neusnerE’ questo il titolo del libro del rabbino Jacob Neusner che l’editore San Paolo ha appena mandato in libreria (pp. 212, 18 euro). “Mentre il cristianesimo è rappresentato come una germinazione dell’ebraismo, di fatto - scrive Neusner - iniziò come sistema religioso autonomo e assoluto; solo in seguito si formulò la teoria delle sue origini assumendo e facendo proprie alcune componenti dell’eredità dell’antico Israele”. Il volume raccoglie una sere di studi, interventi e conferenze del rabbino, teologo di fama internazionale dell’ebraismo, molto citato da Benedetto XVI nel suo volume su Gesù di Nazaret. Neusner ritiene che si riveli essere “un mito” la tradizione che considera ebrei e cristiani “parenti” dal punto di vista religioso. Lo studioso, fautore del dialogo tra gli uomini ebrei e cristiani, ritiene che le due religioni non si siano mai parlate né possano farlo ora: è vero che cristianesimo ed ebraismo “hanno in comune parte delle Sacre Scritture, l’Antico Testamento o Torah scritta”, ma l’Antico Testamento “serve al cristianesimo solo in quanto prefigurazione del Nuovo, e la Torah scritta per l’ebraismo può e deve essere letta nell’ottica di adempimento e completamento compiuti dalla Torah orale” vale a dire la Mishnah, i due Talmudin, le raccolte di Midrashim. Il dialogo, secondo Neusner “dovrà nascere da una forte comprensione del carattere delle religioni, ognuna vista nella sua interezza come espressione dell’ordine sociale e come struttura del sistema sociale. Allora e soltanto allora l’incontro potrà cominciare: l’unione di due insiemi ben compaginati, ognuno sicuro di sé ma anche attratto dall’altro, entrambi vincolati da interessi condivisi e da obiettivi comuni”.