Il lungo viaggio di Game of Thrones, iniziato il 17 aprile del 2011, si è concluso otto anni dopo: il 19 maggio 2019. 4248 minuti. Poco più di 70 ore. Questo il tempo totale che milioni di persone nel mondo hanno trascorso davanti ad uno schermo per seguire le vicende di Westeros (e di Essos).
Game of Thrones è (ma a questo punto possiamo dire “è stata”) una serie televisiva basata sui libri di George R.R. Martin. Su quanto possa essere riduttivo parlare di semplice “serie televisiva” ne parlerò brevemente più avanti.

Fortuna e sfortuna, due facce della stessa medaglia
Adesso mi vorrei concentrare sulla più grande fortuna, che probabilmente è anche la più grande sfortuna, di Game of Thrones. “Ogni volta che nasce un Targaryen, gli dei lanciano una moneta. E il mondo trattiene il fiato”, perché non si sa mai se questa persona possa rappresentare la grandezza o la pazzia. Questo è un detto ripetuto più volte nella serie, soprattutto nell’ultima stagione. E quella monetina, che può rappresentare due cose completamente opposte, esiste anche per Game of Thrones: si chiama “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”. Questo è infatti il titolo delle opere da cui Game of Thrones ha preso spunto.

Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono una serie di sette libri di cui attualmente, però, ne sono stati scritti solo cinque. Il primo, Il Gioco del Trono, è stato pubblicato nel 1996; il secondo, Lo Scontro dei Re, nel 1999; il terzo, Tempesta di Spade, nel 2000; il quarto, Un Banchetto per i Corvi, nel 2005 e il quinto, Una Danza con i Draghi, nel 2011. Da otto anni i lettori stanno aspettando il sesto, e penultimo, libro della saga.

La serie televisiva è iniziata nel 2011, quando il quinto libro stava per essere dato alle stampe. E nessuno si sarebbe immaginato che la serie, prima o poi, avrebbe superato i fatti narrati sui libri. La grandezza di Game of Thrones è essersi basata su un opera assolutamente complicata come Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Un’opera piena di personaggi difficili da interpretare, misteriosi, intelligenti, acuti. Un’opera con lunghe trame che si intrecciano con altre trame. La fortuna di Game of Thrones, però, è stata anche la sua sfortuna. Perché una volta che i libri non davano più spunti da cui attingere i due autori, Benioff & Weiss, hanno iniziato a zoppicare. Certo, sapevano come si sarebbe conclusa la saga e a dirglielo è stato proprio Martin, ma una cosa è basare una scena, o un dialogo, su una cosa già scritta dal vero autore e una cosa è continuare una cosa di cui tu non sei il padre. Due personaggi su tutti hanno risentito di questo effetto: Tyrion e Varys. Due personaggi acuti, intelligenti, dai dialoghi brillanti e dalle azioni misteriose hanno perso smalto senza l’appoggio dei libri. Ma così è stato per molti altri personaggi e molti altri fatti. La più grande fortuna di Game of Thrones, quindi l’opera letteraria, è stata anche la più grande sfortuna.

Le ultime due stagioni, più di altre, hanno risentito inoltre della fretta con cui si è voluta concludere la serie. Da nove anni Benioff e Weiss (i due autori di Game of Thrones) stanno lavorando su quest’opera dalla portata enorme. Set sparsi per il mondo, registi diversi, centinaia di persone per la produzione. Una mole di lavoro immensa che ha, per forza di cose, stancato il duo. Se poi aggiungiamo il fatto che sono piombate su di loro numerose offerte stimolanti (e sicuramente economicamente convenienti) ecco che la perdita di interesse per questo prodotto può essere calata. I due si occuperanno (il contratto è già stato siglato) di riportare sul grande schermo una nuova trilogia di Star Wars a partire dal 2022.

Un livello superiore
Ma se il punto di vista della scrittura ha zoppicato nelle fasi finali della serie, resta un comparto tecnico di livello assoluto. Grazie alla HBO che non ha di certo badato a spese per mettere in scena determinate situazioni, Game of Thrones ha dimostrato che non è inferiore a nessun prodotto audiovisivo realizzato fino ad ora. Regia, suono, montaggio, scenografie, costumi, paesaggi. Tutto è sempre stato perfetto. Ed era quasi un peccato non poter apprezzare la visione di alcune puntate davanti ad uno schermo cinematografico, perché alcune battaglie andrebbero viste in sala, con uno schermo gigante, per poterle apprezzare al meglio.

Attori giganti
Game of Thrones ha anche consegnato al mondo degli attori di livello. Lasciando stare Mark Addy e Sean Bean, già famosi prima della messa in onda di questo show, questa serie ha lanciato (o rilanciato) attori del calibro di Lena Heady, Peter Dincklage, Nicolaj Coster-Waldau. Questi tre, a mio giudizio, hanno fornito le prove recitative migliori, dei veri giganti (non quelli che abbiamo visto nella serie). Poi c’è stato chi è cresciuto con il passare delle stagioni, chi si è affermato grazie al personaggio che interpretava e chi, seppur con piccoli ruoli, ha saputo lasciare un segno. Capirete anche voi quanti personaggi ci siano stati in oltre 70 ore di visione. Non farò di certo un elenco.

Eredità
Game of Thrones lascia sicuramente un’eredità enorme. Un peso che potrebbe schiacciare chiunque provi a mettersi in competizione. La prima vittima potrebbe essere proprio lo spin-off attualmente in lavorazione basata sulla Lunga Notte dal titolo provvisorio Bloodmoon.
L’eredità che lascia Game of Thrones è enorme per la capacità di essere entrata nella cultura mondiale. Bambini e bambine hanno ricevuto i nomi di alcuni personaggi della serie (Arya su tutti) e alcune delle frasi sentite in televisione vengono citate spesso nella vita di tutti i giorni. Per non parlare dell’oggettistica.

I veri eroi
Non conosco nessuno dei loro nomi, non so da dove provengano né quanti anni abbiano. Non so se abbiano dei figli, se preferiscano la pizza alla pasta o al buon vino. Non so nulla di loro. Non sono diventati milionari dopo questo lavoro né lo saranno mai. Non conosceranno la fama né la gloria. Nessuno vorrà intervistarli né li riconoscerà per strada. Eppure bisogna ringraziare tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte di Game of Thrones per averla resa quella che è: una delle migliori serie mai realizzate.

 

Game of Thrones è finito, e così è finita anche una piccola era. Questo 2019 infatti ha portato alla fine di tre saghe amatissime dal pubblico: Game of Thrones, appunto, ma anche l’Universo Marvel (con l’uscita nelle sale di Avengers: Endgame) che però continuerà ma sicuramente non come l’abbiamo visto fino ad ora, e Star Wars (almeno la saga degli Skywalker).

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