Star Wars – L’Ascesa di Skywalker esce oggi al cinema e, come spesso faccio, ecco il mio commento dopo averlo visto in anteprima. Vi eviterò i soliti dati, le solite curiosità e tutto quello che praticamente troverete in ogni sito specializzato. Qui ci sono solo le impressioni e le emozioni che ho avuto guardando il film, ovviamente senza spoiler. Quindi, cominciamo.

Una delle saghe più famose, se non la più famosa, è giunta al termine. Star Wars – The Rise of Skywalker (in italiano Star Wars – L’Ascesa di Skywalker) chiude un cerchio lungo 42 anni. L’episodio 9 ha dunque un doppio compito: chiudere una serie di film iniziati nel 1977 con Star Wars – Una Nuova Speranza e chiudere, anche, la trilogia iniziata nel 2015 con Star Wars – Il Risveglio della Forza. Tra le due chiusure ovviamente predilige la seconda, ma è normale che sia così. Anche se i riferimenti alle precedenti trilogie non mancano. Come ogni terzo film che si rispetti The Rise of Skywalker è un film di risposte, non di domande. Fin dai primissimi minuti verranno svelati alcuni misteri, e poi altri via via. Così fino alla fine.

Il tono del film rispecchia i precedenti. Molta azione, momenti intensi tra i personaggi e anche ironia. I momenti divertenti sono però tutti affidati a C-3PO, il droide dorato della saga originale. E lui, bisogna dirlo, assolve il compito in modo egregio. Poco risalto all’altro droide che abbiamo conosciuto nella trilogia recente: BB-8. Questo è un peccato. Personalmente mi piaceva tantissimo. Quasi nullo, invece, l’apporto di R2-D2.

È un film con nuove scoperte e vecchi ritorni. Com’è giusto che sia quando devi unire tutti i puntini di un disegno complicato. E quando dico vecchi ritorni non mi riferisco solo ai personaggi come Lando (non è uno spoiler, è apparso nel trailer) ma anche ad alcuni luoghi come quello in cui Darth Vader ha tagliato la mano a Luke Skywalker nell’episodio 4 (anche qui, niente spoiler, perché quel che resta della Morte Nera è apparsa nel trailer). Ma queste due cose non saranno le uniche. Le altre, ovviamente, le scoprirete vedendo il film.

Cast come sempre all’altezza. Con Adam Driver una spanna sopra tutti. L’ex marine è ormai uno degli attori più bravi della sua generazione e non lo scopriamo certo con questo film. Daisy Riley egregia con JJ Abrams che ci regala tantissimi suoi primi piani. Menzione speciale, ovviamente, per Carrie Fisher. Leia Organa rivive grazie alle scene tagliate dal precedente film, Star Wars – Gli Ultimi Jedi. Purtroppo, però, si vede. I suoi dialoghi sono forzati perché le sue parole sono già scritte. Peccato, ma non si poteva fare proprio di più. Resta un omaggio a Carrie Fisher meritatissimo.

Un appunto su cui, ci scommetto, si parlerà parecchio. C’è una scena che molti fan non prenderanno proprio bene, e a dire il vero non credo di averla apprezzata anche io fino in fondo. Non vi dirò quale per evitare spoiler, ma la capirete appena la vedrete.

Detto questo, Star Wars – L’Ascesa di Skywalker è un film assolutamente da vedere. Perché è un film fatto bene, è godibile, vi farà ridere in alcuni punti, mentre in altri vi farà emozionare. Ma soprattutto è la fine di un’era. Questa frase, di solito, è abusata per la fine di una saga cinematografica o televisiva, ma per quel che riguarda Star Wars penso che non si possa usare un altro termine per descrivere questa serie di film se non “era”. Iniziati nel 1977 terminano adesso, nel 2019. Ma Star Wars non terminerà (sono già in cantiere altri film), finirà però la storia degli Skywalker. Forse. Già, forse, perché la plenipotenziaria della Lucasfilm Katheleen Kennedy ha recentemente detto che la saga degli Skywalker è finita, ma questo non vuol dire che non li rivedremo più.

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