Toh chi si rivede, il vero Tiger
Tiger Woods è tornato al successo dopo due anni (per l’esattezza dopo 749 giorni) imponendosi nel Chevron World Challenge, torneo non ufficiale del PGA Tour riservato a soli 18 selezionati giocatori disputato sul percorso dello Sherwood CC (par 72), a Thousand Oaks in California.
Con un giro finale in 69 (-3) colpi e il punteggio di 278 (69 67 73 69), dieci sotto par, ha superato Zach Johnson (279 – 73 67 68 71, -9), che lo sopravanzava di un colpo dopo 54 buche. Al terzo posto con 283 (-5) l’inglese Paul Casey, autore di una brillante rimonta iniziata dall’ultimo posto occupato dopo il turno iniziale.“Penso di poter essere candidato al Comeback Player of the Year” ha detto scherzando Woods in sala stampa, poi ha spiegato il suo ritorno alla vittoria. “Ho dovuto attendere di ritrovare la buona salute e solo allora ha potuto riprendere ad allenarmi a pieno ritmo, potendo fare tutti i movimenti necessari senza problemi. Poi ho provato e riprovato pazientemente ogni colpo per ricostruire il mio gioco ed essere ripetitivo”.Sotto la guida di Sean Foley, il suo coach, Woods ha cambiato molte cose nello swing: “Ora so cosa debbo fare e come eseguirlo bene. Inoltre nel momento di massima pressione ho effettuato i tre migliori colpi di tutto il torneo”.

Beato lui che non deve preoccuparsi dell ICI!
scherzi (…!…) a parte: happy to see you again, Tiger!
Bene. C’era bisogno del suo ritorno agli alti livelli.Ne guadagna indubbiamente l’interesse e l’attenzione dei media nei confronti del ns. sport.Il golf è fatto di tanti piccoli particolari il cui assemblaggio, anche per i campioni, richiede tempo e perfette condizioni, fisiche e mentali. Credo che, al di là degli indubbi guai fisici, la mente di Tiger non fosse proprio serena negli ultimi due anni.