Dunque è stato uno staordinario, inimmaginabile, nordirlandese, Rory McIlroy che ha letteralmente travolto gli avversari nel 111° US Open, il secondo major stagionale disputato sul percorso del Congressional Country Club (par 71) di Bethesda nel Maryland. Con lo score di 268 colpi (65 66 68 69), sedici sotto par, ha stabilito il nuovo record del torneo demolendo il precedente “-12” di Tiger Woods (2000, Pebble Beach). McIlroy ha lasciato a otto colpi l’australiano Jason Day e a dieci l’inglese Lee Westwood, il coreano Y.E. Yang e gli statunitensi Robert Garrigus e Kevin Chappell. Hanno concluso al 54° posto con 291 Edoardo Molinari (74 70 74 73) e Matteo Manassero (74 72 73 72) alla pari con Phil Mickelson. Non ha superato il taglio Francesco Molinari, 96° con 149 (75 74). McIlroy, secondo nordirlandese a imporsi consecutivamente nell’US Open( l’anno scorso a conquistare il titolo era stato il connazionale Graeme McDowell) ha intascato un assegno di 1.440.000 dollari su un montepremi di 7.500.000 dollari. Quanto ai nostri anche l’ultimo giro è stato problematico. Molinari ha chiuso in par le prime nove buche (un birdie e un bogey), poi è stato in grande affanno nel rientro con quattro bogey, di cui tre fra la 10 e la 13, a fronte di due birdie per il 73. “Sui green – ha detto – ho messo poche palline vicino alla bandiera e, credo che sia stato il giorno in cui ho giocato peggio. Forse non avevo abbastanza carica come nei primi tre giri. Ho sbagliato parecchio nelle seconde dove buche, che sono indubbiamente le più difficili e dove, se non sei al top della condizione, è difficile far bene. Certo, non posso essere soddisfatto dell’esito”. Manassero si è trovato due volte in vantaggio sul par (birdie alla 6 e alla 16), ma ha terminato in 72, uno sopra, per un bogey alla 11 e un doppio bogey alla 18. “Sono stati quattro giorni – ha spiegato – di sofferenza sul green. Sono entrati pochi putt e questo ha avuto peso determinante sul punteggio. Di positivo c’è solo l’esperienza che ho fatto, ma sul resto ho tanto da rimproverarmi”.