A qualcuno è sfuggito quindi ripropongo nel Blog l’articolo conclusivo dei miei resoconti sull’Open d’Italia pubblicati ovviamente nelle pagine dello Sport:
Non vince, ma convince. Straconvince Matteo Manassero da Negrar .In un Open d’Italia che sembrava diventato una faccenda privata tra lo spagnolo Gonzalo Fenandez Castano (vincitore con un rotondo 264) e il sudafricano Garth Mulroy, (secondo con 266) è arrivato lui, ieri qui sul tracciato del Royal Park dei Roveri di Torino, ad infiammare il pubblico e a far correre palline dentro le buche per acciuffare uno splendido terzo posto a pari merito con il francese Gregory Bourdy (totale per entrambi:268 colpi). “Se quello di sabato è stato un giro fantastico -ha commentato Matteo- oggi sono riuscito, specie sulle seconde nove buche, a fare ancora meglio, trascinato da un pubblico meraviglioso, che si meritava questa prestazione. E sono felice che questa carica di fiducia sia arrivata proprio qui, a Torino, dopo un periodo non proprio di grande spolvero”.
Felice Matteo e felice, nella giornata delle rimonte, anche l’altro fuoriclasse azzurro, Francesco Molinari, che avant’ieri era precipitato nei bassifondi della classifica. “Il giro di oggi mi rassicura, ho infilato una quantità notevole di putt, che mi confortano dopo la pessima prova di sabato”.
Una grande prova d’orgoglio la sua ma anche la conferma che il nostro numero uno, l’uomo della Ryder Cup, è in forma. Nessun “fuori giri” nel suo swing e quindi il risultato più bello nella sua giornata più bella con uno score di 65 che, dopo il rovinoso 76 di sabato, lo ha riscattato, come giusto che sia per un fuoriclasse come lui ( totale di 278 colpi: 68-69-76-65). E poi l’ottima gara di Lorenzo Gagli, vera sorpresa di quest’Open, che in classifica è riuscito anche a precedere Molinari con un complessivo di 276 e che merita, d’ora in poi, d’esser tenuto d’occhio.
“E inutile accampare scuse- ammette candidamente Molinari- avant’ieri sono partito scarico, assolutamente deconcentrato e per tutte le 18 buche del giro non sono mai riuscito ad entrare in partita. La ragione è una e una soltanto: ho lavorato decisamente troppo nelle settimane antecedenti all’Open e quindi ho pagato la stanchezza accumulata, tutta nella giornata di sabato. Oggi è andato tutto come doveva e come deve andare quando torno a giocare al meglio della condizione. Ma ora pensiamo alla Ryder Cup”. Già pensiamo alla Ryder Cup, la sfida biennale tra le formazioni degli States e dell’Europa, in calendario a Medinah, Illinois, dal 28 al 30 Settembre, dove il nostro numero porterà ancora una volta il tricolore tra le bandiere più alte del golf mondiale