempre rilanciato dall’Ansa) e furono costretti a scusarsi con il prof. Napolitano, come si può leggere sul sito vaticanfiles.splinder.com.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (9 votes, average: 4.56 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010

La Sindone e la domanda di un prete ortodosso

Venerdì sera mi trovavo a Castano Primo, in provincia di Milano, dove, nel nuovo auditorium comunale, ho parlato della Sindone anticipando i contenuti di un lavoro che ho svolto negli ultimi mesi e che sarà presto pubblicato dall’editore Gribaudi. C’era tanta gente - l’iniziativa era stata concordata con tutte le parrocchie del Decanato - e c’erano anche diversi sacerdoti. Alla fine me ne è stato presentato uno, prete ortodosso bulgaro, il quale mi ha detto: “Non si potrebbe fare qualcosa perché la Sindone fosse sempre disponibile alla venerazione dei fedeli? Noi siamo molto devoti a quella reliquia, ci piacerebbe poterla venerare sempre, non soltanto in occasione delle rare ostensioni. Perché non è sempre esposta?”. Non ho saputo che cosa rispondere così su due piedi. Poi mi è venuto in mente che la preziosa immagine misteriosamente rimasta impressa sul lenzuolo e la cui formazione resta tutt’oggi inspiegabile, si sta con lo scorrere dei secoli lentamente sbiandendo. Probabilmente l’esposizione continua alla luce accelererebbe questo processo. Ma la domanda mi è rimasta, è rimasta aperta. Non ci sarebbe il modo di ovviare con illuminazioni appositamente studiate, a questo inconveniente, permettendo sempre ai fedeli di venerare la Sindone? Il cardinale di Torino, Severino Poletto, è il “custode” del telo funebre, ma il proprietario, come sapete, è il Papa, è la Santa Sede. Non sarebbe possibile studiare un modo di rendere maggiormente disponibile la Sindone alle visite e alle preghiere dei fedeli?
La sindonologa Emanuela Marinelli, autrice di molti libri sulla Sindone, mi scrive che gli esperti, oltre ai problemi relativi alla luce, affermano che in caso di esposizione permanente il telo dovrebbe essere messo in orizzontale per evitare qualsiasi tensione. Sarebbe dunque necessario un luogo adatto per poterla vedere dall’alto verso il basso, dato che non potrebbe essere esposta come un quadro.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (8 votes, average: 4.25 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010

Il Papa ha visto il cardinale Pell. Sarà lui il successore di Re?

Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il cardinale George Pell, arcivescovo di Sidney. L’udienza era programmata alcuni giorni fa, ma il porporato australiano ha dovuto rimandarla per un piccolo problema di salute, prontamente risolto. E’ possibile che sia lui in pole position per prendere il posto del cardinale Giovanni Battista Re, nel delicato e cruciale ruolo di Prefetto della Congregazione dei vescovi, il dicastero che aiuta il Papa nella scelta dei nuovi pastori diocesani.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (9 votes, average: 4.44 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010

La difficile riconciliazione nella Chiesa cinese

Il numero del mensile internazionale 30Giorni che esce oggi contiene un dossier molto interessante per comprendere ciò che accade in Cina a due anni e mezzo dalla pubblicazione della lettera di Benedetto XVI alla Chiesa cinese. Il dossier, firmato da Gianni Valente, è composto da documenti in parte inediti, che contribuiscono a fare chiarezza su molti equivoci rilanciati anche in Italia da alcuni siti Web i quali tendono a presentare negativamente l’operato della Segreteria di Stato vaticana e più in generale della Santa Sede, sostenendo che per motivi di «realpolitik» il Vaticano abbandonerebbe al suo destino la Chiesa cosiddetta «clandestina». Come necessaria premessa sarà bene ricordare che 1) In Cina non esistono due Chiese, ma una sola; 2) La quasi totalità dei vescovi «ufficiali» riconosciuti dal governo di Pechino, sono anche stati riconosciuti dalla Santa Sede; 3) entrambe le comunità – quella cosiddetta «clandestina» e quella oggi «ufficiale» - sono state perseguitate negli scorsi decenni; 4) Il Papa nel 2007, con la sua lettera ai cattolici cinesi indicava una via precisa per la riconciliazione e il superamento delle divisioni tra le due comunità. Il caso emblematico, presentato da 30Giorni, riguarda il vescovo Francesco An Shuxin: detenuto per dieci anni dai comunisti e oggi processato da suoi fratelli nella fede. An prima ausiliare e oggi coadiutore di Baoding, città che dista meno di 150 chilometri da Pechino, è stato detenuto in isolamento dal 1996 al 2006, e dopo la liberazione ha deciso di uscire dalla condizione di clandestinità ed esercitare il proprio mandato accettando le procedure imposte dalle autorità civili.  Oggi alcuni preti e fedeli lo accusano di tradimento e non ne riconoscono l’autorità. Nei documenti pubblicati dalla rivista si apprendono le ragioni per cui An ha lasciato la clandestinità, accettando di registrarsi presso le autorità politiche ma senza alcun compromesso sulla fede (evitando, ad esempio di firmare le clausole sulla autoelezione dei vescovi, e aggiungendo una eloquente nota esplicativa, «nel presupposto di non violare la fede cattolica», alla parte dove si faceva riferimento ai principi di autogestione e indipendenza della Chiesa cinese).  30Giorni rivela poi che la Santa Sede, già dal 2006, ha inciato a Baoding vari documenti che riconoscevano al vescovo appena uscito dalla condizione di clandestinità la legittima autorità sulla diocesi. Documenti ignorati ai preti contrari al vescovo. La legittimità del ministero di An è stata ribadita anche nel giugno 2008 dal cardinale Ivan Dias, Prefetto di Propaganda Fide, con ampi riferimenti proprio alla lettera di Benedetto XVI alla Chiesa cinese: «Tutti devono sapere che lo stimato vescovo gode del favore e della fiducia totale della Santa Sede. Perciò nessuno può permettersi di sospettare della sua sincerità, o di opporsi alla sua autorità ». Il vescovo An – si legge sempre nel dossier – ha testimoniato che «dopo la pubblicazione della Lettera del Papa del 2007 molti sacerdoti [tra quelli che gli si oppongono, ndr] hanno impedito ai fedeli di studiare la Lettera pastorale, perché dicevano che il Papa è confuso». Non è dunque un caso che lo scorso novembre, il cardinale Tarcisio Bertone abbia scritto ai preti cinesi in occasione dell’Anno sacerdotale riproponendo la riconciliazione all’interno della comunità cattolica e il dialogo rispettoso e costruttivo con le autorità civili come le «linee guida» della lettera papale del 2007. La realtà della Chiesa cinese è dunque più complessa di come ci viene  spesso presentata, e si possono ritrovare distorsioni e resistenze anche nella comunità «clandestina» che in qualche caso mette in discussione l’autorità papale interpretando a modo suo le parole di Benedetto XVI.

NB: cerco sempre di leggere tutti i commenti. Vi pregherei di attenervi all’argomento proposto e di non partire dalla Cina per finire a parlare di liturgia tridentina, statuti neocatecumenali, Testimoni di Geova, etc.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (6 votes, average: 4.33 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010

Il “sogno” di Bagnasco: una nuova classe di politici cattolici

Aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, ieri pomeriggio a Roma, il cardinale Angelo Bagnasco ha parlato di un “sogno”, quello di una nuova classe di politici cattolici che si impegnano nella vita pubblica testimoniando i valori in cui credono. E’ evidente che questa sottolineatura sottointende una certa insoddisfazione per la situazione attuale.
Mi avvio alla conclusione, confidando un sogno, di quelli che si fanno ad occhi aperti, e che dicono una direzione verso cui preme andare. Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni. Italiani e credenti che avvertono la responsabilità davanti a Dio come decisiva per l’agire politico”.
Intanto, dopo le “consultazioni” della scorsa settimana che hanno visto protagonista l’ex presidente della Cei Camillo Ruini (che ha pranzato con Berlusconi e Letta), ieri è giunta notizia (anticipata da un quotidiano locale romagnolo) di un altro importante appuntamento: la partecipazione del Segretario di Stato Tarcisio Bertone alla riunione annuale di Rete Italia - il gruppo che fa riferimento a Formigoni - che si terrà il 19 febbraio al palacongressi di Riccione.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (8 votes, average: 4.5 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010

Si completa lo spoil system Ior: il prelato va nunzio in Africa

L’annuncio potrebbe essere dato già lunedì: monsignor Piero Pioppo, attuale prelato dello Ior, 48 anni, lascia l’Istituto per le Opere di religione e viene promosso nunzio apostolico in Camerun, nel Paese visitato dal Papa la scorsa primavera durante il viaggio in Africa. La nomina è significativa: monsignor Pioppo, dal 1999 segretario particolare dell’allora Segretario di Stato Angelo Sodano, venne da questi nominato prelato dello Ior all’inizio del luglio 2006, poco dopo l’annuncio che il porporato astigiano avrebbe passato il testimone al successore Tarcisio Bertone. La carica di prelato, istituita nel 1990 dopo la bufera su Marcinkus, era vacante dal 1993, da quando venne lasciata da monsignor Donato De Bonis. Dal 2000 era addirittura sparita dall’annuario pontificio. Nel 2006 Sodano in qualche modo la fece rivivere, nominando il suo fedele segretario. Il prelato dello Ior, per statuto, può accedere a tutti gli atti e documenti dell’Istituto e partecipa in qualità di segretario alle riunioni della commissione cardinalizia che sovrintende la “banca” vaticana. Con la promozione di Pioppo a nunzio apostolico in Camerun, si completa lo spoil system bertoniano che ha già visto nei mesi scorsi l’importante avvicendamento ai vertici dell’Istituto con Ettore Gotti Tedeschi che ha preso il posto di Angelo Caloia.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (6 votes, average: 5 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010

Conferma per Bertone. E Filoni parla degli applausi al Papa

Sul Giornale di oggi pubblico un breve articolo sull’importante lettera resa nota ieri da “L’Osservatore Romano”, con la quale Benedetto XVI conferma il cardinale Tarcisio Bertone - che ha compiuto 75 anni lo scorso dicembre - quale suo Segretario di Stato. E’ una missiva affettuosa e per nulla formale: il Papa dice di non volersi privare in futuro della “preziosa collaborazione” del porporato piemontese suo principale collaboratore. Ieri Benedetto XVI ha inoltre nominato la prima donna laica a sottosegretario del Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace: è Flaminia Giovanelli, ha 62 anni, e da lungo tempo lavorava già in quel dicastero.  Sempre ieri, nel pomeriggio, organizzata dall’ambasciatore Antonio Zanardi Landi all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, si è tenuta la presentazione di un libro dedicato ai viaggi italiani di Benedetto XVI. Oltre al sottosegretario Gianni Letta e al cardinale Bagnasco, è intervenuto il Sostituto della Segreteria di Stato Fernando Filoni, che ha tra l’altro fornito una spiegazione al fatto che si applaude meno al Papa. “Ho il privilegio di essere nella prima auto dietro quella del Santo Padre nelle visite in Italia. Quindi vedo i volti della gente, la loro gioia nel vederlo da vicino.  Le persone applaudono di meno al suo passaggio ma per la ragione che tutti lo vogliono fotografare con la macchina fotografica o il telefonino, vogliono avere il proprio personale ricordo”. Chi è impegnato con la macchina digitale o il telefonico a scattare foto o a fare riprese, non può, ovviamente, applaudire.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (7 votes, average: 4.43 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010

Il presunto miracolo di Pio XII e il ruolo di Papa Wojtyla

Cari amici, sul Giornale di oggi ricostruisco la storia di un presunto miracolo attribuito all’intercessione di Pio XII, che viene attentamente vagliato in questi giorni dalla postulazione della causa e dalla diocesi di Sorrento-Castellamare di Stabia, nel cui territorio è avvenuto. Si tratta della guarigione dal cancro di una giovane mamma, avvenuta nel 2005, quando la donna era incinta del terzo figlio. Ma la vera sorpresa è un’altra: il marito si era rivolto a Giovanni Paolo II, appena scomparso, e pochi giorni dopo, una notte, ha sognato Papa Wojtyla che gli diceva “Io non posso fare niente. Dovete pregare questo sacerdote”, mostrando una fotografia di un prete smilzo e magro. L’uomo non lo ha riconosciuto. Ma qualche giorno dopo, vedendo per caso su una rivista la foto del giovane Eugenio Pacelli, ha capito che era lui. Sono iniziate novene di preghiera a Pio XII e la donna è guarita. La presenza di “sogni” o “visioni” nei miracoli attribuiti all’intercessione dei Papi non sono una novità, basti pensare a suor Caterina Capitani, guarita nel 1965 per l’intercessione del beato Giovanni XXIII, che lei vide accanto al suo letto. Uno dei dati più interessanti del presunto miracolo (va definito così fintanto che non ci sarà il riconoscimento del Tribunale diocesano, poi della Consulta medica della Congregazione delle cause dei santi, poi del congresso dei teologi, poi di quello dei cardinali e vescovi, infine del Papa) è questo ruolo di Wojtyla, che avrebbe suggerito di pregare Pio XII. Un particolare che lega in qualche modo le due cause di beatificazione, dopo che lo stesso giorno Papa Ratzinger ha promulgato i decreti sulle virtù eroiche di entrambi i predecessori.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (10 votes, average: 4.6 out of 5)
Loading ... Loading ...
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010
Il Blog di Andrea Tornielli © 2010