A proposito di non più giovanissimi
Grazie Alex per lo spunto che mi offre a proposito di golf e non più giovanissimi. La racconto volentieri la storia di William Powell,
un <ragazzino> di colore, pronipote di schiavi dell’Alabama, diventato anche se in ritardo una sorta di bandiera del golf <libero> e festeggiato nell’Aprile scorso con tutti gli onori dalla Pga americana per i suoi 90 anni. Scoperto il golf a tredici anni grazie al suo pediatra, divenne rapidamente un ottimo giocatore guidando la squadra dell’High School di Minerva nell’Ohio. Poco più ventenne si trovò a partire per la seconda guerra mondiale mobilitato in Normandia per il D-Day. Durante la sua permanenza in Normandia William ebbe l’opportunità di tornare a giocare a golf. Così e quando rientrò negli States si convinse che il golf era la sua unica passione e che avrebbe potuto diventare anche la sua principale fonte di sostentamento. Perchè non dedicarsi al professionismo, dunque, visto che, nel frattempo, era divenuto scratch?. Troppo semplice. Praticamente impossibile perchè a quei tempi, era il 1946, il Pga Tour come pure tutti i tornei privati, erano riservati ai bianchi. Mister Powell non si dà per vinto e decide di realizzare un campo da golf per i fatti propri. Il Clearview di East Canton nell’Ohio che, unico percorso progettato e costruito da un afro- americano, proprio l’anno scorso ha compiuto sessant’anni. William Powell lo gestisce unicamente per passione senza ricavarne alcun profitto assieme al figlio Larry, superintendent e alla figlia Renee che, peraltro, è la seconda golfista afro-americana ad aver giocato nel tour Lpga. Ma intanto, da non più giovanissimo, si è tolto una rinvincita straordinaria

Rispondo a Rammy: Certo che ci sono agenzie simili per i golfisti vacanzieri. La prima che mi viene in mente e che vanta una tradizione consolidata è l’Acentro di Milano con un ricco catalogo che spazia a 360 gradi sui migliori courses del mondo. Non me ne vogliano altre ed eventuali..
Risposte a Elettra: Già, ha perfettamente ragione c’è da chiedersi se spesso la passione di certi appassionati golfisti, il gioco di parole è puramente voluto, non sia soltanto un’ostentazione e basta.
Quanto a scratch signfica senz’handicap.Un giocatore ad handicap, cioè a vantaggio zero, che deve completare il percorso nel par del campo (solitamente 72 colpi).
O magari anche far meglio. Altrimenti che scratch sarebbe?
A presto, complimenti per il fantastico nome che si ritrova!
Scusi se mi inserisco nei post per un consiglio. Ho letto nella sua biografia (about) che lei ha giocato su molti campi da golf del mondo davvero suggestivi. Mi piacerebbe fare un viaggio nel mese di settembre in un paese dove poter abbinare la vacanza a qualche bella partita. Ci sono agenzie specializzate per acquistare già dall’Italia pacchetti tutto compreso (green fee, sacche etc)? Grazie e…complimenti anche per gli altri suoi interessanti hobby!
Che bella storia! C’è da chiedersi perchè in Italia soltanto pochi eletti affrontino il golf con questa passione.
P.S. Ma cosa vuol dire scratch
Allora ho delle speranze anche io!!!