brambilla1.jpgC’è un disegno di legge che riguarda il golf. Che potrebbe cambiare l’immagine del nostro golf all’estero. Bene. Per GolfStyle  ho intervistato in occasione dell’Open d’Italia il neoministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Purtroppo molti di voi non hanno potuto acciuffare una copia del nostro magazine e mi hanno chiesto di pubblicare l’intervista nel Blog.Lo faccio molto volentieri…con l’invito a resistere ed arrivare fino in fondo. visto che è un po’lunga…

Un provvedimento di legge per il golf ,era ora che qualcuno ci pensasse, ministro ….

“Effettivamente era ora, anche se possiamo solo recitare il mea culpa per tutto il tempo sprecato.  Perché qualcuno, come la Spagna dell’Andalusia coi suoi 120 campi, o il Portogallo dell’Algarve, al golf e al suo valore aggiunto turistico ci ha pensato, in verità, molto prima  di noi”

Quindi adesso ci tocca arrancare e inseguire per recuperare il tempo perduto…..

Diciamo che l’obiettivo del nostro provvedimento è prima di tutto quello di costruire nel nostro Paese, come hanno fatto appunto Spagna, Portogallo, Tunisia e Marocco, un segmento forte dell’offerta turistica legata al golf per far sì che si  possa vincere la concorrenza internazionale, diventata oramai fortissima nel bacino del Mediterraneo, e non rimanere esclusi da un mercato che muove miliardi di euro. Il turista-golfista è un bene prezioso, un’opportunità che l’Italia, Paese che il 90 per cento delle persone che viaggia, vorrebbe vedere almeno una volta nella vita, non può permettersi di farsi sfuggire”

Viste le occasioni sprecate quali errori sono stati commessi, secondo lei,  in passato?

Più che di errori parlerei di un concorso di colpe: miopia nei confronti del turismo prim’ancora che del golf, localismi ottusi , ostruzionismi incomprensibili. Come quelli che hanno fatto alzare gli scudi ai verdi in molte occasioni quando un’amministrazione locale o un imprenditore cercavano di realizzare un campo da golf . E a complicare le cose anche  un complesso di norme esasperante che ha tenuto alla larga di gli investitori. In buona sostanza il mancato sviluppo del golf  in Italia è la diretta conseguenza della mancanza di sviluppo del turismo in Italia. Negli ultimi 25 anni si è lasciato fare al caso. Con la sicumera di chi pensava, a torto, che tanto in Italia i turisti sarebbero arrivati sempre dato l’appeal delle nostre bellezze naturali, architettoniche e museali. In altre parole, non si è mai pensato ad  una vera e propria politica del turismo”

Risultato?

“Risultato è che in Francia entrano, grazie al golf un miliardo e mezzo di euro e in Spagna esattamente il doppio. Con un indotto occupazionale che interessa duecentomila persone. Sì perché un campo da golf vale cento posti di lavoro: 33 persone in media direttamente operanti nel course e le altre che, dal nuovo campo, da golf ricevono opportunità di servizi e impiego. Senza contare i posti di lavoro che si  offrono nel momento in cui si passa dai progetti alla pratica realizzazione dei percorsi e delle strutture ricettive annesse. Ecco perché il nostro provvedimento si propone di inserire la costruzione di un campo da golf in un progetto più ampio, legato ad investimenti immobiliari di tipo ricettivo e ad iniziative turistiche organizzate per l’offerta di una molteplicità di servizi ricreativi collegati al golf”.  

Ci tracci per favore il ritratto tipico del  turista-golfista

E’un turista, di età media compresa tra i 45 e i 65 anni e quindi con adeguate possibilità economiche, che in Italia spende circa 90 euro al giorno , esclusi viaggi e alloggio, contro i 53,83 euro dei turisti non golfisti. Il giro di affari in Europa per il golf è di circa 50 miliardi di euro e in Italia si aggira sui 350 milioni per introiti diretti, ossia per quelli cioè relativi unicamente alle attività del circolo golfistico. Inoltre il turista del golf ha una particolare attitudine alla scelta enogastronomica, alle escursioni, allo shopping”

Riassumo per chi si fosse messo all’ascolto solo adesso: turismo penultimo dei pensieri dei governi precedenti e golf decisamente ultimo…

“Direi che è una fotografia realistica della situazione . Vede, il turismo rappresenta oggi il 10 per cento del nostro Pil, ecco, allora pensi che cosa avrebbe potuto rappresentare se ce ne fossimo occupati già venticinque anni fa. Se avessimo pensato e capito che il turismo e i turisti cambiano. Così come è cambiato il modo di viaggiare. Negli anni Cinquanta, per esempio, si sceglieva per destinazione adesso invece il turista sceglie per motivazione e solo dopo va a vedere e a cercare ciò che sta intorno al suo hobby, alla sua passione. Dobbiamo renderci conto che la nostra offerta turistica con il prodotto-golf può innestare un circuito virtuoso. Sono  25 milioni i turisti-golfisti che si muovono ogni anno per giocare a golf , su un totale di 64 milioni di praticanti, per un settore che cresce senza battute d’arresto con una percentuale del 8,1 per cento annuo”.

Tornando al suo disegno di legge, sono previsti incentivi per gli imprenditori che costruiranno campi da golf?

“Denaro no, se è questo che intende dire. Ma il denaro, parliamoci chiaro, chi vuol fare un campo da golf ce l’ha già o lo trova facilmente. Ciò che un imprenditore non vuol trovare invece  sono le difficoltà, le procedure burocratiche lente, imposte da un iter normativo antistorico. Ed ecco quindi i nostri incentivi: deroghe, semplificazioni normative, procedure di accelerazione. Agevolazioni che verranno concesse a condizione che l’imprenditore che realizza il campo e le strutture annesse si occupi della gestione del complesso e nei cinque anni successivi non possa venderle a meno di cederle ad un altro soggetto che gestisca il golf e il resort . Abbiamo persino previsto la riconversione agevolata, in campi da golf a diciotto buche, di aree agricole dismesse . Guardi,per esempio, che iniezione di fiducia e di benessere ha portato l’investimento di cento milioni fatto da Rocco Forte, in Sicilia, attraverso il golf. Diciamo che se le Regioni capiranno questa grande opportunità e si faranno parte diligente per attuare il provvedimento governativo, la Spagna e il Portogallo noi ce  le possiamo tranquillamente mangiare. E possiamo diventare come e meglio della Florida con la possibilità che abbiamo e che offriamo di giocare nel Sud Italia tutto l’anno”

Tutto questo impegno le ha fatto venir voglia di giocare a golf?  

“Appena ho un po’ di tempo libero voglio imparare, promesso