Mr Els again, I suppose
Ernie Els ha vinto con 273 colpi (67 70 68 68), sette sotto par, il 141° Open Championship terzo major stagionale disputato sul percorso del Royal Lytham & St. Annes GC (par 70), a Lytham St. Annes in Inghilterra, e dove Francesco Molinari si è classificato al 39° posto con 285 colpi (69 72 71 73, +5). E’ stato un verdetto a sorpresa in un finale incredibile nel quale l’australiano Adam Scott (274 – 64 67 68 75, -6), leader con quattro colpi di vantaggio a quattro buche dal termine, ha dilapidato il suo patrimonio con quattro bogey a chiudere regalando il Claret Jug a Els, già in club house e che magari poteva attendersi un playoff, ma non un omaggio così vistoso. Da segnalare in nona posizione con 280 (par) Matt Kuchar, l’inglese Ian Poulter, il fijano Vijay Singh e il sorprendente ultracinquantenne Mark Calcavecchia (suo l’Open nel 1989).Quanto al nostro Francesco è partito male con quattro bogey nelle prime sei buche, poi ha segnato un birdie alla buca 14. per il 73 (+3) di chiusura. Dopo il 22° posto iniziale, con un parziale di 69 (-1), il torinese è sceso al 40° ed è rimasto più o meno nella stessa posizione anche nei due giri finali.Peccato

per chi dice che il golf è uno sport facile e noioso!
tifavo per poter vedere un play off ma poi quando Els chiaramente ha vinto sul crollo di Scott, mi è tremendamente dispiaciuto per l’australiano che ha giocato benissimo ma non ha retto.
Speravo di vedere qualcosa di meglio da Tiger ma cosi non è stato. Comunque l’andatura felina del Tigre è sempre un bel vedere…
Bella competizione su un campo difficile, anche se le condizioni meteo non sono state tipiche della costa inglese: almeno negli ultimi due giorni.
Che dire, un finale sorprendente. Un maledetto put che sfiora la buca ma non entra e Adam Scott dovrà ricordare amaramente per il resto della sua carriera questo Open che poteva consacrarlo tra i grandi.Ernie “the swing” ha fatto quello che doveva fare giocando decontratto e sereno come molti dei sorprendenti “vecchi” del torneo tra i quali citerei anche Tom Watson, pur nelle retrovie ma che non finisce mai di stupire.Peccato davvero per Francesco, il par complessivo era alla sua portata.