Il Jobs Act, la riforma del diritto del lavoro attuata dall’attuale governo Renzi, è entrata in vigore nel dicembre del 2014. La legge prevede, tra le varie cose, il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali, di servizi per il lavoro e di politiche sociali, il riordino dei contratti di lavoro e un aggiornamento delle misure in materia di tutela della maternità. Questa legge, secondo il presidente del Consiglio, servirà ad abbassare la disoccupazione in Italia, sia quella generale sia quella giovanile. Attualmente l’Italia ha un elevato tasso di disoccupazione, con quella giovanile che supera il 40% e, nel Mezzogiorno, arriva addirittura al 55%.

Ecco, quindi, tutti i numeri della disoccupazione italiana per fare chiarezza sulla situazione del lavoro. L’analisi, inoltre, è stata realizzata anche facendo una comparazione con i maggiori Paesi europei: Germania, Spagna, Francia e Regno Unito. Quello che si evince è chiaro: l’Italia è davanti solo alla Spagna, poi è indietro a tutti i più grandi Stati europei. Eppure, come si vedrà, fino al 2011 eravamo come gli altri Paesi. Cosa è successo negli ultimi quattro anni? Riuscirà il Jobs Act voluto da Matteo Renzi a portare più lavoro per gli italiani?

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