Us o Tiger Open?
Tutti contro di lui, la “Tigre”. Lo so non è politicamente corretto, di questi tempi, cominciare la mia consueta rubrica con una scommessa. Ma non sarebbe neanche giusto far finta che Tiger Woods , il fuoriclasse ritornato in auge, dopo essere andato in crisi per essere scivolato sulle bucce di banana delle sue scappatelle sentimentali, non sia il favorito dell’Us Open, atterrato sull’aristocratico course di San Francisco. E’un dato di fatto che tutti gli altri giocatori, quelli bravissimi e anche quelli soltanto bravi, che daranno la scalata a questo intramontabile e, con i suoi rispettabilissimi 112 anni, sempreverde Major, giocheranno per vincere. Ma, è anche un altro dato di fatto, che prima di tutto, giocheranno contro di lui. Già, perché all’Olympic Club, Tiger la sua personalissima scommessa sulla sua popolarità e sulla sua rispettabilità professionale l’ha già vinta spopolando con una quota fissata a 7.00 nelle valutazioni dei bookmakers. Merito, certamente, della sua fresca vittoria ottenuta al Memorial Tournament. E gli altri come stanno, pronosticamene parlando? Inevitabilmente il borsino degli scommettitori segue l’andamento agonistico. Quindi quel giovane nordirlandese di Rory McIlroy, ex numero uno del mondo che l’anno scorso aveva acceso la girandola di una successo clamoroso trionfando con un margine schiacciante (6 colpi) è quotato a 10.00. Mentre la pattuglia degli altri miei preferiti vede Lee Westwood a 12.00, poi a 15.00 Luke Donald e a 17.00 Phil Mickelson. Siccome questa volta ho deciso di farmi trascinare in questo giochino mi incuriosiva e credo incuriosirà anche a voi sapere che il nostro Francesco Molinari è dato a 51.00 e l’altro nostro portacolori Matteo Manassero, 19 anni, si vede a 81.00 sull’agendina dei bookmakers. Provate a immaginare se facessero il grande colpo, il colpo della loro vita, pescassero più di un jolly o meglio pescassero una quantità industriale di birdies e finissero in cima a questo Us Open. D’altra parte l’anno scorso, il sorprendente McIlroy inanellò un totale di 19 birdies e persino un eagle alla buca 8, nel corso del secondo round . Della serie: buche piccole e pallina rotonda per tutti. Anche per la “Tigre”.

Dopo aver visto, a sprazzi dato l’orario,i quattro rounds, penso che l’US Open abbia mantenuto quell’alone di imprevedibilità che gli è stato caratteristico negli ultimi anni – tranne lo scorso, data la schiacciante vittoria di McIlroy -. Sotto il profilo sportivo è comunque stato un open serratissimo poichè, alla partenza del round finale, i possibili vincitori erano almeno una ventina.Certamente il percorso si è rivelato difficilissimo se si pensa che anche lo score del vincitore non è sotto par.A mio avviso l’Open ha confermato che Westwood è al momento il miglior giocatore europeo, che McDowell ha percentuali di rendimento altissime in occasione dei grandi appuntamenti, che McIlroy non sta attraversando un buon periodo di forma e che anche Donald è umanamente soggetto ad alti e bassi come il Tiger post crisi.Gli italiani ? Francesco Molinari ha dimostrato di esserci e la 29a piazza gli sta molto stretta in considerazione dei birdies (almeno tre) non entrati per un pelo nel giro finale.La regolarità rimane la sua arma migliore.Per Manassero ancora una grande esperienza con fasi alterne di gioco.Ha comunque superato il taglio che ha invece castigato campioni ben più celebrati.Una curiosità caro Villa: a quanto era quotato Webb Simpson ?