Finalmente pubblicata la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus con la quale Papa Ratzinger apre le porte a intere comunità anglicane intenzionate a entrare nella Chiesa cattolica. La costituzione, come preannunciato, istituisce degli ordinariati personali per le comunità anglicane. Questi ordinariati dipenderanno dalla Congregazione per la dottrina della fede e non dalla Congregazione dei vescovi. La costituzione ha subito quattro diverse revisioni e quella definitiva accoglie molte delle osservazioni (non tutte) proposte dal Pontificio consiglio dei testi legislativi. Ieri a Brescia Benedetto XVI, citando il predecessore Paolo VI, ha ribadito il valore del celibato per i preti e i seminaristi. La Santa Sede vuole mantenere la regola del celibato per la Chiesa latina e dunque questa regola dovrà valere in futuro anche per gli ordinariati anglo-cattolici. Vi sono però delle importanti novità a questo riguardo, al di là delle smentite e dei commenti minimizzanti. Gli ordinari anglo-cattolici potranno infatti chiedere al Papa anche per il futuro la possibilità di ordinare «anche uomini sposati». Una deroga circoscritta solo a queste comunità, e che una settimana fa il cardinale William Levada ha definito «meramente ipotetica», e che sarà comunque sottoposta «caso per caso» al via libera vaticano, ma che rappresenta la prima dispensa del genere ufficializzata per una comunità latina dai tempi del Concilio di Trento. Esiste dunque un’innegabile novità, e non da poco, nel documento. Gli ordinari personali potranno anche essere preti sposati e saranno equiparati ai vescovi (pur senza esserlo, però potendo usarne le insegne), e dunque faranno parte a pieno titolo delle conferenze episcopali. Saranno scelti dal Pontefice sulla base di terne presentate dal «Consiglio di governo dell’ordinariato», una sorta di consiglio presbiterale. Roma dunque deciderà su terne stabilite dalle realtà locali.