Messori, i preti gay e il “vietato vietare”
Sul quotidiano La Stampa di oggi c’è un’intervista a Vittorio Messori sul caso di don Gelmini e dei sacerdoti torinesi ricattati da un ex femminiello. Vi sottopongo questo interessante passaggio:
«Nessuno osa più comandare, si pretende dalla Chiesa il dialogo invece della disciplina. Ci si scandalizza del sacerdote molestatore, poi però il vescovo diventa un odioso despota se nega l’ingresso in seminario ad un gay. Ci si indigna dei peccati dei sacerdoti ma se l’autorità ecclesiastica cerca di imporre le regole scoppia il finimondo e si grida alla repressione, all’autoritarismo, alla discriminazione. Casi come quelli esplosi in questi giorni, la Chiesa li ha sempre ricondotti sotto il proprio controllo. Ma oggi il “vietato vietare” le proibisce di esigere disciplina al suo interno. La Chiesa ha sempre saputo che seminari e monasteri attirano omosessuali. Prima era molto attenta a porre barriere all’ingresso e a sorvegliare la formazione. Chi dimostrava tendenze gay veniva messo fuori. Poi il no alla discriminazione ha permesso l’ingresso in forze degli omosessuali e ora la Chiesa paga quell’imprudenza».

la forza bimillenaria della chiesa poi oggi è affidata ai suoi capitali nelle banche non nelle preghiere!!!
sveglia!
QUESTO è DIVENTATO UN SITO DI CATTOLICI INTEGRALISTI…
ORMAI IL CATTOLICESIMO (ALMENO IN iTALIA) è TUTTO E SOLO INTEGRALISMO!
POVERI NOI TUTTI VESCOVI E PRETI!
CHE LAICI CHE ABBIAMO!!!!
Piu’ papisti del Papa (tra ciellini , opudeini, focolarini…cretini ecc..)
DIO CE NE LIBERI!
tanti saluti…
Un Vescovo e alcuni Preti in Italia
(anonimi ovvio, per non essere lapidati vivi….
come ai vecchi farisaici tempi!)
Circa l’opinione “non è certo più maturo il prete che va a prostitute invece che a prostituti”. Sono indeciso se scendere di corsa a sei gradini per volta o buttarmi direttamente nella tromba delle scale… ma a causa del buio non riesco a vedere il fondo. Non è escluso che ci siamo già.
Non so se si possa parlare, in qualche misura, di maturità. Resta solo il fatto che c’è un salto di “qualità” in più nei comportamenti “contro natura”.
E la qualità è qualità!
“During the service, Archbishop Nzimbi urged congregations to pray for homosexuals, but renewed his opposition for their consecration.”
http://www.speroforum.com/site/article.asp?id=10876&t=African+Anglican+bishop+consecrates+Americans
African Anglican bishop consecrates Americans
Anglican Archbishop Benjamin Nzimbi of Kenya consecrated two Americans. Rev Bill Murdoch and Rev Bill Atwood will serve parishes under Kenyan jurisdiction in the US. They join other dissident Episcopalians consecrated by Africans.
San Diego, USA : appena raggiunto dalla Diocesi cattolica un accordo con 144 (possibili) vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti; l’ammontare del conto è… 198.100.000 dollari:
http://www.signonsandiego.com/news/metro/20070907-1449-bn07diocese3.html
In Germania c’è subbuglio (anche se la notizia non ha varcato di molto i confini tedeschi) per l’arresto, nei giorni scorsi, a Regensburg (Ratisbona) di un sacerdote accusato di abusi sessuali su minore:
http://www.earthtimes.org/articles/show/100984.html
(uno dei rarissimi articoli in inglese; ne esistono infiniti di più in tedesco)
Beh, la questione non è da poco: arrestato e condannato ad un anno di reclusione (con condizionale) nel 2000 per aver molestato un chierichetto, in seguito venne ‘riabilitato’ (dopo psicoterapia). Oggi ci risiamo: arrestato per molestie, su un alstro minore, dal 2003 al 2006.
(Assomiglia non poco ad analoghe storie made in USA…)
Pensate che il vescovo locale -Mons. Mueller, robusto e noto teologo dogmatico e fedele a Papa Ratzinger- ha persino rinunciato -nel mezzo delle polemiche- a partecipare al recente meeting ecumenico in Romania, per seguire personalmente la questione.
E a Los Angeles, per pagare il conto dei “settlements” (petteggiamenti preventivi) con le parti (dichiaratesi) lese, il Cardinal Mahony ’si vede costretto’ a chiudere persino un piccolo convento (per far su relativamente pochi soldi, oltretutto) di suore benefattrici:
http://www.latimes.com/news/local/la-me-nuns7sep07,0,1506149.story?coll=la-home-center
(Che tristizia!)
Lesbian could head Episcopal diocese
Chicago, Aug 30, 2007 / 10:50 am (CNA).- A lesbian Episcopal priest has made the top-five list of bishop-candidates for the Episcopal Diocese of Chicago. The list includes three women. No woman has ever been a finalist before.
“I believe that accepting this nomination is what God is asking of me,” Rev. Tracey Lind said in a statement. The openly lesbian cleric is dean of Trinity Cathedral in Cleveland and author of Interrupted by God.
Bishop James Stanton of Dallas, a leader in the global effort against gay bishops, called Lind’s nomination distressing.
“It’s an action that says Chicago really doesn’t care what the rest of the Anglican Communion says,” he told the Sun-Times.
The worldwide Anglican Communion has been dealing with the possibility of schism since 2003, when the Episcopal Church consecrated its first openly gay bishop, the Rev. V. Gene Robinson of New Hampshire.
“My life with my partner, Emily Ingalls [a cradle Episcopalian], is the gift that most sustains me,” Lind’s statement said. “Together, we tend our garden, travel, hike.”
The Columbus native dropped out as a candidate for bishop in the Newark Diocese last year, saying she wasn’t ready to leave Ohio. But she’s told the Chicago diocese “the timing is now right,” a spokesman said.
A diocesan search committee selected the candidates. Additional nominees can be made through a petition process. The election is Nov. 10.
http://www.catholicnewsagency.com/new.php?n=10257
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS , 26.08.2007
Cari fratelli e sorelle!
Anche l’odierna liturgia ci propone una parola di Cristo illuminante e al tempo stesso sconcertante. Durante la sua ultima salita verso Gerusalemme, un tale gli chiede: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. E Gesù risponde: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno” (Lc 13,23-24). Che significa questa “porta stretta”? Perché molti non riescono ad entrarvi? Si tratta forse di un passaggio riservato solo ad alcuni eletti? In effetti, questo modo di ragionare degli interlocutori di Gesù, a ben vedere è sempre attuale: è sempre in agguato la tentazione di interpretare la pratica religiosa come fonte di privilegi o di sicurezze. In realtà, il messaggio di Cristo va proprio in senso opposto: tutti possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è “stretta”. Non ci sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è aperto a tutti, ma è “stretto” perché è esigente, richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio egoismo.
Ancora una volta, come nelle scorse domeniche, il Vangelo ci invita a considerare il futuro che ci attende e al quale ci dobbiamo preparare durante il nostro pellegrinaggio sulla terra. La salvezza, che Gesù ha operato con la sua morte e risurrezione, è universale. Egli è l’unico Redentore e invita tutti al banchetto della vita immortale. Ma ad un’unica e uguale condizione: quella di sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé, come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al servizio dei fratelli. Unica e universale, dunque, è questa condizione per entrare nella vita celeste. Nell’ultimo giorno – ricorda ancora Gesù nel Vangelo - non è in base a presunti privilegi che saremo giudicati, ma secondo le nostre opere. Gli “operatori di iniquità” si troveranno esclusi, mentre saranno accolti quanti avranno compiuto il bene e cercato la giustizia, a costo di sacrifici. Non basterà pertanto dichiararsi “amici” di Cristo vantando falsi meriti: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze” (Lc 13,26). La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo di vivere: si esprime con la bontà del cuore, con l’umiltà, la mitezza e la misericordia, l’amore per la giustizia e la verità, l’impegno sincero ed onesto per la pace e la riconciliazione. Questa, potremmo dire, è la “carta d’identità” che ci qualifica come suoi autentici “amici”; questo è il “passaporto” che ci permetterà di entrare nella vita eterna.
Cari fratelli e sorelle, se vogliamo anche noi passare per la porta stretta, dobbiamo impegnarci ad essere piccoli, cioè umili di cuore come Gesù. Come Maria, sua e nostra Madre. Lei per prima, dietro il Figlio, ha percorso la via della Croce ed è stata assunta nella gloria del Cielo, come abbiamo ricordato qualche giorno fa. Il popolo cristiano la invoca quale Ianua Caeli, Porta del Cielo. Chiediamole di guidarci, nelle nostre scelte quotidiane, sulla strada che conduce alla “porta del Cielo”.
[01162-01.01] [Testo originale: Italiano]
Oggi parlare dell’omosessualità è una delle cose più difficili al mondo, figuriamoci parlare dell’omosessualità nella Chiesa, dove è sempre stata da una parte formalmente condannata come uno dei peccati più gravi (contronatura)e dall’altra più o meno bene autogestita e tollerata. Il problema è che oggi i seminarsiti e i giovani pretini (o pretoni) con questo orientamento, tendenza e/o comportamento vanno ben oltre quello che fino a qualche tempo fa era il confine dell’autogestione e della tolleranza interna. Intrecciano relazioni, soprattutto culturali (con tutte le consegueze del caso), con quel mondo della lobby gay che ha ideologizzato il problema. E a questo punto,… si salvi chi può. Bartolo.
Posso essere spirituale?
Forse non siamo chiamati a realizzare la volontà di Dio? Il nostro Dio è onnipotente ed è Lui che sceglie e chiede anche alle vite “imperfette”, sessualmente orientate anche in un altro senso, di partecipare, testimoniare, annunciare e vivere il suo dono migliore: la salvezza!Qualcuno nella scrittura non parla di “vasi di creta” etc.
Dio chiama chi vuole Lui,chiede di convertirsi, di donargli la sua vita, accettandosi innanzitutto.Ciò non avviene solo nel tempo del seminario ma dura tutta la vita.
Il seminario è chiamato a fare esperienza del bello e del brutto della vita sacerdotale e a crescere in questo senso.
POi, la Chiesa nella sua funzione di madre e maestra deve necessariamente cercare il meglio per il suo Dio, evitare o meglio non autorizzare che ciò che non sia elevato moralmente per l’uomo, possa essere , la normalità o il consentito.Un certo lassismo nella propria funzione educativa non genera nulla, ma solo disordine e confusione.
La Chiesa deve vigilare, cercare di chiamare i problemi con il proprio nome, sapere -come sempore ha fatto- la sua vera identità.Lasciamo al buon Dio lo spazio per poter agire.L’imprudenza, della quale parla Messori, non la pagheremo fra qualche tempo (o la stiamo già pagando) anche per l’incoerenza di vita,l’esagerato burocratismo,il sentirsi in alcuni casi un’istituzione più che l’assemblea, il popolo di Dio. A volte l’ordine che ci siamo dati nella Chiesa, vuole diventare l’ordine che vogliamo imporre agli altri e in qualche caso alla libera azione amorosa di Dio.
Per favore, una preghiera, non confondiamo mai pedofilia e omosessualità. Grazie
Complimenti Tonelli per il suo blog e per la sua celerità e partecipazione alla discussione.
Caro Andrea,
la gigantesca attenzione ai comportamenti sessuali dei sacerdoti dovrebbe uscire dalla morbosità pruriginosa e spostarsi sul livello di un’indagine seria sulla loro maturità affettiva e umana e sul livello di formazione complessiva che i candidati agli ordini ricevono nei seminari e nella Chiesa in genere.
Si parla solo di sesso, ma spesso i preti sono inadeguati anche su altri piani, non c’è bisogno di scomodare scappatelle etero o omo o i drammi della pedofilia.
Spero che chi nella Chiesa ne ha la responsabilità avverta il problema nella sua interezza e - sul medio e lungo periodo - trovi il modo per adeguare e migliorare la situazione.
http://qn.quotidiano.net/2007/08/05/29205-vera_storia_pierino.shtml
il “caro” don gelmini difeso da tutti i politici… cosa bisogna fare per essere messo alla porta? è il caso di dirlo.. non c’è più religione .. meno male!
“non si faccia di tutta l’erba un fascio e si guardi la realtà nel complesso, non solo dall’ombelico in giù…”
Cosi’ sia.
[Intanto, godetevi un dettaglio di cio’
( http://en.wikipedia.org/wiki/The_Last_Judgment_(Memling)
http://www.wga.hu/frames-e.html?/html/m/memling/1early3/index.html ) che ho avuto la fortuna/piacere/onore di visitare (roba da ’sindrome di Stendhal’ ) ieri al Museo Nazionale di Danzica :
http://www.wga.hu/art/m/memling/1early3/02last32.jpg
(Il vorace orso rosso rappresenterebbe allegoricamente la…gola. Gli eternamente dannati non ne sembrano cosi’ contenti, e neppure sembrano trattati meglio dei -che so- lussuriosi…) ]
[Nota: del Giudizio Universale c’e’ una copia anche alla bella stazione ferroviaria di Danzica , al posto della vestrata della facciata esterna…:
http://www.e-gdansk.gov.pl/g2/img/calendar/2006/August/memling.jpg ]
versione corretta
——————
“non si faccia di tutta l’erba un fascio e si guardi la realtà nel complesso, non solo dall’ombelico in giù…”
Cosi’ sia.
[Intanto, godetevi un dettaglio di cio’
( “non si faccia di tutta l’erba un fascio e si guardi la realtà nel complesso, non solo dall’ombelico in giù…”
Cosi’ sia.
[Intanto, godetevi un dettaglio di cio’
( http://en.wikipedia.org/wiki/The_Last_Judgment_(Memling)
http://www.wga.hu/frames-e.html?/html/m/memling/1early3/index.html ) che ho avuto la fortuna/piacere/onore di visitare (roba da ’sindrome di Stendhal’ ) ieri al Museo Nazionale di Danzica :
http://www.wga.hu/art/m/memling/1early3/02last32.jpg
(Il vorace orso rosso rappresenterebbe allegoricamente la…gola. Gli eternamente dannati non ne sembrano cosi’ contenti, e neppure sembrano trattati meglio dei -che so- lussuriosi…) ]
[Nota: del Giudizio Universale c’e’ una copia anche alla bella stazione ferroviaria di Danzica , al posto della vestrata della facciata esterna…:
http://www.e-gdansk.gov.pl/g2/img/calendar/2006/August/memling.jpg ]
già, ma è questo continuare a rimestare il fango che mi preoccupa.
Siamo sicuri che sia la strada giusta per la diffusione del Regno di Dio?
E questo continuo parlare delle debolezze dei sacerdoti? e chi non lo sa? e questo continuo pensare che basta essere omosessuali per essere “ipso facto” inadatti al sacerdozio… e così via!
Quando si cominceranno a guardare gli uomini in faccia per ciò che sono? povere creature salvate e redente dalla Grazia di Dio?
detto questo, chi ha sbagliato, paga, e chi ha scandalizzato un piccolo ha commesso una grave colpa.
Non c’è dubbio.
Ma non si faccia di tutta l’erba un fascio e si guardi la realtà nel complesso, non solo dall’ombelico in giù…
saluti
[Caro Marco_don , nel caso vi fosse qualche dubbio sulla mia scelta della citazione boccaccesca… Concordo pienamente con la questione del “non esiste solo la lussuria” . Un funzionario tedesco di polizia accidioso magari ha lasciato che a Duisburg le cose degenerassero, un professore con un accesso d’ira ad un esame puo’, che so, spingere un proprio allievo ad un gesto estremo, etc…
Io spesso dico che quella che oggi sembra magari un’ossessione della Chiesa per il sesto comandamento, in altri tempi forse non sembrava presente perche’ vi era piu’ considerazione anche per altri vizi capitali… Quanti santi/padri nei loro scritti parlano male della gola! Ma basta anche solo pensare a quanto non si percepisca piu’ il senso di colpa del giungere sistematicamente a sazieta’ e preoccuparsi tanto delle ghiottonerie che mangiamo . (Mi piace il termine inglese per gola: ‘gluttony’)
Detto cio’, non mi pento minimamente per il passaggio da me scelto (c’era l’imbarazzo della scelta, in senso letterale) , poiche’ qui non si parlava di ladri di caramelle, o di preti che si strafogano di esse… ma magari di preti che le offrono ‘ai piu’ piccoli’ . (Anche se non escludo che certi sacerdoti ne abbiano anche accettate da ’sconosciuti’…) ]
Dagli USA, una triste notizia:
“The former religion correspondent of the Los Angeles Times, William Lobdell, has lost his Christian faith as a result of the Catholic child abuse scandals.”
http://blogs.telegraph.co.uk/ukcorrespondents/holysmoke/august2007/abuse-of-faith.htm
“…Oltre a questo, universalmente gulosi, bevitori, ebriachi e più al ventre serventi a guisa d’animali bruti, appresso alla lussuria, che a altro gli conobbe apertamente; e più avanti guardando, in tanto tutti avari e cupidi di denari gli vide, che parimente l’uman sangue, anzi il cristiano, e le divine cose, chenti che elle si fossero o a sacrificii o a benefici appartenenti, a denari e vendevano e comperavano, maggior mercatantia faccendone e più sensali avendone che a Parigi di drappi o d’alcuna altra cosa non erano, avendo alla manifesta simonia ‘procureria’ posto nome e alla gulosità ‘substentazioni’, quasi Idio, lasciamo stare il significato di vocaboli, ma la ‘ntenzione de’ pessimi animi non conoscesse e a guisa degli uomini a’ nomi delle cose si debba lasciare ingannare.”
Perchè bisogna sempre guardare solo ciò che si fa a letto?
Fa più schifo della gola, dell’avarizia, della cupidigia, della simonia?
Mah! è un mondo ben strano questo, e un cristianesimo altrettanto strano!
L’intervista di Messori… lasciamo stare!
Messori a parte, credo (spero) che ancora oggi molti giovani leggano a scuola la seguente… :
http://www.scuolaonline.wide.it/Pagine/I12.html
“…E quivi dimorando, senza dire a alcuno perché ito vi fosse, cautamente cominciò a riguardare alle maniere del Papa e de’ cardinali e degli altri prelati e di tutti i cortigiani: e tra che egli s’accorse, sì come uomo che molto avveduto era, e che egli ancora da alcuno fu informato, egli trovò dal maggiore infino al minore generalmente tutti disonestissimamente peccare in lussuria, e non solo nella naturale ma ancora nella sogdomitica, senza freno alcuno di rimordimento o di vergogna, in tanto che la potenza delle meretrici e de’ garzoni in impetrare qualunque gran cosa non v’era di picciol potere….”
E’ stata un’intervista shock. Condivido però alcune cose dette (il principio: chi è senza peccato scagli la prima pietra). L’aspetto che mi pare sottovalutato è però questo: è ovvio che ci sono stati e ci saranno sempre dei casi singoli, ma su quale scala? Voglio dire, lasciando da parte il tema scottante dell’omosessualità, ci sarà certamente qualche caso di prete tossicodipendente, ma diverso sarebbe l’allarme se questi fenomeni fossero endemici piuttosto che sporadici. E’ esattamente come per l’alcol e la droga tra i giovani, l’allarme non è dato dai casi singoli, ma dalla massiccia diffusione e dal trend.
Credo che Messori dovrebbe precisare meglio la sua posizione rispetto a questo problema.
Come possibile nota a pie’ pagina all’intevista a Messori
( http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200708articoli/24635girata.asp )
si potrebbero riportare alcune delle dichiarazioni, nel 2002, al momento delle proprie dimissioni da Vescovo di Palm Beach, di Mons.Anthony J. O’Connell :
http://www.snapnetwork.org/news/otherstates/FL_Bishop_Quits.htm
“Masters and Johnson was big” -disse- i.e. : ’siamo tutti figli, anche nella Chiesa, di Masters & Johnson’…
alefzero
ti consiglio vivamente di leggere l’enciclica Evangelium Vitae (di Giovanni Paolo II), così capirai (spero) che ho inteso dire che molte leggi odierne pretendono di decidere cosa è reato o no in base a meri principi umani, basandosi sul volere della maggioranza del popolo (ciò che è in realtà un vero abuso di democrazia), mettendo Dio e la sua legge da una parte; quindi è ovvio che se una maggioranza vuole una legge che legalizza una cosa che di per se stessa non sarà mai lecita(come l’aborto) ciò di fatto non sarà più “reato”, non sarà cioè perseguito dallo Stato, ma non per questo smetterà di essere un crimine cioè una atto intrinsecamente malvagio, illecito, colpevole.
il succo del discorso è che non sono gli uomini a poter decidere con le loro leggi cosa è bene o cosa è male, ma solo e unicamente Dio.
Sul Papa, poi hai a dir poco le idee confuse, infatti Egli, come custode e garante del Depositum Fidei non decide cosa è giusto e cosa no in base a suoi criteri personali, ma solo e soltanto in base al volere di GesùCristo,di Dio stesso,di cui è Vicario in terra. Da questo ne viene che mai nessun Papa potrà dichiarare lecita l’omosessualità, l’aborto etc, etc
saluti
Sì, però visto che quel riferimento (che aveva sconcertato anche me) Messori l’ha fatto, e non credo che parli a vanvera, la curiosità di approfondire e chiarire la questione resta. Anche perché si potrebbe legare ad un quesito più generale: non sarà che nel diluvio di beatificazioni e canonizzazioni avvenuto nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II - un aspetto sul quale, come è noto, il cardinale Ratzinger aveva qualche riserva e che infatti è stato drasticamente ridimensionato - si è per forza di cose non dirò perduto ma un po’ appannato il rigore delle procedure?
Caro Andrea,
solo ieri ho potuto leggere per intero l’intervista di Messori.
Certo, ha ragione nel far riferimento al “vietato vietare”. In questo senso, mi pare ottimo l’intervento del tuo collega di Redazione SZ.
Tuttavia, nel corso della stessa intervista, Messori se ne esce con alcune “rivelazioni” (sulla quali, ovviamente, non può dire di più) che mi paiono oggettivamente scandalose e di nessuna utilità.
Infatti, è contro ogni norma canonica che un processo di beatificazione possa procedere senza che vi sia come presupposto la dichiarazione sulla “eroicità nelle virtù”. In altre parole, non esiste, non si da’ il caso che venga beatificato un benefattore dell’umanità che si comportava male. Si da’ invece il caso opposto: che venga cioè beatificato qualcuno che magari non aveva le idee chiarissime su tutto (penso a Duns Scoto o a Rosmini) ma ha avuto una vita irreprensibile.
Per questa ragione mi permetto di suggerirti di chiudere questa discussione evitando di fare ulteriore pubblicità al Messori.
Grazie, infine, se vorrai intervistare qualche Eminenza più competente di Messori sull’argomento.
@Giovanni Mandis
“Anche l’aborto è stato legalizzato in gran parte dei paesi cosiddetti civili, eppure nonostante ciò resta un crimine e un peccato gravissimo.”
L’aborto non e’ un crimine ne’ un reato (nei paese in cui e’ stato legalizzato). Magari e’ considerato un peccato in taluni ambienti.
“lo stesso dicasi per l’omosessualità, non basta un decreto di qualsivoglia autorità umana per farla diventare lecita.”
Lecita non e’ corretto (vedi sopra). Tuttavia immagino che se questa “autorita’” si chiamasse papa, diventerebbe lecita tutto d’un tratto.
@vera
“Finalmente qualcuno (Giovanni Mandis)che osa dire come l’ omossesualità sia stata derubricata dall’ elenco delle malattie: in una semplice seduta di psichiatri statuntensi e per un pugno di voti. Ad essere sinceri c’è anche chi ha dichiarato di aver votato dietro lauto compenso.”
Tue opinioni personali o puoi indicarci una fonte da cui possiamo trarre anche noi le nostre deduzioni?
messori sbaglia credendo “nel buon tempo che fu”, i peccati ci sono sempre stati, da adamo ed eva in poi solo Gesù è esente, la Chiesa è un popolo di perdonati (e meno male!) ma ha ragione in una certa mentalità “moderna” che nega la possibilità della disciplina, esercitata quando serve verso chi sbaglia. il Signore ci concede la libertà anche di sbagliare, ma dobbiamo sapere assumerci le responsabilità delle conseguenze, ed è persino giusto attendersi una conseguenza (direi addirittura terapeutico).
sebbene una domanda me la pongo e ve la pongo: se gli omosessuali sono da evitare nell’ “ufficio” sacerdotale dove andranno? a fare i catechisti dei bambini della comunione o della cresima? oppure (come è stato detto a un cattolico con tendenze omosessuali che conosco) a cercarsi la ragazza?
Temo che Messori si sbagli sul presunto “buon tempo che fu”:
http://www.catholictradition.org/gomorrah1.htm
http://www.catholictradition.org/gomorrah2.htm
Caro dott. Tornielli, grazie del suo blog e i suoi spunti. Per la prima volta ho deciso di lasciare un post con una semplice annotazione.
La Chiesa Cattolica è stata la prima ‘istituzione’ a trattare l’omosessualità con il documeneto ‘Cura pastorale delle persone omosessuali’ dove cura è da intendersi non dal punto di vista medico, ma come attenzione.
concordo con quanto detto da altri sul fatto che il vero problema, sia nel sacerdozio che nel matrimonio, sia quello della maturità affettiva, che spesso si raggiunge con il passare del tempo e con un buon itinerario spirituale e psicologico. E’ anche la mia esperienza.
Mi accodo a chi ricorda che non basta il DSM IV a “dimostrare” che l’omosessaulità sia “naturale”… Continua a esserci dissenso tra gli psicologi rispetto a quella scelta. Non sarebbe male una inchiesta su come andarono le cose quella volta… anche perché questo è uno degli argomenti principe della ‘cultura gay’ (tra i criteri da verificare secondo il documento vaticano sull’ammissione nei seminari) per “aiutare” i giovanissimi a diradare dubbi e paure sulla propria irremovibile, indiscutibile, insindacabile condizione omosessuale. A parte gli aggettivi forti e argomenti deboli - usati da me come dalla cultura gay -, credo che in fondo dobbiamo ancora cominicare a capire che cosa sia l’omosessualità. Concordo con chi preferisce parlare di omosessualità al plurale: ogni storia e ogni psiche sono diversa - mistero. Il fatto di declinarla al singolare è un ulteriore argomento a favore della cultura gay che vuole sdoganare - per usare il loro linguaggio - l’idea che sia “quella roba lì e basta”, di fronte alla quale o accetti o attacchi! E così fai il loro gioco. NO! La condivisione di alcuni amici - esperienza e non scienza: argomento limitatissimo ma umano - mi fa dire che bisogna tenatare di comprenderla come una “tendenza” più o meno radicata (in modo del tutto personale) che può facilmente fissarsi in assenza di stimoli contrari o in presenza di incoraggimenti forti… a seconda di come tutto questo incontra il mondo emotivo-affetivo della persona in questione. Scusate l’indugiare sui tratti della mia visione personale, ma credo che - mitragliati come siamo di messaggi volutamente ambigui in questione - non possiamo fare a meno di informaci e farci un idea (aperta al confronto e alla verificabilità/falsificabilità) per non finire per credere che avere una tendenza omosessuale significhi ipso facto essere gay o per incasellare ogni persona che ammetta una attrazione omofila nella directory “omo” a prescidere dall’età, dalla sua storia, dallo stato del suo mondo affettivo. Personalmente mi aiuta molto guardare l’uomo, anche in questo ambito, come un mistero non completamente afferrabile allo sguardo scientifico… ma sapientemente e umilmente descritto come fatto “a immagine e somiglianza” di chi “lo creò”: un mistero appunto che possiamo osservare, amare, misurare ma la cui accessibilità è condizionata e parziale, non squadernata e a portata di mano. Per fortuna.
Questo, caro Gionson, rende il tutto un po’ più difficile e carico di sofferenza, ma non per questo meno bello! Aggiungo una parola che forse torverai scotantata. Spesso nella Chiesa abbiamo la tendenza a pensare le vocazioni secondo criteri di maggioranza: quelle che vanno di più sono le migliori. E’ vero che sono quelle “definite” da un sacramento… ma ci sono anche strade più personali e variopinte a cui la Chiesa sa dare spazio per poi riceverne sua volta tanto bene. L’importante è discernere cum Eccelsia. Farsi aiutare. Spero di non essere stato inopportuno… su un terreno tanto delicato.
Finalmente qualcuno (Giovanni Mandis)che osa dire come l’ omossesualità sia stata derubricata dall’ elenco delle malattie: in una semplice seduta di psichiatri statuntensi e per un pugno di voti. Ad essere sinceri c’è anche chi ha dichiarato di aver votato dietro lauto compenso. Cmq soprattutto negli USA e anche in Italia ci sono dei terapisti che aiutano chi desidera (ripeto desidera) uscire da questa condizione.
Lungi da assumere atteggiamenti discriminatori, mi permetto di dire che l’ omossesualità, nel senso di quella esibita stile gay pride, è l’ ultima ideologia del secolo scorso e quindi l’ ennesima con cui la Chiesa dovrà fare i conti anche al suo interno.Grazie
Sono un po’ perplesso dalla piega che sta prendendo la discussione. Stiamo parlando dell’omosessualità in termini di teorie, pretendendo di affibbiare etichette e giudizi. Eppure, non si può prescindere dalle storie personali. Sarebbe bizzarro sostenere che un orientamento possa essere frutto di una scelta consapevole. Come dire che un eterosessuale abbia deciso di esserlo. C’è nell’uomo una dimensione di mistero davanti a cui è difficile fornire ricette pronte. A Gionson, dico di non abbattersi, nella convinzione che l’obiettivo da raggiungere per ogni uomo è la piena accettazione di sè. Non perché sia facile o a portata di mano, ma in forza di un Dio che ci ha creato e ama la sua creatura così come è: fragile, incapace di capirsi, disponibile comunque a camminare. Vivere il proprio orientamento (anche in una scelta di castità) come altro da sé e come qualcosa da estirpare porterebbe ad una dissociazione difficile. Diverso è confrontarsi, crescere passo dopo passo, non avere paura di interrogarsi e di volersi bene, nella consapevolezza che Dio non crea pezzi sbagliati. E agli amici del blog, ripeto che questo non significa calpestare la norma morale della Chiesa. Soltanto, accettare un confronto, capire le persone, ammettere che al di là di tutto esistono modi diversi di amare che in ogni caso vanno rispettati, al di là di rivendicazioni politiche e sceneggiate di piazza che credo non rappresentino neppure la stragrande maggioranza degli omosessuali. Un saluto
per Leonardo: anche io - è apodittico (come dicono gli intellettuali di sinistra :-))- sono d’accordo sulla necessità di una nuova e ponderata disciplina: sono con Messori su questo; però pensare che il fenomeno omosessuale sia riconducibile al lassismo post sessantottino è semplicemente sbagliato e va detto. L’omosessualità è un fenomeno complesso e di varia matrice e - anche se oggi cavalcato e usato come leva di un certo anticlericalismo - non può certo essere eliminato con un atteggiamento moralista o superficiale. Lasciamo il moralismo ai laici e ai laicisti che sono così bravi nell’icasellare gli uomini per poi farisaicamente condannare. Al giorno d’oggi il moralismo è un atteggiamento che un cattolico - soprattutto uno intelligente - non può più permettersi!
Mi ha toccato anche la lettera di gionson. A mio avviso dici bene. Matrimonio e sacerdozio non perverrebbero ad un successo fino a quando - alla base - non si sia raggiunta una maturità affettiva sufficiente a supporterne il peso.
Mi sentirei di cobsigliarti un libro di joseph Nicolosi che parla degli omosessuali non gay (che cioè non si lasciano trascinare dalla cultura dominante a senso unico).
Il problema è che non ricordo il titolo e - inoltre - non vorrei ritrovarmi una querela di Cecchi Paone e un “kiss- in” organizzato dal Grillini in cortile sotto casa!
Ad Alefzero
Anche l’aborto è stato legalizzato in gran parte dei paesi cosiddetti civili, eppure nonostante ciò resta un crimine e un peccato gravissimo. lo stesso dicasi per l’omosessualità, non basta un decreto di qualsivoglia autorità umana per farla diventare lecita. il fatto che sia stata cancellata come malattia o disturbo è solo per le pressioni delle lobby omosessuali americane, noi ovviamente non facciamo di meglio che copiare il peggio degli americani.
Inoltre non per tutti i medici l’omosessualità ha smesso di essere una malattia, o un disturbo o un problema di personalità.
Di sicuro c’è che la Chiesa la considererà sempre un peccato.
A Voltaire
sei lo stesso Voltaire “illuminista” che in base alla fede nei lumi era antisemita (su basi biologiche), nonchè razzista verso i negri e anche azionista (per usare un termine moderno) nel commercio degli schiavi negri dall’africa al nuovo mondo?
ahi ahi da che pulpito…
L’intervista di Messori contiene certo qualche aspetto sconcertante (come ad esempio l’allusione al beato soggetto a crisi di esibizionismo), ma il nocciolo - che credo sia il richiamo alla necessità di recuperare più disciplina nel clero - mi pare senz’altro condivisibile.
Sono un ragazzo di 24 anni. Dall’età dell’adolescenza ho maturato un’attrazione verso persone del mio stesso sesso. E’ una condizione che porto dentro me da anni, non voluta.
Lungi dal ritenermi un gay, devo però constatare la mia omosessualità che è reale, anche se non del tutto da me accettata. Posso assicurarvi che - se non sedotti dalla cultura gay - è una condizione che viene naturalmente accetata come un disordine da chi lo vive personalmente. E’ ovviamente un disordine, è innaturale, la chiesa non sbaglia.
E’ anche vero però che è una condizione difficilmente risolvibile e difficile da trattare nell’ambito della vocazione.
Sacerdozio o matrimonio comporterebbero comunque un fallimento effettivo.
Inoltre in chi, come me, sente una forte attrazione per la vita sacerdotale è ancora più difficile. Sono molto convincenti le parole di Messori (del quale sono un attento lettore) ma non del tutto soddisfacenti, sopratutto per una vita come la mia, combattuta nell’intimo.
Quale soluzione prendere? A quale vocazione si è stati chiamati? Perchè questo desiderio di completamento personale e spirituale nel sacerdozio?
Sono queste le risposte più urgenti per chi, come me, vive una condizione difficile che sembra non avere sbocchi nel futuro.
Per la prima volta in vita mia non condivido le parole di Messori!
Ma cosa centrano i prety gay (anzi più correttamente) omosessuali con i casi di pedofilia? Sono due cose distinte: una cosa sono i preti che affollano le saune gay e i parchi alla ricerca di incontri con altri uomini e altra cosa la pedofilia. Distinguere prego.
E poi nella chiesa ci sono sempre stati preti, vescovi e cardinali gay. E allora?? Se vivono incoerenza e castità non vedo il problema.
O Messori vuole farci credere che si possa realmente mettere un filtro all’ingresso degli omosessuali nella Chiesa?! Semplicemente surreale!
Senza entrare in una discussione sull`omosessualità,tale non è la mia intenzione, vorrei solo dire che non penso che la Chiesa accetterà un giorno che l`omosessualità non sia che un semplice orientamento sessuale. Non lo farà perchè significherebbe che sostiene la teoria del “gender” secondo laquale la parola “sesso” è sostituita dalla parola “gender”che indica un puro “orientamento sessuale”.La differenza sessuale non sarebbe dunue biologica ma il frutto di una decisione soggettiva, dell` individuo che cerca e sceglie la propria sessualità, forse occulta.
È in virtù di questa “lotta dei generi”,iniziata negli Stati Uniti dalle comunità lesbiche,che ci troviamo oggi per es. in Spagna , con dei libretti di famiglia che non portano più l`iscrizione” padre-madre”…..ma ” genitore n°1-genitore n°2 “, o su un contratto matrimoniale : “persona n° 1-persona n° 2″.
È più che evidente che per vincere la loro battaglia, i suoi sostenitori devoni liberare “le masse” ( cioè noi) dai diversi condizionamenti, e vi lascio immaginare che i primi condizionamenti da combattere sono quelli ,secondo loro, imposti dall`educazione, dalla famiglia tradizionale, dalla religione.
Vi sono omosessuali pederasti,ma non tutti gli omosessuali lo sono, vi sono pedofili omosessuali ,ma non tutti i pedofili sono omessuali.Penoso tenere questi discorsi dover fare queste distinzioni, ancor più se stiamo parlando di uomini ,che in principio hanno consacrato la loro vita a Dio.
La Chiesa come ogni comunità è formata da essere umani con le loro forze e debolezze,la loro storia ,i loro limiti. Se un prete non è radicato nell`Amore di Cristo, nella preghiera, sarà esposto al mondo, e sappiamo che la nostra società è erotizzata all`estremo.Se il sacerdote è abitato dall`Amore di Cristo, nel suo cuore, corpo e spirito, a contatto del mondo sarà un riflesso di quest`Amore, distribuirà ciò che riceve in abbondanza ,grazie al suo contatto prolungato ,privilegiato che comincia, immagino il mattino con la Santa Messa celebrata in Persona Christi.È lui ma non è lui.
Se questo radicamento manca,il sacerdote ,vivrà i contatti umani a partire dalla sua personalità, dal suo io, o ego, sarà facile, se non inevitabile, che prima o poi ceda alle tentazioni esterne e pressioni interne causate da una personalità immatura, squilibrata, una cattiva conoscenza di se, una cattiva gestione delle sue emozioni.
Ma trovo ingiusto che si faccia risalire alla castità e al celibato ,i problemi di pedofilia, questi problemi sono presenti anche per es.nelle comunità protestanti, con i loro pastori sposati o no.
Il problema è altrove e penso che la selezione a livello dell`ammissione in seminario debba diventare più che rigorosa anche con l`aiuto di psicologi, in questo ambito la libertà è una cattivissima consigliera. Importante anche l`ascolto,l`attenzione dei superiori, non lasciare soli quei preti che soffrono delle loro tendenze , che si sentono deboli . Osare affrontare il problema,parlarne, osare prendere le decisioni che si impongono.
Quanto questo problema è delicato,sono cosciente di dire delle banalità, e me ne scuso, ma soffro per il male che tutto ciò causa alla nostra Santa Chiesa.
Ieri il più importante giornale di Ginevra ha dedicato ampio spazio al “caso” don Gelmini…vi lascio immaginare , in che senso andava l`articolo, e ancora una volta la Chiesa cattolica è stata insultata, sospettata,accusata di essere un covo, rifugio di pedofili!
Sì ciò mi provoca una profonda tristezza e amarezza.
@Emmeci: “L’omosessualità è sempre stata considerata, dalla Chiesa e dalla scienza, una malattia. Diciamo un “disturbo mentale”, un problema di personalità. Il fatto che oggi si voglia far passare l’omosessualità come una cosa normale, questo non significa che lo sia.”
Dal 1994 con l’introduzione del DSM IV l’omosessualita’ non occupa piu’ una casella disgnostica i.e. non e’ piu’ considerata dalla scienza una malattia. E’ un orientamento sessuale. Immagino la Chiesa ci mettera’ un po’ a comprenderlo e un po’ di piu’ (semmai lo fara’) a considerarla una cosa normale.
Caro amico e lettore che amabilmente si nasconde dietro uno pseudonimo,Le ricordo che la offesa all divinita e’ ancora reato tanto che il Procuratore della repubblica di Bologna non ha proceduto per la mostra blasfema di Bologna solo per non aver riconosciuto alla Madonna il ruolo di divinita ed esiste una norma esatta in tema di vilipendio alla religione che non depenalizza,ma soltanto cambia il reato in contravvenzione,ma e’ ugualemnte pernalemnte perseguibile,quindi chi deve informarsi,novello illuminista, e’ lei. Cio detto, considero offensive le dichiarazioni sul Maestro Mesori che ha detto solo la verita. Si ricordi,nel blog di Tornielli,che spero vorra’ risponderle nessuno la prende per i fondelli.Forse Lei si prende troppo sul serio e si crede depositario della verita. Non dubito che dietro il suo pseudonimo si nasconda un massone,un ex prete,un prete o un chissa,un collega. Con amicizia B. V
Volpe ha scritto al commento n° 7 : “ma offendere i simboli religiosi oltre che eticamente disgustoso(qualunque fede essa sia) e’ anche reato,perseguibile di Ufficio. I Magistrati cosi attenti alle virgole dei Preti ora che diranno davanti ai…punti di certi cartelli blasfemi? Ciao Bruno” Male. La Legge 24 febbraio 2006, n. 85 {artt.7,8.9 e 10}, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2006 lo contraddice perché depenalizza questi reati; al libro secondo, titolo IV, capo I, del codice penale, la rubrica è sostituita dalla seguente: «DEI DELITTI CONTRO LE CONFESSIONI RELIGIOSE, la reclusione che attiene all’art. 404 cpv “Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto è punito con la reclusione fino a due anni” ripete l’articolo 635 C.P. e la procedibilità d’ufficio è legata al n° 7 dell’articolo 625 che sono le circostanze aggravanti del delitto contro il patrimonio con offesa alle persone o alle cose. Quindi non allarghiamoci ! In quanto poi a Messori, non si sa se dire se –al momento dell’intervista- fosse fuori di senno- o se giocasse sporco. “Non si sa su quali basi la giustizia umana …demonizza la pedofilia? Chi stabilisce la norma e la soglia di età?”. Ma il Messori vaticanista, il biografo del Papa folleggia: dimentica forse la: sollicitatio in actu vel occasione vel praetextu confessionis ad peccatum contra sextum Decalogi praeceptum, si ad peccandum cum ipso confessario dirigitur; della “EPISTOLA a Congregatione pro Doctrina Fidei missa ad totius Catholicae Ecclesiae Episcopos aliosque Ordinarios et Hierarchas interesse habentes: DE DELICTIS GRAVIORIBUS eidem Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis” firmata proprio da Ratzinger e diffusa nel testo italiano con un motu proprio del papa nel 2001 ? Si parla oltre che del crimen sollicitazionis (approfittare della confessione per proporre porcherie) anche del “delitto gravissimo” che è : “Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età”. Tutte violazioni al cosiddetto “ sigillum sacramentale” (Cf. Codex Iuris Canonici, can. 1388 § 1). Allora, per favore, non prendeteci per i fondelli.
Tornielli ha centrato il problema: messori ha detto solo la verita,senza ipocrisie. E’ verissimo: Papa ratzinger,cosi come il servo di Dio Giovanni Paolo II hanno cercato di mettere un freno a cete rilassatezze e ci stanno riuscendo. Che colpa a Messori, affermare quello che e’ sotto gli occhi di tuti senza ipocrisia? Il mondio cattolico avrebbe bisogno di piu Messori e di altri Tornielli che in un blog hanno il coraggio e la onesta intellettuale di pubblicizzzare temi cosi bollenti: un bravo a Messori e al solito Torneilli una garanzie di serieta e professionalita. Bruno Volpe
Se devo essere sincero, anche a me l’intervista del Prof. Messori mi ha un pò disorientato, ma cerco di prenderne il lato positivo, ovvero, se non sbaglio, un invito a riprendere una sorta di DISCIPLINA E DI AUTORITA’insieme alla MISERICORDIA. Concetti che sembrano essere dimenticati nella nostra società…
Concordo però con Kondaw su un punto: I casi vanno denunciati dalla Chiesa e il Diritto Canonico va applicato,solo così non perderemo credibilità. Sulla richiesta di scuse, alcuni Prelati Statunitensi lo hanno già fatto, o lo stanno facendo.
Rimaniamo però saldi nella Fede! Il Dio di Gesù Cristo ci aiuterà.
Un saluto da chi, come voi, ama la Chiesa, e soffre in questi momenti.
Scrive il buon Dott. Tornielli:-”Caro Emmeci, condivido la posizione della Santa Sede, che ha deciso di vietare l’ingresso in seminario a chi ha tendenze omosessuali “profondamente radicate”. Credo però che vi siano stati e vi siano omosessuali che sono in grado di vivere con equilibrio la castità, dunque non sarei così categorico…”
Uno per tutti me ne viene in mente adesso il grande Testori, che lei sicuramnte conoscerà! Da qui ovviamente non credo che il problema sia l’essere omosessuali ma come questo viene vissuto dal soggetto in questione, tenendo però sempre presente che la vocazione al sacerdozio - di chiunque - è prima di tutto un Mistero che solo Dio conosce, percui non ci è dato di poterla sindacare (ma, come ha sempre fatto la CHiesa, si può solo indirizzare, custodire, accudire, sostenere ed aiutare).
Certamente è altrettanto vero che un omosessuale viene fuori da un percorso di vita non sempre solido ed equilibrato pertanto credo che Sua Santità abbia espresso l’esigenza di escludere la presenza nei Seminari di coloro i quali abbiamo tendenze sessuali profondamente radicate, ovvero chi non vive in castità la propria condizione
Grazie per l’attenzione
[Scusate l’intromissione: vi segnalo solo questa recente (26.07) intervista-fiume (3 pagine di rivista, in tedesco) di Peter Seewald -gia’ ben noto a suo tempo come come intervistatore del Cardinale Ratzinger- al Segretario del Papa, Mons. Prof. Georg Gänswein :
http://sz-magazin2.sueddeutsche.de/papst_gaenswein1.htm#
o, per esteso:
http://sz-magazin.sueddeutsche.de/index.php?id=110&tx_ttnews[tt_news]=3239&type=98
(L’intervista l’ho scoperta da poco in Polonia, attraverso la rivista “Forum”, una raccolta di articoli di vari paesi, tradotti -un po’ come il nostro “Internazionale” .) Saluti, Stefano ]
Messori ha evitato di scadere nel politicamente corretto e ha centrato il problema, anzi i problemi. Non serve a nulla fare giri di parole, solo se si hauna visione chiara si può oppore un valido rimedio. sempre che tutti nella Chiesa siano d’ accordo e collaborino con il Santo Padre. Non è vero che i casi di pedofilia e affini risalgono solo a prima del concilio, basti pensare a ciò che è accaduto in Irlanda e in Austria. è vero che in molri ci hanno ricamato sopra ma non si può far finta di nulla. é la Chiesa che si è immersa nel mondo o il mondo che ha sommerso la Chiesa?
A Kondiaw: Messori con le sue parole ha soltanto voluto mettere in luce la contraddizione di una società che predica la più totale libertà sessuale, il “vietato vietare”, e poi in taluni casi si riscopre profondamente moralista. Non credo proprio che Messori intendesse giustificare atteggiamenti che non sono certo confacenti con il sacerdozio, ma sottolineare il fatto che l’uomo (a anche il prete) è peccatore e bisognoso di misercordia. Credo che, specialmente negli ultimi anni, vi sia da parte dell’autorità ecclesiastica un atteggiamento molto più severo nei confronti di questi casi, anche a seguito di decisioni prese da Giovanni Paolo II insieme all’allora cardinale Ratzinger.
a.t.
Egregio signor Tornielli il testo integrale della intervista a Vittorio Messori, secondo me è allucinante, pericoloso e scandaloso. Speravo in un atto di coraggio di Santa Madre Chiesa, in una collettiva assunzione di responsabilità, ma dopo le affermazioni di uno dei più importanti rappresentanti della intellighenzia cattolica mi convinco che la Chiesa è irredimibile. Sarà Dio a giudicare quando sarà il momento, ma al caro signor Messori che finchè i peccati in cui cadono in tentazione i sacerdoti sono elencati anche nel Codice Penale i presunti colpevoli vanno denunciati e devono accettare di essere sottoposti alla giustizia umana. Il caro signor Messori non solo confonde colpevolmente pedofilia e omosessualità, ma non potendo negare che la prima è praticata da una percentuale preoccupante dei sacerdoti di fatto ne nega l’esistenza, “chi stabilisce la norma e la soglia d’età?”. Perchè a lei sembra la stessa cosa avere rapporti sessuali con un bambino di sei anni o con un adulto? e osa anche chiedere: “E poi su quali basi la giustizia umana santifica l’omosessualità e demonizza la pedofilia?”. Per omosessualità si intende un rapporto tra due adulti consezienti, dotati di libero arbitrio e in grado di distinguere ciò che bene e ciò che è male per loro. La pedofilia è un reato, perchè prevede il coinvolgimento di un soggetto minore il cui consenso, qualora vi fosse, è viziato dalla condizione di minorità…o vuole avanzare la proposta di diritto di voto anche per i neonati, se sono adatti a rapporti pedofili, perchè no per il voto? Quanto a Don Gelmini non è accusato di pedofilia, ma di molestie sessuali, non di aver “toccato qualche ragazzo”, Codice Penale a parte lei sa o dovrebbe sapere quanto sia eticamente sbagliato per un terapeuta approfittare della propria posizione per ottenere favori sessuali, sbaglio o anche per Codice di Diritto Canonico si configura come reato? Se la Chiesa vuole iniziare a recuperare credibilità deve immediatamente prendere i provvedimenti previsti dal Diritto Canonico nei confronti di tutti quei sacerdoti che risultino responsabili del reato di pedofilia e poi denunciare alla magistratura tutte le segnalazioni che sono giunte ai vari Vescovi e Superiori di Ordini Religiosi, Congregazioni, ecc.., consegnare alle autorità giudiziarie degli USA i sacerdoti condannati e rifugiatisi nello stato della Città del Vaticano per godere della extra territorialità, infine chiedere perdono alle vittime pubblicamente…
e nonostante tutto io continuo a sperare che questo possa accadere, perchè amo la Chiesa e soffro per le sue mancanze…
A emmeci: contesto in partenza l’idea che l’omosessualità sia una malattia. E ricordo anche la delicatezza espressa dal catechismo, quando parla di compassione. Non certo un atteggiamento discriminatorio o dall’alto in basso, ma alla latina un patire con, ovvero un condividere in profondità disagi ed eventuali sofferenze. Questo per dire che quando si parla di questi temi non ci si può fermare alle iniziative dell’arcigay che con tutto il rispetto agisce nel circo mediatico come qualsiasi altra associazione politica o parapolitica. Se la prospettiva assunta è quella della persona, contano le storie e i percorsi individuali. La Chiesa e il popolo dei credenti non possono sottrarsi alla chiamata all’ascolto. Senza rinunciare alle posizioni morali, c’è un ampio margine di azione e di tentativo di comprensione di un modo di esprimere l’affettività che comunque esiste. E penso alle tante persone che non scendono in piazza e non fanno del proprio orientamento una rivendicazione politica.
E’ il solito attacco al Concilio Vaticano II°, roba vecchia, ricordo che i risarcimenti per molestie pagati dalle diocesi USA recentemente si riferivano a fatti risalenti dagli anni’40 in poi….quando il Concilio nemmeno era stato pensato
Caro Emmeci, condivido la posizione della Santa Sede, che ha deciso di vietare l’ingresso in seminario a chi ha tendenze omosessuali “profondamente radicate”. Credo però che vi siano stati e vi siano omosessuali che sono in grado di vivere con equilibrio la castità, dunque non sarei così categorico…
a.t.
A essere sincero rimango un pò colpito dagli scandali(anche se dal punto di vista giudiziario, tutti da dimostrare) che stanno colpendo La nostra Chiesa Cattolica in questa Estate.
Forse ha ragione Francesco, quando mette alla luce il fatto che la debolezze della Chiesa non ci deve indignare. La Chiesa conosce la REALTA’ DEL LIMITE. Sì è vero, ma certi scandali non possono non suscitare delusione e a volte crisi di appartenenza. Poi e’ vero: Tutti siamo peccatori, e “CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA”.
Sottoscrivo l’analisi di Marco, il punto è la maturità affettiva…
Inoltre, se il Dott. Tornielli me lo consente, vorrei consigliare la lettura del commento ai fatti di questa estate su “Chiesa e scandali” di Mons. Giuseppe Pollano(del Clero della Diocesi di Torino, Docente presso la Facoltà Teologica) apparso su LA STAMPA di oggi 11 Agosto. L’ho trovato molto interessante…E’ un invito a vivere con speranza anche questo momento.
Un cordiale saluto a tutti, nel giorno in cui la Chiesa ricorda SANTA CHIARA. A Lei e, idealmente a tutte le Monache Clarisse di clausura che incessantemente pregano per tutti noi, uomini fragili e a volte disorientati, mi affido, e se me lo concedete ci affidiamo. CIAO!
Caro Andrea,Vittorio Messori ha perfettamente ragione,ma vi e’ anche un impressionante vuoto da parte dei Magistrati. Oggi a Traviso hanno esposto un vergognoso Dio e’ lesbica: ovvio che le parola del vicesnidaco gentilini siano censurabili ,ma offendere i simboli religiosi oltre che eticamente disgustoso(qualunque fede essa sia) e’ anche reato,perseguibile di Ufficio. I Magistrati cosi attenti alle virgole dei Preti ora che diranno davanti ai…punti di certi cartelli blasfemi? Ciao Bruno
Riflessioni che rischiano di determinare un’equazione gay=sex-addicted (per usare un termine clinico, dato che probabilmente di questo si tratta), ma esistono anche i sex-addicted tra preti eterosessuali. I primi fanno più scalpore perché la Chiesa ha una posizione più critica nei confronti della omosessualità, ma ci sono anche preti omosessuali del tutto casti. Secondo me il problema non è quello denunciato da Messori, cioè l’ingresso in seminario di omosessuali (del resto come si fa a capire la sessualità di un seminarista? Mica è un tratto somatico o un comportamento esteriore). Semmai ci si deve porre qualche riflessione su come i seminari del XXI secolo debbano educare alla castità in una società in cui il sesso è diventato parte dominante e martellante della nostra vita quotidiana, a partire dai mass media che ce lo propinano in tutte le sue salse.
Non ho letto tutto l’aricolo di Messori ma da quello che leggo qui dico che ha centrato a pieno il vero problema. Il problema non e’ tanto la nostra umanita’ con tutte le sue debolezze da cui non sono esenti neanche i sacerdoti, ma piuttosto il “politically correct” che al giorno d’oggi rende la vita impossibile in molti modi e forza tutti ad agire solo secondo quello che ci viene ordinato dall’alto di qualche comitato o loggia e non secondo la nostra coscienza o la nostra ben provata esperienza.
Dietro tutto questo comunque io vedo un attacco diretto solamente alla Chiesa Cattolica perche’ non posso credere che questi stessi peccati non siano commessi in altre denominazioni cristiane o addirittura in altre religioni. Pero’ non si sente mai dire niente di rabbini, bonzi, o imam o che so io……I media hanno molto da rispondere a questo proposito!
@Marco che dice “Personalmente non credo che l’orientamento sessuale determini automaticamente dei comportamenti. Il nodo è la maturità affettiva.”
Invece il nodo sta proprio nell’orientamento sessuale di una persona. Infatti un omosessuale non può essere “affettivamente maturo” se vogliamo usare le tue stesse parole. L’omosessualità è sempre stata considerata, dalla Chiesa e dalla scienza, una malattia. Diciamo un “disturbo mentale”, un problema di personalità. Il fatto che oggi si voglia far passare l’omosessualità come una cosa normale, questo non significa che lo sia. Essere sregolati in partenza rende cento volte più facile, per un giovane che vuole farsi prete, cadere nella rete del Nemico. Per questo la Chiesa non ha mai accettato di avere omosessuali tra le sue fila. Senza contare che l’omosessualità (consapevole, non curata e accettata) è uno dei peccati che “gridano vendetta al cospetto di Dio”.
A Francesco: grazie per queste parole. Le condivido. Non c’è da indignarsi, ma da pregare. E chi è cristiano prima di ogni altra cosa è consapevole di essere peccatore e bisognoso della misericordia di Dio e della sua grazia. Personalmente rimango sempre stupito e commosso per il fatto che la grazia dei sacramenti e la testimonianza di Gesù mi hanno raggiunto attraverso la debolezza e l’umanità di chi appartiene alla Chiesa.
A Marco: grazie anche per le sue riflessioni importanti. In effetti il problema è proprio quello della stabilità affettiva e non è certo più maturo il prete che va a prostitute invece che a prostituti.
a.t.
Salve dott. Tornielli. Personalmente non credo che l’orientamento sessuale determini automaticamente dei comportamenti. Il nodo è la maturità affettiva. Se manca quella nasce il problema. E andare a prostituti o prostitute è segnale di estrema immaturità e anche di degrado (in termini personali), sia per un gay che per un etero. Per ipotesi, la gravità dei fatti di questi giorni (se confermati) sarebbe stata la stessa nel caso in cui un sacerdote fosse andato con una prostituta. Penso che si dovrebbe cominciare a dare meno importanza agli orientamenti in termini assoluti, tenendo conto che, se vissuti con equilibrio, essi riguardano in sostanza la dimensione affettiva e non genitale. Prima di tutto, delle etichette e delle categorie, l’individuo è persona. Nel bene e nel male.
La pietra con cui Cristo ha costruito la Chiesa è fatta di esseri umani, ce lo dice il Vangelo. E la prima pietra è un pescatore, forse analfabeta, pieno di umanità al punto da tradire tre volte… e pronto a portare avanti il suo compito fino al martirio. Non riesco a essere severo e moralizzatore con chi poi, la domenica, mi accoglie tra le braccia, mi perdona dai miei peccati, si unisce con me a formare un unico “corpo” fisico e metafisico, che viene chiamato “Chiesa”. Come tutti i peccatori non rieco a lanciare, appunto, la pietra (non è una continua scoperta questo nostro Vangelo?). La cosa meravigliosa di questa religione è quanto semplice e quanto nello stesso tempo profondo sia il Messaggio per noi mortali. Non si può che essere rapiti da uno stupore estatico, in quel punto sovrannaturale dove l’impossibile è la Verità: Uno e Trino, Dio e Uomo, Padre e Figlio… Che dire? Forse i Pastori di Anime nel cercare la pecorella smarrite finiscono in forre, gineprai e scoscesi dirupi, rischiando di perdere anche sé stessi? Non sono umani anche loro? Come Pietro, come Paolo… No. Non riesco a indignarmi della debolezza della Chiesa. Forse la sua bimillenaria forza è anche lì.