Scrivo queste righe giusto pochi minuti dopo che un tipo, in apparenza assolutamente innocuo, ha appena fatto polpette di par , di birdies e di eagles, e ha stracciato il record del campo di Tolcinasco con il suo score di 61. Non è atterrato da Marte, questo tizio assolutamente innocuo, di nome Robert, ma come tradisce il suo cognome Karlsson, arriva dalla Svezia. Un viaggio molto più breve, dunque. Alle sue spalle, confuso fra tutti coloro che cercheranno nelle prossime 48 ore di acchiapparlo, c’è un altro tizio, all’apparenza assolutamente innocuo che, nella giornata inaugurale dell’Open d’Italia è andato benissimo(64) e ieri ha fatto bene sì, ma non abbastanza, con il suo 70 perchè quando c’è uno che fa polpette di tutto ciò che incontra sul suo fairways è difficile stargli dietro. L’altro tizio, cui mi riferisco è Marco Ruiz , da Asuncion, Paraguay. Un viaggio un po’ più lungo di Karlsson, il suo, ma anche lui non è sceso da Marte. E allora? Allora parliamone di questi super eroi che fanno mirabilie. Perchè il golf in Svezia è una cosa seria, e lo sappiamo da tempo, ma che lo fosse anche in Paraguay, diciamoci la verità, chi di noi se lo poteva mai immaginare? Perchè tutto ciò accade? E perchè, noi sull’altro fronte, ci dobbiamo accontentare. E per un Molinari che tiene c’è ne è un altro, purtroppo, che rimane con le gomme a terra? Sembra sempre che facciamo fatica a piazzarne uno e uno soltanto nei quartieri alti della classifica. Anche se è la classifica dell’Open d’ Italia. E meno male che c’è l’exploit di certi dilettanti tipo Lombardi, Colombo e Viganò (grande il suo 65 di oggi) che ci fanno sperare. Lascio spazio a voi adesso , come al solito, grazie per le mail e per gli interventi che avete fatto riguardo al post precedente, dedicato a Daly. Continuate a scriverci .Parliamo di nuovi e vecchi marziani, parliamone di quest’Open d’Italia.