Chi nella propria vita non ha mai sognato, almeno una volta, di mollare tutto e trasferirsi a New York? Io l’ho fatto, o quasi. Perché dopo oltre un mese la mia permanenza a New York è giunta al termine. E una cosa, più di tutte, l’ho imparata: questa città è davvero la terra dei sogni. Dall’Italia si parla degli Stati Uniti come la terra dove è possibile cambiare vita. Effettivamente la grande migrazione verso le Americhe ha portato a questa conclusione. Ma è ormai uno stereotipo o davvero si può cambiare vita?

Quando sono arrivato a New York ho avuto la fortuna di conoscere diversi italiani di diverse estrazioni sociali. E una cosa mi ha colpito, più di tutto: non mollano mai e hanno tanto ottimismo per il proprio futuro. Mi sono chiesto come fosse possibile, perché a New York tutto è concesso mentre in Italia no? Sarebbe facile rispondere dando la colpa alla crisi, al governo, alla burocrazia, alla pressione fiscale o a mille altre cose. Certo, tutti questi fattori incidono non poco, ma secondo me c’è qualcosa di diverso. Penso che la risposta idonea a questa mia domanda me l’ha data Piero Armenti, urban explorer che ha aperto un’attività imprenditoriale a New York. Lui mi ha detto: “Quando vai all’estero tendi a dare il meglio di te, quando sei nel tuo Paese questo clima di odio tende a deprimerti“.

Ho deciso allora di realizzare un qualcosa che è a metà tra un reportage e un documentario che parlasse proprio di questo. Cioè degli italiani a New York, delle loro esperienze, della loro vita, del loro lavoro e dei loro sogni. Ho incontrato quattro persone diverse con quattro storie per nulla banali e scontate. Gianluca Palanca, ragazzo di 23 anni nato negli Stati Uniti da genitori italiani ma cresciuto in Italia da quando aveva 3 anni; Piero Armenti, urban explorer, giornalista, videomaker e ora anche imprenditore; Valentina Dafne Perissi, imprenditrice di moda fiorentina trasferitasi a New York; e Rosario Procino, ingegnere che ha sfondato nel campo della ristorazione nella Grande Mela.

In questo viaggio, attraverso le loro storie, ripercorro un po’ la storia degli italiani a New York. Ad esempio: Little Italy, famoso quartiere italiano a Manhattan, non esiste più. Gli italiani si sono trasferiti in altre parti della città (e vedremo quali). E poi, per concludere, sono andato dove tutto è cominciato: a Ellis Island. Perché se è vero che adesso gli italiani ricoprono alti ruoli nella scala sociale americana (basti pensare che il sindaco di New York, De Blasio, è di origini italiane) bisogna dire che non sono sempre state rose e fiori (e anche qui, basti pensare al linciaggio di New Orleans del 1891).

Insomma, il risultato di questo mio viaggio lo potete vedere cliccando qui, in questo video. Sperando di aver soddisfatto, almeno un poco, le vostre aspettative, e sperando di avere risposto alle vostre domande su New York.

 

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