Siamo alle solite. La scoperta degli sport minori, ovvero la scoperta dell’acqua calda .Nel senso che le Olimpiadi di Pechino ci hanno fatto puntualmente “riscoprire” gli sport minori: judo, scherma, tiro a segno, tiro con l’arco, canottaggio e via di seguito. Ogni quattro anni ecco che ci tocca leggere e ascoltare le frasi fatte di molti colleghi, più o meno autorevoli. Prendiamo la scherma, sulla quale, magari poi vi spiegherò in un prossimo post, ho qualche titolo per poter scrivere e parlare. Una scherma, peraltro bistrattata e penalizzata da certi decisioni arbitrali in queste Olimpiadi, ma che ha permesso comunque a certi “autorevoli colleghi” di esibirsi in frasi “raccapriccianti” e proprietà di linguaggio davvero ineccepibile. Così ho sentito parlare di “fintazione”, uno strano ibrido tra finta e cavazione e persino di “cozza”, che di solito rimane nel piatto e invece quando è “coccia” come nella scherma, sta lì davanti a proteggere l’impugnatura delle armi. Quisquilie, pinzillacchere direbbe Totò per sdrammatizzare. E invece quisquilie non sono se è vero come è vero che nessuno ricorda che, per avere le gambe elastiche prima di un afondo decisivo ci vogliono ore e ore di palestra e che, per fare avanti e indietro su quella pedana,  devi aver macinato chilometri di jogging. E non mi pare nemmeno di aver ascoltato o letto da qualche parte che quando indossi la maschera, quella maschera di ferro, devi dosare ogni respiro se non vuoi andare in debito di ossigeno rapidamente .Ma anche le Olimpiadi per fortuna finiranno. E la categoria. Quella di certi colleghi giornalisti sportivi, non degli schermidori o dei tiratori o delle nuotatrici, potrà riprendere a raccontarci tutto, ma proprio tutto dell’alluce destro di Ronaldhino e del quattro-quattro- due e persino del tre per due. Con un bel chissenefrega degli sport minori. Meglio una maschia entrata che una toccata in punto di fioretto,no?.