La nomina sarà sancita martedì, durante il consiglio di amministrazione di Avvenire: il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dopo quasi tre mesi dalle dimissioni di Dino Boffo, ha scelto quale suo successore l’attuale direttore ad interim, Marco Tarquinio. Una nomina nel segno della continuità con il predecessore e con la linea fino ad oggi seguita dal quotidiano cattolico. Il cardinale Bagnasco ha deciso in totale autonomia e la Santa Sede non è intervenuta nella designazione. Lo scorso 30 ottobre alcuni media avevano dato per certa la nomina di Tarquinio e avevano parlato della possibilità di un tandem con Angelo Scelzo, attuale sottosegretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, che avrebbe potuto essere nominato direttore editoriale. Ma in quel momento Bagnasco, che pure era già orientato verso la scelta di Tarquinio, non aveva ancora preso la decisione definitiva e nell’udienza con Benedetto XVI in vista dell’assemblea generale della Cei ad Assisi aveva parlato ancora di una rosa di nomi. Pochi giorni dopo, giovedì 12 novembre, alla fine della mattinata, nel corso del consiglio di presidenza della Conferenza episcopale, il cardinale comunicava di essere ormai deciso per la continuità. Una scelta che ora attende solo la ratifica - scontata - del cda di martedì. Non sarà invece contestuale la nomina dei nuovi direttori di Tv 2000 (l’ex Sat 2000) e del circuito Radio in Blu: tutte cariche che fino a tre mesi fa competevano a Dino Boffo. Per la Tv sembra profilarsi una conferma dell’attuale direttore ad interim, Stefano De Martis, mentre per la radio si parla della possibilità di nominare il Marco Fabi, del Sole 24Ore. Con la nomina di Tarquinio alla direzione di Avvenire si conclude una non breve fase di incertezza: tanti, tantissimi i nomi dei candidati veri o presunti che in queste settimane sono entrati in gioco. Bagnasco non ha avuto fretta, e alla fine ha deciso di affidare la guida del quotidiano cattolico a colui che dopo le dimissioni di Boffo, in questi mesi, ha dimostrato di saperlo dirigere sulla scia del predecessore.