Dunque ci siamo. Si va a incominciare, l’edizione numero 39 della Ryder Cup, la sfida biennale tra le formazioni dei migliori professionisti di Stati Uniti e di Europa, si porta appresso, come al solito, piccoli e grandi veleni, tanta adrenalina e un tifo calcistico. Questa volta tocca al course- palcoscenico del Medinah Country Club di Chicago, nell’Illinois, ospitare da venerdì 28 a domenica 30 la Ryder Cup, l’appuntamento clou della stagione, che ha già da tempo messo in fermento gli allibratori di ogni dove. Nelle quote il distacco tra il team dell’Europa e quello degli Usa è minimo: i padroni di casa sono dati a 2,20, il gruppo continentale è valutato a 2,88. Naturalmente, come tradizione impone, c’è ampio margine di manovra anche con le scommesse sui singoli giocatori delle due formazioni e in questo caso la possibilità che l’azzurro Francesco Molinari sia il maggior realizzatore di punti della sua squadra è data a 13,00, perché il più accreditato tra gli europei è Rory McIlroy (6,50). Mentre Tiger Woods è, inevitabilmente, considerato la prima e più facile scelta dei bookmakers per quanto concerne la formazione degli Usa e quindi è “pagato” 5 volte la posta.
Selezione europea, affidata allo spagnolo José Maria Olazabal, quella statunitense, guidata da Davis Love III, la formula di gara prevede quattro incontri di foursomes e altrettanti di fourballs nelle prime due giornate e dodici singoli nella terza. In palio 28 punti. In caso di parità il trofeo rimane ai detentori. Niente dubbi sul grande spettacolo di tecnica cui si assisterà : i 24 giocatori in gara sono fra i primi 35 classificati nel World Ranking, gli americani vogliono invertire la tendenza negativa che li ha visti sconfitti per sei volte nelle ultime otto edizioni e hanno una gran voglia di rivincita dopo la sconfitta incassata nel 2010 sul percorso gallese del Celtic Manor a Newport (14,5-13,5) dove nella formazione continentale giocò oltre a Francesco, anche il fratello Edoardo Molinari. Il bilancio è comunque nettamente favorevole agli statunitensi che hanno conquistato la Ryder Cup 26 volte contro le 12 dell’Europa, ma lo storia del torneo è cambiata dal 1979 con l’ingresso in squadra dei giocatori del resto d’Europa e non più e non solo dei giocatori britannici. Da allora sono arrivate nove vittorie contro sette degli avversari. E il merito della svolta si accompagna a due nomi: Olazabal, 46 anni, che con Seve Ballesteros ha costituito una delle più forti coppie più forti mai viste alla Ryder