Scrivevo, nel precedente post, di juniores e pulcini vari del golf. Bene. Giusto avant’ieri , mentre tiravo quattro colpi al driving range del Golf Club di Chamonix sono stato colpito, non da una pallina fortuntamente, bensì dalla dolcezza e dalla pazienza con cui un papà , nella postazione accanto alla mia, si prendeva cura di suo figlio, dispensandogli consigli e mimando lo swing corretto. Un ragazzino visibilmente adottato, di sicura provenienza centrafricana che, grazie al suo papà, ha la fortuna di apprendere i primi rudimenti di uno sport affascinante come il golf. Mi ha fatto piacere fare un po’ di training accanto a quella coppia così affiatata e motivata. E, istintivamente, sono ritornato con la mente a quella notizia che avevo letto qualche giorno fa su un quotidiano spagnolo: i gentitori europei non amano il golf, o meglio, secondo le statistiche, quando sono chiamati a scegliere uno sport per i loro figli mettono in cima il nuoto, poi il calcio e poi la danza. Seguita dal tennis a pochi decimali di percentuale. E il golf ? Al golf, stando a quel sondaggio, i genitori europei, al contrario di quelli americani e anche di quelli australiani, proprio non sembrano pensarci. Sarà, ma l’aver trascorso quei tre quarti d’ora a fianco di quella coppia di padre e figlio, nel driving range di Chamonix Mont -Blanc e come se mi avesse convinto del contrario e avesse fatto traballare le asettiche cifre dell’ ennesimo sondaggio che vale per quello vale. Perchè quello che vale di più è il buon senso. Sempre. Anche quando si sceglie quale sport far fare al proprio figlio per farlo uscire dal gregge. Voi che ne dite?