Maestro bravo, capace, professionale o maestro stupido, incapace e predatore di denaro dell’ingenuo allievo di turno? Mi prudono i polpastrelli sulla tastiera del computer quando mi capita di affrontare questo argomento. Che andrebbe affrontato sistematicamente per impedire che il golf vada definitivamente alla deriva. Così questa volta scelgo di far parlare una cara amica , Loredana Dolce. E’una giovane donna in gamba. Che stimo non solo perchè è la compagna di Marco Soffietti, (ricordate la rivelazione dell’Open d’Italia, che per me non è stata affatto una rivelazione?) ma anche per la la sua tenacia,la sua determinazione nel voler impegnarsi per un golf migliore.Più pulito.Bene,Loredana si sta cimentando ora anche nel giornalismo collaborando con Nextgolf.it (che da adesso trovate tra i miei siti amici) e tra i suoi primi “pezzi”non ho potuto fare a meno di leggere e rileggere quello dedicato ai  maestri di golf.Ve ne ripropongo alcuni passaggi. Dopodichè scatenatevi con i vostri commenti ma sappiate che condivido i pensieri di Loredana dalla prima all’ultima riga:”….. Come scegliere da subito un buon maestro? La scelta del primo campo pratica o circolo dove prendere lezioni è conseguenza del consiglio di amici e conoscenti. A questo punto provate a prendere una lezione con uno dei maestri consigliati ma è importante che controlliate sul sito federale che questo sia abilitato all’insegnamento. Per insegnare infatti non basta essere professionisti di golf ma anche aver frequentato con profitto la Scuola Nazionale di Nepi e aver superato i vari esami per l’abilitazione all’insegnamento; non sempre nei campi pratica insegnano persone con le giuste credenziali. Una volta appurato che si tratta di un maestro vi consigliamo di scegliere un professionista con il quale riusciamo a dialogare ma soprattutto che ci porta un passo alla volta a comprendere ed a progredire efficacemente; un maestro di golf non conosce solo bene la tecnica ma riesce a trasmetterla con umiltà e pazienza agli allievi. Un ottimo maestro di golf osserva il suo allievo e studia per lui un metodo di apprendimento che lo accompagni nel miglioramento della pratica del golf differente per ciascuno di noi, così come diverse sono le nostre caratteristiche fisiche, non utilizza metodi standardizzati e frasi ripetute; con pazienza e competenza spiega all’allievo su cosa si sta lavorando .. cito una frase sentita da un dilettante recentemente. “Ho avuto maestri di golf che mi davano la sensazione di qualcosa di non detto quasi a volermi lasciare appeso per portarmi a consumare una ulteriore lezione. Ho preso l’handicap ma poi il mio golf non migliorava mai. Infine su consiglio ho trovato un istruttore che mi ha portato ad ogni lezione un passo avanti lasciandomi dentro, ogni volta, la serenità di aver appreso qualcosa di più. Ad ogni lezione arrivavo dopo aver fatto mio quanto imparato la volta precedente. La dimostrazione sono i miei continui miglioramenti, il diminuito bisogno di lezioni ed i miei visibili cambiamenti; tant’è che dal mio maestro ora io vado poco ma ho portato tanti amici!……”