Signore e signori: il Masters
Ed eccoci al Grande Evento. Prende il via sul percorso dell’Augusta National, ad Augusta in Georgia, la 76ª edizione del Masters Tournament (5-8 Aprile). Il torneo creato nel 1934 dal grande campione Bobby Jones è probabilmente il major più fascinoso, ricco di storie, a volte divenute quasi leggende, scritte dai più grandi campioni, con il mito dell’Amen Corner, con i colori unici delle azalee, con il cammino real del vincitore quasi permeato di misticismo e con quella giacca verde, simbolo indelebile di una impresa indimenticabile. A suo modo l’Augusta National è un tempio del golf dove entreranno Edoardo e Francesco Molinari, da tre anni ospiti fissi nel primo major stagionale, ma con il primo che vi era stato anche nel 2006, quando ancora era dilettante. I due azzurri proveranno a ritagliarsi un ruolo da protagonisti, perché ne hanno le possibilità e le qualità. Edoardo lo scorso anno ha già dato saggio della sua bravura chiudendo all’11° posto, un risultato che gli ha permesso di entrare nel field anche in questa stagione, e ora che sembra aver ritrovato l’efficienza del suo gioco, dopo le traversie invernali e lo scarso allenamento dovuto a problemi fisici, ha le carte in regola quanto meno per ripetersi. Francesco ha avuto un buon guizzo ad Abu Dhabi (8), poi si è distratto in Qatar (69°), quindi è rimasto tra i 13° e il 17° posto nelle altre quattro occasioni in cui è sceso in campo. Resta il fatto che sa ben recitare la sua parte quando la posta è alta, tanto che nel suo palmares figura un torneo del WGC (Hsbc Champions, 2010).Aspettative lecite di una bella prestazione da parte degli azzurri, che avranno anche il vantaggio di non essere nel ristretto novero dei grandi favoriti e quindi di potersi esprimere con relativa pressione e con la serenità di chi non ha nulla da perdere.Il quartetto su cui si focalizzano le previsioni della vigilia è quello formato dall’inglese Luke Donald, numero uno mondiale e a caccia del suo primo titolo major, dal nordirlandese Rory McIlroy, numero 2, da Phil Mickelson, fuori dai top ten (14°) ma in gran forma, e da Tiger Woods, numero 7, e atteso alla controprova dopo l’ottima prova con ritorno al successo nell’Arnold Palmer Invitational.

…e anche questo Master è passato, cosi come passano tutte le cose.
Chi ci si aspettava che vincesse non ha vinto, cosi come spesso accade nella vita.
Perchè, come noi golfisti diciamo, il golf è vita.
Io parteggiavo per il bravo Osthuizen: un po’ perchè con quell’ Albatross se lo era pure meritato. Pero’ le lacrime di Bubba mi hanno commossa, da brava mamma italiana.
Il nostro caro Francesco ha terminato meglio di altre glorie dalle quali ci si aspettava di piu.
Ma questo è il bello del golf: colpi di scena e lotte appassionanti che uno non si aspetterebbe di vedere in uno sport cosi “tranquillo”.
Beh: adesso me ne vado al golf per smaltire l’agnello con carciofi di ieri, senza alcuna pretesa di imitare “loro”, ma cercando di fare del mio meglio.
Come sempre!
Augurissimi anche lei cara Mia, e a tutti i frequentatori di questo Blog, per tutto il meglio!
E che i nostri azzurri possano trovare grandi successi!
Sembra che il Tigre faccia fatica a tirare fuori gli artigli!
Ma non è ancora finito questo Master che ci regala lo spettacolo di uno splendido percorso che è un vero collirio per gli occhi.
Forza Francesco ed auguri al blog del caro Villa per una Pasqua il piu possibile serena in questi tempi difficili.
Si sa che con un animo sereno si vive e si gioca meglio.