Approfitto di questo spazio che mi ha concesso Il Giornale per fare una confessione. Ormai si sa, tutto avviene tramite social. Quindi anche io ho deciso di confessare questo torbido segreto sfruttando questo blog per fare una confessione: sono un feticista. Ebbene sì, l’ho detto! Adesso chi di voi leggerà questo post si chiederà quale oggetto inanimato o quale parte del corpo mi provoca eccitamento sessuale. La risposta è: nessuno. Ma facciamo un passo indietro.

Su Wikipedia si legge che “in etnologia si definisce feticismo una forma di religiosità primitiva che prevede l’adorazione di feticci, ovvero di oggetti ritenuti dotati di poteri magici”. Scorrendo la pagina si possono trovare anche altri significati. Il primo: “Nel diciannovesimo secolo Karl Marx introdusse il concetto di feticismo della merce come importante componente del capitalismo. Tale concetto è ancora oggi centrale nel marxismo”. Il secondo: “In seguito Sigmund Freud usò il termine feticismo per descrivere una forma di parafilia dove la meta del desiderio è un oggetto inanimato o una parte specifica della persona”. Per evitare qualsiasi dubbio andiamo a vedere nel dettaglio cosa si intende per parafilia: sono “pulsioni erotiche connotate da fantasie o impulsi intensi e ricorrenti, che implicano attività o situazioni specifiche che riguardino oggetti o animali, che comportino sofferenza e/o umiliazione, o che siano rivolte verso minori e/o persone non consenzienti”.

Ora che abbiamo fatto il punto di quello che davvero significa “feticismo” devo farvi un’altra confessione: sono un feticista di vecchi film. Ma come, direte voi, è palese che i vecchi film non rientrino in questo caso. E io devo darvi ragione. Però c’è chi non la pensa così, e si tratta di Gemma Guerrini (consigliera comunale del Movimento 5 Stelle a Roma ed ex vicepresidente vicaria della Commissione cultura in Campidoglio visto che si è dimessa poche ore fa accogliendo la richiesta del Sindaco Virginia Raggi). Questo il contesto: a Roma, da qualche anno, in piazza San Cosimato, l’associazione dei Ragazzi del Cinema America tiene una rassegna di “vecchi film” all’aperto e completamente gratuiti. Un omaggio alla cultura, un omaggio alla bellezza di alcuni capolavori del cinema italiano e mondiale. Ebbene, la consigliera (abitante in quella zona e una delle poche che critica l’iniziativa) ha così scritto su Facebook: “Cos’è infatti se non feticismo, la reiterata proiezione, giorno dopo giorno, di vecchi film che hanno in comune soltanto il fatto di essere famosi?”. Non mi interessa entrare nel dibattito politico della vicenda (la consigliera ha anche scritto: “manifestazioni simili sono funzionali alla propaganda del partito politico che le sostiene, in questo caso di quel PD maestro nella manipolazione del consenso, che ormai da decenni utilizza la spettacolarizzazione e la feticizzazione della cultura come arma di distrazione di massa”). Non mi interessa entrare nella scelta del Comune di fare un bando pubblico levando, di fatto, la piazza all’associazione. Io entro nel merito del feticismo perché qui mi sento toccato nel profondo.

Amo andare al cinema, amo guardare nuovi film e nuove storie. Ma probabilmente amo ancora di più guardare più volte un buon vecchio film. Una di quelle storie infinite, raccontate e narrate magistralmente da Maestri della settima arte. Una di quelle storie che, purtroppo, sempre più raramente vediamo al cinema. E che il vecchio cinema sia entrato nella quotidianità delle persone lo testimonia il fatto che “Francamente mia cara me ne infischio”, “Gli farò un’offerta che non potrà mai rifiutare”o “Che la forza sia con te” sono frasi che tutti abbiamo detto almeno una volta nella vita in situazioni che nulla avevano a che fare con il ricordare il film in questione. E indovinate un po’, tutte queste frasi appartengono a vecchi film, rispettivamente: Via col vento (1939), Il padrino (1972) e Star Wars (1977). Tutti vecchi film che non vale la pena riguardare perché è da feticista.

Proprio perché i vecchi film sono da feticisti, anche chi alcuni di questi li ha fatti probabilmente è un feticista. Sono quindi lieto di accogliere nel club dei feticisti di vecchi film anche Martin Scorsese, che proprio poche ore fa ha firmato l’appello promosso dai Ragazzi del Cinema America. Benvenuto Martin, il club dei feticisti ti accoglie con affetto. Ti faccio una proposta, chissà se mai ti arriverà: Incontriamoci all’aperto, a Roma, davanti ad uno degli schermi dei ragazzi del Cinema America in una sera d’estate, per celebrare assieme il feticismo nei confronti dei vecchi film guardando alcuni dei capolavori più belli che l’uomo abbia mai visto.